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montagna

Dopo gli incendi, le frane di fango. Di nuovo sfollati in #Valsusa, un disastro annunciato

«E capirai che una sera o una stagione
son come lampi, luci accese e dopo spente.»
Francesco Guccini, Canzone della bambina portoghese

di Davide Gastaldo *

In valsusa quando si sono spente le fiamme dell’incendio si sono spente anche le telecamere, le voci e le penne.

Che il nostro sia un Paese che vive di emergenza e voyeurismo macabro non è una novità, ce lo raccontano tutte le catastrofi cosiddette ambientali degli ultimi decenni, in prima pagina per due giorni e poi subito relegate a trafiletti in terzultima: non stupisce, come non stupiscono le passerelle farcite di promesse dei vari big della politica che poi subito scompaiono rumorosamente.

C’è però chi nei luoghi toccati da queste sciagure continua a vivere, in alcuni casi sfidando l’abbandono in cui si trova, cercando di richiamare un po’ di attenzione, provando a ricostruire, in altri – incredibile dictu – conformandosi alla narrazione mainstream. Prosegui la lettura ›

Diverso il suo rilievo 2018: la seconda festa di #AlpinismoMolotov. Locandina ufficiale e programma

La locandina ufficiale di Diverso Rilievo 2018. Clicca per ingrandire.

Il nome della festa di Alpinismo Molotov è preso dal libro Storia di una montagna, scritto dal geografo anarchico  anzi, come diceva lui: «geografo, ma anarchico»  Elisée Reclus (1830-1905).

Histoire d’une montagne uscì nel 1876. Da quattro anni Reclus, per la seconda volta nella sua vita, era esule politico. Nel 1871, infatti, aveva aderito alla Comune di Parigi, e aveva combattuto per difenderla. Dopo un anno di prigione, era stato espulso dalla Francia e si era stabilito in Svizzera.

Il libro uscì di nuovo, in versione definitiva, nel 1880. In Italia fu tradotto nel 1909 e il testo è scaricabile gratis da Liber Liber. Ecco il passaggio da cui proviene il titolo: Prosegui la lettura ›

Diverso Rilievo 2018: la seconda festa nazionale di #AlpinismoMolotov. 1-2-3 giugno, Monti Sibillini, #Macerata

Diverso rilievo 2018, sui Monti Sibillini.

«Di questo passo toccherà tornare in montagna», si dice.

Noi, che riteniamo il pessimismo un lusso da rimandare a tempi migliori, quando sentiamo l’espressione «di questo passo» andiamo con la mente al passo oratorio di Alpinismo Molotov. Camminare e raccontare. Raccontare per lottare.

Lo abbiamo detto tante volte: è sintomatico che in Italia «andare in montagna» sia divenuto sinonimo di «resistere al potere». Alpinismo Molotov è nato per esplorare tutte le implicazioni di questa sinonimia. Prosegui la lettura ›

Un tricolore lungo un chilometro, ovvero: deturpare le montagne per festeggiare un’immane strage

Un tricolore sull'Adamello

Il discorso di fine anno di Sergio Mattarella, coi riferimenti alla «Vittoria» e ai «Ragazzi del ’99», fa presagire — ma l’avevamo presagito da un pezzo — che il 2018, centenario della fine della Grande guerra, sarà molto peggio del 2015, centenario del suo inizio (per l’Italia).

Nel 2015 il Paese celebrò la sua entrata in guerra, cosa di per sé già stridente, ché non si dovrebbe festeggiare l’inizio di una carneficina, semmai la sua fine.

Per giunta, quella dell’Italia – come può confermare qualunque storico – fu una guerra di aggressione, anche se da cent’anni viene spacciata alle masse come guerra di difesa. Aggressione perpetrata rovesciando le proprie alleanze. Prosegui la lettura ›

Cantare la mappa. L’esplorazione del territorio come scrittura collettiva, la scrittura collettiva come intervento urbano

Cantare la mappa

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Iniziamo il 2018 pubblicando la versione italiana di Singing The Map, il mapparacconto presentato per la prima volta da Wu Ming 1 al Medialab Prado di Madrid lo scorso 14 dicembre, nell’ambito del workshop CocTELL#3.

Quella di Madrid è stata un’ottima occasione per fare il punto sull’insieme di scritture e progetti della Wu Ming Foundation incentrati sul camminare, il perlustrare, il mappare e l’evocare fantasmi. E anche per raccontare come si è evoluto il nostro progetto negli ultimi 8-9 anni.

Una ricapitolazione utile anche in Italia, per chi non ci segue da un po’ di tempo, o lo fa saltuariamente, e conosce alcuni aspetti ma non altri.

Perché parliamo così tanto di fantasmi? Che cos’è un fantasma?  Prosegui la lettura ›

Cantare la mappa. Esplorazioni urbane, escursioni, evocazioni di fantasmi, scrittura collettiva. La presentazione di Wu Ming 1 a Madrid

Singing The Map.

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Cantare la mappa. L’esplorazione del territorio come scrittura collettiva, la scrittura collettiva come intervento urbano. È il titolo della conferenza tenuta da Wu Ming 1 (in inglese) al Medialab Prado di Madrid lo scorso 14 dicembre, nell’ambito del workshop  CocTELL#3.

È stata un’ottima occasione per fare il punto sull’ insieme di scritture e attività della Wu Ming Foundation incentrate sul camminare, il perlustrare, il mappare, l’evocare fantasmi. E anche per raccontare come si è evoluto il nostro progetto negli ultimi 8-9 anni. Una ricapitolazione utile anche in Italia, per chi non ci segue da un po’ di tempo, o lo fa saltuariamente, e conosce alcuni aspetti ma non altri.

Perché parliamo così tanto di fantasmi? Che cos’è un fantasma? Prosegui la lettura ›

Ci siamo: la prima festa di #AlpinismoMolotov e la nuova festa di Letteraria/#QuintoTipo

La prima festa di Alpinismo Molotov

«L’idea di Alpinismo Molotov è nata quando Point Lenana ha stimolato ripetuti incontri fra lettori/lettrici di Giap che amano andare in montagna ma detestano certi modi di andarci.»

Ebbene sì, ci siamo.

Sull’onda di un crowdfunding andato benissimo (obiettivo 2000 euro, ne sono arrivati 2545), ci ritroveremo al centro sociale Vis Rabbia di Avigliana (TO) per tre giorni di incontri, dibattiti, reading e – dulcis in fundo – camminate e ascensioni. Ci saranno un sacco di giapster e non solo. La branca montanara ed escursionistica della Wu Ming Foundation si presenta coram populo e lo fa, non a caso, nelle terre del movimento No Tav. E non mancheremo di rendere omaggio a due No Tav: Elisio Croce, che ci ha lasciati ieri, e Marco Commisso, che lo ha fatto pochi giorni fa. In alto le bandiere. Prosegui la lettura ›

La prima festa di #AlpinismoMolotov, 2-3-4 giugno al VisRabbia di Avigliana, Val di Susa

Oggi Alpinismo Molotov è un gruppo di lavoro, un blog, una pagina su Facebook, un profilo su Twitter, uno spazio di segnalazioni varie su Tumblr e soprattutto, corpi: quelli di compagne e compagni — in più accezioni del termine — che vanno in montagna in un certo modo.

Presto Alpinismo Molotov sarà anche un appuntamento nazionale, una festa che si terrà in Val di Susa.

Ma prima di essere tutto questo — prima ancora di avere quel nome — Alpinismo Molotov è stato una discussione su Giap.

Nella primavera 2013 l’uscita di Point Lenana ci diede la conferma definitiva dell’esistenza di una certa area, già subodorata dopo l’uscita de Il sentiero degli dei. Un’intersezione di tre insiemi:
■ le lettrici e i lettori dei libri di Wu Ming;
■ le appassionate e gli appassionati di montagna (si tratti di alpinismo, trekking, arrampicata e quant’altro);
■ gli attivisti di movimenti che si oppongono a grandi opere inutili, a pratiche invasive e deturpanti, allo scempio del territorio. Prosegui la lettura ›

Non c’è nessun post-terremoto. Rapporto dalle Marche che non fanno più notizia

Monte Vettore visto da Castelluccio di Norcia.

Monte Vettore visto da Castelluccio di Norcia.

di @inpuntadisella
(con fotografie di Michele Massetani)

«Sotto a Vetore v’ha un piccol castello
Da zencari fonnato senza fallo,
Che de neve continua gli ha un mantello
E manco a Agosto ce se sente callo;
Da man destra e sinistra è un piano bello
Che quanto val nessun po’ mai stimallo;
Solo ci manca il diletto d’Apollo
Perché ce passa il sole a rompicollo.

Se quivi sgrassatore ovver bandito,
Fosse pure a le forche condannato,
Toccar potesse un albero co’ un dito,
Siria rimesso da colpa o peccato:
Chè un altro luogo sì raso e pulito
Neppur l’avrebbe Bèbbeco fondato
Io te lo lodo e non te lo divieto:
Non l’avria fatto Bèbbeco d’Orvieto.»

(Da La Battaglia di Pian perduto, Berrettaccia di Castelsantangelo, XVI sec.)

La descrizione di Castelluccio di Norcia e del suo altipiano fornita nel XVI secolo da tal Berrettaccia – pastore e poeta del quale non si hanno altre informazioni certe – è probabilmente la più esaustiva e affascinante che sia mai stata realizzata. Nel poema il pastore narra le vicende della battaglia combattuta tra Norcini e Vissani all’ombra del Vettore (1522). Oggi quelle popolazioni sono unite dalla stessa tragedia.

Dal 24 agosto il Monte Vettore con le sue crepe e spaccature è divenuto, suo malgrado, uno dei simboli del terremoto che da quasi tre mesi sta scuotendo le regioni dell’Appennino Centrale. È importante parlare dei simboli utilizzati nel racconto del sisma, perché mai come in questo caso l’aspetto mediatico comporta risultati ed elementi reali. A partire dal 24 agosto e dalla scelta dell’infausto nome «Terremoto Centro Italia» con cui è stato battezzato il sisma, sono stati commessi errori ed imprecisioni che hanno contribuito a confondere le idee su quanto stava accadendo. Prosegui la lettura ›

Torna in libreria #PointLenana, nuova edizione con 7 cartine geografiche

Point Lenana nell'edizione Super ET

Clicca per aprire la copertina completa (pdf).

Da domani, 29 marzo 2016, troverete in libreria la nuova edizione di Point Lenana nei Tascabili Einaudi, arricchita da 7 mappe: il confine orientale d’Italia e l’Alto Adriatico prima e dopo la Grande Guerra; il Territorio Libero di Trieste dal 1947 al 1954; la Libia; l’Africa Orientale Italiana e, infine, l’area del Monte Kenya.

Dopo le due edizioni nella collana Stile Libero Big, questo è il terzo ritorno di un libro che, nel vaticinio de Il Giornale, «viste le recensioni (quasi nulle) e le vendite (a occhio, bassine)» non poteva che avere «scarso successo editoriale». Grazie a tutte e tutti. Prosegui la lettura ›