Da Bologna alla Sicilia prosegue la guerriglia. Tre azioni notturne, un articolo di WM1 su Linus e torna Resistenze in Cirenaica

Per la precisione: tre azioni di guerriglia odonomastica, un articolo di Wu Ming 1 sull’esperienza di Resistenze in Cirenaica e una serata a cura proprio di Resistenze in Cirenaica.

A cinque mesi di distanza dalla giornata Viva Menilicchi!, in Sicilia proseguono gli interventi sui nomi fascisti e colonialisti di vie e piazze. Il 5 marzo scorso a Capaci (Palermo) e Castellammare del Golfo (Trapani), dove – rispettivamente – una via e una piazza sono intitolate al fascista Almirante, i soliti ignoti hanno aggiunto ai nomi quelle che nel nostro Prontuario di guerriglia odonomastica abbiamo definito chiose: «Segretario di redazione della rivista La difesa della razza (1938-1942)» e «Capo di gabinetto del ministero della cultura popolare della repubblica di Salò».

Le azioni hanno attirato l’attenzione dei media locali e stanno facendo discutere. Rassegna stampa e gallerie di foto si trovano sulla pagina FB di Viva Menilicchi!

La notte dopo, a Bologna, le solite ignote hanno regalato alla mobilitazione per l’8 Marzo un (ana)battesimo femminista e antifascista.

Nel giugno 2018 un giardino pubblico del rione Cirenaica era stato ufficialmente intitolato ai cosiddetti «umarells», voce di slang bolognese ormai nota anche nel resto d’Italia, riferita ai pensionati che passano il tempo osservando l’attività di cantieri e lavori stradali in corso.

In un rione dove la maggior parte dei nomi di vie ricordano la Resistenza e al tempo stesso persistono residui di odonomastica coloniale, e dov’è alta la sensibilità per questi temi, il gesto è stato vissuto come una provocazione, o quantomeno come una cazzata che sindaco e giunta si sarebbero potuti risparmiare. Ma l’amministrazione Merola ci ha abituati a cose del genere: tra privatizzazioni, monocoltura del cibo, grandi opere impattanti e campagne aggressive per «sicurezza» e «decoro» ogni tanto la giunta infila, per sembrare “abbastanza simpatica”, campagne goliardeggianti di marketing territoriale nello stile «tette, torri e turtlén», giocando di sponda con alcune star locali dei social network.

È la stessa amministrazione che ha appena deturpato la facciata del palazzo comunale ri-incastonandovi il meno “simpatico” e decisamente più tetro altorilievo L’amor patrio e il valor militare, opera di propaganda monarchica, militarista e machista dedicata a Umberto I, il «re Mitraglia» giustiziato dal compagno Gaetano Bresci. Un “pezzo” del quale si era persa memoria da più di settant’anni e che poteva benissimo restare nel magazzino dov’era finito, o al massimo essere esposto in un museo cittadino con la dovuta contestualizzazione. Invece lo si è ricollocato in modo del tutto acritico. E con la scusa che a rimuoverlo erano stati i repubblichini, si è persino – maldestramente – cercato di caricarlo di un qualche valore «antifascista». Impresa impossibile, e infatti fallita.

Durante l’inaugurazione, il sindaco ha regalato ai presenti alcune “perle”, come quando ha definito «tardiva» la Repubblica di Salò (cioè i nazisti dovevano insediarla prima dell’Armistizio?). E all’obiezione, peraltro molto civile, di un cittadino ha risposto in modo ben poco “simpatico”.

Forse anche in risposta a questa tracotanza, nottetempo le solite ignote hanno reintitolato dal basso il giardino pubblico, e al posto degli umarells sono comparse le partigiane.

L’indomani, l’azione simbolica di Non una di meno contro la statua di Montanelli a Milano, azione finalizzata a gettare luce sulla memoria negata del nostro colonialismo – con il suo intreccio di razzismo e sessismo, con le sue storie di predazione sessuale, stupro e schiavitù femminile (il cosiddetto «madamato») – ci ha confermato che su questi temi, e sul ritorno delle memorie scomode soppresse, si gioca e si giocherà sempre di più una partita attualissima.

Proprio nel rione Cirenaica di Bologna è attivo da alcuni anni il progetto «Resistenze in Cirenaica», che pratica la guerriglia odonomastica e l’evocazione degli spettri del colonialismo, e si interroga criticamente sui segni lasciati dal fascismo e dalla resistenza al fascismo su territorio, paesaggio, spazio urbano. Casca proprio a fagiuolo che sul numero di Linus appena giunto nelle edicole Wu Ming 1 racconti la storia di RIC, in un articolo intitolato «Via Libia, luogo di crimini del colonialismo italiano» e illustrato da Emiliano Ponzi.

E proprio con l’invito a un’iniziativa di RIC concludiamo questo post.

Mentre sta per concludersi – pare proprio con successo – la raccolta popolare che abbiamo lanciato per il progetto Surgelati, esce dalla tipografia Grüne Linie, il libro fotonarrativo di Giancarlo Barzagli e Wu Ming 2, a 10 mesi dal crowdfunding che ne ha sostenuto la pubblicazione.

La primissima occasione per sfogliare il volume, ritirare la propria copia o acquistarla fresca di stampa, sarà sabato 16 marzo al VAG61 di Bologna, durante una serata a cura di RIC.

Clicca per aprire l’evento FB.

Si partirà alle 20, con una cena a base di tortelli mugellani, preparati in loco dalla brigata cuciniera di Razzuolo (FI) – della quale fa parte lo stesso Giancarlo, la su’ mamma, il su’ fratello Andrea e altri paesani appassionati di sfoglia. Chi ha partecipato alla serata di presentazione di Grüne Linie, sa già di cosa stiamo parlando; chi non c’era, probabilmente ne ha sentito parlare con toni di leggenda; per chi non ne sa nulla, diciamo soltanto che la volta scorsa dovemmo acquistare apposta delle teglie di alluminio, per permettere ai commensali di portar via i pochi avanzi, onde farli assaggiare ad amici e parenti.

A seguire, h.20,30, Giancarlo Barzagli e Mariana E. Califano presenteranno il libro, racconteranno com’è stato realizzato e come le fotografie sono state abbinate al racconto di Wu Ming 2 Basta chiederlo ai faggi, ispirato da una camminata sui luoghi della 36a Brigata Garibaldi, da Imola alla vallata del Rovigo, nella cosiddetta Repubblica del Carzolano.

Ci vediamo lì, sabato 16 marzo.

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4 commenti su “Da Bologna alla Sicilia prosegue la guerriglia. Tre azioni notturne, un articolo di WM1 su Linus e torna Resistenze in Cirenaica

  1. Stanotte, ignoti hanno reso visibile il sangue che «L’amor patrio e il valor militare» trasuda. È il sangue dei colonizzati sotto il regno di Re Mitraglia, è il sangue sparso a fiumi da Bava Beccaris a Milano.

  2. Oggi Il Fatto Quotidiano propone un estratto dell’articolo di Wu Ming 1 su Resistenze in Cirenaica.

  3. In merito all’episodio della statua dedicata a Montanelli, segnalo quest’articolo che smonta la vulgata retorica sul “principe” del giornalismo italiano:
    https://thevision.com/cultura/statua-montanelli/

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