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Alpinismo Molotov

Countdown To Go Up: verso la festa di Alpinismo Molotov, 1-2-3 giugno 2018

La locandina ufficiale di Diverso Rilievo 2018.

Ormai ci siamo. Tra pochi giorni, venerdì 1 giugno, ci ritroveremo nelle Marche, in pieno «cratere» del terremoto, ovvero sull’altopiano di Macereto, al confine del Parco nazionale dei Monti Sibillini. Ci ritroveremo per inaugurare Diverso il suo rilievo 2018, la seconda festa galattica — «nazionale» lo abbiamo scritto prima e comunque, a pensarci, non è affatto una bella parola — di Alpinismo Molotov.

Per chi ancora non lo sapesse, la festa si svolgerà nell’azienda agricola di Marco Scolastici. Quella di Marco è una delle storie più note di resistenza al terremoto e alla «strategia dell’abbandono», cioè la strategia che lo stato sembra aver scelto per le Marche negli ultimi due anni. Un territorio meno abitato dà meno grattacapi. Un territorio meno abitato è un territorio meno presidiato, e puoi farci e farci passare quel che ti pare senza fastidiose opposizioni (almeno così sperano). Prosegui la lettura ›

Festa di #AlpinismoMolotov, 1-2-3 giugno 2018: informazioni e raccomandazioni

Diverso rilievo 2018

Dopo il successo del crowdfunding, si passa alla logistica. Sul blog di Alpinismo Molotov troverete tutto quel che è necessario sapere per partecipare a «Diverso il suo rilievo 2018». Come arrivare, dove dormire, pasti (autorganizzazione celiaca! ✊), convivenza con l’azienda agricola che ci ospiterà (non disturbare gli asini!). Importante: manda una mail ad AM per confermare la tua presenza. Clicca sull’immagine e leggi tutte le info e i consigli. Ci si vede l’1 giugno.

Diverso il suo rilievo 2018: la seconda festa di #AlpinismoMolotov. Locandina ufficiale e programma

La locandina ufficiale di Diverso Rilievo 2018. Clicca per ingrandire.

Il nome della festa di Alpinismo Molotov è preso dal libro Storia di una montagna, scritto dal geografo anarchico  anzi, come diceva lui: «geografo, ma anarchico»  Elisée Reclus (1830-1905).

Histoire d’une montagne uscì nel 1876. Da quattro anni Reclus, per la seconda volta nella sua vita, era esule politico. Nel 1871, infatti, aveva aderito alla Comune di Parigi, e aveva combattuto per difenderla. Dopo un anno di prigione, era stato espulso dalla Francia e si era stabilito in Svizzera.

Il libro uscì di nuovo, in versione definitiva, nel 1880. In Italia fu tradotto nel 1909 e il testo è scaricabile gratis da Liber Liber. Ecco il passaggio da cui proviene il titolo: Prosegui la lettura ›

Diverso Rilievo 2018: la seconda festa nazionale di #AlpinismoMolotov. 1-2-3 giugno, Monti Sibillini, #Macerata

Diverso rilievo 2018, sui Monti Sibillini.

«Di questo passo toccherà tornare in montagna», si dice.

Noi, che riteniamo il pessimismo un lusso da rimandare a tempi migliori, quando sentiamo l’espressione «di questo passo» andiamo con la mente al passo oratorio di Alpinismo Molotov. Camminare e raccontare. Raccontare per lottare.

Lo abbiamo detto tante volte: è sintomatico che in Italia «andare in montagna» sia divenuto sinonimo di «resistere al potere». Alpinismo Molotov è nato per esplorare tutte le implicazioni di questa sinonimia. Prosegui la lettura ›

Raccontare il cambiamento climatico: Blues per le terre nuove, un progetto narrativo-geografico di Wu Ming 1

Clicca per aprire l'evento FB.

Clicca per aprire l’evento FB.

[WM1:] Venerdì 9 marzo, ad Avigliana (Val di Susa), presenterò per la seconda volta la mappa-racconto del mio progetto narrativo – storico – geografico Blues per le terre nuove. Credo sia tempo di dirne qualcosa.

Un’avvertenza preliminare: Blues per le terre nuove è un progetto già avviato (da tempo sto facendo ricerche e sopralluoghi), ma durerà diversi anni. Diventerà un libro, ma non solo: ci saranno «tappe d’avvicinamento», camminate, workshop, laboratori di scrittura collettiva (uno è già in corso).

Il tutto si inserisce nel percorso illustrato in Cantare la mappa. Mentre Wu Ming 2 proseguirà il Ciclo dei Sentieri camminando a ponente (da Milano a Torino e poi, lungo la Valsusa, da Torino al confine con la Francia), io camminerò a levante.

Il libro che ne uscirà non sarà la mia prossima uscita “solista”. Prima ci sarà un altro libro, un romanzo, del quale per ora non dirò nulla.

Ma soprattutto, prima ancora, ci sarà il romanzo russo collettivo, che arriverà in libreria nell’autunno di quest’anno.

Ma perché parlare già ora di un libro di «dopodomani»? Perché pre-presentarlo in giro?

Perché, se il progetto è di lunga durata, la tematica è più che mai urgente. Prosegui la lettura ›

Un tricolore lungo un chilometro, ovvero: deturpare le montagne per festeggiare un’immane strage

Un tricolore sull'Adamello

Il discorso di fine anno di Sergio Mattarella, coi riferimenti alla «Vittoria» e ai «Ragazzi del ’99», fa presagire — ma l’avevamo presagito da un pezzo — che il 2018, centenario della fine della Grande guerra, sarà molto peggio del 2015, centenario del suo inizio (per l’Italia).

Nel 2015 il Paese celebrò la sua entrata in guerra, cosa di per sé già stridente, ché non si dovrebbe festeggiare l’inizio di una carneficina, semmai la sua fine.

Per giunta, quella dell’Italia – come può confermare qualunque storico – fu una guerra di aggressione, anche se da cent’anni viene spacciata alle masse come guerra di difesa. Aggressione perpetrata rovesciando le proprie alleanze. Prosegui la lettura ›

Cantare la mappa. L’esplorazione del territorio come scrittura collettiva, la scrittura collettiva come intervento urbano

Cantare la mappa

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Iniziamo il 2018 pubblicando la versione italiana di Singing The Map, il mapparacconto presentato per la prima volta da Wu Ming 1 al Medialab Prado di Madrid lo scorso 14 dicembre, nell’ambito del workshop CocTELL#3.

Quella di Madrid è stata un’ottima occasione per fare il punto sull’insieme di scritture e progetti della Wu Ming Foundation incentrati sul camminare, il perlustrare, il mappare e l’evocare fantasmi. E anche per raccontare come si è evoluto il nostro progetto negli ultimi 8-9 anni.

Una ricapitolazione utile anche in Italia, per chi non ci segue da un po’ di tempo, o lo fa saltuariamente, e conosce alcuni aspetti ma non altri.

Perché parliamo così tanto di fantasmi? Che cos’è un fantasma?  Prosegui la lettura ›

Cantare la mappa. Esplorazioni urbane, escursioni, evocazioni di fantasmi, scrittura collettiva. La presentazione di Wu Ming 1 a Madrid

Singing The Map.

Clicca per avviare la presentazione. La visione ottimale è a schermo intero.

Cantare la mappa. L’esplorazione del territorio come scrittura collettiva, la scrittura collettiva come intervento urbano. È il titolo della conferenza tenuta da Wu Ming 1 (in inglese) al Medialab Prado di Madrid lo scorso 14 dicembre, nell’ambito del workshop  CocTELL#3.

È stata un’ottima occasione per fare il punto sull’ insieme di scritture e attività della Wu Ming Foundation incentrate sul camminare, il perlustrare, il mappare, l’evocare fantasmi. E anche per raccontare come si è evoluto il nostro progetto negli ultimi 8-9 anni. Una ricapitolazione utile anche in Italia, per chi non ci segue da un po’ di tempo, o lo fa saltuariamente, e conosce alcuni aspetti ma non altri.

Perché parliamo così tanto di fantasmi? Che cos’è un fantasma? Prosegui la lettura ›

Nazistelli, giù le mani da Felice Benuzzi e da Fuga sul Kenya! #PointLenana #AlpinismoMolotov

Felice Benuzzi sul Mount Barney, Queensland, Australia, 1954

Felice Benuzzi in cima al Mount Barney, Queensland, Australia, la mattina del 18 settembre 1954. L’autore della foto è Peter Barnes. Clicca per ingrandire. Ringraziamo ancora Michael Meadows, storico dell’alpinismo e dell’escursionismo in Oceania. Nel 2013, Michael fece da tramite tra noi e Barnes e ci mandò un pacchetto di preziose foto, che caricammo subito sulla bacheca Pinterest di Point Lenana.

Ieri abbiamo assistito a un nuovo cortocircuito tra la cialtroneria ignorante dei fascisti e il pressapochismo e provincialismo dei media italiani.

Ricapitoliamo: ci stanno tre nazisti del gruppuscolo «I lupi delle vette», virgulto della pianta OGM chiamata «Lealtà Azione», a sua volta emanazione del network neonazista e virulentemente antisemita «Hammerskin».

In ambito alpinistico, questi sedicenti lupi — che ai lupi somigliano pochissimo — contano meno di zero, ma servono a Lealtà Azione per accreditarsi come network di uomini veri, gente dedita alla maschia conquista delle vette, secondo una certa retorica alpinazi che purtroppo va riaffiorando. Quella retorica che Alpinismo Molotov contrasta coi suoi debunking e le sue azioni di «decontaminazione delle vette».

I tre camerati leggono Fuga sul Kenya di Felice Benuzzi, ci capiscono poco o niente, e soprattutto non si informano.

Già il fatto che noi ci avessimo scritto sopra Point Lenana; che la ripubblicazione del 2012 sia avvenuta in una collana dell’editore Corbaccio diretta da Cecilia Perucci che due anni prima era con noi su Point Lenana; che l’agente letterario delle eredi Benuzzi sia Roberto Santachiara, cioè uno dei due autori di Point Lenana… Beh, tutto questo avrebbe dovuto metterli all’erta, no? Prosegui la lettura ›

#Barcellona, #Minniti, aviatori neri, Bus de la Lum. La Wu Ming Foundation prosegue il lavoro antifascista

Barcellona oggi e cinquant'anni fa

di Wu Ming 1

Barcellona resiste di nuovo, in massa, a una violenza poliziesca, militare, di derivazione chiaramente franchista e con espliciti elementi di fascismo. In questo modo torna a essere, come ottant’anni fa, centrale per le sorti d’Europa. Barcellona ci chiama a gran voce e ci chiede di prendere posizione.

Faccio notare questo prima di e a prescindere da qualunque valutazione sul referendum dell’1 ottobre, su tattiche e strategie dell’indipendentismo catalano ecc. Prima ci si schiera contro la violenza di stato che soltanto ieri ha lasciato per le strade quasi un migliaio di feriti, poi si discuterà del resto. Mi limito a far notare che l’indipendentismo catalano ha precise ragioni storiche e ha al proprio interno rilevanti forze internazionaliste, antifasciste, antirazziste, che hanno già rigettato più volte la finta solidarietà dei nostri Salvini, e dunque – al netto delle legittime perplessità – non meritano improvvidi paragoni con le miserie di casa nostra.

Ironia della sorte: più o meno nello stesso momento in cui la Guardia Civil cominciava a irrompere nei seggi elettorali, nelle edicole d’Italia arrivava il Corriere della Sera, con dentro un’intervista al ministro degli interni Marco Minniti.

Minniti era fresco reduce dalla festa di Fratelli d’Italia, dove aveva fatto il piacione ricordando di aver lavorato dietro le scrivanie di Mussolini e Italo Balbo, nonché lodando un celebre motto machista di quest’ultimo.

Nell’intervista, si poteva e si può leggere questo scambio (le sottolineature sono mie): Prosegui la lettura ›