Repubblica intervista Wu Ming 1 sull’Operazione Glasnost 2012

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[Repubblica intervista Wu Ming 1 sulla discussione in corso. Ecco lo scambio di battute con Mauro Favale.]
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DAL LIBRO ALL’OPERA LIVE, LA NUOVA ERA DELL’AUTORE
Wu Ming 1 e i dati del mercato in crisi: “Anche noi dobbiamo pensare a strade diverse”

MAURO FAVALE

Sul mercato editoriale sono presenti da quasi 15 anni, nel 1999 hanno pubblicato un long-seller, Q, con Einaudi Stile Libero, da oltre 300.000 copie firmato Luther Blissett poi, subito dopo, hanno cambiato nome. Hanno sempre spinto per la libera circolazione dei loro libri, con copyleft (gioco di parole che smonta il concetto di copyright) e download gratuito delle proprie produzioni. Oggi, tra crisi economica, fuga di 700.000 “lettori forti” (dati dell’Aie), perdita del potere d’acquisto e diffusione di tablet e e-reader si interrogano sul futuro del mestiere dello scrittore. I Wu Ming, collettivo di autori bolognesi, lo fanno in pubblico, su Giap, il loro blog, interloquendo con i lettori.
L’ultimo post è un’“Operazione trasparenza” giunta all’ottava edizione: i Wu Ming offrono i dati di vendita dei loro libri nel 2011. Con una sorpresa: per la prima volta aumenta vertiginosamente il numero di coloro che scaricano gratuitamente i romanzi dal loro sito e, contemporaneamente, in libreria calano le vendite della backlist, il loro catalogo. Per dare qualche numero: all’inizio dell’anno, quando su Giap è stata messa online la nuova pagina con i libri scaricabili in più formati, in poche settimane, Q è passato dai 1.800 download di gennaio a poco più di 4.000 a febbraio, Manituana da 438 a 1.925, Guerra agli Umani da 265 a 1.498.

Wu Ming 1, pentiti di aver spinto troppo sulla linea del “free download”?

«Per niente. E non abbiamo nessuna intenzione di tornare indietro. A parte che il mercato degli e-book praticamente in Italia non esiste. La quota dei download di libri a pagamento è minuscola. Anche negli Usa la tendenza è sopravvalutata, e-reader e tablet sono un fenomeno reale, ma il mercato degli e-book è una bolla. Noi siamo diventati Wu Ming anche grazie a questa filosofia. Le opere circolano, tu sei più conosciuto e hai anche un ritorno d’immagine perché lasci aperto un contenuto che gli altri recintano. Grazie a questo si innescava un circolo virtuoso tra copie scaricate e copie vendute in libreria».

Un circolo virtuoso che pare essersi spezzato se, per alcuni vostri titoli, nell’ultimo anno, il rapporto è 9.000 download a fronte di 200 copie vendute. Da cosa dipende?

«Dalla crisi: la gente non ha una lira in tasca e fa fatica a spendere 20 euro per un libro. E poi dal fatto che, rispetto a 10 anni fa, ci sono più modi di leggere comodamente un libro in formato elettronico. In ogni caso, i titoli ripubblicati in collane economiche reggono meglio: se hanno un prezzo abbordabile anche la forbice tra download e libri venduti si restringe. Nel caso di Altai, il nostro romanzo di gruppo più recente e già disponibile in economica, la forbice quasi non c’è».

Quanti lettori avete perso?

«I lettori non si sono “persi”, sbaglia chi imposta il dibattito in questo modo. Gli editori hanno perso acquirenti. Si legge ancora ma si compra molto meno. Non conosco nessuno a cui piacesse leggere che ha smesso di farlo. Magari si legge altro, si legge di più in rete, si va in biblioteca, si compra l’usato. Quanto a noi, abbiamo avuto oltre 100mila download di nostri libri in 12 mesi e Altai, nei primi due anni, ha venduto il doppio di Q. Il calo riguarda l’acquisto dei vecchi titoli».

Allora bisogna aumentare la produttività?

«Per il modo in cui noi scriviamo i romanzi collettivi, tra ricerche d’archivio, tanti personaggi, intreccio denso, non riusciremo mai a scodellare un libro l’anno. Non siamo quelli che possono consegnare un romanzo storico su Giulio Cesare, cotto e mangiato, in tre mesi».

Gli editori come stanno rispondendo alla crisi dal vostro punto di vista?

«Male e in ritardo. Mi sembrano impreparati. Dovevano porsi il problema del digitale già 10 anni fa. Avrebbero dovuto imparare dall’industria musicale che è stata quasi spazzata via con la circolazione della musica nei formati digitali. Ora i cd sono un supporto defunto. Se gli editori avessero messo i libri in download gratuito e non avessero aumentato i prezzi del cartaceo tutti avrebbero goduto di quel circolo virtuoso. La risposta migliore è una maggiore apertura».

E per voi scrittori?

«Forse va creato un circolo virtuoso tra il web e la strada: i libri vanno concepiti come opere “transmediali” affiancando loro musica, illustrazioni, video ed esecuzioni dal vivo che non siano solo “promozione” ma facciano a tutti gli effetti parte dell’opera. Sono cose che già facciamo. Si tratta di farlo di più e meglio. Il libro resta importante, ma sarà solo uno degli aspetti della narrazione».

Basta cambiare modalità e aumentare il numero di presentazioni e esibizioni?

«Noi abbiamo sempre girato parecchio. Si tratta di ottimizzare e diversificare tra reading, letture musicate e altro. Ci piace questa dimensione. Abbiamo il mito dei folksinger girovaghi alla Woody Guthrie».

Repubblica intervista Wu Ming 1 che cita Woody Guthrie come modello ispiratore per gli scrittori

Woody Guthrie. Tra l'altro, è il centenario della nascita: 14 luglio 1912 - 14 luglio 2012. Festeggiamolo attivando sempre più "macchine ammazzafascisti".

Commenti nell’altro thread, grazie!

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2 commenti Scrivi un commento
  1. avatar Repubblica intervista Wu Ming 1 sull’Operazione Glasnost 2012 | Senza Fissa Dimora / Nomadic Subject says:

    [...] Repubblica intervista Wu Ming 1 sull’Operazione Glasnost 2012. This machine kills fascists [...]

  2. avatar Macchine « ComunistiMogliano says:

    [...] a GIAP per avermelo mostrato! [...]



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Hanno detto di noi:

«Come facciano questi cani sciolti italiani a ottenere narrativa di tale potenza e complessità da un lavoro collettivo resta un enigma, ma possano i loro tamburi suonare a lungo.»
The Independent

«In letteratura, quattro cervelli messi insieme per scrivere un'opera fanno zero. Forse anche meno [...] Una macedonia di fumetti, vecchi film, spezzoni di fiction, sceneggiature ingiallite, elenchi telefonici stranieri, dipinti d'epoca e imitazioni di salgariani impazziti.»
Avvenire

«E poi, come diavolo scriveranno a dieci mani i favolosi cinque? Capitan Sovietico scrive un capitolo e SuperGuevara un altro? Oppure scrive tutto l'Uomo Maoista e gli altri fanno l'editing? »
Libero

«Come diceva Ernesto Calindri in un celebre Carosello anni Sessanta: "Dura Ming! Non dura, non può durare…".»
R. Chiaberge, Il Sole 24 Ore

«Non leggete L'eroe imperfetto di Wu Ming 4. Basta coi finti sperimentali.»
A. D'Orrico, Sette/Corriere della sera

«I Wu Ming stanno con Al-Qaida, il cui obiettivo siamo noi e fa di Hitler un dilettante. Fate sentire la vostra voce, i vostri valori. E, se credete, mandateli affanculo.»
Il Domenicale, giornale fondato
da Marcello Dell'Utri

«Altai è una boiata, proprio come Q
Libero

«Non credo che al lettore giovane importi un cazzo di ciò che Wu Ming racconta o narra. Queste, tuttavia, sono le uniche categorie di lettori: professoresse donne, interessate a romanzi che hanno come trama uteri asportati e poi, nel caso della narrativa di tendenza giovanile, indiani d’America che lanciano frecce al curaro nel buco del culo del coprotagonista.»
Fulvio Abbate

«Venditori di inchiostro al dettaglio. I lettori di Wu Ming sono azionisti inconsapevoli di un’operazione più commerciale che culturale. I Wu Ming sono un'associazione a delinquere di stampo immaginario.»
Gian Paolo Serino, Il Giornale

«Asserviti al mercato. Leghisti col calamaio. Una parodia dell’antipolitica applicata alla letteratura. Una versione (postmoderna) dello zdanovismo, o una declinazione letteraria della battaglia ratzingeriana contro il "relativismo culturale".»

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I commenti più recenti

  • Wu Ming 1 { Naturalmente sì, dovrebbe essere "gennaio 2013". L'intervento in Mali è avvenuto proprio mentre ci accingevamo a scrivere i Titoli di coda. Altro refuso. Segno pure questo, grazie. } – May 23, 12:46 AM
  • Bran19 { Oggi, mentre voi accompagnavate Stefania da Felice, io ero in escursione con una scolaresca sui monti vicini, a visitare i luoghi della Grande Guerra. Con noi c'era un prof. di... } – May 22, 11:32 PM
  • punto_fra { C'è una cosetta che non mi quadra anche nei titoli di coda (pag. 556) dove si parla dell'intervento della Francia in Mali nel gennaio 2012. Nel 2012 è iniziato il... } – May 22, 11:21 PM
  • Wu Ming 4 { Ciao giasp001 mi pare che ti abbiano già risposto altri, quindi riprendo solo alcune cose. Prima di tutto non capisco perché mi racconti un episodio con il quale né Wu... } – May 22, 3:47 PM
  • punto_fra { Le scuole private non saranno tutte uguali come metodo educativo ed indirizzo, certo. Ma tutte dovrebbero, secondo la Costituzione, sostenersi con i propri soldi e non con quelli dello Stato.... } – May 22, 3:32 PM
  • giasp001 { Luca e Wu2 io non conosco la situazione bolognese e assolutamente il mio intervento non era una perorazione pro o contra referendum. (Anche se personalmente io voterei per la scuola... } – May 22, 3:29 PM
  • giasp001 { Ciao Giorgia, conosco molto bene l'olanda e ti posso dire che ciò che affermi è parziamente impreciso, non per malafede ma per informazioni magari mediate male. Tu citi Bijlmer che... } – May 22, 3:09 PM
  • giorgia { Ciao Giaspo, la scuola steineriana ha tutto il mio rispetto, ma una scuola è pubblica, egualitaria e ha dei principi che vanno bene per tutti oppure è privata allora esclude... } – May 22, 1:47 PM
  • clettox { Ho visto ora la mail, una storia bellissima, 400 anni di vita per una pianta sono una certa età! Anche per una vite. Si, il Parco Agricolo è la porta... } – May 22, 1:11 PM
  • luca { Ciao giaspo, in linea di principio capisco il tuo ragionamento. Però mi dispiace, se la scuola da te scelta è la fatidica numero '27' sarebbe il caso che te ne... } – May 22, 1:00 PM
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