I nostri liberi ebook. Liberi e senza DRM. Vive la classe ouvrière!

Wumingoscopio, by Matilde, aprile 2014

Libri elettronici al popolo, come sempre. Stare con chi sta nelle strade. Meglio essere la crème della feccia che la feccia della crème.
Questi sono i titoli già convertiti, gli altri seguiranno. Per ora, sono solo le edizioni italiane. Quelle in altre lingue saranno aggiunte via via. Tempo al tempo, ché non vi corre dietro nessuno. A parte la crisi.
Grazie e massimo rispetto a biopresto, joepsichip e hubertphava. Creditz più dettagliati nei file ePub e Mobi. Grazie anche a Emanuela Zibordi e Manuel.
Per gli archeologi del web: l’antica pagina download è qui.
Prossimamente: la pagina delle colonne sonore. Tutte le musiche composte ed eseguite per/con/intorno ai nostri romanzi e racconti. (WM, 14/02/2012)
AGGIORNAMENTO GIUGNO 2012: Detto e fatto. Ecco la pagina delle colonne sonore.

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Q Q (1999)
«Ma perché tornare a raccontare quella storia? Perché un romanzo storico su un soggetto tanto anacronistico? Che significato potevano mai avere Thomas Müntzer e la Guerra dei contadini nei “ruggenti anni Novanta”? Il “comunismo” era stato sconfitto, la “democrazia” aveva vinto, la fede nel Libero Mercato era tanto indiscussa che in Francia si era coniata l’espressione “Pensiero unico”. L’ideologia neoliberista era trionfante. Davvero volevamo scrivere un romanzo su degli straccioni proto-comunisti dimenticati da chissà quanto? Certo che sì.» (Spettri di Müntzer all’alba, 2009)
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Asce di guerraAsce di guerra (con Vitaliano Ravagli, 2000)
«Asce di guerra è sempre lì. La fragranza di nebbia, cordite e odori esotici si preserva inalterata. Eppure, è un libro nuovo. Ha smesso di essere l’oggetto narrativo non ancora identificato che marcava una brusca discontinuità con la geometrica circolarità di Q, per farsi indispensabile liaison tra il pellegrinare ribelle nell’aurora della modernità europea e la demolizione di scontate mitologie novecentesche. Continua a essere il testo più aperto e cangiante che Wu Ming abbia mai scritto, perché è un modo di vedere le cose, una dichiarazione d’intenti in forma d’opera, un metodo definito attraverso un’affascinante teoria di casi concreti.» (L’Unità, 28/05/2005)
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5454 (2002)
«Una colossale sequela di narrazioni intrecciate che a volte arriva a tenere insieme Cary Grant, Tom & Jerry, il maresciallo Tito, Lucky Luciano, un barista di Bologna conosciuto come “Il Re della Filuzzi”, l’imperatore Bao Dai e Ian Fleming. Incredibile a dirsi, ma convince pienamente. Ne emerge una storia epica sull’identità e la celebrità, il comunismo e la corruzione. La prima frase annuncia il tema: “Non c’è nessun dopoguerra.” Questo è un romanzo sorprendente, intrigante, provocatorio e profondo. Al confronto, la maggior parte dei libri di oggi sembrano poca cosa.» (Scotland on Sunday, 15/05/2005)
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Guerra agli UmaniGuerra agli Umani (2004)
«Una storia che fila via come i maledetti treni dell’alta velocità, fra omicidi, cinghiali mannari e furti al supermercato, fino a una resa dei conti in stile Alamo, con Jannacci al posto di Morricone, mugolato come un gemito di armonica. Lo stile ormai è professionale, da scrittore navigato, con un montaggio che alterna i personaggi, zooma tra le soggettive, mixa dialoghi filosofici e comunicati stampa. Una lingua scarna, rapida, parlata, capace di insospettabili raffinatezze.»  (Pulp Libri)
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New Thing New Thing (2004)
«Ogni volta che appare un romanzo imparentato con il mondo del jazz bisogna incrociare le dita e sperare per il meglio: la maggior parte degli scrittori, infatti, sembra incatenata a una immutabile, infrangibile, catena di clichés ormai rancidi puntualmente riproposti a ogni uscita in libreria: locali fumosi, atmosfere notturne, musicisti sfigati e bohèmien, droga, genio e sregolatezza, il tutto rigorosamente Round Midnight. Questo vale sia per gli autori italiani che stranieri, e dimostra in maniera lampante che se questi scrittori hanno bisogno di continuare a orecchiare simili banalità significa che di jazz conoscono poco e capiscono ancora meno.
Questo New Thing, invece, […] va accolto come una ventata di aria fresca in una stanza chiusa da decenni.  [Wu Ming 1] dimostra non solo una conoscenza enciclopedica della musica afroamericana, ma anche di ciò che ha dato vita a quell’espressione artistica. Le lotte per i diritti civili, i tumulti antirazzisti, la voglia di riscatto sociale e di giustizia, le speranze e la sofferenza di un’intera generazione militante.» (Tuttolibri – La Stampa, 13/11/2004)
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ManituanaManituana (2007)
«Wu Ming coniuga in modo felice il respiro delle grandi narrazioni epiche e i meccanismi coinvolgenti del romanzo d’appendice. Nel 1775, nella valle del fiume Mohawk, dallo splendore lirico del mondo meticcio battezzato “Irochirlanda”, con le sue foreste e i laghi del nord-est americano, fino ai fasti grotteschi dei saloni aristocratici, passando per i bassifondi di Londra, attraverso personaggi femminili e maschili (fatti di leggenda eppure realmente esistiti) intrappolati tra due civiltà, il lettore è immerso in una saga sontuosa, dove la poesia è alleata della precisione nei dettagli. Dal gergo dei malviventi alla lingua sacra dei pellerossa alla “bella lingua” del XVIII secolo, Wu Ming ci restituisce una musica che miscela cornamusa scozzese e canti magici, per farci sentire meglio, al di là dei dibattiti che ancora oggi ci agitano, l’epopea della nascita di una nazione vista dai perdenti della storia.» (Le Nouvel Observateur, 19/08/2009)
Che si dice su AnobiiCos’hanno scritto negli altri Paesi - L’antico sito dedicatoePubMobi (Kindle)Pdf –  RtfRassegna stampa

Stella del MattinoStella del mattino (2008)
«Oxford, 1919. La prima guerra mondiale è appena terminata. Tra i tanti reduci dei campi di battaglia ci sono anche tre giovani destinati a un brillante futuro da scrittori: Robert Graves, J.R.R. Tolkien e C.S. Lewis, tutti alle prese con gli incubi e i traumi psicologici causati dai combattimenti. Ma il personaggio più ambiguo e tormentato è il protagonista T.E. Lawrence, il leggendario Lawrence d’Arabia, che con il suo arrivo risveglia la curiosità degli abitanti della cittadina. Perché è tornato a Oxford? È davvero un eroe? Chi c’è dietro la misteriosa sigla S.A. a cui è dedicato il libro di memorie che Lawrence sta scrivendo? Stella del mattino conferma che i romanzi del collettivo Wu Ming riescono bene sia quando i suoi membri lavorano in gruppo sia quando scrivono da soli. Ancora una volta, l’intreccio di verità storiche ed emozioni inventate funziona perfettamente e ci regala un racconto appassionante e profondo, che si snoda tra le biblioteche inglesi e le sabbie dei deserti arabi.» (Internazionale, 15/05/2008)
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Previsioni del tempo (2008)
«Con tipico gusto Wu Ming, il racconto, senza perdere di mordente, sa arricchirsi con i più vari e spesso inattesi prelievi dalla storia e dalla memoria collettiva… Può, per esempio, evocare il numero di ottobre 1987 del fumetto Il Paninaro, che recava un servizio su Napoli dove di paninari non c’era nemmeno l’ombra; o soffermarsi sulla funzione della Cina nel mondo moderno […] Di Previsioni del tempo i blogger parlano come di un lavoro minore del collettivo. Personalmente ne dubito, e mi sa che la misura breve gli dona.» (Corriere del Mezzogiorno, 18/05/2008)
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AltaiAltai (2009)
«Quel che non è cambiato in Altai è la voglia di perseguire l’utopia e di provare a realizzarla in terra, e non è cambiata la pietas degli autori che palesemente amano i loro eroi e tuttavia non possono impedirsi di sapere com’è andata a finire: anche il sogno d’una patria per tutti i perseguitati, ebrei o no, in cui «coltivare la vite, l’ulivo e la tolleranza», finirà nell’odore del sangue e nel lezzo dei cadaveri. Ma il romanzo storico, per essere popolare ed epico, deve calarsi in un passato capace di far sognare ad occhi aperti, e i luoghi e gli anni raccontati in Altai rispondono allo scopo. La vicenda si muove tra una Venezia lugubre e poliziesca e una Costantinopoli raggelata dalla neve come dal pennello d’un calligrafo, prosegue nella polvere e nel frastuono dell’assedio di Famagosta e si conclude nelle acque insanguinate di Lepanto.»  (Tuttolibri – La Stampa, 19/12/2009)
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Il sentiero degli deiIl sentiero degli dei (2010)
«La linea gotica, la guerra partigiana, le vestigia romane, gli scavi archeologici, l’epopea sanguinosa della Direttissima (la nonna della Tav, voluta da Mussolini), gli operai morti per acqua, per fuoco e per silicosi, le falde disseccate, gli sventramenti e gli sciali che la Modernità si è lasciata alle spalle nella sua corsa forsennata. “Tutti crimini che rimandano a un crimine più grande: il tentato assassinio di una differenza”. Di questa differenza Wu Ming 2 ha saputo farsi narratore, e vendicatore, usando – in una sola parola – attenzione. Contro la disattenzione di quel dio distratto che è il progresso, l’attenzione del camminatore, per il quale anche un acciottolato, un muro diroccato, una vite antica, sono presenze che segnano il mondo, sono “luogo”. Minimi indizi di lunghe storie, che la scrittura (e, prima della scrittura, la comprensione) aiuta a rievocare, come cocci da rimettere insieme, pazientemente, gentilmente. L’epica del libro, che pure è asciutto nei toni e ben più breve di quanto la lunghezza del viaggio farebbe temere, sta soprattutto nel contrasto immanente tra il treno che corre “sotto”, cieco e indifferente, e l’uomo che cammina “sopra”, attento, sensibile. E’ una specie di underground rovesciato […] I veri segreti, i veri misteri, le vere rivelazioni vivono in superficie, sotto le stelle e in mezzo alla nebbia e agli alberi.» (La Repubblica, 25/05/2010)
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L’eroe imperfetto (2010)
«Parla il linguaggio raro dell’approfondimento e della competenza nella divulgazione questa ultima fatica saggistica di Wu Ming 4: solida preparazione filosofica, ampio ventaglio di letture e soprattutto una capacità di scantonare sia dalla consueta schiera di riferimenti canonici, sia dall’approccio effimero ai concetti di un web sempre più appiattito sulla contemporaneità e sulla petulanza. L’eroe imperfetto è un libro agile che raccoglie tre saggi realizzati in tempi differenti ma tutti accomunati dall’analisi della figura, delle caratteristiche, della storia, dell’evoluzione nelle concezioni dell’eroe: un archetipo – come si legge da subito – in crisi ma necessario, una figura che più si approfondisce nei suoi lati ambigui, meno ovvi e muscolari, più si rivela utile e fruttuosa proprio quando sembrava non essercene più, brechtianamente, bisogno.» (La compagnia del libro)
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Anatra all'arancia meccanicaAnatra all’arancia meccanica (2011)
«Forse, a qualche critico dal palato più fine potrà apparire desueto quest’anatrino marxista all’arancia meccanica, che si scaglia contro l’impero turbocapitalista della Walt Bizney e che non esita a parodiare se stesso, per esempio quando deve scegliere se firmare un contratto milionario per il sequel di un cinepanettone intitolato Benvenuti a ‘sti frocioni. Con il suo porsi pervicacemente in anticipo e in ritardo sui tempi, Wu Ming è il segno di come alcuni scrittori, durante gli anni dello sfacelo e della sovraesposizione narcisistica, abbiano cercato e continuino a cercare un corpo a corpo con la realtà.» (L’Indice, maggio 2011)
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Timira copertinaTimira (WM2 con Antar Mohamed, 2012)
«Storia inzuppata di cose. Occhi accecati da mille immagini. Quasi da non afferrarne subito la visione di insieme, ma solo schegge di bellezza. Materiale infinito a cui gli autori hanno messo ordine con il rigore dello storico e un’ abilità quasi ottocentesca (nel senso del romanzo). Amanti della verità, tanto da infilare nel libro documenti ufficiali, ma amanti ancora più appassionati della forza narrativa, che richiede spruzzate di invenzioni, laddove la vicenda si inceppa o perde respiro, come accade con la realtà.» (La Repubblica)
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Point LenanaPoint Lenana (WM1 con Roberto Santachiara, 2013)
«La breve vicenda, iscritta in tre vite e in un limitato arco temporale, si dilaterà, una volta sottoposta all’attenzione degli autori di Point Lenana, in un’amplissima rete di avvenimenti, alcuni connessi e consequenziali, altri casuali, che, sviluppandosi dal passato al presente e al futuro, riempiranno di sé tutto il corso di un’epoca. Il risultato è un complesso diegetico in cui s’intrecciano vari libri, giustamente definito, dagli autori, “racconto di tanti racconti”: un libro che “parla di Italia e italianità, di esploratori e squadristi, di poeti e diplomatici, di guide alpine e guerrieri”. L’espediente tecnico che produce e tiene insieme il racconto è un processo di ibridazione di saggistica e narrativa […] interpretato con senso felice del ritmo ed espresso in una lingua asciutta e intensa, che punta sempre verso la realtà, connotandone con efficacia la sostanza subliminale.» (Giuseppe LeonelliLa Repubblica)
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N.B. I nostri titoli (romanzi e racconti in diverse lingue) non ancora convertiti in ePub e Mobi sono scaricabili in pdf e altri formati dalla vecchia pagina dei download.

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Download gratuito, come sempre, fin dagli anni Novanta.

Ora: se pensi che questo sforzo di apertura, questa politica che portiamo avanti da tanto tempo meriti una ricompensa, un incoraggiamento, un feedback, un… “controdono”, puoi usare il bottone qui sotto per mandarci qualche scellino.
Non per “pagare” i download, che sono gratis, ma come sostegno per lo sbattimento, per l’impegno che profondiamo ogni giorno da tanti anni, sul web e per le strade.
Non è nemmeno necessario avere la carta di credito, basta un conto corrente.

[En passant: stiamo cercando alternative a PayPal, opzioni in più da offrire a chi abbia (molto comprensibilmente) in antipatia quell’azienda e il suo padrone.]

Se scegli di fare una donazione, tieni conto che €5 sono già più di quanto ricaviamo da ogni copia cartacea venduta.


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Per donare puoi usare anche Flattr. Se non sai cos’è, scoprilo qui.

P.S. Finché dura, noi sbarchiamo ancora il lunario grazie alle vendite delle edizioni cartacee. Ogni anno è più difficile, ma abbiamo uno zoccolo duro di lettrici e lettori, e finora siamo riusciti a fare il nostro mestiere. Di questi tempi è già molto.
Questo per dire che comprare un buon vecchio libro di fattura classica, oggetto rodato da secoli d’utilizzo e tradizione, rimane un modo virtuoso e solido di sostenere il progetto Wu Ming. Magari compralo in una libreria della tua città. Magari in una libreria indipendente.
Chiaramente, la donazione via PayPal puoi farcela comunque. Le due cose mica si escludono.

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Un altro modo di sostenerci è acquistare l’unico nostro ebook sul mercato, a soli 4 euro:

Giap. L’archivio e la strada
Scritti 2010 – 2012. Una sintesi, un esperimento, un ebook.

Maggiori informazioni (e dibattito) -> qui
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226 commenti su “I nostri liberi ebook. Liberi e senza DRM. Vive la classe ouvrière!

    • questo che fate è innovazione.Condividere come voi fate genera una grande tensione dentro di me.Una tensione che mi vuole sempre riflessiva e attenta.
      Grazie.

  1. questo e’ un regalo enorme! siete dei grandissimi!

  2. Grazie! baci baci!

  3. Grandi! Il mio Kindle ringrazierà (e i cartacei sono tutti allineati in libreria…).

  4. Grazie per essere crema. I cartacei, già sciupati, li sta finendo di sciupare mio figlio Domenico. Il formato elettronico andrà a tutti noi, ma soprattutto a Domitilla.

  5. Ad intergrazione del cartaceo…Grazie mille!

  6. Grazie!

  7. Grazie!

  8. Massimo rispetto, come si diceva una volta… :)

  9. Grandi! Li ho scaricati tutti, anche se già ne ho comprati e ne comprerò…per me i libri sono belli da sfogliare, ma almeno così li posso leggere in viaggio.ciao

  10. Rispetto! di solito sono un “follower” silenzioso, ma oggi vi volevo salutare! non dimenticate i vostri lettori di lingua francese, ci sono si… ne sono! ciao!

  11. Grazie mille, e non solo per il download gratuito delle vostre opere. Da follower di lunga data di Giap, anche se non sono mai intervenuto, apprezzo molto sia i vostri libri (che negli anni ho acquistato da feticista dell’oggetto cartaceo quale sono) sia il vostro lavoro intellettuale che sfrutta la rete come mezzo privilegiato d’espressione. I post su Giap, con le enormi e appassionanti discussioni che generano, sono un toccasana per il mio artritico cervello! Ci vediamo in libreria, appena esce Timira!

  12. Una volta, un amico di mio padre andò a prendere la fidanzata in un salone di bellezza. Prima volta che entrava in un luogo del genere. Non appena varcata la soglia e inalati i troppo dolci effluvi dell’ambiente, esclamò forte: “Vi pigliasse un colpo! Datemi merda da annusare sennò svengo!”

    [Questa è una traduzione, la frase originale era in dialetto ferrarese: “Ch’av ‘gnéss un mal! Dèm ‘na merda da nasar, sinò a svién!“]

    Fuor di sottile metafora: grazie di tutti i grazie, è solo che qui si rischia il diabete! :-) Troppo buoni. Facciamo che Leonardo ha ringraziato anche per tutti i commentatori a venire?

  13. Evviva! I cartacei prendono la via della biblio di mamma e papà!! Thanks a zillion!

  14. Qui ci stiamo scambiando pareri su ebook, ereader, formati, download, gratuità, carta etc.
    http://identi.ca/conversation/90368494#notice-90587820

  15. combattere il picco glicemico si può:

    http://www.youtube.com/watch?v=CeiR6Q2Yonk

    tanto affetto :-D

  16. Complimenti ragazzi, siete un faro corrusco fra le nebbie esiziali dello squallore senza fine quotidiano.. Hasta siempre! ^_^

  17. ….a proposito, vi leggo dai tempi di Q, sebbene sia un umile newbie fresco-fresco di iscrizione al blog…tenete duro, non siamo così pochi! Abrashish!

  18. […] Segnalo la pagina dei download di Giap, ovvero i romanzi di Luther Blisset e Wu Ming (singoli e in gruppo). Ci sono diversi formati e ci sono i collegamenti per vedere cosa se ne pensa in aNobii. Io mi sono già scaricato Q di Luther Blisset, 54 (Wu Ming) e Stella del mattino (Wu Ming 4), pronto ad acquistarli in formato cartaceo qualora mi piacessero. Mi permetto di riportare di seguito ciò che propongono  relativamente all’offerta libera in calce alla loro pagina: […]

  19. […] che volevo dire adesso però. Adesso volevo dire che hanno inserito anche la pagina per fare il download gratuito dei loro libri, che io ho naturalmente già tutti in versione cartacea. Però sono andato lo stesso […]

  20. E così ho scoperto che qualcuno ha già fatto la versione in audiolibro di Q!
    La mia versione è in lavorazione da un paio di anni, sono arrivato tardi…

  21. grazie!!!!

  22. Grazie, grazie e grazie!
    Vi seguo e vi leggo in “sacro” silenzio ma oggi il post era d’obbligo!

  23. Prego, però mo’ basta, eh! Il messaggio è arrivato forte e chiaro, ci riteniamo sufficientemente ringraziati :-)
    La sezione commenti di un post dovrebbe essere un minimo interessante da leggere. Una sfilza di “Grazie!” diventa respingente.
    Se qualcuno vuole dire qualcosa su ebook, download etc., o più nello specifico sulla nostra prassi di mettere i libri scaricabili (una mini-riflessione da fare, una testimonianza di lettore/lettrice, un quesito da porre, un rospo da sputare), questo spazio è a disposizione.

  24. grazie, da un vecchio professore che proprio qualche settimana fa ha spiegato ai suoi studenti il testo di New Italian Epic! Siete riusciti a fare quello che a suo tempo non riuscì ai Clash con la CBS.

  25. Ho letto (in fretta) la discussione su Identi.ca (non ce l’ho l’account e al momento non è tra le priorità anche se il discorso dei gruppi mi intriga).
    Io ho il Kindle, e proprio dieci giorni fa avevo preso la vostra roba dal vostro sito e mi ero fatto una cartellina “Mobi” proprio per inserirvi sul lettore :-) ma è uscita un po’ così perché devo smanettare come si deve con Calibre.
    Ho qualcosa da dire sul discorso ereader-ebook-prezzi e sul discorso eink-carta ma non subito.

  26. Nota di servizio, i file di “Guerra agli umani” e di “Il sentiero degli dei” non si visualizzano bene sul Kindle. Hanno quel problema che hanno a volte i file creati con Writer2Epub: per qualche arcano motivo si incasinano i caratteri e sul lettore si visualizzano con un carattere monospace che avrebbe fatto la gioia di Indro Montanelli, non la mia :-)
    Gli altri fungono alla perfezione, scusate la pignoleria.
    (una soluzione pare sia agire con Sygil ed eliminare TOC del file ma non ci ho mai provato).
    ah dimenticavo: GRAZIE! ;-)

    • @JohnGrady, riguardo “Guerra agli umani” e “Il sentiero degli dei” .

      Contatto i due “convertitori” dell’epub e vedo di farmi andare gli odt di partenza, per poi rimaneggiarli e sistemarli.

      Dato che hai un kindle, ti andrebbe di caricarci anche gli altri mobi per vedere se han problemi e, se si, di segnalare quali?
      Io mi devo arrangiare col “kindle-preview” che, diciamolo, emulato su linux, fa veramente *schifo*.

      Ah, altra cosa: il font di default del kindle e’ “caecilia” o sbaglio?

      Thanks…

      HP

      • Ciao,
        sì il font del Kindle è Cecilia (scritto sicuramente in un altro modo).
        Ho provato i mobi di tutti i testi messi su questa pagina e vanno. Certo, il discorso capitoli è un po’ variabile (in Q puoi saltare le parti ma non i capitoli) ma la leggibilità è ottima.
        Ora provo Asce di Guerra.

      • Ho ricontrollato.
        Confermo il discorso legato al carattere Monospace sui titoli di WM2.
        Aggiungo che sia in Q che in Manituana si può skippare solo la “parte” e non il singolo capitolo. Per intenderci, da “la sacca, i ricordi (cap.12) si arriva a l’occhio di Carafa (dopo il cap. 29). In Manituana per esempio passi da “Cuore Freddo” all’epilogo.
        Gli altri sembrano ok.

      • Asce di Guerra in formato .mobi funziona alla perfezione e non ha problemi di monospace o di capitoli non riconosciuti.

  27. Ho visto anch’ io molto di fretta la discussione su identi.ca e non ho l’account. Ora come ora vivo negli usa e devo dire che qui sono molto diffusi gli ereader. Tipo in metropolitana sono in rapporto 3 a 2 coi libri tradizionali. Però qui i prezzi sono anche peggio che in italia le cose nuove costano tipo 14 dollari. In generale costano troppo ovunque visto che credo alfa fine sui un libri i costo si mpa, trasporto, resi, librai siano la parte più alta. Per cui potrebbero farli pagare

  28. Parecchio meno. Gli editori esagerano e secondo me tra un po’ fanno la fine delle case discografiche. Ora è possibile trovate tutto gratis legalmente o meno . Io penso che sia etico pagare il lavoro di tutti, per ciò suono contento di pagare per i libri. Però se mi sento preso per il culo dagli editori magari cambio idea.

    Scusate ma prima è partito il commento dà solo

  29. Piuttosto che PayPal perché non mettete l’IBAN di un conto corrente?

    • Anni fa davamo le coordinate di un conto corrente postale, ma la cosa non funzionava, alla fine lo abbiamo chiuso.
      Con Paypal e/o affini con 2/3 click hai già fatto e la valuta è immediata, mentre per fare un bonifico on line uno dovrebbe: aprire il sito della banca; digitare codice cliente e password; selezionare tra i pagamenti l’opzione del bonifico; aprire la pagina del modulo; ricopiare nell’apposito campo i 23 caratteri dell’IBAN; inserire l’importo (e magari la causale); dare l’ok; attendere la schermata di verifica dei dati; inserire il pin per confermare il pagamento. E questo, va ribadito, è il bonifico on line. Per quello tradizionale, uno dovrebbe copiarsi/stamparsi l’IBAN e andare alla filiale della sua banca, fare la fila, compilare un modulo, firmare… No, meglio di no.

      • Però consentirebbe di tagliare fuori il circuito delle carte di credito. Banche ‘meno peggio’ ne esistono, carte di credito no. Magari lasciare paypal e aggiungere le coordinate bancarie, così chi è disposto a ‘sbattersi’ un po’ più per non foraggiare quei signori?
        Poi ovviamente se si tiene un conto aperto per magari 100 euro l’anno il gioco non vale la candela.

      • Di fatto, PayPal consente già di fare donazioni senza avere una carta di credito. Basta un conto corrente. Però il problema rimane PayPal, che è soggetto alquanto ributtante.
        Ma uno potrebbe obiettare: “Esiste qualcosa di non ributtante nell’odierno finanzcapitalismo globale?”
        Finisce che ci si addentra nella selva oscura dei “meno peggio”, dove si rischia uno smarrimento fatto di puntigli, distinguo un po’ bizantini etc.
        Tocca essere il meno astratti possibile, sforzarsi di offrire più opzioni, ciascuna delle quali (magari) consenta al suo interno più modalità, carta di credito o altro. Restando consapevoli del fatto che le transazioni “incontaminate” non esistono, ma senza fare di questo una scusa per non porsi il problema. Al contrario: farne la premessa per continuare a interrogarsi.
        Nel caso specifico che proponi, si tratterebbe di aprire un conto co-intestato presso una delle banche “meno peggio” (Banca etica?), per un’opzione che – ne siamo già sicuri in partenza – verrebbe scelta da una percentuale irrisoria dei disposti a donare (che già sono molto pochi). Boh.

  30. Come già accennato su identi.ca, sono un felice possessore di e-reader, da circa un anno io e la mia compagna affianchiamo alla lettura “tradizionale” quella digitale. Questa variante non ha minimamente intaccato i nostri passaggi in libreria, ma ha quantitativamente e qualitativamente moltiplicato le nostre letture. Lo dico sinceramente, molti autori da me scoperti negli ultimi dodici mesi, sono figli del downloading, inizialmente convulso, e successivamente più mirato, figli anche della condivisione in rete in siti di file sharing. Una bella alternativa e uno stimolo costruttivo alla lettura!

  31. Non so da queste parti, ma dalle nostre il 99% di quanto viene scaricato è in pdf. Pochi epub e pochi mobi…

  32. Riguardo alle alternative a PayPal per un contributo – premettendo che qualsiasi transazione in denaro è prevedibilmente gestita da stronzi – si potrebbero valutare cose come Flattr o sistemi di micropagamento SMS (anche se mi sa che in Italia è dura per percentuale su commissioni e, appunto, abbondanza di stronzi).
    C_

  33. Per il formato in cui si scarica, va tenuto conto anche il fatto che il pdf va bene per i pc in ufficio (avendo ancora un lavoro in ufficio beninteso).

  34. Li ho già tutti nel buon vecchio formato cartaceo, però così me li posso portare dietro tutti anche in viaggio. Grazie mille, Wu Ming

  35. Aggiunto anche il .mobi di “Asce di guerra”, che si era smarrito in the process :-)

  36. Ho mandato su ora a WM1 il mobi de Il sentiero. Appena posso, magari rimetto mano a Guerragliumani.

    @JohnGrady: non ho un kindle su cui testarli (Grrrrrrrr!); hai voglia di smazzarti i mobi e mandarmi un file con gli errori a
    hubertphava_chiocciola_cyberdude_punto_com
    cosi’ che li possa verificare meglio e correggere?

    …mumble… sarebbe da fondare un Comitato per l’abolizione del mobi e degli atri formati chiusi e fetenti….

  37. @John…( e poi per oggi chiudo :-)
    La toc di Manituana ( solo le sezioni senza i numeri di capitolo) rispecchia l’indice del cartaceo: l’ho fatto uguale.
    Per Q il discorso e’ diverso: ho segato via i numeri_capitolo d’imperio perche’ nell’epub mi faceva una toc lunga come un anaconda ed era scomoda da usare.
    Anche qui ho lasciato solo le sezioni; le toc dei mobi nei due romanzi sono identiche a quelle dell’epub.

  38. grandissimi, grazie!!

    Ho fatto una donazione con grande piacere :)

  39. quasi ovviamente, grazie infinite!!!

  40. Un intervento a cavallo dei due post (su Timira e sugli e-books).

    Ieri ho letto, in anteprima, il file (.pdf) di Timira.
    Sono troppo parte in causa per poter esprimere un giudizio “freddo” e meditato. E poi, hic rodus hic salta, necessito un’altra lettura, sicuramente CARTACEA. Credo, infatti, come lettore, nell’interazione carta/elettronica. La carta ha il fascino retro’ di chi, come me, manco c’ha il cellulare; l’elettronica e’ fondamentale per cercare parole in maniera rapida, montare e rimontare, fare “copia e incolla” per citare brani.

    In questo senso due sono i problemi aperti: 1) il costo economico (ed ecologico!) del cartaceo vs elettronico; 2) scrivere con il computer ha cambiato la scrittura, leggere con il computer cambiera’ la lettura? Penso di si…

    Incappato, per motivi lavorativi, nelle dispense di Chimica dei Supporti Cartacei di Paolo Calvini dell’Universita’ di Venezia ho letto queto passaggio: nel 1516 Johann Tritheim (teologo, storico, bibliografo, crittografo e Direttore del Monastero Benedettino a Sponheim) scrive: “la pergamena dura millenni, quanto dura la carta? Si e no un paio di secoli”. Chiaro che la profezia e’ stata sbagliata e la carta, soprattutto quella pre-fase industriale, resiste al tempo molto meglio di un qualunque tascabile di 10 anni fa (basta sentirne l’odore acido e il colore giallognolo della pagine: si chiama “incendio lento”). Anche qui viene fuori il problema del’apertura o meno dei formati elettronici (come gia’ detto). Un libro scansionato e messo in un floppy e’ oggi leggibile? Si, a patto di avere un lettore di floppy…. La digitalizzazione di archivi e biblioteche (di cui l’e-book e’ da vedere, a mio parere, come corollario) e’ una questione dibattutissima. C’e’ anche chi, a ragione, sostiene che digitalizzare e’ pericoloso proprio perche’ poi non si pensa all’originale…3) Quale tecnologia e’ davvero open e utile per preservare l’antico supporto cartaceo? Quanto durera’ l’elettronico?

    Le tre domande sono forse scontate, ma, qui (http://kaizenology.wordpress.com/2011/05/27/vuelvo-al-sur-1-reportage-dal-centro-del-mondo/) ho piu’ tempo del solito…

    ps: “Nemici dello Stato” un tempo era scaricabile, vero? Mi pare di averlo fatto…

  41. […] segnalo la nuova pagina per scaricare (gratuitamente) tutti i romanzi del collettivo Wu Ming. Con la speranza che molti […]

  42. Leggo ora. Wow!
    Se avete bisogno di una mano a compilare ebook, ve la darò volentieri. Contattatemi in privato. Grandi!

  43. Con la sistemazione di “Guerra agli Umani”, adesso tutti i file .mobi sono a posto. Scaricatene e godetene.

  44. meravigliosi!!!!

  45. ragazzi tanti auguri anche da Atene

    nikolas

  46. La rivoluzione inizia da qui. Siete grandiosi!

  47. […] “Libri elettronici al popolo.” Fantastica iniziativa del collettivo […]

  48. […] essere la crème della feccia che la feccia della crème“, scrivono i Wu Ming su Giap!, aggiornando la pagina dove offrono in download (lo fanno da quando sono nati come collettivo, peraltro) i propri libri. […]

  49. […] Giap!, il sito ufficiale del collettivo, sono reperibili gratuitamente per il download tutti i romanzi […]

  50. […] ribadire la loro politica di libera distribuzione dei loro testi in formato digitale rinnovando la sezione download del loro blog Giap! In cambio dei loro romanzi chiedono un contributo libero e facoltativo. I KaiZen, da alcuni mesi a […]

  51. Arrivo in ritardo.
    Sono mesi che smanettavo su vari bookshop alla ricerca delle versioni digitali di vostri libri che non ho ancora letto.
    Avevo scaricato e goduto Il Sentiero degli Dei e periodicamente andavo in libreria pensando… “basta ora compro il cartaceo”. Poi mi trattenevo.

    La scelta di pubblicare free tutti i vostri libri mi sembra fantastica e dirompente. Non so come abbiate convinto gli editori!
    Gli e-book credo possano essere un’opportunità importante per creare un nuovo rapporto diretto tra scrittori e lettori.
    E chiedere al lettore di partecipare volontariamente all’acquisto mi sembra un modo interessante per attivare un canale di comunicazione inusuale per il mondo dell’editoria. Si paga in funzione del valore che il singolo attribuisce al bene che acquista. Bello.
    Ancora più bello se si considera che gli e-book, inspiegabilmente, costano quasi quanto le versioni cartacee senza averne i costi.

    Ovviamente, per me scaricare gli e-book dal vostro sito sarà come comprarli, dato che aderirò all’invito di contribuire in modo facoltativo.

    Lunga vita a Wu Ming
    P

    p.s. Che voi sappiate, esistono e-book che sperimentano la strada della multimedialità o dell’ipertestualità?

  52. Molte grazie per tutte le info.

    Forse l’analogia tra il comprare e il donare non era proprio opportuna, ma a ben vedere non era neanche voluta in questa forma.
    L’idea che mi premeva esprimere era quella di una diversa relazione tra chi scrive e chi legge che un sistema di questo genere può instaurare.

    Mi rendo conto anche che, da recente frequentatore di queste stanze, possa aver scambiato un restyling per una novità.

    E’ l’entusiasmo della scoperta :)

  53. […] Per altri pareri sul prezzo degli ebook – anche in completo disaccordo con me – vi segnalo “Ancora sul prezzo degli ebook e su alcune scelte opinabili” su eletteratura.wordpress.com, “L’odore dei soldi (digital edition)” su strategieevolutive.wordpress.com e i commenti in calce alla pagina dove potete scaricare gratuitamente le opere del collettivo Wu Ming, cliccate sull’indirizzo del loro sito per arrivarci direttamente http://www.wumingfoundation.com. […]

  54. Aggiunto l’ebook di “Anatra all’arancia meccanica”: ePub, Mobi, Pdf, Odt.

  55. A proposito del futuro del libro, nello specifico dell’editoria e delle librerie “di movimento”:
    DOES RADICAL BOOKSELLING HAVE A FUTURE?
    http://stirtoaction.com/?p=980

  56. Glasnost.
    Nel mese di febbraio, il romanzo più scaricato in ePub è stato Q (799 download), tallonato da Altai (722) e seguito a breve distanza da Il sentiero degli dei (537) e New Thing (520).
    Il romanzo più scaricato in pdf è stato Q (1787 download), seguito da Altai (1510) e Stella del Mattino (1216).
    Dal 14 febbraio a oggi sono arrivati 563 euro di donazioni. A donare sono state in tutto 35 persone, l’importo medio è dunque 16 euro. L’importo massimo è stato 50 euro, il minimo 2 euro.

  57. Ciao a Tutti/e, mi permetto di postarvi un appuntamento per oggi 08/03/12 a Bologna ore 21,30 presso la libreria Zammù (Saragozza 32/a):

    “Microeditoria digitale, un’alternativa”.

    http://www.bandieragialla.it/node/15656

    un caloroso abbraccio a tutti i Giappi e grazie ai WuMing per questo prezioso spazio di libertà

  58. Ciao a tutti,
    scusate se inserisco la mia richiesta in questo spazio. Nelle istruzioni per contattarvi, per avere risposte celeri a domande semplici, suggerite di scrivere nello spazio commenti di Giap. Rispetto ad altri post..forse qui do meno fastidio!
    Ho trovato la dichiarazione dei Diritti e Doveri di un narratore ma è una versione del ..2000, aperta però a contributi. Esiste una versione..diciamo aggiornata?Essendo aperta a contributi…la dovrei rispedire all’indirizzo @wumingfoundation?
    Grazie e buon lavoro!
    L

    • Purtroppo no, la dichiarazione non ebbe mai integrazioni. E’ rimasto solo quell’abbozzo iniziale e inadeguato, ormai “congelato” insieme al sito statico che lo contiene. Un reperto da museo, e avrebbe poco senso rimetterci mano.

  59. […] potremmo adesso usare il nostro Kobo Touch per dedicarci alla lettura, scaricando ad esempio gli ottimi libri dei Wu Ming (e ricordandoci che la libertà ha un prezzo, quindi donate se vi piacciono), o comprando ebook da […]

  60. grandiosi
    grazie

  61. […] Qui di seguito un intero capitolo del romanzo “Asce di guerra” di Vitaliano Ravagli e dei Wu-Ming (ricordiamo che il collettivo bolognese permette e incoraggia la diffusione e la riproduzione parziale o totale delle proprie opere non per fini commerciali e che le potete trovare e scaricare tutte qui). […]

  62. Non lo sapevo che fossero disponibili in epub! Grandioso. Io sono per la carta, lunghissimo discorso vedi i miei tweet @fed851, ma l’elettronica ha i suoi vantaggi, così potrò avere tutti i libri nelle due versioni carta e elettronico!

  63. Filippo Sottile recensisce Il sentiero degli dei di WM2:
    http://www.filipposottile.it/?p=2536

  64. Per colpa vostra mi è crollata addosso una massima che mi ha accompagnato per tutta la vita (fino ad ora purtroppo) ed è la seguente: non ti regala un cazzo nessuno!
    Assassini di luoghi comuni! Ecco cosa siete.

  65. Stasera alla Biblioteca comunale di Cesate (MI) si parla del nostro romanzo “54” (è il decennale dell’uscita) insieme allo scrittore Bruno Pischedda. H. 21, via Piave 5. Per informazioni: 02/9940148

  66. […] di Luther Blissett, scaricabile liberamente dal sito degli autori. Politica, Religione, Storia, anabattisti […]

  67. Non mi piace acquistare libri cartacei: con il digitale si risparmiano alberi, impatto ambientale delle cartiere e co2 per il trasporto. In più sul mio lettore tengo 30 libri insieme che posso leggere ovunque.
    Ma quel che è dovuto è dovuto, così ho deciso di versare a wumingfoundation il prezzo di copertina di ogni libro che scarico da qui.
    Grazie.

    • Grazie, ma tieni conto che il prezzo di copertina di un libro cartaceo è fatto per almeno il 50% dai costi di distribuzione. Quindi con la metà del prezzo di copertina, nel caso di un libro digitale, paghi già ben più del “dovuto”. Noi, per contratto, arriviamo a guadagnare non più del 12% di quel che c’è scritto in copertina.

  68. Tra i libri scaricabili in ePub e/o Mobi non c’è ancora il nostro romanzo breve “Previsioni del tempo”. Si trova in pdf nella vecchia pagina download. Ci è venuto in mente mentre leggevamo di questo reading (chi è a Bologna vada, noi saremo tutti fuori città!)

    Sabato 26 Maggio 2012, h.18.00
    Palazzo Re Enzo, Piazza del Nettuno 1, Bologna
    per il Festival “TERRA EQUA”
    La Compagnia Fantasma presenta lo spettacolo:

    PREVISIONI DEL TEMPO
    di WU MING

    Con
    Andrea Giovannucci e Daniele Bergonzi
    Musiche a cura di
    Alessandro Giovannucci e Stefano D’Arcangelo
    Organizzazione:
    Cristina Buono

    Durata: 45 min
    Ingresso gratuito

    L’Italia dei traffici illeciti, degli abusivismi e delle speculazioni che hanno fatto la fortuna di pochi e la disgrazia di molti.

    • Libro appena letto e molto apprezzato! Si sa per caso se spettacoli del genere passeranno anche per Roma?

      Dopo questo e “Guerra agli umani”, inizio a nutrire una certa curiosità verso personaggi tipo “Pinta”, “Il Marcio” e “Mahmeti”…potreste dirmi se appaiono anche in altri libri/racconti/saggi, please?

      Grazie

      MN

    • Porcatroia… Mea Culpa.
      joepsichip me lo aveva mandato per girarvelo ( insieme alle sue altre conversioni) ed io mi ero scordato.
      WM, hai posta
      ;-)

      HP

    • In realtà manca anche il download del racconto di viaggio “Grand River” che è fuori catalogo in cartaceo e quasi introvabile…

  69. Ciao a tutto il collettivo Wu ming,

    vi conoscevo da un po’ (avevo letto un po’ di tempo fa la vostra introduzione in Cultura convergente) ma non avevo mai letto i vostri libri.
    Siete i radiohead della letteratura, con tutti i distinguo del caso :), e meritate il nostro sostegno. Ho comprato q (ultima edizioni einaudi) ma in futuro sicuramente farò donazioni – onestamente di dare soldi ad einaudi non mi va.
    Come non mi andrebbe giustamente di fare donazioni tramite transizioni paypal o banche ma, sfortunatamente, mi sembra abbastanza complicato.
    I futuri previsti da gibson s’avvicinano ma voi siete una voce fondamentale nel processo di innovazione e cambiamento e incarnate perfettamente lo spirito creative commons ed il suo significato! Cercherò di condividere il più possibile le vostre opere (senza fini commerciali :) per darvi uno spazio sempre più ampio!

    A presto
    Gab

  70. Il nostro romanzo breve Previsioni del tempo è ora scaricabile in ePub, Mobi, Pdf, Doc, Odt. Aggiunto adesso, vedere post sopra.

  71. Abbiamo cambiato plugin, d’ora in poi sarà più facile condividere un post di Giap su Twitter, Facebook, Google+, Identica, Tumblr, Pinterest, FriendFeed etc. Guardate in calce a questo e altri post.

  72. […] di Q dell’Einaudi è tutto sommato buona, a livello di presentazione), i libri sono scaricabili gratuitamente dal loro sito internet  in più formati e in più lingue. Insomma, come recita la frase nelle prime pagine dei libri e […]

  73. […] Gli stessi Wu Ming rendono i propri testi liberamente scaricabili. http://www.wumingfoundation.com/giap/?page_id=6338. Fra gli editori che permettono il libero scaricamento di testi con licenza Creative Commons, […]

  74. Stanotte su Giap un post importante. Forse (dal nostro punto di vista) il + importante dell’anno. Glasnost e considerazioni sul futuro.

  75. […] Di contro, il numero dei download è aumentato, anche grazie alla nuova pagina dedicata (on line dal febbraio scorso) e alla disponibilità dei libri in più formati. E’ evidente che non può trattarsi solo dell’avvento degli e-reader, ma anche del fatto che c’è meno pilla nelle tasche dei lettori. […]

  76. […] Per dare qualche numero: all’inizio dell’anno, quando su Giap è stata messa online la nuova pagina con i libri scaricabili in più formati, in poche settimane, Q è passato dai 1.800 download di gennaio a poco più di 4.000 a febbraio, Manituana da 438 a 1.925, Guerra agli Umani da 265 a 1.498. […]

  77. […] gratis i libri dei wu ming e…. Buona […]

  78. […] aggiunto alla pagina “Download” un titolo sinora latitante. Si era dato alla macchia, come il leggendario personaggio che appare in […]

  79. […] Q è liberamente scaricabile qui, cosa che certamente aggiunge un altro punto a suo favore. Buona […]

  80. Ciao, premesso che i libri li ho sempre comprati in libreria – compreso new thing; ma dov’è il link per il download di Timira? Sono io che dormo e non lo trovo?
    Inter nos, è un po’ che non seguo wumingfoundation.com ma non è che il progetto manituana è stato abbandonato e non ci sarà mai alcun seguito – seguito che attendo da lunghi anni?
    Scusate l’intrusione…

    • I libri li abbiamo sempre messi in download alcuni mesi dopo l’uscita in libreria, perché li consideriamo due operazioni diverse, due “lanci” diversi, due eventi diversi. Timira sarà scaricabile a partire da ottobre.
      Il trittico atlantico iniziato con Manituana prosegue, il nuovo romanzo – che stiamo scrivendo da anni e si svolge nella Francia del 1793-96 – uscirà nell’autunno 2013.

  81. Innanzi tutto grazie per il vostro lavoro! Ho letto diversi libri (e ne ho anche acquistati).
    Anche io non sopporto molto paypal, se volete un alternativa libera in molti sensi provate a esplorare il mondo dei bitcoin (www.bitcoin.org e weusecoin.com). Se volete qualche dritta contattatemi pure: ci sono ottimi strumenti di integrazione per i siti.

  82. […] New Thing è un romanzo scritto da Wu Ming 1. Per scaricare il libro oppure andate il libreria! Il libro su Google libri oppure andate in libreria (e due!) […]

  83. Buon natale, di passaggio vi ho lasciato un obolo nella cassetta della posta.

  84. […] durante la guerra in Vietnam (Per che volesse saperne di piu’, consiglio il bellissimo libro “Asce di guerra”, del collettivo Wu Ming…apre gli occhi sulla storia dell’Italia del dopoguerra e sulle […]

  85. Oggi abbiamo ricevuto la donazione PayPal del lettore n.300 per l’anno 2012. Una media di 25 donatori al mese, e di €14 a donazione. A scaricare gli ebook, però, sono state decine di migliaia di persone. Insomma, questa delle donazioni è destinata a rimanere una prassi più simbolica che altro, ma per noi è importante. Ringraziamo tutti i donatori e le donatrici: poch* ma buon*! :-D

  86. […] Wu Ming 2, Il sentiero degli dei, 2010 (questo il link per scaricare… […]

  87. Siete straordinari.

    Chissà, forse se fossero già esistiti gli ebook nel “lontano” 2005 mi sarei risparmiata innumerevoli riprese a scuola, quando leggevo Q durante le (noiose) lezioni. Era un volume difficile da mimetizzare tra le pagine dei (noiosi) libri di testo.

  88. […] Ming 2, Il sentiero degli dei, 2010 (questo il link per scaricare/acquistare il libro in formato digitale) Condividi su Facebook Condividi su Tumblr […]

  89. Ma se tipo avessi fatto il mobi e l’epub di “Pantegane e Sangue” e ve li volessi inviare?
    Purtroppo non ho trovato alcuna mail per contattarvi (magari non ho cercato bene, ma ho passato la serata a spaccarmi le corna per fare un’indice che funzionasse…!!!), quindi mi propongo qui!
    Fate sapere se vi interessa! ;)

    • E’ che “Pantegane e sangue” è già incluso in “Anatra all’arancia meccanica”… Non ci conviene fare un ebook per ogni racconto, quando c’è l’ebook della raccolta, verrebbe una schermata interminabile… Apprezziamo l’impegno, sia chiaro, ma… :-)

      • ah, ok! non lo sapevo :D
        per non incorrere in ulteriori lavori “inutili”, come posso ottenere un elenco di quello che vi manca? io ho fatto le pantegane perché l’ho trovato sulla vecchia pagina e non tornava nella nuova… :)

  90. […] ricerca di “simili”.[C'è chi dice che quattro cervelli insieme fanno zero. Se lo fanno così e gratis, un ebook di Wu Ming – i pionieri della letteratura 2.0 – si può pure scaricare] Share […]

  91. Continua a essere impossibile leggere Q in francese?
    E anche tutte le altre opere non sono disponibili su internet.
    Perché io ci provo a fare pubblicità e ho al mio fianco un’amica francese che non aspetta altro di capire come fare a leggere Wu Ming!

    • Purtroppo Q fu tradotto in francese piuttosto mediocremente nel 2000, e floppò senza redenzione. Per via di quell’infelice esordio, in Francia restammo fermi sette anni, prima di poter ripartire. Però non è vero che “tutte le altre opere non sono disponibili su internet”. Le traduzioni in francese di New Thing, Guerra agli Umani e Manituana sono scaricabili dalla vecchia pagina download, linkata anche nel post qui sopra.

      • Manituana non c’è (gli altri già passati). Ma a parte questo segnalo che sul dito delle edizioni Métailié è possibile scaricare Guerra agli Umani e New Thing ma non Manituana. Come per la serie: Accettiamo la libera distribuzione ma anche promuoverla… ;)

        • Purtroppo ci è impossibile seguire tutto, in tutti i paesi, in tutte le lingue. Ci abbiamo provato per anni e ci siamo dovuti arrendere. Il vecchio sito multilingue richiedeva un surplus di lavoro improbo che non possiamo più permetterci.

  92. […] posto in essere dal blog Giap, ci entusiasma la scelta di condividere gratuitamente, nella sezione download di Giap, tutta la produzione letteraria che a partire dal 2000 i quattro "bolognesi" […]

  93. […] pensiero dietro l’azione Sono tanti anni che i Wu Ming rendono fruibili e scaricabili gratuitamente i propri libri in diversi formati elettronici per la lettura su computer, tablet e ebook reader. “Libri […]

  94. Grazie mille. Un’offerta umana e illuminata.
    Ho comprato due libri, ma credo che leggero gli ebook dato che la luce fastidia la mia dolce metà.

  95. […] di somiglianza non nasce soltanto per le analogie tra lo stile di scrittura adottato da Edwards e Asce di guerra, uno dei testi di Wu Ming che ricade sotto la definizione di oggetto narrativo non […]

  96. Ciao ragazzi
    ho scaricato 54 in formato mobi per il kindle, ma non me lo legge :( qualcun altro ha lo stesso problema ?
    …Che poi la cosa brutta è che non lo trovo online da comprare.
    Se avete il link per comprarlo e/o consigli per farlo leggere al kindle…
    Grazie mille,
    Stefania

    • Strano, da quando è on line lo hanno scaricato migliaia di persone, se qualcun altro avesse avuto il tuo stesso problema lo avrebbe già fatto notare… Io non ho un Kindle quindi non posso fare la prova, qualcuno può aiutare Stefania? Grazie.
      P.S. Comunque mi sa sulle librerie on line non lo trovi perché di solito scrivono il titolo in lettere. Prova a cercare “Wu Ming Cinquantaquattro”.

      • Guarda, che io sappia per il kindle posso comprare solo su amazon e putroppo ci siete solo con Giap che ho preso, con freaky deaky e l’etoile du matin…e basta.
        Comunque adesso faccio altre prove per sistemare il vostro file sul kindle…speriamo

        Ps. Mi sono appena iscritta, vi seguo da sempre però !
        So che sarete stufi di sentirlo ma Q è stata una grandissima lettura per me, complimenti e grazie.

        • Ah, ti riferivi all’acquisto dell’ebook? I nostri ebook non sono in vendita, a parte “Giap. L’archivio e la strada”. Non abbiamo concessi i diritti elettronici a nessuno. Anzi, mi sembrava che non li avessimo concessi nemmeno per l’edizione francese di “Stella del mattino”… Indagheremo, grazie, anche per i complimenti!

        • puoi inviarti i file sul kindle tramite l’email di amazon.
          Dovrebbe essere qualcosa del genere:
          tuonomeutente@free.kindle.com

          e in genere dopo 1 minuto ce l’hai sul kindle.
          Altrimenti si dovrebbe poter fare tramite usb

          • Ciao Shimo,
            I file per kindle che si possono mandare tramite account mail amazon sono solo i txt, pdf, ste cose qua.
            L’ho scoperto perchè appunto me lo sono mandato..
            Uff, comincio a disperare.
            Ovviamente il file l’ho cacciato sul kindle con il suo cavo usb, da pc…nada..non lo vede.
            Mi sta venendo il dubbio che forse il file mobi si debba aprire prima di mandare ma non penso.
            Ora sono a lavoro ma proverò.
            Vabbe vi ringrazio comunque
            S.

            • Ciao Stefania,
              Io possiedo un Kindle (wi fi coi tasti, quello grigio non touch). Ti confermo che puoi spedire al tuo dispositivo i file mobi scaricati da questo (e altri siti) semplicemente allegandoli a un messaggio email indirizzato all’email associata al tuo kindle: nomeutente@kindle.com
              Il file che scarichi da qui è già “pronto”. Devi avere l’unica accortezza di utilizzare, per l’invio, la stessa email utilizzata su Amazon o una qualunque altra casella di mai autorizzata a inviare files al tuo dispositivo.
              Seguendo questi semplici passaggi e attivando il wifi sul dispositivo, dovresti ricevere tranquillamente il file.
              E buona lettura.
              Ciao,
              fab.

              p.s.: metodo alternativo. Se hai un K4 copia il file dentro la cartella “documents” del kindle. Se ci sono problemi avvisa.

  97. […] caratterizza le opere del collettivo. Tutti i libri e gli scritti dei Wu Ming sono liberamente scaricabili dal loro blog e riproducibili anche interamente, purché senza fini di […]

  98. Avere questa pagina 10 anni fa o di più era abbastanza semplice, in pochi si sarebbero letti i libri al pc, continuare ad averla oggi nell’era degli e-reader e-book non è per niente scontato. Poi guardo la libreria e vedo q altai asce di guerra manituana guerra agli umani 54… pero’ giap e anatra all’arancia li ho letti in formato e-pub

  99. Grandissimi ragazzi! io ho letto solo Q, 54, Anatra all’arancia meccanica, Giap!, Timira, e il mitico introvabile “Lasciate che i bimbi” (nel senso che non lo trovo più nemmeno tra i miei libri, me lo avranno fregato). Confesso che nella mia ignoranza internautica non sapevo niente di questa vostra iniziativa strepitosa, ma ora che lo so ne approfitterò senz’altro! Anni fa mi son scaricato e letto tutti i libri di Nanni Balestrini (bellissimi e folgoranti) e pensavo fosse l’unico….. che bestia che sono!
    Adesso sto per iniziare l’ascolto audio di Q: pure quello, che meraviglia! Per questo grazie veramente anche a Luca e Claudia Grandelis….. Era un’idea mai realizzata che mi frullava da diversi anni, ho provato a registrarmi mentre leggevo l’immenso Céline nel suo Voyage au bout de la nuit ma ho dovuto lasciar perdere rendendomi conto che è un’impresa troppo difficile per le mie doti…….

  100. […] WuMing Foundation – WuMing è lo pseudonimo che cinque autori bolognesi usano per firmare i loro lavori. In realtà dietro a questo collettivo c’è una storia che non potrei sintetizzarvi in poche righe ma su cui vi invito ad informarvi, potete leggerne di più sul loro sito. Tutti i loro libri si possono scaricare gratuitamente in formato ePub, Mobi e pdf. […]

  101. Ma siete grandissimi! Vi seguo fin dai tempi di Q. Volentierissimo vi do un 5. e spero di potere contribuire di più in futuro!

  102. ‘ka miseria!! Ho appena comprato Q e poi scopro Lo Sito!!! ;)
    Dèh….almeno era in scontone :D
    Che poi un libro, con un minimo di autolesionismo, si può riuscire a lanciarlo. Chi è che va a tirare il Kindle, ohé!? Co’ la crisi?!

  103. […] Ho iniziato proprio con una serie di autori che hanno pubblicato libri che ho amato molto (in ordine crescente, “Manituana”, “Stella del Mattino”, “54″, “Q”, “Altai”) e che si possono trovare legalmente gratis sulla rete: Wu Ming. […]

  104. grazie compagni siete grandissimi. Dopo aver letto i vostri libri su carta, adesso dirò a mio figlio di scaricarli gratis.

  105. Ho iniziato con “Q”, sono a metà libro e il mio apprezzamento è tale che ho già donato un contributo di importo maggiore di “quanto ricaviamo da ogni copia cartacea venduta”.
    Io sono per la teoria ” trattoria”, prima mangia e poi paga, quindi “prendo i libri” li leggo e dopo decido quanto è giusto donare, sulla base delle emozioni che ho provato leggendolo.
    Peccato che non sempre si può fare
    Saluti

  106. Non se può essere utile per la riflessione sul feticismo digitale, ma pur avendo letto numerosi libri digitali, finora sono riuscito a leggere i vostri libri solo nella versione cartacea… pur disponendo anche della versione digitale. Non me lo so spiegare.

  107. […] chi di voi è dotato di lettore di e-book, si può scaricare gratuitamente il libro dal loro sito: http://www.wumingfoundation.com/giap/?page_id=6338, se poi volete, una donazione per mandare avanti i loro progetti fattibile dal sito, immagino sia […]

  108. […] di somiglianza non nasce soltanto per le analogie tra lo stile di scrittura adottato da Edwards e Asce di guerra, uno dei testi di Wu Ming che ricade sotto la definizione di oggetto narrativo non […]

  109. ciao, come mai non c’è il pdf di New Italian Epic? Ho i cartacei di tutti, ma devo fare una ricerca e mi servirebbe il pdf per fare prima (sennò mi tocca rileggermelo per la 6milionesima volta :) ) claudia

  110. Sarà perché sono nato nel 54, sarà perché vivo a Bologna da 30 anni, sarà perché sono comunista ma 54 mi è proprio piaciuto molto e c’è lo dice uno per cui conta solo PKD
    saluti

  111. […] dei propri romanzi da più di una decade. Anzi, ne ha fatto uno dei propri cavalli di battaglia. Qui trovai la collezione completa dal 1999 al 2013 (personalmente adoro Q, 54 e Guerra agli […]

  112. Carissimi, posseggo diversi vostri libri cartacei ma vorrei scaricare un libro sul mio nuovo tablet android pero’ riesco a farlo solo in PDF, che e’ scomodissimo da leggere… Ho provato che e-pub ma mi si apre una pagina di solo codice… Che posso fare?

  113. […] come comunista. Last but not least, anche Altai lo si trova in da scaricare dal sito ufficiale dei Wu Ming, assieme a tutte le altre loro pubblicazioni, cosa invitante sulla quale altri autori dovrebbero […]

  114. […] ( l’edizione di Q dell’Einaudi è tutto sommato buona, a livello di presentazione), i libri sono scaricabili gratuitamente dal loro sito internet  in più formati e in più lingue. Insomma, come recita la frase nelle prime pagine dei libri e […]

  115. Stella del Mattino.
    Forse devo scaricare qualche app? finora ho letto col programma di default di Android (mi pare si chiami Play Books)…

    • L’ePub di Stella del mattino, tecnicamente, non ha niente di diverso da quelli degli altri libri. Se con un’app sei riuscito a leggere gli altri, non ci è chiaro come mai proprio questo ti dia delle difficoltà. Vengono scaricati tutti centinaia di volte al mese, da anni, e non ci risultano altre segnalazioni come la tua.

    • @ciccio1965 Con play books è possibile leggere solamente i libri acquistati su Google play. Per poter leggere il libro ti basta scaricare un’altra applicazione di lettura. Ciao.
      (Io utilizzo Aldiko e funziona molto bene.)

  116. Riguardo alla creazione collettiva del sapere, alle storie come oggetti ritrovati, all’ assenza del genio individuale, eccetera, mi sono imbattuto l altro giorno in un aneddoto che mi è sembrato pertinente.
    Nel 1964 J.R.R. Tolkien iniziò la stesura di “The New Shadow”, il sequel che avrebbe dovuto narrare le vicende della Terra di Mezzo 100 anni dopo la caduta di Mordor. Purtroppo l’ idea non lo soddisfaceva, e dopo poche pagine interruppe il lavoro.
    In una lettera scrisse:

    « Ho iniziato una storia che si svolge circa cento anni dopo la Caduta [di Mordor], ma si è rivelata sinistra e deprimente. Dato che abbiamo a che fare con uomini è inevitabile che si debba prendere in considerazione una delle caratteristiche più deprecabili della loro natura: il fatto che presto si stancano del bene. […] in epoche così antiche ci fu un fiorire di trame rivoluzionarie, incentrate su una religione satanica segreta; mentre i ragazzi di Gondor giocavano a travestirsi da orchi e andavano in giro a fare danni. Avrei potuto ricavarne un thriller con il complotto e la sua scoperta e la sua sconfitta – ma non ci sarebbe stato altro. Non ne valeva la pena. »

    E’ come se egli non stesse inventando di sua sana pianta ma come se stesse narrando le storie di un luogo reale, nel quale lui era effettivamente “stato”.
    Mi sembra un ottimo esempio di quella “creatività passiva” che sa produrre l’ artista-spugna, in ascolto più che chiuso nel suo scantinato, senza contare il fatto che in Tolkien hanno contribuito molto le sue conoscenze dovute alla sua formazione di storico.

    E se pensiamo che è ragionando così che lui ha creato tutto l universo di Arda, beh, è strabiliante.

    “Le storie sono oggetti ritrovati, come fossili nel terreno” – King

  117. Come mai non avete realizzato in formato digitale anche “Nemici dello Stato”, ormai introvabile in cartaceo ?

  118. […] infatti pubblicate sotto licenza Creative Commons e dal sito ufficiale del gruppo è possibile scaricare i testi integrali, per i quali è consentita una riproduzione (totale o parziale) in qualunque formato, tranne che […]

  119. […] di prendervi parte? Non vi resta che entrare a far parte della comunità di lettori e scaricare il libro che vi intriga di più nel formato che preferite: ePub, pdf, Mobi, ci sono tutti! Buona […]

  120. Grazie, aggiungo l’edizione elettronica a quella cartacea. Provvedo al più presto a un contributo. Che poi sarebbe anche simpatico prima o poi parlare del parallelismo elettronico/cartaceo nel mercato editoriale (si pensi solo alle politiche commerciali che ti costringono ad acquistare due volte lo stesso prodotto, tenendo conto che almeno per l’elettronico per le case editrici si tratta di un costo ridottissimo a fronte di un guadagno immediato e certo). Per il resto che dire? Grazie di esserci

  121. […] Timira – Wu Ming 2 / Antar Mohamed Uscito un anno fa (e aggiunto subito in coda di lettura, ma la mia coda di lettura dura in media un anno), il nuovo libro di Wu Ming 2 […]

  122. Sapevate che esiste una, secondo me, splendida canzone dedicata al vostro mitico romanzo “Q” ?

    http://www.youtube.com/watch?v=4316nMFwDf8&feature=share

  123. Complimenti! Una domanda: ci sono motivi tecnici e/o fiscali che impediscono di darvi contributi tramite un semplice bonifico (fatti da home banking sono gratuiti e semplici) invece di doversi registrare all’ennesimo sito?

  124. Ciao,
    non amo identificarmi e/o registrarmi sul web e
    non ho fatto una donazione come avrei voluto perchè sulla piattaforma flattr occorre farlo.
    La scelta di paypal la trovo eticamente inqualificabile!
    Se trovate un’altra soluzione la vaglierò volentieri, magari vi porto i verdoni quando vengo ad una presentazione di
    un libro o ad un incontro nel bolognese..
    Fatemi sapere..
    Complimenti per tutto l’impegno che ci mettete e anche per i risultati!

  125. Mi unisco ovviamente ai ringraziamenti (anche se non volete) e ai complimenti per le vostre opere.
    Ho letto che cercate alternative a Paypal, su questo sito (https://prism-break.org/) si indicano alternative opensource a un po’ tutti i tipi di software, sistemi operativi, social network ecc. nell’ottica di evitare lo spionaggio informatico; ci sono anche un paio di alternative a Paypal, anche se personalmente non le ho ancora testate.
    Ciao a tutti

  126. Ciao, sapete già quando farete uscire l’edizione ebook di Point Lenana? Non lo chiedo per cortezza di braccia, l’obolo lo do sempre volentieri -ma semplicemente, sto cercando di ridurre al minimo la quantità di carta in casa…a meno di non trasferirmi io da qualche altra parte! :-)

  127. Comprendo e attendo fiducioso il passaggio alla NEP (Nuova Ebookizzazione Proletaria):-).
    E per allungare il commento, spero di riuscire ad arrivare in tempo alla presentazione del tomo di WM4 domani a torino

  128. Ciao, una domandina tecnica per i possessori di Kobo touch: ne ho appena acquistato uno, quello base.. bianco e nero senza app… in pratica non riesco a trasferire gli ePub scaricati da qua, nè semplicemente trascinandoli tipo drive usb, nè importandoli con calibre o adobe digital edition. Vedo i file se lo apro dal pc, ma dal kobo non mi appaiono in libreria, qualcuno saprebbe darmi una dritta?

    • ps: nota a margine, appena preso il lettore, per provarlo, ho scaricato un libro a caso dallo store ed è uscito “iperdemocrazia” di Rodotà. prime pagine e diecimila link mentali alle discussioni dell’anno scorso e di questo qua su Giap!

    • Io ho un Kobo Touch, e con Calibre sotto Ubuntu non ho mai avuto alcun tipo di problemi con gli epub scaricati qui. Solo “Tifiamo asteroide” mi si impallava.

    • Giusto perche’ magari piu’ essere utile. La procedura per passare epub sul reader che io seguo e’ questa:

      1)Avvio Calibre, e aggiungo l’epub alla lista
      2)Connetto il Kobo al pc. Da schermo ti chiedera’ di confermare la modalita’ di trasferimento. Dopo poco appare l’icona del reader in Calibre.
      3)Tasto destro sull’epub in lista, e scegli “sposta in periferica”, e li dovresti trovarci un’entrata per il Kobo
      4)”Espelli” il Kobo dall’icona del reader in Calibre
      Quest’ultimo passo e’ particolarmente importante, altrimenti puo’ dare problemi.

      In piu’, io ho sempre il wireless spento, visto che lo store, etc., non mi interessano.

    • Ciao,
      io io un Kobo Aura HD, ma penso che a livello sw sia uguale. Per i libri SENZA DRM (o con social DRM) io non passo neppure da calibre. Semplicemente:
      1)Collego il Kobo col cavetto usb e, sul monitor del kobo stesso, clicco su “connetti a computer”
      2) da Risorse del Computer ho creato una cartella “libri” all’interno del Kobo – come se fosse una normale memoria di massa esterna
      3)copio-incollo i file epub dal computer a quella cartella

      Quando sconnetto il Kobo (ricordarsi di fare la rimozione sicura, come qualunque altro dispositivo) e lo avvio, i libri appaiono nella libreria.

      Ciao

  129. grazie a tutti. Probabilmente è un problema del singolo lettore: facevo esattamente le procedure descritte, compresa la rimozione tramite programma. In ogni caso oggi sono riuscito a ri-caricare gli ePub usando adobe digital editions (invia al dispositivo) e poi però facendo l’eject dal kobo desktop. Ora oltre a vedermeli dentro al drive (come prima) li vedo anche nella libreria del kobo.. bah misteri (se funziona, non chiedere)

  130. Ciao, ho provato a scaicare l’ ePub di Altai ma, una volta scaricato, il file risulta danneggiato.
    Stesso problema anche dalla vecchia pagina.

    • Non ci risultano problemi negli ePub. Con quale lettore hai provato ad aprirlo? Ne hai scaricati altri e ti danno tutti lo stesso problema, o hai scaricato solo quello?

  131. Volevo dire che apprezzo molto questa iniziativa, ma volevo sottolineare che il termine libero probabilmente non è appropriato per questo progetto.
    La licenza con cui tutte queste opere sono state condivise (la Licenza CC BY-NC-SA 2.5) non è considerabile una licenza “libera”, per il motivo che proibisce l’utente della libertà di vendere opere derivate.

    La Free Software Foundation su di questo è molto chiara, e anche la Creative Commons: https://creativecommons.org/freeworks

    È solo per precisare che non è corretto definire queste opere “libere”, poichè non lo sono. Sono sicuramente “più libere” di altre, ma non sono libere a causa della loro licenza :)

    • Facci capire, la Free Software Foundation è l’autorità che decide di tutti gli utilizzi delle parole “libero”, “liberare”, “libertà” ecc.? “Spiaggia libera” si può dire? “Rutto libero” pone problemi? “Da oggi sei un uomo libero, figliolo”. “Aspetti, direttore, sentiamo prima che dice Stallman” :-)

      • Beh… Dato che la licenza di queste opere l’ha scelta probabilmente lei, è lei che dunque deve conoscere la definizione di “libertà culturale” :)

        E io volevo soltanto precisare che al di fuori di questo sito Internet, se una persona legge “E-Book libero”, normalmente ci si aspetta il sinonimo di “libertà culturale”; e finendo qui potrebbe avere una cattiva interpretazione.

        Era solo per essere puntigliosi: Rimane che non c’è assolutamente alcun dubbio sul fatto che legalmente la licenza CC-BY-NC non è una licenza libera e perciò queste opere non sono libere :) Tutto qui.

        • Caro Lei, ci scusi, ma ci sta forse dicendo (a noi, che non è un plurale maiestatis) che nella lingua italiana non esiste alcun’altra denotazione dell’aggettivo “libero” applicabile alla cultura al di fuori della denotazione normata dalla FSF?
          E addirittura che il concetto di “libertà culturale” non esisteva prima che la FSF perfezionasse la tale o la tal altra licenza?

          E come la mettiamo con l’art. 33 della Costituzione italiana, secondo cui «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento»?
          La Costituzione risale al 1948. La Free Software Foundation è stata fondata ben trentasette anni dopo.

          Chiariamo (noi, a Lei e a chiunque legga) che contro la FSF non abbiamo nulla, anzi! A colpirci sono la pedanteria e la ristrettezza di vedute di chi pensa che prima della FSF e fuori di essa non si diano altri usi possibili – e ben più generali di quanto normabile da una licenza – di concetti come “libero” o “libertà di cultura”.

          • Esprimo tutta la mia sincerità dicendo che ciò che lei ha scritto fin da subito l’ho capito perfettamente e le do ragione: Il presente progetto è meraviglioso e veramente incredibile, lo stimo moltissimo, e ho moltissima stima nella sua comunità. La libertà prima di tutto, e questo è un progetto che porta con sè delle libertà eccezionali, pur considerando che il termine “libero” è soggettivo.

            Detto ciò, però, la pregherei di non prendersela con me sul personale dandomi indirettamente delle qualità poco apprezzabili, dato che io ho soltanto voluto esprimere una riflessione strettamente oggettiva… e proverò a ri-sintetizzarla in quanto credo siano nate malcomprensioni fra di noi e credo che qualcuno di questa comunità possa apprezzare quello che ho tentato di esprimere fin da subito:

            Inizierei ripetendo che la Creative Commons ha definito molte licenze. La stessa organizzazione, sempre la Creative Commons, ovvero sempre l’organizzazione che ha redatto queste stesse licenze, ha a sua volta espressamente specificato [veda] come qualsiasi licenza che invochi restrizioni sulla modifica del materiale o sulla condivisione dello stesso (e una restrizione di commerciabilità è una restrizione di condivisione sullo stesso) verso l’utente, non sono assolutamente considerabili da Creative Commons come licenze libere e Creative Commons non può assolutamente considerare come “libere” le opere protette da licenze di questo tipo.

            Altra constatazione è che la maggior parte delle opere contenute in questo sito è protetta per l’appunto da una licenza creata dall’organizzazione Creative Commons. Per la precisione, questo sito copre molte delle proprie opere sotto i termini della licenza “Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo” (CC BY-NC-BY).

            È perciò dato oggettivo sottolineare che sempre secondo l’organizzazione che ha scritto questa licenza, ovvero secondo la Creative Commons, quest’ultima licenza non è affatto considerabile libera e perciò neanche tutte le opere da essa protette sono considerabili libere.

            Citando alcune licenze Creative Commons:

            * La CC BY-SA è una licenza libera secondo la Creative Commons;
            * La CC BY è una licenza libera secondo la Creative Commons;
            * La licenza CC BY-ND non è una licenza libera secondo la Creative Commons;
            * La licenza CC BY-NC-SA (quella di questo sito) non è una licenza libera secondo Creative Commons.

            Perciò, come visitatore di questo sito, sono profondamente dispiaciuto che lei mi stia indirettamente disprezzando soltanto perchè ho voluto far notare che secondo Creative Commons la licenza che è qui largamente utilizzata non rende il materiale coperto considerabile come “cultiralmente libero” secondo Creative Commons.

            (Credo di averlo già fatto, ma sottolineo il “secondo la Creative Commons“; Non secondo la semiotica; non secondo la semantica; non secondo la lingua Italiana; non secondo il mio parere; bensì secondo Creative Commons, l’ente che ha creato la licenza CC BY-NC-SA, la licenza che copre le opere culturali di questo sito.)

            Posso perciò essere libero di non essere indirettamente da lei/voi disprezzato se faccio questa piccola critica/considerazione oggettiva facendo notare come, sempre secondo Creative Commons, i contenuti di questo sito per la maggior parte non possono essere considerabili liberi, secondo Creative Commons?

            Se il parere di Creative Commons non la/vi soddisfa, probabilmente dovrebbe discutere con loro e non con me; dato che fin da subito non ho basato questa discussione sul mio parere.

            Qui termina la mia precisazione.

            P.S.
            Non è molto carino giudicare un visitatore soltanto perchè cerca di fare una critica costruttiva (forse un po’ spiacevole, ma assolutamente costruttiva) cercando di spiegare le differenze fra vari tipi di licenza: Non è forse vero che vi è la possibilità che magari qualcheduno appartenente alla vostra comunità avrebbe apprezzato il mio intervento e avesse apprezzato il meraviglioso mondo delle licenze e avrebbe iniziato a documentarsi sulle libertà offerte di licenza in licenza? Il «ristrettezza di vedute» ecc. se lo può tenere dietro alla sua tastiera, dato che sottolineo che non ho espresso il mio parere personale e ho appunto fin da subito tentato di spiegare la questione sotto visioni strettamente oggettive dagli occhi di chi ha creato la licenza, con l’unico intento di creare più consapevolezza su ciò che preciserebbe qualsiasi relatore della Creative Commons se leggesse il titolo di questo articolo.

            • Grazie della precisazione. Allora direi che:
              1) I nostri romanzi non sono “liberi-secondo-Creative-Commons”. Sono d’accordo. E infatti nel titolo di questo post si dice che sono “liberi” e non “liberi-secondo-Creative-Commons”
              2) Vista la critica costruttiva, immagino che chi la pone si sia informato sul fatto che i nostri libri sono pubblicati con una licenza “copyleft”, che ne consente la riproduzione purché non a scopo di lucro, fin dal lontano 1999. Se non sbaglio, Creative Commons nasce nel 2001. Dunque, i nostri libri non hanno una licenza CC, ma una licenza che, a quei tempi, dovemmo inventarci noi per poi imporla all’editore Einaudi. Tuttora, per motivi storici, vengono pubblicati con quella dicitura. Quindi non soltanto non sono “liberi-secondo-Creative-Commons”, ma non sono nemmeno Creative Commons. Il che, per fortuna, non cambia di una virgola la sostanza di quel che il lettore è libero di farci.

            • Il titolo di questo articolo forse dovresti leggertelo bene tu.
              O forse il tuo intento è umoristico. In quel caso, sappi che far ridere è una cosa seria.
              Comunque sia, continueremo a usare il termine “liberi” nell’accezione dell’art. 33 della Costituzione. Lo facciamo da ben prima che esistessero le licenze Creative Commons, tra l’altro.

              • Sono certo che l’abbia intesa come uno scherzo se la vede come una polemica su come voi interpretiate “libero”. Dovrò per cui ancora chiarmi:

                Il mio scopo è esclusivamente asserire che le vostre opere potrebbero essere ancora più perfette se condivise con una licenza differente e veramente libera sotto ogni aspetto.

                Tutto quello che già avete fatto è già avanguardia, state scrivendo la Storia pubblicando testi liberamente fruibili a tutti, ma sarà concorde con me che in un futuro ancora più apprezzabile e rivoluzionario sarà ancora più meraviglioso quando la maggior parte degli autori che scriverà un libro darà al contrario qualsiasi libertà all’utente, senza restrizioni su come e in che modo si possa condividere il materiale derivante, senza far nascere lo stereotipo che questo tipo di siti sia esclusivamente un archivio di “copie omaggio”, e facendo invece nascere una vera e propria comunità-del-libro: Confrontarsi i libri, migliorare le proprie opere, e re-distribuirle in qualsiasi mezzo, perchè no, anche commerciale le proprie creazioni nate con l’aiuto di altri e avere così il vero «E-book libero».

              • Grazie del suggerimento, ma per noi l’utilizzo non a fini di lucro è il Piave. Se qualcuno vuole trarre un profitto dai nostri libri, deve passare da noi. Se invece non vuole lucrarci, può già fare quel che vuole, riprodurli dove e come gli pare, trarne ispirazione per fan fiction, letture sceniche, video, giochi di ruolo, origami, giardinaggio, sculture di guano, la qualunque. Succede non dico tutti i giorni, ma molto spesso sì, e su nostra esortazione. Purché non a fini di lucro. Se c’è lucro, va spartito con noialtri, e non può esserci a qualunque condizione. È la linea del Piave.

                • (@aleks7. Che ti ho fatto di male? Bah.)

                  Comunque….

                  Grazie veramente Wu Ming, lei è l’unico che ha ora capito perfettamente ciò che mi stava a cuore esprimere.

                  Sa, Wu Ming, un giorno un mio docente mi chiese: «Ma perchè la gente regala il proprio programma quando potrebbe venderlo?» e gli spiegai come spesso il concetto di libertà sia anche una garanzia di sicurezza per farsi conoscere a grandi aziende anche se si è piccoli: L’esempio del sistema GNU/Linux infinitamente meglio di uno Microsoft in ambienti server era banale per spiegarlo subito.

                  E dunque propose: «E perchè allora siete tutti così comunisti che tutto deve essere di nessuno per aver successo?» e vagli allora a spiegare che in realtà esiste il mondo del copyleft, per cui il programma è in realtà di chi lo fa e non di tutti, e gli altri devono riservarti degli obblighi come la garanzia che il proprio lavoro rimarrà sempre libero se migliorato da altri.

                  E dunque rispose esterrefatto: «E perchè allora non permetti di vendere anche il tuo sedere? Così rimani sul lastrico. Priva almeno della possibilità di venderlo così è libero ma ci guadagni solo te!» e vallo allora a confutare con l’esempio perfetto spiegandogli che ad esempio, per la comunità di OpenStreetMap, proprio perchè essa rilascia le proprie mappe in modo totalmente libero e con copyleft, loro non aspettano altro che un giorno arrivi un super-venditore di navigatori e venda il proprio navigatore con le mappe di OpenStreetMap a tutto il mondo: Proprio perchè OpenStreetMap è un progetto sostenibile anche commercialmente e questa ditta di navigatori sarà ben contenta e libera di implementare il lavoro di OpenStreetMap sui propri prodotti; dando non solo uno scopo a OpenStreetMap, dato che da sola non sarebbe probabilmente mai stata in grado di creare navigatori satellitari e farsi conoscere in tutto il mondo, ma permettendogli di raggiungere una notorietà globale permettendogli di ricevere donazioni da tutto il mondo in modo totalmente spontaneo (creando inoltre la garanzia che è molto probabile che questa mega azienda di navigatori apporti migliorie alle mappe; migliorie, che ovviamente vanno in beneficio sempre alla comunità di OpenStreetMap).

                  Non importa se i vostri libri sono non-commerciali, almeno ho formulato la mia critica, ho ricevuto una risposta, e ho persino spiegato perchè spesso non è così male la commerciabilità in modo che capiste perchè ci tenevo ad esprimere tutto ciò a progetti come il vostro, che meritano molta più visibilità.

                  Buona continuazione, grazie per quello che fate (e grazie per la chiacchierata).

            • Non mi hai fatto niente, figurati, e non ce l’ho per niente con te (tra l’altro ho anche sbagliato a scrivere il commento, volevo metterlo come risposta e invece l’ho inserito al primo livello). E’ solo che ho visto del fanatismo nella tua precisazione, e mi è sembrato il fanatismo tipico di chi per la prima volta si avvicina a un’idea nuova e vede il mondo intero filtrato da quest’idea. Per entrare un po’ nei dettagli, il concetto di free applicato al software è una gran cosa, lo stesso approccio applicato alla letteratura pone qualche problema in più: in che modo si potrebbe migliorare un libro come Q? Ci sono dei bug da risolvere? Credo che un’opera d’arte, dal momento in cui l’artista decide che è conclusa e meriti di essere pubblicata, sia da considerare (anche) come un documento di quello che l’artista voleva dire in quel momento. Qualsiasi modifica da parte di altri sarebbe insensata. Se non c’è la necessità di migliorare un’opera, le differenze di licenza di cui parli te non hanno senso.

              • @aleks7

                La vedo diversamente e l’esempio che potrei proporre è molto semplice: Se un giorno un regista leggesse una di queste opere e l’apprezzasse così tanto che ne volesse prendere spunto per un film, ciò sarebbe bloccato fin da subito per la licenza non-commerciale e queste opere non avrebbero mai l’occasione di ricevere una simile portata mediatica di massa per essere apprezzati da tutti, e perchè no, ricevere ancora più donazioni da parte di un pubblico molto più vasto e apprezzante degli sforzi dell’autore originale (dato che in ogni caso se si producesse un film, l’autore del libro per licenza dovrebbe essere sempre citato ovunque e quindi la sua popolarità e i suoi riconoscimenti aumenterebbero).

                Inoltre, se come affermi in un libro è invece probabilmente normale il negare ogni modifica dell’opera in quanto «dal momento in cui l’artista decide che è conclusa» «Qualsiasi modifica da parte di altri sarebbe insensata», allora la licenza Creative Commons che è stata qui scelta non è affatto adatta, e probabilmente sarebbe più consona una licenza ancora meno libera, come la Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate. Ma allora, se nè si vuole che il libro sia utilizzato come spunto per altre opere, e nè si vuole che il libro sia condiviso con qualsiasi mezzo, probabilmente era meglio tenersi tutti i diritti e fare come le altre case editrici ;)

                Se invece lo scopo di questo grande progetto era invece quello di ottenere più benefici possibili da un’opera culturale che trascini con sè il maggior numero possibile di apprezzatori, creando una vera e propria comunità-del-libro, in tal caso affermo che la Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo è probabilmente la più azzeccata per avere il massimo.

                Poi se invece, come @Wu Ming dice, il permettere ogni tipo di condivisione non è l’obbiettivo di questo progetto, va bene: È una sua scelta, lui è l’autore; ma in ogni caso qualcuno prima o poi una cosa simile gliel’avrebbe fatta notare, poichè magari non era a conoscenza di poter trarre molti vantaggi anche da un’opera completamente libera.

                Questo perchè non si può dire che un’opera libera letteraria non abbia senso, in quanto ha tanto senso quanto ha senso un qualsiasi altro software libero :) Stesse motivazioni, stessi principi; cambiano solo pochi aspetti strettamente tecnici.

                Grazie anche a te aleks7 per la chiacchierata.

              • Bozzolan, tu l’hai capito che noi con ‘sto lavoro ci campiamo? Se un produttore di Hollywood vuol fare un film de L’#ArmatadeiSonnambuli che la gente poi andrà a vedere pagando un biglietto, non può farlo semplicemente vampirizzando il nostro lavoro di anni e traendo un profitto alle nostre spalle. Può farlo solo se passa attraverso di noi, tratta le condizioni, ci riconosce il sacrosanto diritto di avere un compenso per quello sfruttamento commerciale. Altrimenti non sarebbe lavoro ma semplice “pluslavoro” gratuito che produce un plusvalore per il padrone di turno.

                Per quanto tu ti ostini a non capirlo, questo principio è sempre stato chiaro a tutti i nostri lettori: noi permettiamo ogni sorta di riproduzione e utilizzo *purché non a scopo di lucro*, perché distinguiamo tra il libero accesso alla cultura da parte dei lavoratori e dei cittadini e lo sfruttamento di quella cultura da parte dei capitalisti.

                È l’ultima volta che te lo spieghiamo.

                • «Per l’ultima volta» lo direi io invece, poichè stavolta sarò io a voi chiaro: Voi, insieme a molti altri qui dentro (probabilmente annoiati dal fatto che qualcuno abbia mai potuto fare una critica difficile) state continuando a prendere colossali fraintendimenti senza mai veramente capire cosa esprimo.

                  Invito a rileggersi con calma ciò che ho scritto fino ad adesso poichè in questa discussione mi pare che sia sempre stato attaccato per fraintendimenti, perchè non sto facendo l’ostinato, non sto tentando di vendervi licenze come fossero pentole, non vi sto dicendo che avete fatto una scelta sbagliata e non sto neanche criticando la vostra scelta: Vi ho posto una critica, ho capito il vostro intendo, ho capito che era coerente con la licenza, e ho concluso la discussione 2 commenti fa, sottolineando persino il rispetto che provo per la coerenza con la vostra scelta.

                  Ora, come può ben vedere, nel mio commento immediatamente precedente io non ho assolutamente risposto a voi Wu Ming, ma bensì ad @Aleks7 che mostrava perplessità sulla vostra licenza Creative Commons, affermando che era meglio mantenere l’integrità dell’opera, quando invece la vostra afferma che tutti sono liberi di prendere spunto (sempre non commercialmente). Non solo sono stato io che gli ho spiegato in modo molto esaustivo e gentile (come lo farei ad un figlio) che le vostre opere hanno tutt’altro scopo rispetto a quello di vendere libri E-Book con DRM per proteggerne i diritti sull’integrità e l’autorevolezza digitale, ma persino gli ho spiegato come i vostri libri siano sicuramente molto meglio di un libro normale, e io gli ho persino ancora spiegato come il vostro intendo di condividere un libro non possa essere raggiunto attraverso copyright e io ho ancora aggiunto che ciò può essere raggiunto soltanto tramite la vostra attuale licenza. Al posto di ricevere da voi un “grazie Valerio, hai ben chiarito con Aleks7″ ricevo come al solito commenti in toni aspri da persone che a quanto vedo non stanno leggendo col cervello e che mi danno addirittura del testardo (su cosa?).

                  Ammetto che ho spiegato ad Aleks7 come anche un libro totalmente libero porti a volte moltissimi vantaggi, ma era soprattutto per precisargli che in ogni caso, da parte sua è forse fuori luogo in questo sito confutare addirittura la libertà di modifica dell’opera quando invece voi, Wu Ming, siete proprio il portatore del diritto del “leggi e prendi spunto” (non commercialmente, ma è più che vero che voi siete portatori del diritto “leggi e prendi spunto”. Cos’ho detto di male affermando ciò un commento fa? Proprio niente accidenti, rilegga meglio, sottolineo accidenti.).

                  Con voi Wu Ming, vi ho già spiegato che se per l’appunto il vostro scopo è campare lasciando la libertà di condividere questi libri a tutti e permettere a tutti di trarne spunto purchè in modo non commerciale, questo stesso concetto l’ho io stesso ancora ben spiegato ad Aleks7, affermando che la vostra licenza sia la più nobile nonchè la più adeguata a questo scopo e la più rispettabile.

                  Voi, Wu Ming, vi siete sentiti chiamati in causa a gratis; perciò io non solo vi ho rispettato, difeso, ho spiegato la vostra scelta ad altri, ma ho persino spiegato ad altri come un libro con diritti di integrità dell’opera siano spiacevoli mentre la vostra licenza dà dei diritti incredibilmente apprezzabili. Ed ho sottolineato più volte come voi siate gli autori, e voi scegliate la licenza più opportuna con cui distribuire queste opere in base al vostro scopo. Se questo è il vostro scopo, la vostra attuale licenza è perfetta per esso. Non capisco proprio come faccia a darmi del «ostinato a non capirlo».

                  Me lo permetta: Bisogna veramente essere dei veri «ostinati» per non capire quello che sto scrivendo da 12 ore.

                  Bene,
                  All’inizio ho fatto una critica a voi chiedendovi se era proprio il vostro scopo non avere commerciabilità e non dare totali libertà di copyleft, poi dopo un po’ da voi ho avuto una risposta più che esaustiva e due commenti fa ho concluso persino sottolineando che ero sazio di risposte e che rispettavo la vostra scelta. In aggiunta, Aleks7 ha ulteriormente (indirettamente) criticato la vostra stessa licenza in modo però indirettamente “parecchio pesante” e nessuno ha detto niente, tranne me, quando lui ha detto che forse un libro non ha neanche senso che abbia la vostra attuale licenza (infatti la sua ipotesi di mantenere l’integrità dell’opera significa essere contro la vostra attuale licenza in modo parecchio pesante), e così ho voluto precisare ad Aleks7 con cordialità, dolcezza e con precisione e accuratezza cosmiche che il vostro scopo è molto più nobile e che probabilmente la sua idea sul copyright e sull’integrità dell’opera è a voi un suggerimento non gradito per religione.

                  N.B.

                  Non sono qui a rubarvi il lavoro o stuprarvi le mogli, probabilmente l’unica cosa che vi ho fatto di male è farvi perdere del tempo prezioso, ma non per questo avete il diritto di trattarmi come avete fatto fino ad ora, perchè è da 48 ore che continuamente mi difendendo da ingiurie gratuite, commenti disprezzabili e toni guasti.

                  Sinceramente, la vostra socialità non mi è affatto gradita, ma a me non importa: Mi basta andare a dormire la sera ogni giorno sapendo che colui con cui ho voluto fare due chiacchiere abbia almeno capito cosa ho detto, e spero che questo almeno ora sia successo (anche se è la terza volta che io qui scrivo robe simili a “bene, ora sono certo che che è tutto sia chiaro”, ma pazienza).

                  Confido nel fatto che stavolta sia veramente tutto chiaro perchè avere dei dubbi su ciò che ho espresso è veramente da persone «testarde» sopra ogni scala, e confido anche nel fatto che se ancora mi risponderete, almeno lo facciate con un minimo di cognizione sul vostro spiacevole modo che avete utilizzato dal suo secondo commento in poi, lei e gli altri.

              • Bozzolan, avevi già stufato tutti gli interlocutori al secondo commento, figurarsi adesso.
                La cosa irritante, oltre al fanatismo petulante da fresco convertito a una Causa, è che non ti venga mai il minimo dubbio su quel che scrivi e come lo scrivi.
                Non ti viene il minimo dubbio che, se tutti “fraintendono” le tue lenzuolate, magari sono semplicemente scritte male, in modo pesante, col tono sbagliato, ricorsive e piene di grassetti che stancano l’occhio, softwareliberocentriche anche se non si sta parlando di software libero, piene di gaffes (“qualcuno prima o poi gliel’avrebbe detto”, come se della nostra politica di rilascio non si stesse parlando da più di quindici anni) e di esempi astratti che non hanno a che fare con la concretezza del nostro lavoro.
                Se quello che dovevi dire l’hai detto (non importa come), direi che potresti anche togliere il disturbo.

                • Lascio a Vanetti portare avanti la sua domanda e a vedere come si conclude, dato che quello era il mio unico interesse e a quanto pare è più capace di me nel scrivere chiaro.

                  Detto ciò, ancora una volta non avete perso l’occasione di usare un tono guasto con me, e sicuramente non mi vedrete più scrivere qualcosa qui dentro. Avrò pur stufato per le mie ricorsioni e per la mia incapacità di essere chiaro, ma voi avete stufato me per il vostro comportamento spiacevole nei miei confronti.

  132. Il ragazzo deve aver scoperto da poco il free software e ora pensa solo a quello. Poi passa, di solito, e comunque ci sono fissazioni peggiori.

  133. Vado a capo perché non ci si capisce più niente. Vorrei dire che la faccenda sollevata da Bozzolan come questione terminologica ha dei contenuti sostanziali che meritano attenzione.

    Il punto è capire se ha senso permettere l’uso commerciale di opere derivate. Ovviamente, dipende. La visione talebana della faccenda non mi convince perché paradossalmente dietro la facciata di garantire che tutto sia libero crea degli spazi di profitto notevoli per chi arriva sul mercato con un arsenale nucleare e non con la fionda, spazi che nei fatti (nonostante la debole difesa dello Share-Alike) creano la possibilità di nuove “enclosure”… certificate free.

    Facciamo l’esempio concreto che è stato già fatto da Bozzolan, cioè quello del “film di Q”. Senza il vincolo NC (nessun uso commerciale, tranne quelli autorizzati dagli autori originali ovviamente) arriva un produttore, prende Q, lo fa diventare una cagata hollywoodiana senza chiedere il permesso a nessuno e guadagnandoci quel che deve guadagnarci. Certo, è costretto a rilasciare il film con la stessa licenza, quindi teoricamente posso piratarlo e trasmetterlo al cineforum del liceo o del centro sociale. Ma questo *di fatto* lo posso fare già, non ditemi che non avete mai visto dei film piratati. E teoricamente un cinema potrebbe fottersene del distributore ufficiale e proiettare il film senza pagare niente a nessuno, ma quali cinema lo farebbero? Di sicuro non i multisala ammanicati con le grandi etichette; e quanti altri cinema sono rimasti oltre ai multisala ammanicati? Inoltre, se il produttore del film tarocco di Q rischiasse seriamente di essere fregato dai cinema, produrrebbe comunque il film accollandosi una spesa milionaria? ne dubito.

    Conclusione: o l’uso commerciale permette alle multinazionali di sfruttare dei commons per i cazzi loro, e in tal caso diventa un modo per chiudere i commons de facto anche se non de iure, oppure la licenza libera è sufficientemente di ostacolo al profitto per rendere lo sfruttamento poco interessante, coinvolgendo quindi soltanto altri “sfigati” che agiscono un po’ per camparci e un po’ perché ci credono. Ma questi ultimi non hanno nessun bisogno di avere un’autorizzazione preventiva da parte dei Wu Ming a fare il cazzo che vogliono, perché possono prendere il telefono o il computer e contattarli e discutere con loro di un progetto commerciale che abbia senso e non sia un bieco caso di sfruttamento spudorato.

    Qui entriamo sul terreno più spinoso, perché è il meno “giuridico”, di tutta questa manfrina delle licenze libere o semilibere: la costruzione di comunità. So per esperienza che un software open source (libero o non) senza uno sforzo di creazione e cura di una community di utenti e sviluppatori non è “veramente” open source. Puoi teoricamente andarti a vedere il codice, ma in pratica non lo farà nessuno; puoi teoricamente correggerlo o cambiarlo, ma in pratica non lo farai. Le licenze e tutto il resto non esistono nel vuoto.

    Un genio sregolato, Dmytri Kleiner, che sta in Germania ed è anche un fan dei Wu Ming, ha pensato questa cosa, la licenza Copyfarleft (dove “far left” significa “estrema sinistra”): http://www.metamute.org/editorial/articles/copyfarleft-and-copyjustright

    Kleiner sostiene che il capitalismo ha trovato il modo di inglobare le licenze diverse dal copyright classico in un sistema che gli permette di sfruttare a scopi privati l’intelligenza e la creatività collettive. Ci sono molti esempi ovvi nel campo del software. La sua idea allora è che sia giusto bandire il profitto dalle opere derivate, ma non tutto ciò che è “commerciale” è profitto in senso capitalista. Kleiner dice che bisogna permettere l’uso no-profit delle opere derivate ma anche l’uso commerciale da parte di organizzazioni cooperative di lavoratori associati.

    In sostanza, dice che bisogna introdurre un elemento di giudizio politico-sociale nel dare semaforo verde o semaforo rosso agli usi commerciali delle opere derivate. L’idea mi ha incuriosito molto e giocherellandoci avevo pure scritto questa scempiaggine: http://wiki.maurovanetti.info/index.php?title=Template:Copyfarleft In sostanza, secondo me se si scende sul terreno del giudizio politico-sociale come criterio per permettere l’uso commerciale, tocca definire dei confini. Per un anarchico uno Stato operaio non può esistere, quindi valgono solo certe (vere) cooperative. Per un marxista, possono esistere anche le “cooperative in forma statuale” (cioè le repubbliche proletarie) e altre forme di organizzazioni non solo economiche ma anche politiche della classe operaia (partiti rivoluzionari, sindacati di classe ecc.). Chi giudica? la legge?

    Diciamocelo: il modo più semplice di gestire legalmente questa situazione in un contesto capitalistico è semplicemente mettere la licenza BY-NC-SA e poi dare autorizzazioni gratuite all’uso commerciale a quelli che ci stanno simpatici (o, meglio, a quelli con cui si è creato un rapporto comunitario e di lotta). Resto dell’idea, però, che le elaborazioni di Kleiner abbiano un valore “pedagogico” che va al di là dell’aspetto contrattuale, anche perché sappiamo tutti che, perlomeno nel software, le licenze sono ben poco “esigibili” soprattutto per i piccoli autori/produttori.

    Un’ultima osservazioncina: non sono d’accordo con la formulazione usata da aleks7 quando dice che un’opera letteraria, una volta scritta, non può essere modificata da altro. E chi l’ha detto? Mi piacerebbe molto provare a usare la licenza con cui sono rilasciate le opere dei WM per fare degli esperimenti in questo senso. Due anni fa avevo preso “Come il guano sui maccheroni” e lo avevo messo su GitHub con l’idea di cambiarlo (poi, come sempre, me ne sono dimenticato): https://github.com/maurovanetti/hack-wu-ming In particolare, vorrei togliere i riferimenti alla musica perché non ne capisco una sega… Se qualcuno ha lo sghiribizzo di trafficarci sopra, è il benvenuto. :-)

    • Sì, in effetti la nostra “linea del Piave” è appena appena diversa da come l’ha descritta WM1. Il Piave è: se vuoi lucrarci, allora devi passare da noi. E noi valutiamo che fare. Non per forza ti chiederemo denaro, o royalties, o divisione dei proventi. Se non ricordo male, cedemmo i diritti di Q gratuitamente a una casa editrice cubana, che aveva a malapena la carta per stampare i libri.

      • Essendo Cuba uno Stato operaio, seppur burocraticamente deformato e con una crescente (ri)penetrazione del modo di produzione capitalistico, concordo con la vostra intepretazione della licenza Copyfarleft nella versione marxisticamente modificata. :-)

      • E io che ho scritto? :-)))) «L’utilizzo non a fini di lucro è il Piave. Se qualcuno vuole trarre un profitto dai nostri libri, deve passare da noi.»

        • Hai scritto anche: “Se c’è lucro, va spartito con noialtri”. Io direi: “Se c’è lucro, bisogna che ci accordiamo”.

          • Però dove c’era davvero fine di *lucro*, cioè il fine dell’operazione era commerciale e lo scopo era il profitto, un vantaggio economico significativo, la nostra linea è sempre stata che dovevano comprare i diritti.
            Quando ci siamo accordati in altro modo, è perché il fine principale della richiesta era diverso dal profitto, il richiedente non era un’impresa né un soggetto che volesse lucrarci, e se nell’operazione girava qualche soldo, era giusto per rimborsare qualche spesa.

    • Ti ringrazio perchè sei apparentemente l’unico che ha capito che ho sollevato una domanda legale e non una questione personale.

      P.S., simpatico il Copyfarleft :) Non lo conoscevo.

      • Ciao Valerio, secondo me ti sei posto male perché sei partito da una questione assolutamente secondaria e molto “stallmaniana” nella sua astrattezza, ovvero definire cosa vuol dire “libero”. A questo si è aggiunto l’equivoco sul darsi del Lei (intendevi “lei la FSF” ma sembrava dicessi “il sig. Ming Wu”). A questo si è aggiunto un uso singolare di grassetti e formule lapidarie.

        Ma il vero problema del thread precedente, che secondo me ha un po’ impoverito la discussione che credo avesse un nucleo interessante, è che sei arrivato come se dovessi portare la luce ai trogloditi nella grotta, bravi scrittori, sì sì, ma ignoranti di licenze e open source. Peccato che su questo argomento i Wu Ming abbiano scritto cose molto approfondite (anche in forma narrativa, come le vicende di Anatrino e i suoi compagni), che siano stati pionieri della sperimentazione di licenze aperte in letteratura e della loro divulgazione (per es.: http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/copyleft_booklet.html ) e che abbiano anticipato osservazioni come la tua all’inizio del decennio scorso: http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/nota_copyleft.html

        Detto questo, peace & love, mi siete sembrati tutti quanti un po’ troppo nervosetti. :-)

    • Volevo anch’io postare un riferimento a “The Telekommunisten Manifesto” di Kleiner, ma Mauro mi ha preceduto. Qui, nello specifico, c’e’ un riferimento esplicito a Wu Ming

      http://vimeo.com/60889533

      Come creatore di materiale che viene sparpagliato in rete, mi sono posto il problema piu’ volte di come distribuirlo, e niente, la scelta a cui sono arrivato, e’ di taggare tutto con “non a scopo di lucro” (modificabile e share alike), ma di mantenere chiaro che questa scelta puo’ essere “waived” in alcune (diciamo molte) situazioni, in cui non c’e’ “riappropriazione da parte dei padroni”. Io onestamente ho sempre interpretato cosi’ anche l’approccio di Wu Ming, e qui entra in pieno quello che dice Mauro: questo e’ possibile perche’ seguo Giap!, e perche’ so’ qual e’ bene o male il modus operandi della comunita’ tutta. In altre parole, la sola licenza senza una comunita’ dietro non serve praticamente a nulla che abbia un valore trasformativo, e non sia soltanto un altro mezzo di distribuzione all’interno del sistema capitalista. Il caso dell’open source e’ palese, e Kleiner lo spiega molto bene. Un suo articolo interessante da un punto di vista marxista sul tema e’ questo

      http://www.dmytri.info/m-c-lol/

    • La tua osservazione è corretta. Ovviamente può avere senso eccome modificare un’opera letteraria scritta da altri. A me premeva sopratutto sottolineare le differenze tra software e opera letteraria, e sono stato un po’ sbrigativo nel trarre le conclusioni. Da sviluppatore software, sono d’accordo con te quando dici che le licenze non esistono nel vuoto. Ma al di là di queste considerazioni tecniche – interessantissime, per carità, ma un po’ troppo da specialisti – a mio avviso resta una questione aperta, per quanto riguarda la creazione e la distribuzione di un’opera d’arte nell’era digitale. Io sono convinto che chi, come i Wu Ming, scrive opere letterarie di grande valore, ha il diritto di poter vivere del suo lavoro di scrittore. Per il momento i Wu Ming ci campano grazie ai tanti lettori che, come me, comprano i loro libri appena escono in formato cartaceo. Ma in un futuro non troppo lontano questo sistema potrebbe essere insufficiente. Quando quasi tutti gli appassionati di libri avranno un ebook reader, le vendite dei libri cartacei potrebbero essere il corrispettivo delle vendite di dischi attuali. A quel punto non troverei sbagliato che i Wu Ming si mettessero a – scusate il termine – vendere anche le edizioni digitali dei loro libri. Va bene le donazioni, ma vendere (scusate ancora) il frutto del tuo lavoro è cosa buona e giusta, secondo me.

  134. Ciao,
    E’ prevista, qui o altrove, una versione dell’Armata dei Sonnambuli per ebook?

    Se sì, quando?

    Grazie!

  135. […] dalla sua grazia imperturbata può essere davvero molto doloroso, come succede al protagonista di Altai, il bellissimo romanzo di Wu […]

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