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ATTENZIONE: Nel dicembre 2010 abbiamo "congelato" il nostro sito storico. Non aggiorneremo più alcuna pagina (a parte, ancora per un po' di tempo, l'audioteca). Ora il vecchio, glorioso wumingfoundation.com esiste soltanto come archivio. Dieci anni di reperti in html statico, più alcuni blog dedicati a singoli libri. Giap diventa a tutti gli effetti il nostro sito: col tempo acquisirà sempre più autonomia, sostituendo quello vecchio in ogni aspetto e ogni funzione, almeno per quanto riguarda la lingua italiana. Grazie a tutti coloro che, dal 2000 in avanti, hanno tenuto vivo questo spazio... e agli storici e archeologi che lo visiteranno d'ora in poi.
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Wu Ming - A Band of Writers
Audioteca e podcast
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WU MING FOUNDATION: CHI SIAMO, COSA FACCIAMO

a little blue square INDICE

00. Prologo
01. Chi è Luther Blissett. Nascita di un eroe popolare
02. Curiosità su Luther Blissett (Musica, discorsi, Video etc.)
03. Rendere famosi artisti immaginari
04. Rendere famosi pazzoidi immaginari
05. La notte che Blissett dirottò un autobus
06. Il romanzo Q
06b. Thom Yorke ha una nuova missione
07. Copyleft! Dal 1996
08. Wu Ming. Dalla fondazione all'uscita di Altai
09. Un esercizio di logica a beneficio dei rintronati
10. Elenco incompleto di leggende urbane e dicerie sul nostro conto
11. Panoramica dei nostri libri
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A little blue square PROLOGO


Nel 1994, in giro per l'Europa, centinaia di artisti, attivisti e burloni scelgono di adottare la medesima identità.
Tutti si ribattezzano Luther Blissett e si organizzano per scatenare l'inferno nell'industria culturale. Si tratta di un piano quinquennale. Lavoreranno insieme per raccontare al mondo una grande storia, creare una leggenda, dare alla luce un nuovo tipo di eroe popolare.
Nel gennaio 2000, al termine del Piano, alcuni di essi si riuniscono sotto un nuovo nome e fondano Wu Ming, una band di romanzieri. Quest'ultimo progetto, benché più concentrato sulla letteratura e la narrazione in senso più stretto, non è meno radicale del precedente.


Il volto di Luther. Clicca per scaricarlo.A little blue square CHI È LUTHER BLISSETT: NASCITA DI UN EROE POPOLARE

"Luther Blissett" è uno pseudonimo multi-uso - una "reputazione aperta" - adottato in modo informale e condiviso da centinaia di artisti e agitatori europei dall'estate del 1994.
Per motivi che rimangono ignoti, il nome è preso in prestito da link un calciatore inglese degli anni Ottanta di origini afro-caraibiche.
In Italia, tra il 1994 e il 1999, il cosiddetto Luther Blissett Project (un network più organizzato all'interno della comunità che adotta l'identità "Luther Blissett") diviene un fenomeno molto popolare e riesce a diffondere una leggenda, la reputazione di un eroe folk.
Questo Robin Hood dell'era dell'informazione ingaggia una guerriglia dentro/contro un'industria culturale in via di radicale trasformazione (siamo ai primordi del web), organizza eterodosse campagne di solidarietà a vittime della censura o della repressione, e - soprattutto - orchestra elaborate beffe mediatiche come forma d'arte, rivendicandole sempre e spiegando quali difetti del sistema ha sfruttato per far pubblicare o trasmettere notizie false.
Blissett è attivo anche in altri paesi, soprattutto in Spagna, Germania e Regno Unito.
Il Dicembre 1999 segna la fine del Piano Quinquennale. Tutti i "veterani" commettono un suicidio simbolico chiamato "il Seppuku" (come il suicidio rituale dei samurai).
La fine del LBP non comporta l'estinzione del nome, che continuerà a riaffiorare nel dibattito culturale e resterà una firma molto usata sul web anche nel primo decennio del XXI° secolo.
Il ritratto "ufficiale" di Luther Blissett è realizzato da Andrea Alberti e Edi Bianco nel 1994, miscelando vecchie foto degli anni Trenta e Quaranta (tre prozii e una prozia di Wu Ming 1). Clicca sull'immagine per scaricarlo in alta definizione (jpg + zip, 500 dpi, 940 kb).
Quest'immagine è nel pubblico dominio, liberamente utilizzabile.

Curiosità su Luther Blissett

Piermario Ciani Nella notte tra il 2 e il 3 luglio 2006 è morto a soli 55 anni Piermario Ciani, grafico, mail-artista, fotografo, editore, artefice di grandi beffe, nonché tra i fondatori del Luther Blissett Project. Lo abbiamo ricordato qui.
Nella sezione "Suoni" di questo sito c'è un audiotributo a Piermario, trasmesso su Radio Onde Furlane il 5 luglio 2006.

Quiz sulla letteratura italiana sul quotidiano inglese The Guardian. Dài un'occhiata alla prima domanda.

La fine del Piano Quinquennale fu celebrata con l'uscita di link Luther Blissett: The Open Pop Star, una compilation su cd piena di elettronica deviante, voci misteriose e cut-up allo stato brado. Tra gli artisti coinvolti vi era Merzbow, il rumorista nipponico dall'inquietante prolificità. Due tracce del cd sono ascoltabili link qui.

Luther Blisset (chissà perché con una sola t) è il titolo di una canzone dall'album Cabin in the Sky dei link Tuxedomoon (2004).

In Gran Bretagna, uno dei primi utilizzatori dello pseudonimo multi-uso fu lo scrittore Stewart Home, autore di libri Come Before Christ and Murder Love e Sessantanove cose da fare con una principessa morta.  Clicca qui e ascolta Stewart Home declamare il suo racconto Cheap Night Out, dal vivo all'Institute of Contemporary Arts, Londra, 28 agosto 1997 (mp3).

linkClicca qui e guarda Luther Blissett (il calciatore) che risponde a una domanda sul Luther Blissett Project. 


link Video: Vittore Baroni racconta del Luther Blissett Project e di altre esperienze di multiple names (intervento diviso in due parti).


A little blue square RENDERE FAMOSI ARTISTI IMMAGINARI

Roberto Capelli a.k.a. Darko MaverQuello delle beffe mediatiche di Luther Blissett è un mondo pieno di artisti immaginari, perché è il mondo dell'arte a essere affollato di creduloni, perfetto bersaglio per chiunque voglia diffondere leggende.

Gennaio 1995
. HARRY KIPPER (soltanto un omonimo, nulla a che vedere con link costui), artista concettuale inglese, scompare al confine italo-jugoslavo durante un giro d'Europa in sella a una mountain bike, si dice con l'intento di tracciare la parola 'ART' sulla mappa del continente. Vittima dello scherzo è Chi l'ha visto, celebre programma che insegue persone scomparse, trasmesso in prima serata sul terzo canale della TV di stato. La troupe di Chi l'ha visto si getta sulle tracce dell'artista-ciclista, e sperpera soldi dei contribuenti in cerca di una persona mai esistita, arrivando fino a Londra e rendendosi ridicola, evitando per il rotto della cuffia la messa in onda del servizio, lo stesso giorno in cui "Luther Blissett" rivendica la burla.

Giugno 1995
. LOOTA è una femmina di scimpanzè i cui dipinti saranno in mostra alla Biennale di Venezia. Già vittima di sadici esperimenti in un laboratorio farmacologico, Loota è stata tratta in salvo da un commando dell'Animal Liberation Front. In seguito, è diventata un'artista di grande talento. Alcuni giornali riportano la notizia. Peccato che Loota non esista, ma in fondo che problema c'è? Alla Biennale, i visitatori delusi possono consolarsi con un bel po' di spazzatura prodotta da esseri umani.

1998-99
. link DARKO MAVER è un discusso scultore e performer serbo. Le sue opere sono manichini a grandezza naturale, riproducenti le fattezze di cadaveri seviziati, mutilati, coperti di sangue. La sua arte è soggetta alla censura di regime, e a un certo punto finisce in prigione per "condotta antisociale". In Italia, immagini delle opere di Maver vengono esibite a Bologna e Roma. Un appello in solidarietà all'artista viene pubblicato su prestigiose riviste d'arte patinate. Alcuni critici di gran nome affermano addirittura di conoscerlo personalmente. Quando "Darko Maver" muore nella sua cella durante un bombardamento NATO, una foto del corpo viene pubblicata sul web. C'è un piccolo particolare: quell'uomo non è affatto"Darko", bensì un membro siciliano del LBP. La rivendicazione giunge ai media poche settimane dopo il Seppuku di Blissett. Le "opere" di Maver erano fotografie di cadaveri autentici, trovate su rotten.com. E' l'ultima grande beffa del LBP, e l'esordio di un nuovo gruppo, link 0100101110101101.org.



A little blue square RENDERE FAMOSI PAZZOIDI IMMAGINARI
 Garantismo a mezzo stampa
La più complessa ed elaborata beffa di Luther Blissett ha luogo in Lazio nel 1997, a opera di alcune decine di persone. Dura un anno e tocca il tema del panico morale su messe nere e satanismo. Cultori del Demonio e "cacciatori di streghe" cristiani appaiono nei boschi del viterbese, lasciando tracce (fisiche, audiovisive e "letterarie") dei loro scontri e inseguimenti. I media locali e nazionali si bevono tutto senza alcuna verifica delle notizie, svariati politicanti saltano sul carrozzone della paranoia di massa, sbuca persino (e viene trasmesso su Studio aperto, Italia 1) il video di un - alquanto abborracciato - rito satanico, finché Luther Blissett non rivendica tutto e produce una grande mole di prove. La notizia della beffa viene data al TG1 delle 20, e rimbalza su tutta la stampa nazionale.
"Controinformazione omeopatica": iniettando nei media una forte dose di falso autoprodotto, Luther Blissett dimostra la scarsa professionalità di molti cronisti e l'infondatezza del panico morale.
La "beffa viterbese" è ricostruita passo passo in link quest'articolo apparso all'epoca su La Repubblica on line. In seguito, è diventata caso di studio in diversi testi di sociologia e massmediologia.
Un riassunto dell'intera vicenda si trova addirittura nella sezione V del "Rapporto Eurispes 1999", all'interno di una lunga e dettagliata scheda su Luther Blissett.
A dire il vero, secondo link questo testo apparso sulla rivista francese Multitudes, l'inclusione nel "Rapporto Eurispes" di una scheda su Luther Blissett fu essa stessa una beffa blissettiana!
La "burla viterbese" era parte di una più vasta campagna di informazione, che comprendeva anche una lunga controinchiesta sul processo ai Bambini di Satana, caso giornalistico-giudiziario che sconvolse Bologna nel triennio 1996-98, con accuse di violenza sessuale, pedofilia, abusi rituali e omicidio (benché... a danni di ignoti).
Il ruolo del Luther Blissett Project nel contrastare la "mostrificazione a mezzo stampa" di imputati in seguito riconosciuti innocenti è ricostruito nel libro di Antonella Beccaria Bambini di Satana - processo al diavolo. I reati mai commessi da Marco Dimitri (Nuovi Equilibri / Stampa Alternativa, 2006, link scaricabile gratis qui o link acquistabile qui).


Storytelling di Luca MuchettiPer approfondimenti:

Luca Muchetti, Storytelling. L'informazione secondo Luther Blissett
Arcipelago edizioni, Milano 2008, pagg. 232, € 12,80
Si può ordinare link qui e/o link scaricare gratis qui (pdf).
Se lo scaricate, Muchetti è contento. Se lo ordinate anche, Muchetti è ancor più contento...

Luca Muchetti è nato a Cremona nel 1980. Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, si è specializzato in “Giornalismo, Editoria e Comunicazione multimediale” con una tesi su Luther Blissett e il sabotaggio dell’informazione. È giornalista pubblicista.


A little blue square LA NOTTE CHE BLISSETT DIROTTÒ UN AUTOBUS

Bus neoistaQuattro persone vengono trovate senza biglietto su un treno italiano. Fin qui nulla di insolito, anzi. Solo che in tribunale (in... tribunale?), al momento di dichiarare le proprie generalità, tutti e quattro dicono di chiamarsi "Luther Blissett".
Fino a qualche tempo fa, cercando "Luther Blissett" sul web, prima o poi si trovava qualche testo in inglese contenente questo aneddoto insensato. E' una versione distortissima di un fatto vero, che si è diffusa grazie alla pigrizia di certi giornalisti di Londra e agli stereotipi sull'Italia di cui si nutrono (e di cui nutrono il loro pubblico). Certo, siamo un Paese con sacche belle rigonfie di illiberalità, praesumptio culpae e abusi polizieschi, ma suvvìa, chi di voi è mai finito in tribunale perché privo di biglietto ferroviario?
Tra l'altro, la storia vera è moooolto più interessante. Non si tratta di un treno, ma di un autobus notturno. Accade a Roma il 17 giugno 1995. Alcune decine di raver/performer occupano e in qualche modo "dirottano" il mezzo pubblico, armati di radioloni e ghetto blaster. La festa mobile, denominata "Bus Neoista", dura per un bel pezzo, finché la polizia non decide di bloccare la via e fermare il veicolo.
Quando i raver scendono dall'autobus, si verifica un alterco coi poliziotti, uno dei quali spara addirittura tre colpi (in aria, per fortuna).
Poiché la festa è trasmessa in diretta su Radio Città Futura, e un inviato è in collegamento via cellulare, gli spari vengono sentiti da migliaia di ascoltatori
(Clicca qui per ascoltare l'mp3, 128k, dal cd link Luther Blissett: The Open Pop Star, WOT4, 2000).
Diciotto persone vengono fermate. Sul momento, alcuni di loro dichiarono di chiamarsi "Luther Blissett", ma nessuno di loro lo ripeterà in commissariato.

I media si occupano estesamente dell'episodio, che dimostra quanto il nome "Luther Blissett" stia penetrando in certe sottoculture giovanili come un coltello nel burro.
Davvero non sappiamo come questa baraonda possa essersi trasformata in quella sciocchezza dei "quattro uomini in treno".
Vi fu sì un processo penale a carico di quattro persone, ma non certo perché prive di biglietto (men che meno... ferroviario). Le imputazioni erano: resistenza, oltraggio, minacce e lesioni a pubblico ufficiale.
Gli imputati furono definitivamente assolti nel 2002.
"Bus Neoista" fu solo la più clamorosa delle iniziative organizzate da Radio Blissett, trasmissione notturna che andava in onda in due versioni distinte, a Bologna su Radio Città del Capo (vedi link questo articolo di Gabriele Romagnoli, apparso in prima pagina su La Stampa il 3 febbraio 1995) e a Roma su Radio Città Futura.


Q - Einaudi 1999A little blue square IL ROMANZO Q

Il romanzo Q è scritto da quattro membri della colonna bolognese del Luther Blissett Project, come contributo finale al progetto, e pubblicato in Italia nel marzo 1999. Negli anni successivi viene tradotto in inglese, spagnolo, tedesco, olandese, francese, portoghese, danese, polacco, greco, 
russo, ceco, turco, basco e coreano.
Il romanzo è ambientato nel 16esimo secolo in Europa centrale, durante le sollevazioni contadine e rivolte popolari che per poco non fecero "deragliare" la Riforma protestante, prima di essere soffocate nel sangue con l'entusiastico beneplacito di Lutero.
McKenzie Wark (e non "Wark McKenzie" come alcuni lo chiamano in Italia... compreso il suo editore), autore di link Un manifesto Hacker, conclude la sua recensione di Q con queste note:

"Q è in un certo senso un libro ottimistico... Il tema è quello di una resurrezione grazie alla narrazione... La narrazione rende ancora possibile il ritorno dei marginalizzati e dei senzapotere. Un ritorno non in veste di vittime, ma come un nuovo genere di eroi. Il genere di eroi che lavora nelle situazioni, fa quel che è possibile, e di nuovo riparte. Un Luther Blissett."

Nel periodo 2000-2002 Q diviene uno dei libri da comodino del movimento "altermondialista", quello che i media (solamente in Italia) chiamano impropriamente "no global" (e invece è parecchio global). Gli autori del romanzo, nel frattempo divenuti Wu Ming (vedi sotto), si ritrovano nel mezzo del monsone, con un ruolo da agit-prop e "intellettuali organici" sul quale faranno, anni dopo e in occasione del decennale di Q, link una dura autocritica.


Thom Yorke Da un'intervista ai Radiohead sull'Observer Music Monthly (9 dicembre 2007):

Thom sta leggendo Q, il libro del misterioso gruppo anarchico italiano Luther Blisset
[ehm...]. Ci ho provato anch'io a leggerlo, provo a dirgli.
'Cazzo, è una figata! Ma c'è la mia tipa, sai, quella è la sua specializzazione, me l'ha spiegato tutto dall'inizio alla fine. Carneficine fatte dalla Chiesa, roba medievale. Roba complessa. Voglio farne un film. Quello è il mio prossimo obiettivo.'
Userai gli incassi di
In Rainbows?
'Mmm-mm,' fa Thom Yorke scuotendo il capo. 'Ne dubito. Quelli basterebbero a malapena per il catering'

A little blue square COPYLEFT! DAL 1996


Oltre alla complessità dell'intreccio e al contenuto allegorico, a far parlare del libro è anche la particolare dicitura "copyleft". A stupirsi è chi ignora che la critica pratica del "copyright come lo abbiamo conosciuto" è sempre stata parte integrante di tutte le attività blissettiane (diversi anni prima delle licenze Creative Commons, che forniranno una prima, precaria sintesi di tanti percorsi).
Dall'intervista a WM pubblicata nel libro di Antonella Beccaria link Permesso d'autore:

Nella seconda metà degli anni Ottanta e nella prima metà degli anni Novanta, in Occidente e soprattutto in Italia, c'è molto interesse per il concetto di "no copyright". Con quel titolo, la ShaKe di Milano pubblica anche un'antologia di materiali sull'argomento, a cura di Raf Valvola. È un sottobosco dalle mille radici: la cultura "do it yourself" del punk-rock (su tutte le copertine dei dischi hardcore-punk italiani c'è lo slogan "Fuck SIAE"); il mondo delle autoproduzioni e delle fanzine (di fotocopia in fotocopia, sono le fanzine a diffondere il celebre détournement del logo dei discografici inglesi, la musicassetta-teschio con lo slogan: "Home Taping is Killing Music, and It's Illegal" che diventa: "Home Taping is Killing Business, and It's Easy"); il networking dell'arte underground, della xerox art, della mail art, del neoismo (nel 1988-89 Stewart Home e Florian Cramer organizzano i cosiddetti Festival del plagiarismo); il mondo del cut'n'mix che dal dub e dal primo hip-hop arriva alla "house music" in senso lato, musica fatta-in-casa, con campionatori e altre tecnologie finalmente disponibili per il mercato di massa. Il Luther Blissett Project nasce nel 1994 all'incrocio di tutte queste influenze e con suggestioni che risalgono più indietro (il proto-surrealista Lautréamont disse che "il plagio è necessario, il progresso lo implica"), e ancora più indietro, addirittura alla cultura popolare d'epoca feudale, e prima ancora alla classicità e all'antichità, insomma, a prima che esistessero gli istituti della proprietà intellettuale.

Questa la dicitura presente sui libri di Blissett/Wu Ming a partire da Q:
"Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.
"
Gli scritti di Wu Ming su copyright, copyleft e proprietà intellettuale sono archiviati link qui.


la band
Appunti per una
DICHIARAZIONE DEI DOVERI E DIRITTI DEI NARRATORI

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A little blue square WU MING: DALLA FONDAZIONE ALL'USCITA DI ALTAI

Nel gennaio 2000 un quinto scrittore si unisce ai quattro autori di Q. Nasce così un nuovo gruppo, Wu Ming (per esteso: Wu Ming Foundation).
"Wu - Ming" è un'espressione cinese, significa "senza nome" (無名) oppure "cinque nomi" (伍
名), dipende da come si pronuncia la prima sillaba. Il nome della band è inteso sia come omaggio alla dissidenza ("Wu Ming" è una firma molto comune tra i cittadini cinesi che chiedono democrazia e libertà d'espressione) sia come rifiuto della macchina fabbrica-celebrità, sulla cui catena di montaggio l'autore diventa una star. "Wu Ming" è anche un riferimento al terzo verso del Dàodéjīng (Tao Te Ching): "Wu ming tian di zhi shi", "Senza nome è l'origine del cielo e della terra".
A rigore, noi non siamo anonimi. I nostri nomi non sono segreti. Tuttavia, utilizziamo cinque nomi d'arte composti dal nome della band più un numero, seguendo l'ordine alfabetico dei nostri cognomi. La formazione è:
Roberto Bui
alias Wu Ming 1;
Giovanni Cattabriga alias Wu Ming 2;
Luca Di Meo alias Wu Ming 3 [
Dal maggio 2008 non è più membro del collettivo. ]
Federico Guglielmi alias Wu Ming 4;
Riccardo Pedrini alias Wu Ming 5.

Nel periodo 2000-2006, l'opera più ambiziosa di Wu Ming è stata link 54, un romanzo con decine di personaggi (compresi Cary Grant e il maresciallo Tito) ambientato nel 1954, finora tradotto in inglese, olandese, spagnolo e portoghese. Il libro ha ispirato anche il gruppo folk-rock degli Yo Yo Mundi, il cui concept album (anch'esso intitolato 54) è uscito all'inizio del 2004.

Copertina ManituanaNel 2007 esce il romanzo collettivo Manituana. Si svolge negli anni Settanta del diciottesimo secolo, sulle due sponde dell'Atlantico, ed è il primo volume di un trittico settecentesco che si comporrà nel corso degli anni. Manituana è anche parte di un progetto transmediale di "costruzione di mondo", una narrazione che prosegue su diversi media e con diversi linguaggi (musica, fumetto, video etc.). Il perno di questo progetto è il sito ufficiale, link
manituana.com.

Con Manituana Wu Ming consegue il suo piccolo link record di piazzamento in classifica, e il romanzo vince il Premio Sergio Leone 2007 e il Premio Emilio Salgari 2008. Nel 2009, alla sua uscita simultanea in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, il romanzo si trasformerà nel più grande successo di critica mai ottenuto dal collettivo. Valga per tutte la recensione del quotidiano britannico link The Independent.

Nel 2008 esce un libro collegato a Manituana, link Grand River, diario di viaggio in Canada, nei luoghi dove Joseph Brant, Molly Brant e quel che restava della nazione Mohawk ripararono al termine della guerra.

I membri della band hanno scritto anche libri "solisti". Nell'ordine:
Havana Glam di Wu Ming 5 (2001),
link Guerra agli Umani di Wu Ming 2 (2004),
link New Thing by Wu Ming 1 (2004),
link Free Karma Food di Wu Ming 5 (2006) 
link Stella del mattino di Wu Ming 4 (2008).
Quest'ultimo è un ponte gettato tra opere collettive e individuali, sintesi di un lavoro di anni su mito, comunicazione e forza della parola.
La band è anche co-autrice della sceneggiatura di Lavorare con lentezza (regia di Guido Chiesa, 2004). Il film ha vinto numerosi premi in festival italiani e internazionali.
Nel 2007 è uscita, a cura di Wu Ming 1, un'antologia di jazz radicale degli anni Sessanta, link The Old New Thing (2 cd + booklet).
Nel 2008 sono usciti, oltre ai già citati Grand River e Stella del mattino, la novella Previsioni del tempo e, allegata al Corriere della sera, la novella American Parmigiano.

Sempre nel 2008, con grande clamore, Wu Ming 1 pubblica on line New Italian Epic, "memorandum" sulla narrativa italiana 1993-2008, che - in una versione arricchita e accompagnata da un denso saggio di Wu Ming 2 sul raccontare - viene edito da Einaudi Stile Libero nel 2009. Per una "panoramica" del dibattito sul New Italian Epic, cfr. la voce di Wikipedia e l'apposita sezione del sito Carmilla. A due anni dall'uscita del memorandum, dopo oltre 70.000 download della versione 2.0, Wu Ming 1 
trae un sunto:

Il sottotitolo del memorandum indicava un preciso arco temporale, un periodo di tre lustri, dal 1993 (anno del crollo della "Prima Repubblica") al 2008 (anno del grande bagno di sangue della sinistra italiana, ma anche - lo capiremo andando avanti - ultimo anno di gloria del berlusconismo), con un "giro di boa", un salto di livello situato all'altezza del 2001 (G8 di Genova, 11 Settembre).
Nel momento in cui il dibattito ha iniziato a sondare la "nebulosa" del NIE, è stato chiaro a tutti gli autori menzionati che una fase era terminata. L'osservazione modifica l'oggetto osservato. Se nel periodo preso in esame tanti autori italiani, semi-consapevolmente, avevano scritto opere che in diversi modi si richiamavano tra loro, entravano in risonanza, riverberavano l'una nell'altra, dopo il memorandum e due anni di dibattito, la consapevolezza e lo sguardo retrospettivo hanno cambiato la condizione in cui si scrive. Il NIE è già diventato qualcos'altro. La nebulosa ha cambiato densità e profilo. Siamo oltre [...] Possiamo solo andare avanti. Ai problemi che si trova di fronte, lo scrittore può rispondere soltanto con la prassi, sperimentando diversi rapporti tra narrazione e comunità, tra letteratura e mondo.

Non soltanto una band di scrittoriPer approfondimenti:

Gaia De Pascale, Wu Ming. Non soltanto una band di scrittori. 
Il Melangolo, Genova 2009, pagg. 124, € 11
Si può ordinare link qui.

Gaia De Pascale, nata a Genova nel 1975, è dottore di ricerca in Analisi e interpretazione dei testi italiani e romanzi. Collabora con varie case editrici in qualità di redattrice free lance e consulente. Studiosa di letteratura e antropologia, è autrice di svariati saggi, il più recente dei quali è Qui non si canta al modo delle rane. La città nelle poetiche futuriste (Mimesis, 2009).
 


Copertina di Altai Altai è il romanzo a cui il collettivo ha lavorato nel biennio 2008-2009. Si tratta di un ritorno al mondo di Q, ed è figlio di un'esigenza molto forte, di una spinta ineludibile. In questi anni ci siamo spinti molto oltre il nostro primo romanzo, e per fare il punto del percorso (soprattutto dopo l'uscita di Luca) bisognava tornare a quella mappa, a quel sistema di riferimento.

Altai
è un "seguito", ma solo in senso lato, cioè viene dopo Q. Si svolge quindici anni dopo l'epilogo di quel romanzo (che terminava nel 1555), e vediamo come sono proseguite le vite dei personaggi che lasciammo sul ciglio di un nuovo mondo, in attesa di essere ricevuti da Solimano il Magnifico. Non è un seguito lineare, però. Chi volesse leggere Q 2 - la vendetta, se lo scriva da sé. Qui i fili vengono prolungati ma anche deviati: seguendoli ci ritroviamo in un altro universo, c'è un'altra geografia, un'altra lingua, personaggi nuovi, un nuovo protagonista.

Altai è uscito nel novembre 2009. Per informazioni, c'è 
l'apposito blog.


A little blue square UN ESERCIZIO DI LOGICA A BENEFICIO DEI RINTRONATI


London Symphony OrchestraChi ancora oggi, dopo tanti anni, continua a proferire frasi del genere:
1) «I 4 scrittori che si nascondono dietro lo pseudonimo collettivo "Wu Ming"...»
2) «Che senso ha non firmarsi col proprio nome se in realtà tutti sanno come si chiamano?»
è invitato a effettuare le seguenti sostituzioni:
"96" al posto di "4";
"musicisti" al posto di "scrittori";
"London Symphony Orchestra" al posto di "Wu Ming".
Risultato:
«I 96 musicisti che si nascondono dietro lo pseudonimo collettivo "London Symphony Orchestra".»
«Che senso ha non firmarsi col proprio nome se in realtà  tutti sanno come si chiamano
L'assurdità dovrebbe ora risultare lampante, ma se ci fossero ancora dubbi, ecco una citazione d'annata (da Giap n.1, IVa serie, 21/01/2003):

"Wu Ming" è il nome di un gruppo di cinque persone, di una band, come "The Rolling Stones" o "I Giganti" o "Premiata Forneria Marconi" [...] nessuno ha mai accusato di vigliaccheria una rock band perché usava un nome collettivo, sennò tutti dovrebbero fare come Emerson, Lake & Palmer o come Crosby, Stills, Nash & Young. Come lo [vedete] un libro firmato "Bui, Cattabriga, Di Meo, Guglielmi & Pedrini"? [...] Il nome di questa band, in cinese, ha un significato, che è "anonimo", ma non vuol dire - letteralmente, banalmente - che noi stessi vogliamo essere paranoicamente anonimi, quanto dire che i nostri nomi e la nostra eventuale presenza nel misero stardom dell'italica narrativa non dovrebbero rivestire importanza né per noi né per i lettori. Se i nomi delle band dovessero essere interpretati letteralmente, allora Sting, Andy Summers e Stewart Copeland dovrebbero essere considerati poliziotti a tutti gli effetti, e potremmo andare a comprare il pane alla forneria Marconi. All'interno di questa band, ognuno di noi usa una specie di "nome d'arte", che è composto dal nome del gruppo più un numero, seguendo l'ordine alfabetico dei nostri cognomi [...] di bands i cui singoli membri avessero un nome d'arte la storia del rock (e soprattutto del punk) è piena zeppa: nei Sex Pistols c'erano "Johnny Rotten" e "Sid Vicious", che in realtà si chiamavano John Lydon e John Beverley.


A little blue square ELENCO INCOMPLETO DI LEGGENDE URBANE E DICERIE SUL NOSTRO CONTO

Anthony Quinn nella parte di Awda Abu Tayy"Incompleto", perché quello completo sarebbe più lungo della Bibbia.
In giro c'è parecchia gente in preda a "paranoia da Blissett/Wu Ming", che trascorre gran parte della propria esistenza a divulgare nostre presunte nefandezze. C'è chi lo fa perché è rimasto a lungo a crapa nuda sotto il sole battente, e chi lo fa semplicemente per calunniare. Siamo abituati a vederci attribuire le posizioni e le intenzioni più bislacche e a essere avvistati un po' ovunque, neanche fossimo UFO. Siamo dietro ogni cespuglio, dietro ogni pseudonimo usato in rete, dietro ogni operazione di marketing editoriale concepita in questo Paese negli ultimi dieci anni, e ovviamente siamo mandanti e/o esecutori di ogni complotto immaginabile (macro e micro, di sinistra, di destra e di centro, ebraico e/o antisemita etc.). In rete si è visto davvero di tutto. Per anni rimase accessibile su Geocities un pamphlet clerico-fascista del 1997 intitolato "Il nome multiplo di Umberto Eco" *
, ma si sono scritte cose ancor più estreme, e accadono cose più buffe.

C'è un tale del Nord-Est che va in giro per blog e social network e, se qualcuno dà un giudizio positivo su un nostro libro, lo accusa con veemenza di essere noi sotto mentite spoglie o di essere un nostro servo, lacché, agente stipendiato. E' un modo come un altro di farsi degli amici.

C'è un giornalista del Centritalia che ci accusa di perseguitarlo in ogni modo. A suo dire avremmo addirittura manipolato Google per associare il suo nome-cognome all'URL di siti pornografici, e saremmo pure i veri autori di Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa P.

Ci è giunta voce di un tizio che deve aver visto Lavorare con lentezza confondendo autori e personaggi. Costui sosterrebbe infatti di essere stato aggredito nel 1977 da alcuni autonomi armati di spranghe, e di essersi difeso brandendo un tubo del gas. Tra gli aggressori c'era anche Wu Ming 1, che il nostro eroe colpì alla fronte, mettendolo in fuga. Tutto questo in Piazza Re Enzo, Bologna. Solo che nel 1977 Wu Ming 1 viveva a Dogato (FE) e faceva la prima elementare presso le scuole "G. Carducci".

Prima o poi qualcuno studierà a fondo questi curiosi meccanismi psicologici e fenomeni di involontario guerrilla marketing a nostro favore. Noi qui tralasceremo le più selvagge derive psicotiche dei cospirazionisti, per concentrarci su pochi luoghi comuni legati alla nostra attività.


1.
Ancora oggi, a tanti anni dal nostro esordio, secondo alcuni saremmo in qualche modo collegati a Umberto Eco e/o saremmo stati suoi allievi, e/o Eco avrebbe collaborato a Q e/o lo avrebbe addirittura scritto lui e noi non saremmo altro che dei "presta-non-nome" e/o in ogni caso Q sarebbe un romanzo molto simile a Il nome della rosa.
Non ci sarebbe nulla di male, ma ci teniamo a precisare che abbiamo altre frequentazioni, abbiamo fatto altri studi, ed è ormai noto che l'idea di scrivere Q ci venne dopo aver letto American Tabloid di James Ellroy.
"Temo che i giornalisti britannici si siano affezionati a quest'idea soltanto perché Il nome della rosa è l'ultimo libro italiano che hanno letto prima del nostro." (Wu Ming 1 intervistato da The Guardian, 28 agosto 2003).
Cosa che, ovviamente, vale anche per qualche giornalista italiano.

2. A detta di alcuni, noi saremmo "situazionisti". In Gran Bretagna e in qualche recesso della Wikipedia in spagnolo, c'è chi si ostina a definirci "anarchici". Davvero, davvero, davvero perplimente. Questi epiteti hanno ancora qualche significato, oppure li si scaglia addosso alla gente un po' a casaccio, in mancanza di qualcosa di sensato da dire (e in seguito vengono ripresi in buona fede da altri, e dati per buoni)? Le nostre poetiche e strategie sono estranee alle suddette tendenze e tradizioni, compresi eredi e addentellati. Gli anarchici li rispettiamo (almeno alcuni), ma il nostro percorso è differente.

Il loro incubo3. D'altro canto, in Italia c'è un quotidiano para-scandalistico dal nome antifrastico le cui pagine, ehm, culturali sembrano non poter vivere senza di noi. I redattori di tali pagine coltivano nei nostri confronti un odio/venerazione simile a quello coltivato a suo tempo dalla rivista fascistoide "Lo Specchio" nei riguardi di Pasolini. Troppa grazia!
Su quelle pagine noi siamo costantemente definiti "maoisti". Probabilmente per via del nome in cinese - che però, vedi sopra, ha tutt'altro significato. Dal punto di vista dell'iper-provincialismo italiota, non fa una piega: non hanno in stima il Padrone e hanno un nome cinese = sono maoisti. 
Ultimamente, addirittura, han cominciato a scrivere che noi ci saremmo "autoproclamati" maoisti. Davvero?! Ostia, che scoop! E com'è che siam sempre gli ultimi a saperle, 'ste cose?

4. Anni fa girava voce (ora non più) che avevamo picchiato un fotografo "reo" di averci immortalati. Cambiavano data e location, ma il succo delle differenti versioni era quello. Non è mai successo, ed è un peccato.
E' comunque vero che, come Awda Abū Tayy in link Lawrence d'Arabia o King Kong nella famosa scena dei flash, noi non siamo animali da fotografia. Non andiamo nemmeno in tivù. Siamo timidi.

*
Geocities ha chiuso nel 2009, ma a suo tempo il prezioso testo fu salvato e archiviato link su lutherblissett.net


A little blue square PANORAMICA DEI NOSTRI LIBRI

Q Italiano
Luther Blissett
Q

lib. universitaria
unilibro
Asce di guerra
V. Ravagli & Wu Ming
Asce di guerra 

lib. universitaria
unilibro 
Copertina Manituana
Wu Ming
Manituana

unilibro
libr. universitaria
Copertina di Altai
Wu Ming
Altai

lib. universitaria

unilibro
Copertina New Italian Epic
Wu Ming
New Italian Epic

lib. universitaria
unilibro
guerra agli umani
Wu Ming 2
Guerra agli umani

lib. universitaria
unilibro

new thing
Wu Ming 1
New Thing

lib. universitaria
unilibro

Wu Ming 4
Stella del mattino
romanzo

lib. universitaria

unilibro
havana glam
Wu Ming 5
Havana Glam

lib. universitaria
unilibro
Copertina Giap
Wu Ming
Giap!
Storie per attraversare
il deserto

lib. universitaria
unilibro

Wu Ming 5
Free Karma Food


bol.it
lib. universitaria
unilibro 

Guido Chiesa
Lavorare
con lentezza


bol.it
lib. universitaria

unilibro
dvd.it
Copertina Previsioni del tempo
Wu Ming
Previsioni del tempo
racconto lungo

lib. universitaria
unilibro

Wu Ming
Grand River

diario di viaggio sui luoghi di Manituana

lib. universitaria
unilibro
copertina antologia The Old New Thing
Wu Ming 1
The Old New Thing
antologia free jazz
(2 cd + libro)

lib. universitaria
unilibro



Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2010

Sei sul link sito ufficiale di Wu Ming
ATTENZIONE: Nel dicembre 2010 abbiamo "congelato" il nostro sito storico. Non aggiorneremo più alcuna pagina (a parte, ancora per un po' di tempo, l'audioteca). Ora il vecchio, glorioso wumingfoundation.com esiste soltanto come archivio. Dieci anni di reperti in html statico, più alcuni blog dedicati a singoli libri. Giap diventa a tutti gli effetti il nostro sito: col tempo acquisirà sempre più autonomia, sostituendo quello vecchio in ogni aspetto e ogni funzione, almeno per quanto riguarda la lingua italiana. Grazie a tutti coloro che, dal 2000 in avanti, hanno tenuto vivo questo spazio... e agli storici e archeologi che lo visiteranno d'ora in poi.
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Giap
Wu Ming - A Band of Writers
Audioteca e podcast
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