A Ivan Cicconi, 1947 – 2017 – #notav

Ivan Cicconi

Ci è arrivata ieri la notizia della morte di Ivan Cicconi.

Ivan Cicconi è l’autore di libri fondamentali come La storia del futuro di Tangentopoli (1998) e Il libro nero dell’alta velocità, ovvero il futuro di Tangentopoli diventato storia (2011), quest’ultimo interamente disponibile on line. Libri fondamentali per i movimenti contro le grandi opere inutili, in primis per il movimento No Tav.

Ivan Cicconi è stato il più arguto e competente critico del sistema degli appalti pubblici in Italia; ergo, è stato tra i più arguti critici del capitalismo italiano, perché il capitalismo italiano di inizio XXI secolo è ormai quasi soltanto una faccenda di appalti pubblici e subappalti, «grandi opere», tondino e cemento, mattone e asfalto, sovrapproduzione di infrastrutture, sovrapproduzione edilizia, congestione del territorio, in un perenne festival di scommesse a breve e brevissimo termine garantite dallo stato. Le «grandi opere» servono solo a chi le costruisce, l’importante è far girare avanti e indietro i camion del «movimento terra» e far girare le betoniere, come spiedi su un fuoco spento. Farle girare a ogni costo. Tanto, mentre i profitti sono privati, le perdite le paghiamo tutti. Un capitalismo morto-che-cammina, con la carne che si disfa, simile a fanghiglia, e un tanfo di marciume che si sente da lontano, ma tutti lo respirano facendo gli gnorri.

Ivan Cicconi ha rivelato nei dettagli autentiche truffe legalizzate – truffe sistemiche – come il cosiddetto project financing per le «grandi opere»; ha spiegato la centralità e criminogenicità della figura del general contractor; ha raccontato come fu spacciato per debito privato il debito pubblico generato dall’Alta Velocità.

Leggendo i libri e gli articoli di Ivan Cicconi, ascoltando le sue conferenze, si comprende cosa significhi davvero «corruzione», e risulta chiaro che la presenza della mafia negli appalti pubblici non è semplice «infiltrazione».

Il lavoro dell’ingegner Cicconi andrà proseguito.

L’eredità del compagno Cicconi andrà investita nelle lotte.

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2 commenti su “A Ivan Cicconi, 1947 – 2017 – #notav

  1. Ahimé non conoscevo Cicconi, ma sono sicuro che il suo lavoro vada proseguito, già con l’informazione, perché a Torino circola roba tipo questa:

    http://www.cronacaqui.it/cronaca/tav-torino-lione-concluso-lo-scavo-esplorativo-chiomonte.html

    e vi consiglio di trovare e leggere il cartaceo, dove è pubblicata una versione ben più ampia, per vedere quale sia la narrazione che si vuole portare avanti. Cito a memoria: il TAV porta lavoro, porta lavoro in Valle, porta lavoro in Piemonte! L’investimento non è a carico dello Stato, ma di società di diritto privato, le violenze dei manifestanti (l’articolo apre proprio schernendo i 25 anni di lotta NOTAV), quelle sì, costano care e salate! 20 milioni, perché le violenze hanno reso necessari l’impiego massiccio di forze dell’ordine, recinzioni etc… I lavori per il tunnel inizieranno nel 2019, e il taglio del nastro nel 2029. Si sbandiera poi l’alta velocità tra Porta Susa e l’ospedale San Luigi (cito sempre a memoria, ma del dato che segue sono CERTO) che permetterà di coprire i 10 km in APPENA (c’era scritto così) 14 minuti.

    E Cronaca Qui, benché sia una testata di destra estrema, lo si trova in quasi tutti i bar di Torino e temo che la maggior parte delle persone senta solo questa campana, per aggiungere un ulteriore elemento di discussione sulla distanza tra Torino e Valli di Susa, ben presentata in “Un viaggio che non promettiamo breve”.

  2. […] è piuttosto straniante leggere che nel libro «mancano gli esperti No Tav» (!). Ivan Cicconi viene citato per pagine e pagine, e per sua intermediazione il defunto ministro Luigi Preti […]

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