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La macchina del vento

La riapertura di Giap, le prossime uscite, i progetti in corso, la strada chiama

«Butta la tua statua giù e resta giù, / resta giù!» (Area, Ici on dance!, 1978).

Rieccoci. Dopo la pausa d’agosto – pausa solo per Giap, non per noi –, annunciamo la ripresa delle pubblicazioni, aggiorniamo sui progetti in corso e le prossime uscite,  segnaliamo alcuni appuntamenti di settembre e ottobre.

Durante l’estate abbiamo continuato a lavorare insieme al romanzo La grande ondata del ’78 – che consegneremo all’Einaudi nella primavera 2021 – e ciascuno per conto proprio ai vari progetti solisti. Non dovendo più seguire alcun profilo sui social– a settembre sarà un anno tondo che abbiamo abbandonato Twitter – e con il blog rallentato e poi sospeso, abbiamo raggiunto un livello di coordinazione e ottimizzazione degno del Toyotismo. Una Toyota senza dipendenti, dove il management lo fanno tutte e tutti.

La scelta di “allentare” Giap non era dovuta solo alle esigenze di scrittura, ma anche alla necessità di una decongestione dopo il flusso impressionante e ingestibile della primavera. Ora riapriamo e vedremo come andrà. Prosegui la lettura ›

Giap in «modalità estiva», noi no. Siamo in maratona di scrittura, ma ecco un po’ di novità e aggiornamenti

1978, a Viareggio si vendevano ancora cartoline così, ma era un'altra epoca.

Viareggio, 1978…

Se in queste settimane, dopo una primavera a 360 bpm, Giap va avanti con lentezza non è perché siamo in ferie, anzi. Stiamo studiando e facendo riunioni e scrivendo da mane a sera, dediti al romanzo collettivo La grande ondata del ’78, la cui stesura – dopo un lungo lavoro di impostazione e un grande accumulo di scalette e “bibbie” dei personaggi – procede spedita. Contiamo di finirlo nella primavera 2021.

Nel mentre, proseguono anche i lavori sugli altri progetti elencati nel giugno scorso. Qui sotto troverete news e aggiornamenti, oltre a un calendario delle nostre prossime uscite pubbliche. Che nel 2020-2021, lo anticipiamo fin da ora, saranno più rade. Non solo per il fantasma del Covid che ancora spauracchia l’Italia: centri sociali che non riapriranno, eventi “contingentati” ecc. No, c’è dell’altro.

Abbiamo riflettuto, e concluso che non potremo riprendere l’attività on the road con l’intensità e la frequenza di prima. Un po’ perché dobbiamo scrivere, e molto perché gli ultimi anni sono stati forsennati.

Nondimeno, tra agosto e settembre faremo qualche apparizione. Oltre a questo, ci sono novità che riguardano direttamente noi e/o la nostra comunità allargata. Eccole. Prosegui la lettura ›

Ti mandavano al confino perché… | Radio Giap Rebelde

Unheimlich.

«Cappa plumbea», «nube tossica»… Per descrivere quel che grava sul territorio nel quale siamo nati e cresciuti, sulla città e la regione in cui viviamo, potremmo sprecare i clichés.  Mesi di teratogena campagna elettorale, carcinomi del linguaggio causati da polveri sottili penetrate nei meandri del cervello sociale.

Lo spaesamento è forte, benché ampiamente previsto. Ecco, prevedere lo spaesamento. Manca una parola, almeno in italiano, per indicare uno straniamento già messo in conto. Macchine mitologiche si scontrano. Emilia paranoica, diceva quel tale. «Emilia» idea senza parole.
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Su cosa debba significare «Europa» per i rivoluzionari. Riflessione a partire da alcune critiche europeiste a La macchina del vento

A sinistra, Europa rapita da Zeus trasformato in toro (statua in bronzo di Bartolomeo Bellano, 1470). A destra, l’immagine-simbolo di Occupy Wall Street, con la ballerina in equilibrio sul «toro di Bowling Green» (intervento del 2011 su statua in bronzo di Arturo Di Modica, 1989).

di Tommaso Baldo *

Nel corso degli ultimi mesi il romanzo di Wu Ming 1 La macchina del vento ha suscitato un interessante dibattito a proposito di uno dei temi trattati nell’opera, ovvero le prime reazioni al Manifesto di Ventotene – il cui titolo «vero» era Per un’Europa libera e unita –, scritto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi mentre erano relegati al confino fascista sull’isola di Ventotene.

Il protagonista e principale voce narrante del libro, il giovane socialista ferrarese Erminio Squarzanti, anch’egli confinato, rifiuta di sottoscrivere il Manifesto ed espone in una lettera agli autori le sue critiche. Squarzanti non contesta l’idea dell’unità europea e condivide la dura critica dello stato-nazione contenuta nel testo, ma a respingerlo è quello che considera un approccio elitario e tendenzialmente autoritario che intravede alla base della proposta:

«Tutto il manifesto è intriso di sfiducia nelle masse popolari, che da sole non saprebbero mai quel che vogliono e sarebbero sempre bisognose di capi che glielo spieghino. Non solo: ogni volta che parlate del proletariato voi lo associate a piccolezze, particolarismi e vedute anguste».

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Speciale #Lamacchinadelvento | Live in #Catania, 31 agosto 2019 + altre musiche, recensioni, controversie

Piazza Federico di Svevia, Catania, 31 agosto 2019.

Durante l’estate La macchina del vento ha continuato il suo viaggio, mentre il flusso di reazioni, commenti, recensioni non accennava a rallentare. Il romanzo ha avuto quattro edizioni in quattro mesi, e in certi ambienti ha suscitato un dibattito acceso.

Soprattutto, ha provocato forti reazioni in ambiente europeista/federalista. Ce ne occuperemo coi nostri tempi in un prossimo speciale dedicato al libro, a flusso almeno un poco rallentato. Due cose, però, vale la pena anticiparle, prima di dedicare questo post all’incontro tra parole e musica. Prosegui la lettura ›

Speciale congiunto #Proletkult / #Lamacchinadelvento: isole, pianeti, utopie

Due isole.
Una delle più grandi e una delle più piccole del Mediterraneo.
La Sardegna, 24.090 kmq. Ventotene, 1,54 kmq.

Nei giorni scorsi, mentre a Cagliari Wu Ming 2 e Wu Ming 4 chiudevano il Proletour in una piazza Garibaldi gremita all’inverosimile (ringraziamo il Marina Café Noir!), Wu Ming 1 era uno degli “scrittori residenti” al festival Gita al Faro di Ventotene.

Oltre a presentare La macchina del vento nei luoghi in cui si svolge, sull’isola WM1 ha scritto e letto, accompagnato al pianoforte da Valerio Vigliar, un racconto collegato al romanzo. Uno spin-off – o un nocciolo di sequel? – intitolato Polykenos: Erminio partigiano a Ferrara, una mancata evasione dal carcere di Piangipane, la strage nazifascista di Caffè del Doro.

Mentre siamo in pieno brainstorming per il prossimo romanzo collettivo, del quale per ora non anticipiamo nulla, continuano a uscire recensioni ed “esercizi di lettura” di Proletkult e de La macchina del vento. In questo secondo speciale dedicato a entrambi i libri, ve ne proponiamo alcune, e ne approfittiamo per ricordare le prossime date del Macchina del vento Tour. Prosegui la lettura ›

#Proletkult e #Lamacchinadelvento. Nuove recensioni, interviste, video, calendario delle prossime date


Sette mesi dopo l’uscita, il nostro Proletkult continua il suo viaggio e continua a generare dibattito. L’uscita, un mese fa, de La macchina del vento di Wu Ming 1 ha retroagito sul romanzo collettivo e stimolato la ricerca di parallelismi e riferimenti incrociati. Intanto La macchina del vento va a ruba, letteralmente.

[Psssst, ehi! Qui! Ci siete tutti? Bene, allora state a sentire: non rubate nelle librerie indipendenti, che già faticano a tirare avanti. Se proprio dovete rubare, fatelo nelle librerie-supermarket, quelle delle grandi catene.]

In questo speciale congiunto – simile per impianto a quelli che facemmo per Timira e Point Lenana – proponiamo contributi su entrambi i romanzi, raccolti nelle ultime settimane per quanto riguarda Proletkult e negli ultimi giorni per quanto riguarda La macchina del vento. Buone letture, buone visioni, buoni ascolti.

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