Cantare la mappa. L’esplorazione del territorio come scrittura collettiva, la scrittura collettiva come intervento urbano

Cantare la mappa

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Iniziamo il 2018 pubblicando la versione italiana di Singing The Map, il mapparacconto presentato per la prima volta da Wu Ming 1 al Medialab Prado di Madrid lo scorso 14 dicembre, nell’ambito del workshop CocTELL#3.

Quella di Madrid è stata un’ottima occasione per fare il punto sull’insieme di scritture e progetti della Wu Ming Foundation incentrati sul camminare, il perlustrare, il mappare e l’evocare fantasmi. E anche per raccontare come si è evoluto il nostro progetto negli ultimi 8-9 anni.

Una ricapitolazione utile anche in Italia, per chi non ci segue da un po’ di tempo, o lo fa saltuariamente, e conosce alcuni aspetti ma non altri.

Perché parliamo così tanto di fantasmi? Che cos’è un fantasma? 

Qual è il ruolo dei nostri oggetti narrativi non-identificati nella nascita di nuovi collettivi?

Cos’hanno in comune Alpinismo MolotovResistenze in Cirenaica e la campagna #Renziscappa?

Cosa collega Il sentiero degli dei alla notte in cui aiutammo Blu a cancellare i suoi murales?

Perché ci occupiamo così tanto di montagne?

Cosa collega il rione Cirenaica di Bologna alla Val di Susa?

Qual è il trait d’union tra il reportage Cent’anni a Nordest e l’apparizione dello spettro di Majakovskij a Torino nel 1969?

Qual è la fonte di reddito di Guido e Adele Cantalamappa?

[L’ultima domanda è l’unica alla quale la conferenza non risponde.]

Il mapparacconto è autosufficiente, non c’è bisogno della voce di Wu Ming 1. Potete navigarlo a vostro piacimento, scegliendo il vostro ritmo, andando avanti e indietro, indugiando sui passaggi che più vi incuriosiscono, interrompendo ogni tanto per fare ricerche in rete o prendere in mano uno dei libri menzionati, meditando, per poi uscire ed esplorare il territorio che avete intorno, spingendovi in quella terra incognita dove si incontrano l’archivio e la strada.

Nei prossimi giorni tradurremo anche We Want The Asteroid!, presentato per la prima volta a Lubiana l’ottobre scorso, incentrato sulla nostra «guerra psichica».

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