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Bologna

#Bologna, 5 ottobre 2018, ritorna Resistenze in Cirenaica. Lotte per la memoria attiva a confronto: Italia e #Argentina

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Tutto comincia con poche ma esplosive righe della nostra amica Mariana nella mailing list di Resistenze in Cirenaica:

«Questa domenica arriva a Bologna Alejandra Naftal, la direttrice del museo della memoria sorto nel sito dove aveva sede la Esma (Escuela de mecánica de la Armada), uno dei peggiori centri clandestini di detenzione durante l’ultima dittatura argentina, dal quale sono scomparsi migliaia di desaparecidos. Per poter trasformare il sito in un luogo della memoria varie associazioni e militanti hanno dovuto lottare. Ora è un luogo in cui si pratica la memoria attiva attraverso diverse attività. Non solo è possibile vedere gli spazi che hanno tenuto in prigionia donne e uomini, la sala parto dalla quale almeno un centinaio di bambini sono stati rubati alle loro famiglie e dati in adozione a famiglie legate al regime, ma anche gli spazi che occupavano i servizi segreti […] Oggi, nel Sito de Memoria Esma, tutte le settimane si organizza la “visita de las Cinco”, il giro delle cinque pomeridiane, in cui sopravvissuti e parenti delle vittime raccontano le loro storie.» Prosegui la lettura ›

The Student Hotel, lo studentato per «creativi» che vampirizza i quartieri popolari

Orlok allo Student Hotel

29 settembre 2015. Da destra, Corien Wortmann-Kool (presidente del fondo ABP), Charlie MacGregor (fondatore di The Student Hotel) e il conte Orlok all’inaugurazione dello Student Hotel di Amsterdam-West.

di Wolf Bukowski *

«Everybody should like everybody».

La scritta inizia in via Fioravanti, poi gira l’angolo e si conclude in via Tiarini. È una frase tracciata sul muro, a lettere enormi, di fronte al municipio di Bologna, senza pietà alcuna per la graffitofobia degli amministratori.

È dagli anni zero di Cofferati che ogni giunta dichiara l’allarme «tag» e predispone «task force» per mettere a tacere i muri. A breve la squallida crociata verrà condotta sfruttando il lavoro forzato  pardon, il «volontariato»  dei richiedenti asilo.

Ma la scritta che correrà lungo The Student Hotel non turba gli assessori, e non sarà cancellata. Essa è propaganda del capitale, è marketing, e quindi è legale, bella, e non fa «degrado».

E poi, diciamocelo, che male può mai fare un così bel messaggio, un così innocuo appello all’amore (o al piacionismo?) universale? Così universale e seriale da essere lo stesso  identico  che orienta i passanti a Groningen, lampeggiando dall’alto del mastodontico Student Hotel della città neerlandese. Prosegui la lettura ›

«Radio Alice è senz’altro anche il nome di una pizzeria»: il capitale & il settantasette, 2a parte

Milano, 13 aprile 2018. La polizia sgombera la sede della multinazionale Deliveroo, occupata dai lavoratori in lotta. Questa storia comincia con uno sgombero e prosegue nel segno degli sgomberi.

[La prima parte è qui]

di Wolf Bukowski *

Sulla pizzeria Alce Nero Berberè di via Petroni a Bologna si concentra, inevitabilmente, una notevole attenzione. Il locale si trova infatti al centro della zona universitaria su cui gravano progetti di gentrificazione, e, come abbiamo visto nella prima parte, altrettanto al centro di una luminosa costellazione di zie, coinquilini e cooperatori-che-contano.

A marzo 2017 Lucio Cavazzoni di Alce Nero minaccia di lasciare via Petroni perché non è ben frequentata:«la sera perfino io ho paura a girare in questa zona» e «lvocazione della strada non possono essere i cicchetti a un euro e mezzo», dice, invocando più «riqualificazione». Scopriamo così che si può usare il ‘77 studentesco come brand e allo stesso tempo lamentarsi delle bevute low cost degli studenti squattrinati: miracoli del marketing.

Il sindaco Virginio Merola risponde ad Alce Nero col piglio del colonnello: nella guerra contro il degrado «la diserzione non è ammessa». Poi, concesso il riposo, continua con tono cameratesco: Prosegui la lettura ›

«Radio Alice è senz’altro anche il nome di una pizzeria»: il capitale & il settantasette, 1a parte

di Wolf Bukowski *

Menù di Radio Alice, dettaglio, aprile 2018. Non manca la chiocciolina Slow Food.

«Il pericolo sovrasta tanto il patrimonio della tradizione quanto coloro che lo ricevono. Esso è lo stesso per entrambi: di ridursi a strumento della classe dominante. In ogni epoca bisogna tentare di strappare nuovamente la trasmissione del passato al conformismo che è sul punto di soggiogarla.»

Walter Benjamin, Sul concetto di storia (1940)


Nel dicembre del 2016 viene inaugurata in Hoxton Square la pizzeria Radio Alice, «avventura» e «progetto londinese dei fratelli Matteo e Salvatore Aloe, creatori di Berberè». La zona del locale veniva descritta dal sito di Berberè come «uno dei poli più vivaci e dinamici della città grazie alla presenza di artisti e design». Lo definirei invece, molto più brevemente: hipster e gentrificato. Sei mesi dopo è la volta di una seconda apertura con la stessa insegna, «nel bellissimo villaggio/quartiere di Clapham», luogo di gentrificazione più recente.

Radio Alice, quella vera, trasmette per tredici mesi tra 1976 e 1977 da un sottotetto di via del Pratello 41, a Bologna. Su Alice, nel corso degli ultimi quarant’anni, si è detto, scritto e girato tantissimo: un elenco, necessariamente incompleto, di libri, tesi, documentari, film, trasmissioni radiofoniche… si trova qui. Su Giap uno dei protagonisti di allora, Valerio Minnella, scrive:

«Di solito la gente ci dice “Voi avete cambiato la storia della comunicazione” (vero), ma poi l’unica cosa che conoscono è che la radio fu chiusa dalla polizia e noi arrestati (un po’ riduttivo). Non sanno quasi nulla della realtà della radio […] L’unico aspetto noto a tutti resta quello eroico della chiusura, ma la percezione che dichiarano è che abbiamo cambiato la storia della comunicazione, come se essere arrestati fosse una metodologia di mediatica. Debbo dire che è un corto circuito che mi sconcerta: nonostante il riconoscimento e la stima che ci vengono attribuiti, anche dalle persone più improbabili, la vera essenza di Radio Alice è spesso sconosciuta. Però resta il mito.»

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#Bologna antifascista… e una nuova primavera di Resistenze in #Cirenaica!

Diverso rilievo 2018

Ritorna Resistenze in Cirenaica, il «collettivo di collettivi» che dal 2015, in uno dei rioni più interessanti di Bologna, intreccia critica dello spazio urbano, evocazione di fantasmi e recupero di una grande resistenza antifascista meticcia, creola, transnazionale, anticoloniale. Una rete di insorgenze che nella prima metà del XX secolo collegò, per canali a lungo misconosciuti, la Libia ai Balcani, l’Etiopia all’Albania, la Somalia alle città e montagne d’Italia, la Spagna alla Cina. Una delle vie di accesso al rione Cirenaica porta il nome di uno dei personaggi-ponte, un combattente che fece di anticolonialismo e antifascismo un’unica battaglia: via Ilio Barontini.

Quest’anno, a Bologna, la giornata del 25 Aprile sarà parte di una fitta costellazione di eventi che la preparano e la seguiranno. Un percorso già in pieno svolgimento. Come Wu Ming Foundation, nel contesto di un calendario bello (ed) esigente, siamo “mobilitati” in città per quattro appuntamenti, due dei quali targati RIC. Prosegui la lettura ›

Westworld alla Bolognaise, terza puntata: i gradi di separazione tra #FICO, i paradisi fiscali e… il Titanic

FICO EATALY WORLD

di Wolf Bukowski *

[Tutte le puntate dell’inchiesta su FICO Westworld alla Bolognaise sono qui.]

Tra il 2016 e il 2017 l’autorità irlandese che vigila sugli enti di beneficenza si è occupata di «Medb», «Badb» e «Eurydice», tre charities utilizzate dalla fondazione Matheson.

Le tre organizzazioni erano state iscritte al registro degli enti caritatevoli allo scopo di alleviare «povertà e bisogno», ma da più parti (politiche e giornalistiche) si sospettava fossero usate come «amministratrici fiduciarie» di fondi di investimento statunitensi. E che dunque servissero, in definitiva, per eludere le tasse. L’authority ha quindi indagato per stabilire se i tre enti avessero effettivamente «esclusivo scopo di beneficenza» – come richiede la normativa. Prosegui la lettura ›

Stasera a «Su la testa!», il n.3 dei «Quaderni di Cirene»: cosa fare dei relitti fascisti?

Quaderni di Cirene n.3, numero speciale sui relitti fascisti.Oggi alle h.18:30, al Vag61 di Bologna, con la presentazione del libro di Davide Conti Gli uomini di Mussolini comincia il festival antifascista «Su la testa!».

Questa prima serata è interamente gestita da Resistenze in Cirenaica. E infatti, dopo la cena di autofinanziamento, presenteremo anche la nostra nuova autoproduzione, il n. 3 dei Quaderni di Cirene, interamente dedicato ai «relitti fascisti» nelle nostre città: architetture, monumenti, nomi di vie e piazze.

QdC#3 ha 138 pagine, è aperto da Predappio Toxic Waste Blues di Wu Ming 1 ed esibisce in copertina la partigiana bolognese Irma Bandiera, «Mimma», 1915-1944. Leggendo si capirà il perché.

Chi non può essere a Bologna in questi giorni può ordinare il terzo quaderno qui.
(Volendo, anche i primi due.)

Dopo la presentazione, reading/concerto con Wu Ming 1 e Bhutan Clan Electro Dept. Letture da Predappio Toxic Waste Blues e da Un serpente in giugno di Jadel Andreetto.

Ecco un assaggio delle musiche composte ad hoc per l’evento, seguito dall’editoriale di QdC#3. Prosegui la lettura ›

Westworld alla Bolognaise. Viaggio a #FICO, parco distopico farinettiano, seconda puntata

TrafFICO

«Biodiversità» automobilistica durante il primo weekend di apertura. TrafFICO.

di Wolf Bukowski (la prima puntata è qui)

«“In Europa ci sono più di 1200 varietà di mele… 1000 in Italia e 200 nel resto d’Europa”… Per questo abbiamo fatto Fico». Segue, in luogo di firma: «Grazie Melinda».

Questa è la scritta che mi accoglie all’ingresso di Fico, ripetuta in inglese e virgolettata come fosse – almeno per metà – una citazione. Intorno ci sono centinaia, migliaia, do-di-ci-mi-la pomi su scaffale. Prosegui la lettura ›

Resistenze in #Bolognina: clandestinità e lotte operaie alle Officine Minganti, 1920 – 1970

Bolognina Est, domenica 19 novembre 2017. Wu Ming 1 racconta la storia delle Officine Minganti nel cortile delle officine stesse, oggi un centro commerciale in agonia.

[WM1: Lo scorso 19 novembre, una domenica, si è svolta a Bologna la giornata «Bolognina in Fucina», organizzata da Concibò in collaborazione con svariati collettivi, associazioni, compagnie teatrali e scuole. Resistenze in Cirenaica ha aderito all’evento dei «cugini» e vi ha preso parte con racconti e un reading musicale. Durante il trekking urbano alla Bolognina Est, nel cortile delle Officine Minganti ho raccontato storie di lotta di classe e resistenza antifascista dentro e intorno alla fabbrica, dal «Biennio rosso» fino alla morte della padrona, Gilberta Minganti, nel 1970. Mezzo secolo di storia in una quarantina di minuti, con l’ausilio di effetti sonori (una sirena manuale da allarme aereo, pezzo originale della seconda guerra mondiale). Diverse persone mi hanno chiesto dove si potesse leggere quel che avevo raccontato, così ho tratto dai miei appunti un testo leggibile e lo propongo qui, per chi c’era e per chi non c’era. In calce al post indico le fonti, quasi tutte disponibili on line. Buona lettura.]

1. Zucca, Casaralta, Bolognina Est

La storia della Bolognina comincia con il piano regolatore del 1889, che prevede una nuova zona manifatturiera a nord della stazione. Stazione inaugurata trent’anni prima, nel 1859.
È un punto d’inizio teorico: solo nel 1908 sorgerà l’insediamento di case popolari, il primo di Bologna.
Tuttavia, quest’area dove siamo adesso – indicativamente tra via di Corticella e via Ferrarese – ha una storia precedente e anche molto lunga. Era storicamente nota come «Casaralta», toponimo antico che troviamo già in documenti del XIII secolo e sul quale ora non posso dilungarmi.
Oggi è normale includere quest’area nella Bolognina, a volte viene chiamata «Bolognina Est», espressione che però include tutta la parte di rione che sta a est della direttrice via Matteotti – Piazza dell’Unità – via Corticella e arriva fino a via Stalingrado. Se guardiamo sulla mappa i contorni della Bolognina, quella linea la taglia proprio a metà. Prosegui la lettura ›