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OMNIA SUNT COMMUNIA è l'archivio dei nostri interventi su copyright, proprietà intellettuale e "pirateria". |
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Ogni cosa al posto giusto? L'esempio dei Radiohead e l'offerta libera Da quando i Radiohead hanno distribuito il loro nuovo album in formato digitale e a prezzo "libero", migliaia di siti, blog, giornali, forum si rimpallano versioni diverse della stessa domanda: - Quanti soldi hanno fatto? Da questa unica verità rivelata, molti hanno calcolato l'incasso presunto, basandosi su medie ipotetiche: da 5 a 8$ per download, e quindi da 6 a 10 milioni di dollari in totale. Ai primi di Novembre, ha fatto molto scalpore uno studio dell'agenzia comScore, tanto che gli stessi Radiohead si sono sentiti in dovere di smentirlo e molti ne hanno criticato la validità scientifica. |
免費才是大道理 ── 小說家網上游擊戰如果我在這裏公開承認,自己剛剛從互聯網上「下載」了一整本小說,讀完後還津津樂道的複製、轉寄給一眾親朋好友,你會有什麼想法?關於「網上下載」, 你最直接的聯想是﹕盜版?侵犯知識產權?刑事罪行?不尊重原創者?沒良知?如果我再告訴你,在意大利有一群自稱為 Wu Ming (中譯「無名」)的小說家,把集體創作而成的作品放在網上免費給人完整下載,看似商業自殺,同時又在(網上)書店裏真金白銀的賣個滿堂紅,你相信嗎? |
Intervista inclusa nel libro Permesso d'autore, a cura di Antonella Beccaria "Nella seconda metà degli anni Ottanta e nella prima metà degli anni Novanta, in Occidente e soprattutto in Italia, c'è molto interesse per il concetto di "no copyright". Con quel titolo, la ShaKe di Milano pubblica anche un'antologia di materiali sull'argomento, a cura di Raf Valvola. È un sottobosco dalle mille radici: la cultura "do it yourself" del punk-rock (su tutte le copertine dei dischi hardcore-punk italiani c'è lo slogan "Fuck SIAE"); il mondo delle autoproduzioni e delle fanzine (di fotocopia in fotocopia, sono le fanzine a diffondere il celebre détournement del logo dei discografici inglesi, la musicassetta-teschio con lo slogan: "Home Taping is Killing Music, and It's Illegal" che diventa: "Home Taping is Killing Business, and It's Easy"); il networking dell'arte underground, della xerox art, della mail art, del "neoismo" (nel 1988-89 Stewart Home e Florian Cramer organizzano i cosiddetti "festival del plagiarismo"); il mondo del cut'n'mix che dal dub e dal primo hip-hop arriva alla "house music" in senso lato, musica fatta-in-casa, con campionatori e altre tecnologie finalmente disponibili per il mercato di massa. Il Luther Blissettt Project nasce nel 1994 all'incrocio di tutte queste influenze e con suggestioni che risalgono più indietro (il proto-surrealista Lautréamont disse che "il plagio è necessario, il progresso lo implica"), e ancora più indietro, addirittura alla cultura popolare d'epoca feudale, e prima ancora alla classicità e all'antichità, insomma, a prima che esistessero gli istituti della proprietà intellettuale." |
Note inedite su copyright e copyleft 2005, stralci di corrispondenza privata e risposte a interviste inedite in italiano (su Carmilla on line) 1. I due corni del falso dilemma 2. Nascita del copyright e censura: contro il "mito delle origini" liberista 3. Google Print e affini: rete, gratuità e battaglie di retroguardia "Gli editori che si oppongono a Google Print sono come quegli studios cinematografici che, venticinque anni fa, denunciarono i produttori di videoregistratori e videocassette, dicendo che la registrazione domestica violava il copyright. Il famoso caso "Universal contro Betamax". La Universal arrivò fino alla Corte Suprema e perse... per fortuna sua. Negli anni a seguire, l'industria cinematografica ha realizzato la maggior parte dei suoi profitti non nelle sale ma grazie all'home video. E' sopravvissuta alla crisi delle sale grazie al VHS e poi al DVD. Se Universal e compagnia avessero vinto, a quest'ora sarebbero morti e sepolti. Ma hanno perso, e quindi si sono salvati. Si potrebbe citare anche l'assurda battaglia dei discografici contro l'introduzione sul mercato delle musicassette, negli anni '70, preludio alla guerra senza quartiere contro il download, quando (iTunes lo ha dimostrato) bastava fornire agli utenti un canale di accesso legale a questa risorsa. Anche questa degli editori è una battaglia suicida contro un'innovazione potenzialmente vantaggiosa. Per il loro bene, gli editori devono perdere. Vincendo, si assesterebbero una formidabile martellata nei cosiddetti." Apuntes inéditos sobre copyright y copyleft 2005, extractos de correspondencia personal y respuestas a entrevistas inéditas en italiano 1. Los dos extremos del falso dilema 2. Nacimiento del copyright y censura: contra el "mito de los orígenes" liberal 3. Google Print y similares: red, gratuidad y batallas de retaguardia "Los editores que se oponen a Google Print son como aquellos grandes estudios cinematográficos que, veinticinco años atrás, denunciaron a los productores de videograbadoras y videocassettes declarando que la grabación doméstica violaba el copyright. El famoso caso 'Universal contra Betamax'. Universal llegó hasta la Corte Suprema y perdió... para su fortuna. En los años sucesivos, la industria cinematográfica obtuvo la mayor parte de sus ganancias no de las salas, sino gracias al home video. Ha sobrevivido a la crisis de las salas gracias al VHS y luego al DVD. Si Universal y compañía hubieran ganado, ahora estarían a dos metros bajo tierra. Pero han perdido, y por lo tanto se han salvado. Se podría citar también la absurda batalla de las discográficas contra la introducción en el mercado de los cassettes musicales, en los años 70, preludio de la guerra sin cuartel contra la descarga, cuando (iTunes lo ha demostrado) era suficiente ofrecer a los usuarios un canal de acceso legal a este recurso. La de los editores también es una batalla suicida contra una innovación potencialmente ventajosa. Por su bien, los editores tienen que perder. Si ganaran se darían un tremendo porrazo en sus partes bajas." Previously unpublished notes on copyright and copyleft 2005, excerpts of private correspondence and unpublished interviews in Italian 1. The two horns of the false dilemma 2. Censorship and the birth of copyright: against the liberal "myth of origins" 3. Google Print and the like: the web, freebies and rearguard action 'The publishers who oppose Google Print are like those film studios that, twenty five years ago, denounced the makers of video recorders and cassettes saying that domestic recording was a violation of copyright. The famous "Universal Vs Betamax" case. Universal ended up in the US Supreme Court and lost… luckily for them. In the following years, the film industry realized the lion share of profits not in the cinemas but thanks to home video. It survived the crisis of the box office thanks to VHS and then DVD. If Universal and co had won they'd be dead and buried now. But they lost, and as a consequence they were saved. We could also cite the absurd battle of the record companies against the introduction of music cassettes in the 70s, a prelude to the war against downloads waged despite the fact that (as iTunes showed) what was needed was to provide users with a legal channel to access this resource. The present battle waged by the publishers is also a suicide mission against a potentially advantageous innovation. For their own good, the publishers must lose. By winning, they'd suffer a formidable hammering in the proverbials.' Apuntes inéditos sobre copyright e copyleft2005, extractos de correspondencia persoal e respostas a entrevistas inéditas en italiano 1. Os dous extremos do falso dilema 2. Nacemento do copyright e censura: contra o "mito das orixes" liberal 3. Google Print e similares: rede, gratuidade e batallas de retaguardia 'Os editores que se opoñen a Google Print son como aqueles grandes estudos cinematográficos que, vinte e cinco anos atrás, denunciaron aos productores de videograbadoras e videocassettes declarando que a grabación doméstica violaba o copyright. O famoso caso “Universal contra Betamax”. Universal chegou ata a Corte Suprema e perdeu... para a súa fortuna. Nos anos sucesivos, a industria cinematográfica obtivo a maior parte das súas ganancias non das salas, senón grazas ao home video. sobreviviu á crise das salas grazas ao VHS e logo ao DVD. Se Universal e compañía gañasen, agora estarían a dous metros baixo terra. Pero perderon, e polo tanto salváronse. Poderíase citar tamén a absurda batalla das discográficas contra a introdución no mercado dos cassettes musicais, nos anos 70, preludio da guerra sen cuartel contra a descarga, cando iTunes demostrouno) |
Intervista a Blow Up sul copyleftluglio 2005 "Potevano muoversi prima, cavalcare la tigre fin dall'inizio, ma non avevano la mentalità giusta, non avevano le informazioni giuste. Il web esiste e cresce da undici anni, la rete da molto prima, la velocità delle connessioni è aumentata sempre di più (dal modem a pedali all'isdn all'adsl alla fibra ottica), questi pagano fior di sondaggisti e uffici studi per sondare il mercato e l'immaginario, eppure non hanno saputo leggere la tendenza. Del resto, i media tradizionali non li hanno aiutati granché: ogni giorno il sensazionalismo giornalistico dipinge una guernica di pedofili, pirati, sniffatori di password, clonatori di carte di credito, e molto di rado si descrivono i mutamenti reali mentre sono in corso. Di solito, i media arrivano a giochi fatti, e descrivono la situazione dell'anno prima. C'è molta ignoranza e ottusità anche nella stampa specializzata, "di settore": qualche mese fa, su un mensile musicale italiano, un coglioncello definiva il copyleft 'libertà di rubare'". Entrevista colectiva sobre el copyleft en Blow Up julio 2005 Podían haberse movido antes, cabalgar el tigre desde el principio, pero no tenían la mentalidad justa, no tenían las informaciones justas. La web existe y crece desde hace diez años, la red desde mucho antes, la velocidad de las conexiones está aumentando cada vez más (del módem a pedales al isdn al adsl a la fibra óptica), estos pagan un montón de encuestadores y gabinetes de estudios para sondear el mercado y el imaginario, y sin embargo no han sabido leer la tendencia. Por lo demás, los medios tradicionales no han ayudado demasiado: cada día el sensacionalismo periodístico pinta un guernica de pedófilos, piratas, esnifadores de passwords, clonadores de tarjetas de crédito, y muy de vez en cuando se describen los cambios reales mientras están sucediendo. Generalmente, los media llegan a hechos consumados y describen la situación del año anterior. Hay mucha ignorancia y torpeza también en la prensa especializada, "del sector": hace algunos meses, en una revista musical italiana, un estupidillo definía el copyleft "libertad de robar". An Interview on Copyleft from Blow Up MagazineJuly 2005 They could have acted sooner, they could have caught the wave from the beginning, but they didn't have the right mentality, they didn't have the right information. The web has been in existence and growing for eleven years, the internet itself for even longer, connection speeds have gotten faster and faster (from dial-up to isdn to adsl to optic fibre). These people pay exorbitant amounts on pollsters and market research and yet they weren't able to see the trend.What's more, the traditional media hasn't helped them: every day sensationalist journalism paints a hellish picture of pedophiles, pirates, password thieves, credit card cloners and very rarely are the real developments currently in progress ever described. Usually, the media arrives after the fact, and they describe the situation from the previous year. There's a lot of ignorance and narrowmindedness even in the specialised press, 'niche journalism': a few months ago in an Italian music magazine some idiot defined copyleft as 'freedom to steal.' En intervju med Wu Ming om copyleft, Blow Up MagazineSommaren 2005 De borde ha agerat tidigare, fångat vågen i början, men de har saknat den rätt inställningen, inte haft den rätta informationen. Internet har funnits och vuxit i ungefär 11 år, nätet självt betydligt längre, uppkopplingshastigheterna har blivit snabbare och snabbare (från telefonmodem till isdn till adsl till fiberoptik). Dessa människor har spenderat enorma summor på gallup- och marknadsundersökningar men ändå har de inte varit förmögna att se den här trenden. Vidare har inte heller traditionella medier varit dem till hjälp: kvällspressens sensationsjournalistik har skapat en helvetesbild av internet, fylld av pedofiler, pirater, lösenordstjuvar, kreditkortsklonare; sällan beskrivs de verkliga framstegen som äger rum. Vanligtvis dyker media |
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Wu Ming 1 plagiato dalla Commissione governativa sul copyright! - di Wu Ming 1 me medesimo20 marzo 2005 "C'è 'sta cosa che si chiama il 'Patto di Sanremo', no?, perché lo hanno presentato a Sanremo, e dovrebbe essere una cosa contro i pirati. Lì per lì uno pensa: la Liguria non è la Malaysia, non può essere un problema tanto grave, uno mica va a Pieve di Cento a siglare un patto contro i cannibali o a Montefiascone per un convegno contro i dayaki tagliatori di teste. E invece i 'pirati' sono quelli che masterizzano i cd, scaricano i files, copiano il software. Il Patto di Sanremo è 'robba de computer'. Lo hanno presentato proprio lì, il Patto, perché c'era il festival. Mentre tutti cantavano imbriachi è arrivato il governo con tre ministri, che erano i più imbriachi di tutti, e se la sono cantata e se la sono riduta, hanno fatto pure un po' da imbonitori, vènghino, vènghino, pareva la sagra della tigella, friggevano l'aria nei padelloni e la vendevano ancora sfrigolante." |
Wu Ming featured in an article on copyleft and creative commons on El País/International Herald Tribune March 2005 - pdf + zip |
Intervista a WM1 su editoria e diritto d'autoreLetture, 25 febbraio 2004 "Poi, ovviamente, parlerei di Marx. Tant'è che in America la teoria sul copyleft e sulle licenze creative commons viene chiamata 'Marxism-Lessigism' (Marx + il net-giurista Lawrence Lessig). Quando Marx scriveva che nel comunismo tutti possono essere artisti, mi viene in mente questa inebriante nuova cultura del DIY iniziato col punk e l'hip-hop, del cut'n'mix, del campionamento, della grande ricombinazione, la musica fatta anche da non-musicisti, l'idea che diede il nome alla 'house music' etc. Tutti fenomeni che non avrebbero preso piede senza quella che l'industria dell'entertainment definisce 'pirateria' e basta." |
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Meglio del gingko biloba: lottare contro il copyright fa bene alla memoria - di Wu Ming 1Infoxoa #17, novembre 2003 "I problemi, a una prima occhiata, sono tre: la deperibilità dei materiali (e quindi dei supporti dell'informazione); l'obsolescenza delle tecnologie (parte della generale obsolescenza pianificata delle merci); la proprietà intellettuale, per difendere la quale si impone un'informazione "a numero chiuso" che non è consentito copiare. I monaci che durante il medioevo copiarono e salvarono gli antichi libri, oggi sarebbero perseguibili a norma di legge." Mejor que el gingko biloba: la lucha contra el copyright sienta bien a la memoria - por Wu Ming 118 de octubre 2003 "...Los problemas, a primera vista, son tres: la perecibilidad de los materiales (y por lo tanto de los soportes de la información); la obsolescencia de las tecnologías (parte del problema general de la obsolescencia planificada de las mercancías); la propiedad intelectual, para cuya defensa se impone a la información un número clauso que prohíbe la copia. Los monjes que, durante el medievo, copiaron y salvaron los libros antiguos, hoy estarían perseguidos por la ley." Better Than Gingko Biloba: The struggle against copyright improves memory - by Wu Ming 1October 18th, 2003 "At first glance, there are three problems: the perishability of the materials (and of the information platforms); |
Lawrence d'Arabia e la guerriglia contro il copyright - di Wu Ming 1Quintostato.it, 1 luglio 2003 "...il raggio d'azione è più importante della forza: meglio essere sparpagliati e condurre tanti piccoli attacchi in punti diversi piuttosto che concentrarsi e sferrare un grosso attacco. Il 'mordi e fuggi' è più importante del cercare di proseguire o migliorare un affondo sul campo nemico. Inoltre: la disomogeneità dei ranghi e l'azione individuale vanno incoraggiate anziché evitate: la disomogeneità ostacola l'attività di intelligence del nemico, e l'azione individuale fa sì che le truppe diventino 'una serena alleanza tra comandanti in capo'." Lawrence of Arabia: Guerrilla Warfare Against Copyright - by Wu Ming 1Quintostato.it, July 1st 2003 "...range is more to strategy than force. It is much better being scattered all over and launching many little attacks, than gathering and launching a big one. The 'tip and run' tactics are more important than trying to further an advance into enemy territory. Moreover, diversity and invidual action are to be encouraged, rather than forbidden: diversity hampers the enemy's intelligence activities, and individual action turns the troops into 'a happy alliance of commanders-in-chief.' " Lawrence de Arabia: guerrilla contra el copyright - por Wu Ming 1Quintostato.it, 1 de Julio 2003 "...el radio de acción es más importante que la fuerza en lo que respecta a la estrategia: es mejor estar desperdigado y lanzar muchos ataques pequeños que reunirse para llevar a cabo uno grande. Las tácticas de "muerde y huye" son más importantes que tratar de avanzar en el territorio enemigo. Es más, la heterogeneidad de los rangos y las acciones individuales deben ser incentivadas en lugar de evitadas: la diversidad obstaculiza las actividades de inteligencia del enemigo, y la acción individual resulta en la transformación de la tropa en "una feliz alianza de comandantes en jefe". Lawrence of Arabia: over de strijd tegen het copyright - door Wu Ming 1"...bereik strategisch gezien van groter belang is dan kracht. Het is veel beter overal verspreid te zitten en vele kleine aanvallen uit te voeren dan samen te ballen en één grote aanval te plaatsen. De tactiek van kleine bliksemaanvallen is veel doeltreffender dan de poging verder door te stoten in vijandelijk gebied. Diversiteit en individuele acties moeten veeleer aangemoedigd dan verboden worden: diversiteit belemmert de activiteiten van de inlichtingendienst, en de individuele actie maakt de strijders tot 'een gelukkige alliantie van opperbevelhebbers'. Lawrence av Arabien om kampen mor copyright - av Wu Ming 1' "räckvidd är mer för strategin än kraft". Det är mycket bättre att vara utspridda överallt och att starta många små attacker, än att samlas och starta en stor. "Hit and run"-taktiken är viktigare än att försöka att få |
Pirateria: la repressione non servirà a niente - di Wu Ming 1Rekombinant, 9 giugno 2003 "...Se scompare la percezione del reato da parte della maggioranza delle persone, è la sfera giuridica a doversi adeguare, come già accaduto col mostrare le caviglie delle donne, col baciarsi in pubblico e in innumerevoli altri casi. E' tale inesorabile adeguamento a spaventare i boss delle multinazionali. E' questa "pirateria" a diffondere il panico in quegli uffici, non quella organizzata e para-mafiosa. Confondere a bella posta l'una con l'altra è una strategia che non funziona più." |
"Dal copyright al copyfight" - Intervista di quintostato.it a Wu Ming 1www.quintostato.it, 6 maggio 2003 "...pensiamo che la soluzione debba imporsi non tanto a livello di diritto commerciale quanto a livello di egemonia culturale, di guerra di posizione, di protagonismo dei soggetti collettivi, per questo valorizziamo movimenti come il Free Software Movement anche più di quanto loro valorizzino se stessi, e cerchiamo di 'politicizzare' (brutta parola, ma facciamo a capirci) la cosiddetta 'pirateria'..." |
Copyright: il decreto che piace ai DS - di Wu Ming 1Scritto per L'Unità il 30 aprile 2003 "...Mentre tutto il mondo appare (ed effettivamente è) in rivolta contro un'industria dell'entertainment parassitaria e obsolescente, nel nostro Paese l'opposizione - sorda a ogni monito e appello, cieca di fronte all'evidenza dei fatti - corre a portarle il Gerovital con le orecchie, dando parere favorevole a un decreto che si può solo definire 'liberticida'..." |
Chiamatela come vi pare, l'importante è che sia libertà - di Wu Ming 1Una nota su Wu Ming, il copyleft, la CFDL etc., 25 aprile 2003 "...non ci sembra giusto che qualcuno faccia pagare qualcun altro per una cosa che egli stesso ha ottenuto gratis, scaricandola dal nostro sito. A che titolo esige denaro, se non c'è alcun lavoro da retribuire né investimento da recuperare? Se il fair use si pagasse non sarebbe più fair use. Se le biblioteche facessero pagare i libri anziché farli consultare o prestarli gratuitamente, non sarebbero più biblioteche ma librerie..." Call It As You Like, It's Freedom, And That's What Counts - by Wu Ming 1A note on Wu Ming, Copyleft, GFDL etc. - 25 April 2003 '...we deem it as unfair to make other people pay for something that was gotten for free, e.g. downloaded from our website. By what right would anyone ask money, since there was neither any work to reward nor investment to recover? If people have to pay for fair use, that's no fair use. Should libraries charge for books instead of allowing people to look them up for free or even borrow them, they wouldn't be libraries, they'd be bookstores..." Llámalo como quieras: es libertad, y eso es lo que cuenta - por Wu Ming 1Nota sobre Wu Ming, copyleft, GFDL etc. - 25 de abril de 2003 "...no nos parece justo que nadie haga pagar a otro por una cosa que el primero ha obtenido gratis, descargándola de nuestro sitio. ¿A título de qué exigir dinero, si no hay ningún trabajo a retribuir ni inversión a recuperar? Si hubiera que pagar por el fair use, no sería tal. Si las bibliotecas cobraran los libros en lugar de dejar que la gente los consultara o los tomara prestados gratuitamente, no serían bibliotecas sino librerías..." |
Intervista a Wu Ming 2 sul copyrightDal canale "Sapere e libri" di www.virgilio.it, 3 aprile 2003 "Il risultato del file sharing è che si ascolta più musica: dove sta la minaccia? Io ci vedo solo un'opportunità. L'importante sarebbe saperla cogliere. Ad esempio: svincolarsi dal supporto CD, pensare siti di qualità, che diano informazioni, orientamento e permettano di scaricare album a prezzi ragionevoli. Invece, la ricetta è sempre quella: CD che non si possono copiare sul computer (e violano un diritto dell'acquirente), minacce ai provider, software che impediscono la masterizzazione, normative europee come la EUCD, da poco recepita dal governo italiano, potenzialmente letali per la trasmissione dei saperi... In una parola: repressione." |
Il Copyleft spiegato ai bambini - di Wu Ming 1Tratto dall'inserto Booklet del Mucchio selvaggio n. 526, 25 marzo 2003 "Quando il copyright fu introdotto, tre secoli fa, non esisteva alcuna possibilità di 'copia privata' o di 'riproduzione non a fini di lucro', perché solo un editore concorrente aveva accesso ai macchinari tipografici. Tutti gli altri potevano solo mettersi l'anima in pace e, se non potevano comprarseli, semplicemente rinunciare ai libri. Il copyright non era percepito come anti-sociale, era l'arma di un imprenditore contro un altro, non di un imprenditore contro il pubblico. Oggi la situazione è drasticamente cambiata, il pubblico non è più obbligato a mettersi l'anima in pace, ha accesso ai macchinari (computer, fotocopiatrici etc.) e il copyright è un'arma che spara nel mucchio." Copyleft Explained To Children - by Wu Ming 1published on Il mucchio selvaggio magazine, 25 March 2003 'When copyright was invented, about three centuries ago, there was no possibility of a "private copy" or a "reproduction for non-commercial purposes": only a competing publisher could use a printing press. Copyright was not perceived as anti-social, it was a publisher's weapon against competitors, not against the public. Nowadays the situation has drastically changed, the public has access to machines (computers, photocopiers etc.) and copyright turned to a weapon shooting in the crowd.' El copyleft explicado a los niños - por Wu Ming 1Il Mucchio selvaggio, número 526, 25 de Marzo de 2003 "Cuando se inventó el copyright, hace tres siglos, no existía ninguna posibilidad de 'copia privada' o de 'reproducción sin ánimo de lucro', ya que sólo un editor tenía acceso a la maquinaria tipográfica. Los demás estaban obligados a renunciar al libro si no podían comprarlo. El copyright no era percibido como anti-social, era el arma de un empresario contra otro, no de un empresario contra el público. Hoy la situación ha cambiado drásticamente, el público ya no está obligado a comprar, tiene acceso a la maquinaria (computadores, fotocopiadoras, ... ) y el copyright es un arma que dispara contra la multitud." O Copyleft Explicado Às Crianças - por Wu Ming 1Il Mucchio selvaggio, número 526, 25 de Março de 2003 "Quando o copyright foi introduzido, há três séculos, não existia nenhuma possibilidade de 'cópia privada' ou de 'reprodução sem fins de lucro', porque só um editor concorrente tinha acesso às máquinas tipográficas. Todos os demais só podiam ficar quietinhos e, se não podiam comprá-los, simplesmente renunciar aos livros. O copyright não era percebido como anti-social, era a arma de um empresário contra um outro, não de um empresário contra o público. Hoje a situação está drasticamente mudada, o público não está mais obrigado a ficar quietinho, tem acesso ao maquinário (computador, fotocopiadoras etc.) e o copyright é uma arma que dispara na multidão." Le Copyleft expliqué aux enfants - par Wu Ming 1Il Mucchio selvaggio, n.526, 25/03/2003 "Lorsque le copyright fut créé, il y a trois siècles, il était impossible d'obtenir un "exemplaire privé" ou une "reproduction à des fins non commerciales", car seuls les éditeurs avaient accès au matériel typographique. Tous les autres devaient se faire une raison : s'ils ne pouvaient pas acheter un livre, ils devaient y renoncer. Le copyright n'était pas perçu comme antisocial, c'était l'arme d'un chef d'entreprise contre un autre, et non pas l'arme d'un chef d'entreprise contre le public. Aujourd'hui, la situation a radicalement changé : le public n'est plus contraint de se faire une raison, il a accès à tous les outils (ordinateur, photocopieuses, etc.), et le copyright est une arme qui tire dans le tas." Copyleft så att ett barn förstår det - av Wu Ming 1Il Mucchio selvaggio #526, mars 2003 "När upphovsrätten uppfanns, för ungefär tre århundraden sedan, fanns det inga möjligheter till 'privata exemplar' eller 'reproduktion för icke-kommersiella syften': endast en konkurrerande publicist kunde använda en tryckpress. Upphovsrätt uppfattades inte som anti-socialt utan det var en publicists vapen mot konkurrenter, inte mot allmänheten. Idag har situationen drastiskt förändrats, då allmänheten har tillgång till maskiner (datorer, kopiatorer osv) och upphovsrätten har förvandlats till ett vapen riktat mot folkmassan." Copyleft aan kinderen uitgelegd - door Wu Ming 1Il Mucchio selvaggio #526, 25 maart 2003 "Toen het copyright ongeveer drie eeuwen geleden werd uitgevonden, was er geen mogelijkheid voor een 'privé-kopie' of een 'reproductie voor niet-commerciële doeleinden': alleen een concurerende uitgever had de beschikking over een drukpers. Copyright werd niet als asociaal beschouwd maar als een middel dat een uitgever had om zich tegen concurrenten te beschermen, niet tegen het publiek. Die situatie is nu drastisch veranderd: het publiek beschikt over de productiemiddelen (computers, kopieerapparaten enzovoort) en daarmee is het copyright een wapen geworden waarmee op de burgerbevolking wordt geschoten." Copyleft så et barn forstår det - af Wu Ming 1Il Mucchio selvaggio #526, marts 2003 "Da ophavsretten blev opfundet for ca. 300 år siden, fandtes der ingen mulighed for "privat eksemplar" eller "reproduktion til ikke-kommercielle formål": kun et konkurrerende forlag kunne bruge en trykpresse. Ophavsret opfattedes ikke som anti-socialt, det var en trykkers våben mod konkurrenter, ikke mod offentligheden. Idag er situationen drastisk forandret, da offentligheden har adgang til maskiner (computere, kopimaskiner, etc) og ophavsretten er blevet forvandlet til et våben mod folkemasserne." Il Mucchio selvaggio #526, mars 2003 "Cind copyright-ul a fost creat, acum trei secole, era imposibil sa obtii “un exemplar privat” sau o “reproducere in scop necomercial” pentru ca numai editorii aveau acces la materialul tipografic. Toti ceilalti trebuiau sa aiba un motiv: daca nu puteau cumpara o carte, trebuiau sa renunte. Copyright-ul nu era considerat antisocial, era arma unui intreprinzator impotriva altui intreprinzator si nu arma unui intreprinzator impotriva publicului. Astazi, situatia s-a schimbat radical: publicul nu mai are nevoie de un motiv, el are acces la toate mijloacele (calculator, copiator etc.) iar copyright-ul nu mai este decit o arma care trage in multime." O copyleft explicado aos nenos - por Wu Ming 1 Il Mucchio Selvaggio #526, Marzo 2003 "Cando se inventou o copyright, hai tres séculos, non existía ningunha posibilidade de "copia privada" ou de "reproducción sen ánimo de lucro", xa que só un editor tiña acceso á maquinaria tipográfica. Os demáis estaban obrigados a renunciar ao libro se non podían mercalo. O copyright non era percibido como anti-social, era a arma dun empresario contra outro, non dun empresario contra o público. Hoxe a situación vén de mudar drásticamente, o público xa non está obrigado a comprar, ten acceso á maquinaria (computadores, fotocopiadoras, ... ) e o copyright é unha arma que dispara contra a multitude." - El copyleft explicat als nens - per Wu Ming 1 Il Mucchio Selvaggio, numero 526, març del 2003 "Quant es va inventar el copyright, fa tres segles, no existia cap possibilitat de "copia privada" o de "reproducció sense ànim de lucre", ja que només un editor tenia accés a la maquinaria tipogràfica. Els altres estaven obligats a renunciar al llibre si no el podien comprar. El copyright no es percebia com a antisocial, era l'arma d'un empresari contra l'altre, no d'un empresari contra el públic. Avui la situació ha canviat dràsticament, el públic ja (cc) Picture by EXcambo: As crianças explicam o copyleft, 2005 |
No Copyright: le case editrici hanno tutto da guadagnarci - di Wu Ming 2da Giap#2 IVa serie - Lo spazio europeo - 13 febbraio 2003 e da L'Unità del 20 febbraio 2003, sezione "Orizzonti" "Questi esempi dimostrano che ci sono alternative praticabili per salvaguardare i diritti degli utenti, sfruttare al meglio le potenzialità della Rete e avere bilanci in attivo. Molte delle grandi multinazionali dell'intrattenimento sono cadute nella trappola repressiva e stanno pagando le conseguenze di una lotta impari contro la società intera. Altre possono seguirle sulla stessa strada oppure scoprire che, oltre i pregiudizi, può sopravvivere un profitto più "etico", più responsabile, ma non per questo meno soddisfacenti." [segue nota di Wu Ming 5 sul no-copyright come vittoria del punk] Copyleft: Publishers Have Everything To Gain By Adopting It - by Wu Ming 2published both on Giap #2, 2nd series, 13 February 2003, and on L'Unità daily newspaper, 20 february 2003 'These examples point in the direction of new, viable strategies. It is possible to have a good credit balance whilst protecting the rights of customers and benefiting from the nature of the Net. In the entertainment and cultural industry most corporations have fallen into the trap of repression and are paying dearly for fighting the whole society. Other economic subjects may either follow the same path or get rid of prejudice and look for a more "aethical" and "responsible" profit, which is a profit nonetheless.' Copyleft: uitgevers die ertoe overgaan kunnen alleen marr winnen - door Wu Ming 2published both on Giap #2, 2nd series, 13 February 2003, and on L'Unità daily newspaper, 20 february 2003 "Deze voorbeelden wijzen in de richting van nieuwe, uitvoerbare strategieën. Het is mogelijk een onderneming te laten floreren en bovendien de belangen van de klant te behartigen en voordeel te halen uit de mogelijkheden die het internet biedt. In de amusements- en cultuurindustrie zijn de meeste ondernemingen in de val van de repressie getrapt en ze betalen duur voor hun strijd tegen de hele samenleving. Andere ondernemingen kunnen dezelfde weg volgen of zich van hun vooringenomenheid ontdoen en uitzien naar een meer 'ethische' en 'verantwoordelijke' winst, wat nog altijd winst betekent." |
La fine dell'industria discografica - di Wu Ming 1da L'Unità del 6 febbraio 2003, sezione "Orizzonti", pubblicato col titolo "Il divertimento blindato". "Prive di memoria storica (e di senso del ridicolo), le major si muovono su tre diversi piani: quello dell'espediente tecnologico, quello dei balzelli e quello dell'azione poliziesca e giudiziaria. Ciò non fa che alzare la tensione e accrescere il desiderio di vendetta dei consumatori, che ormai agiscono seguendo nuove coordinate antropologiche, quindi intepretano le controffensive dell'industria come veri e propri attacchi alla loro cultura." |
La visita imperiale di Bill Gates, americano a Roma - di Wu Ming 1da Giap #1 IVa serie - Numero speciale d'inizio anno e inizio serie - 21 gennaio 2003 (pubblicato anche su L'Unità del 22 gennaio col titolo: "Bill Gates accerchiato dagli gnu"). "... perché assistere da semplici spettatori al trapasso di un'era, quando chiunque di noi può parteciparvi in prima persona, dando un piccolo contributo? Parafrasando Zarathustra, a ciò che sta per cadere bisogna dare una spinta, e mai come in questo momento i razziatori del sapere diffuso sono apparsi pericolosamente in bilico." |
No copyright: Tutti a bordo della bookmobile - di Wu Ming 2da L'Unità del 30 dicembre 2002, sezione "Orizzonti" "Se un cantante può campare di rendita tutta la vita, grazie ai diritti d'autore di una canzone scritta quando aveva vent'anni, che stimolo può avere a incidere ancora buone canzoni? A che pro, poi, estendere il diritto oltre la morte, così che ne beneficino figli e nipoti, gente che con la creatività del progenitore non ha nulla a che spartire? Infine, come giustificare una disposizione retroattiva, che tornerebbe a colpire opere già entrate nel pubblico dominio?" |
Niente tasse senza rappresentanza: la rivoluzione contro il copyright - di Wu Ming 1da /Giap/#7 IIIa serie - Oltre il muro di cinta con una polpetta avvelenata - 3 dicembre 2002 [Tratto dall'inserto Booklet del Mucchio selvaggio, 26 novembre 2002]"... La proprietà intellettuale come la conosciamo oggi è un'imposizione recentissima (non ha più di trecento anni) ma ha già fatto il suo tempo, è ormai vissuta come intollerabile. Si faranno strada altre formulazioni, meno rigide e vincolanti, il copyleft del 'software libero' è probabilmente la base più solida su cui costruire. Ma, come sempre è successo nella storia, il cambiamento faticherà a imporsi se mancherà l'alleanza (anche informale) tra 'democratici' e 'ribelli', tra riformatori e bandidos, tra copyleft e 'pirateria'." |
La terra degli hackers. La rivoluzione gaucha del software libero contro le multinazionali - di Wu Ming 1da L'Unità del 2 dicembre 2002, sezione "Orizzonti" "... Nel 1999, l'amministrazione del Rio Grande do Sul spese l'equivalente di sette milioni di euro per dotare i propri computer di programmi Microsoft. In seguito, si fece strada l'idea che quei soldi si potessero risparmiare grazie all'adozione di software libero, e stanziare per programmi sociali anziché finire nelle tasche di Bill Gates." La tierra de los hackers. La revolución gaûcha del software libre - por Wu Ming 1Reportaje aparecido en el diario L'Unità del 2 de diciembre de 2002 "... En 1999, la administración de RS destina el equivalente de siete millones de euros para dotar a sus propios ordenadores de programas de Microsoft. Poco después, se abre camino la idea de que ese dinero se podría ahorrar gracias a la adopción del software libre, y así termina en programas sociales en lugar de en los bolsillos de Bill Gates." |
Scambio di opinioni tra un giapster e Wu Ming 2 & 4da /Giap/#6 IIIa Serie - Quota Tremila, più alti del Gran Sasso - 03 Novembre 2002 "...anche inconsapevolmente, chi scarica MP3 sta scaricando il comunismo, perché strappa dalle mani delle multinazionali il manico di coltello che è il monopolio dei mezzi di produzione e produce in proprio un oggetto che fino a quindici anni fa poteva uscire soltanto dalle fabbriche dei grandi colossi della musica." |
Copyright e maremoto - di Wu Ming 1da /Giap/#5 IIIa serie - Per non essere travolti dall'onda - 10 ottobre 2002 "...Se fosse esistita la proprietà intellettuale, l'umanità non avrebbe conosciuto l'epopea di Gilgamesh, il Mahabharata e il Ramayana, l'Iliade e l'Odissea, il Popol Vuh, la Bibbia e il Corano, le leggende del Graal e del ciclo arturiano, l'Orlando Innamorato e l'Orlando Furioso, Gargantua e Pantagruel, tutti felicissimi esiti di un esteso processo di commistione e ricombinazione, riscrittura e trasformazione, insomma di 'plagio'...." Copyright y maremoto - por Wu Ming 1 - Octubre 2002"...Si hubiera existido la propiedad intelectual, la humanidad no habría conocido la epopeya de Gilgamesh, el Mahabharata y el Ramayana, la Ilíada y la Odisea, el Popol Vuh, la Biblia y el Corán, las leyendas del Graal y del ciclo artúrico, el Orlando Enamorado y el Orlando Furioso, Gargantúa y Pantagruel, todos ellos felices productos de un amplio proceso de conmixtión y combinación, reescritura y transformación, es decir, de 'plagio'..." Copyright e maremoto - de Wu Ming 1 - Outubro 2002"...Se houvesse existido a propriedade intelectual, a humanidade não haveria conhecido a epopéia de Gilgamesh, o Mahabharata e o Ramayana, a Ilíada e a Odisséia, o Popol Vuh, a Bíblia e o Corão, as lendas do Graal e do ciclo arturiano, o Orlando Apaixonado e o Orlando Furioso, Gargantua e Pantagruel, todos eles felizes produtos de um amplo processo de mistura e combinação, re-escritura e transformação, isto é, de 'plágio'..." Copyright och Havsbävning - Av Wu Ming 1 - Oktober 2002'Om intellekt äganderätt hade funnits från början, skulle mänskligheten inte känna till Gilgamesheposet, Mahabharata och Ramayana, Iliaden och Odyssen, Popol Vuh, Bibeln och Koranen, Graal och Kung Arthurs Sagor, Förälskade Orlando och Ursinnige Orlando, Gargantua och Pantagruel, vilka alla är lyckade resultat av en omfattande process bestående av blandning och sammanställning, omskrivning och förvandling, dvs "plagiat"...' Copyright og havskælv - Wu Ming 1 - Oktober 2002 'Hvis intellektuel ejendomsret havde eksisteret fra starten, da ville menneskeheden ikke kende til Gilgarmesh eposet, Mahabharata og Ramayana, Illiaden og Odysseen, Popul Vuh, Biblen og Koranen, Graal og Kong Arthurs sagaer, Forelskede Orlando og vanvittige Orlando, Gargantua og Pantagruel, hvilke alle er resultater af en omfattende proces bestående af blanding og sammensætning, omskrivning og forandring, dvs. ”plagiat”, samt gratis distribution og live-optræden...' |
Homo Fabulans - di Wu Ming 2 & Wu Ming 4da L'Unità di mercoledì 18 settembre 2002, sezione "Orizzonti" "...le storie hanno bisogno di circolare e di replicarsi con tutti i mezzi possibili. Qualsiasi provvedimento cerchi di limitarle sotto questo aspetto è un attentato contro l'evoluzione della cultura e quindi, poiché le comunità e gli individui hanno, a loro volta, bisogno di storie, si tratta di un vero e proprio crimine contro l'umanità. Queste implicazioni sono estreme soltanto in apparenza. Tutto sommato, l'idea di proprietà privata intellettuale appartiene a un periodo assolutamente breve e recente della storia e ogni giorno che passa appare sempre più come il tentativo di vincolare e ridurre una delle attività umane più naturali, collettive e irrinunciabili: raccontare il mondo attraverso le storie." Il diritto all'eccedenza - di Wu Ming 3 & Wu Ming 2da L'Unità di mercoledì 25 settembre 2002, sezione "Orizzonti" "...l'eccedenza che è propria delle storie viene contrastata, insieme alla dimensione gratuita e orizzontale dentro cui la conoscenza si sviluppa, e con essa la comunità che la produce, in un reticolo di comunicazione, narrazioni, formazione dal basso di saperi e tecniche. Il serbatoio potenzialmente inesauribile dei saperi e della cooperazione va essiccato, reso scarso, e successivamente colonizzato, messo al lavoro, a profitto. 'Se non c'è rendita, non c'è innovazione', dice Schumpeter, l'inventore della 'distruzione creativa' che regola il capitalismo e il mercato. La rendita, eccola l'ossessione paranoica e monopolista, il dogma che presiede l'inflessibile dittatura del pensiero unico nazional-liberista. E' grazie a questo dogma che gli stessi concetti di proprietà intellettuale, o di copyright, possono esistere." |
Intervista sulla proprietà intellettuale, giugno 2002rilasciata ad AIB News, bollettino dell'Associazione Italiana Biblioteche "Dall'altra parte della barricata c'è tutto quello contro cui la sinistra, in tutte le sue sfumature, si è battuta fin dall'Illuminismo: la rendita nobiliare, la 'manomorta' aristocratica, lo sfruttamento dei risultati del lavoro da parte di ceti abbienti parassitari. Ma, come dicevamo, si tratta di ceti e interessi obsoleti: anche alla luce di come funziona l'odierna produzione di ricchezza, il copyright è ormai uno strumento superato, un rottame ideologico la cui esistenza castra l'inventività, limita lo sviluppo del 'capitale cognitivo'..." Entrevista sobre propiedad intelectual, Junio 2002 aparecida en AIB News, newsletter de la Asociación Italiana de Bibliotecas "Al otro lado de la barricada está todo aquello contra lo que la izquierda, en todas sus versiones, ha luchado desde la Ilustración: la renta nobiliaria, la 'mano muerta' aristocrática, la explotación de los frutos del trabajo por parte de parásitos acomodados. pero, como estábamos diciendo, se trata de clases e intereses obsoletos: también a la luz de cómo funciona hoy en día la producción de riqueza, el copyright es un instrumento superado, un residuo ideológico cuya existencia castra la inventiva, limita el desarrollo del 'capital cognitivo'... " Entrevista sobre a propriedade intelectual, Junho de 2002na newsletter da Associação Italiana das Bibliotecas "... Da outra parte da barricada está tudo aquilo contra o que a esquerda se bateu, em todas as suas cambiantes, desde o fim do Iluminismo: os tributos nobiliárquicos, a 'mão-morta' aristocrática, a exploração dos resultados do trabalho por parte das classes abastadas parasitárias. Mas, como dizíamos, tratam-se de classes e interesses obsoletos: também à luz de como funciona a hodierna produção de riqueza, o copyright é agora um instrumento superado, um escombro ideológico cuja existência castra a inventividade, limita o desenvolvimento do 'capital cognitivo'..." An Interview on Intellectual Property, June 2002published on the newsletter of the Italian Association of Libraries, June 2002 '...On the other side of the barricade is everything the Left has fought against since the Enlightenment: unearned income for the upper class and the exploitation of work by rich parasites. These classes and interests are obsolete even from a capitalist point of view: nowadays wealth is produced in such a way that makes copyright outdated, an ideological wreck whose mere existence inhibits creativity, curbs the growth of 'cognitive capital'...' Intervju om intellektuell egendomUr den italienska biblioteksföreningens nyhetsbrev, 2002 "... På den andra sidan har vi allt som vänstern (alla av vänsterns strömningar) har kämpat mot sedan upplysningen: arbetsfri inkomst för överklassen och rika parasiters exploatering av arbete. Dessa klasser och intressen är obsoleta till och med ur ett kapitalistiskt perspektiv. Nuförtiden produceras rikedom på ett sådant sätt att copyright blivit förlegat, ett ideologiskt vrak, vars blotta existens hämmar kreativitet och förhindrar tillväxten av 'kognitivt kapital'." |
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