Grüne Linie. Un progetto fotonarrativo di Giancarlo Barzagli e Wu Ming 2.

Mirco Zappi, che solo per l’anagrafe si chiamava Graziano.
Orlando Rampolli, nome di battaglia Teo.
Luigi Tinti, l’inesauribile comandante Bob.
Tre partigiani – degli oltre 1500 – che vissero l’epopea della 36ª Brigata Garibaldi, attiva sull’Appennino tosco-romagnolo, tra le province di Firenze, Ravenna e Bologna, quando per quei crinali passava la Grüne Linie, l’ultima fortificazione nazista a sud della Pianura Padana.

Mirco Zappi

Con Bob e Teo, Mirco è uno dei protagonisti di Asce di guerra, il primo libro che abbiamo firmato col nome Wu Ming. Il nostro personaggio è sempre vivo in quelle pagine, ma l’uomo in carne e ossa che l’ha ispirato è morto il 16 novembre 2017, a novant’anni esatti, il giorno successivo al suo compleanno.
Quando ancora si chiamava solo Graziano, e di anni ne aveva appena sedici, si mise uno zaino in spalla, inforcò la bici, raccontò ai genitori una bugia qualsiasi e pedalò con Dante Cassani, un amico di Bubano, fino all’appuntamento coi “ribelli”, presso il Monte Castellaccio, una collinetta alla periferia di Imola, oggi circondata dall’autodromo Dino Ferrari.
Dante morì un mese più tardi, il 20 febbraio ’44, a Cortecchio, nel comune di Palazzuolo sul Senio, durante il primo attacco fascista alla base partigiana dell’Albergo. Come nome di battaglia, si era scelto “Garibaldi”, ma per evitare confronti con l’eroe dei due mondi, i suoi compagni lo chiamavano “Gario”. E Gario si chiama il primogenito di Mirco, nato vent’anni dopo quel rastrellamento.
Nel libro La rossa primavera, Mirco racconta il lungo viaggio a piedi di quella sua prima notte da partigiano, per raggiungere Isola, una frazione di Riolo Terme, e poi l’Albergo sul monte Faggiola. Racconta lo spostamento di quella minuscola brigata nella zona del Falterona e poi il ritorno in quella che diventerà la “Repubblica del Carzolano“, un territorio libero dai nazifascisti, raccolto intorno al torrente Rovigo, i cui capoluoghi erano casolari isolati, minuscole frazioni di montagna, capanne di sassi e tronchi. Un’enclave resistente fatta di donne, uomini, boschi, cascate, canyon e grotte. Un pugno di montagne che si sono spopolate nel Dopoguerra e oggi fanno parte del Parco Giogo Casaglia.

L’Otro – sede della compagnia di Lupo, una delle 12 che formavano la 36ª ai primi di luglio del ’44

Giancarlo Barzagli, fotografo, è nato a Razzuolo, un piccolo paese dell’Alto Mugello, appena di là dallo spartiacque dove ancora si trovano i ruderi di Cà di Vestro – il comando di Brigata, – le sedi delle sue compagnie, i luoghi vissuti dalla Trentaseiesima nell’estate del ’44. Fin da bambino, ha giocato in quelle antiche case di boscaioli, nelle buche scavate per piazzare mitragliatrici, trovandosi tra le mani bombe a mano inesplose, schegge di artiglieria, bossoli da mortaio. Ha visto quegli stessi bossoli trasformati in vasi e fioriere, e le rovine della guerra perdere pezzi un inverno dopo l’altro.
Diventato adulto, per cinque anni ha battuto quei boschi con la fotocamera a tracolla, inseguendo fantasmi, incontrando gli ultimi reduci, cercando di immortalare i segni che la storia della Trentaseiesima ha lasciato nel paesaggio, e viceversa, di comprendere come quel paesaggio abbia lasciato un segno nella storia della Trentaseiesima.
Un’indagine che ricorda da vicino, sebbene con altri mezzi, quello che Wu Ming 2 ha cercato di raccontare, camminando sulla Via degli Dei e sul Sentiero Luminoso.
Per questo, vorremmo che le fotografie di Giancarlo Barzagli, si intrecciassero con un racconto firmato da Wu Ming 2, che questa primavera partirà sulle tracce di Mirco e del suo viaggio di settantaquattro anni fa, da Imola all’Albergo e poi da lì alla Repubblica del Carzolano. Vorremmo, ma per riuscirci abbiamo bisogno di un aiuto.

Una buca di origine bellica nella valle del Rovigo

Ormai cinque anni fa (tempus fugit!), proponemmo ai giapsters di sostenere la pubblicazione di Quattro, il nostro primo libro fotografico. Anche in quel caso si trattava di un progetto che univa immagini e parole: gli scatti del collettivo TerraProject e quattro racconti brevi di Wu Ming 2. Il crowdfunding fu un successo, raccogliemmo più di 13mila euro e le mille copie del libro andarono esaurite in pochi mesi. Oggi ci riproviamo con un nuovo libro e una nuova idea, che unisce tanti aspetti del nostro lavoro: la Resistenza, il cammino, il paesaggio, la Storia, la costruzione di oggetti narrativi non-identificati che provino a raccontare il rapporto tra comunità e territorî.

Se vi va di darci una mano, pre-acquistando una copia del libro o gli altri “pacchetti” legati alla campagna di crowdfunding, la trovate qui.
Se volete darle un’occhiata, questa invece è la pagina Facebook di Grüne Linie.

Nei quaranta giorni della raccolta – partita venerdì 13 aprile – Giancarlo presenterà il progetto in svariate occasioni, e in almeno due date, già confermate, saremo fianco a fianco:

Il 27 aprile, al Vag 61 di Bologna: si parte alle 19 con la mostra fotografica, due chiacchiere sul libro e una cena a base di tortelli mugellani (quelli ripieni di patate, che Giancarlo e la Brigata cuciniera di Grüne Linie tireranno a mano la sera stessa – e c’è da fidarsi, visto che la famiglia Barzagli gestisce a Razzuolo una mitica trattoria domestica specializzata in tortelli…). L’incontro fa parte della rassegna Cirenaica Antifascista ed è organizzato da Resistenze in Cirenaica. Qui l’evento su Facebook.

Il 19 maggio, al C.S. Camilo Cienfuegos di Campi Bisenzio (FI), in via Chiella, 4 – a partire dalle 17 (e anche in questo caso, cena di finanziamento a seguire.)

Questi gli altri appuntamenti fissati fin qui:

25 Aprile, a Vicchio (FI), per la Festa della Liberazione organizzata dall’ANPI di Vicchio (Qui l’evento Facebook);
6 Maggio  – Pranzo di finanziamento a base di tortelli mugellani alla Casa del Popolo di Razzuolo (FI)
11 maggio, Imola,  presentazione più cena al CSA Brigata 36, via Riccione, 4

 

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One commento su “Grüne Linie. Un progetto fotonarrativo di Giancarlo Barzagli e Wu Ming 2.

  1. Si parla di #GrüneLinie su Internazionale.

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