CasaP(oun)D. Rapporti con l’estrema destra nel ventre del partito renziano

L'uccello del malaugurio

Nell’inchiesta troverete anche quest’uccellaccio del malaugurio, e vedrete in quale contesto.

di Wu Ming e Nicoletta Bourbaki *

Come il tentativo di costruire il Partito della Nazione sfondò ogni argine a destra e ancora più a destra.
 Un’inchiesta collettiva  Raccolta di informazioni e link partita nella primavera 2016 e condivisa su Twitter. Il risultato messo in fila su Storify e costantemente aggiornato. Tutte le fonti sono dichiarate.

«Nel corpo sempre più virtuale del partito – che non ha più una teoria né una minimamente coerente visione del mondo oltre la mera difesa della propria funzione e dello stato delle cose – regnano la più assoluta spregiudicatezza, il peggior eclettismo e la schizofrenia. Se aggiungiamo che la scalata di Renzi ha attirato avventurieri da ogni dove, il risultato è che da dentro il PD giungono addirittura esternazioni chiaramente fasciste.»

Orrori dalla provincia diffusa e dai cuori delle metropoli, esempi dalle periferie e dal centro:
– piddini che fanno iniziative con Casapound;
– fascisti ospitati in circoli del Pd;
– piddini e fascisti che si fanno i selfie assieme;
– Casapound che invita a votare Pd;
– dirigenti locali del Pd che si accusano a vicenda di avere pacchetti di voti neofascisti;
– amministratori del Pd che commemorano fascisti insieme ad associazioni neofasciste;
– esternazioni reazionarie e razziste di dirigenti PD locali e nazionali…

Tutto documentato, con citazione di ogni fonte.

C’è altro? Eccome! Leggere per credere. C’è anche una riflessione su cos’è il renzismo, cosa ha cercato di essere il Pd, cosa ci rivelano simili «corrispondenze d’amorosi sensi».

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* Nicoletta Bourbaki è un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete e sulle false notizie a tema storico, nato nel 2012 durante una discussione su Giap, il blog di Wu Ming. Ne fanno parte storici, ricercatori di varie discipline, scrittori, attivisti e semplici appassionati di storia. Il nome allude al collettivo di matematici noto con lo pseudonimo collettivo «Nicolas Bourbaki» attivo in Francia dagli anni Trenta agli anni Ottanta del ventesimo secolo.
Il gruppo di lavoro ha all’attivo diverse inchieste – pubblicate su Giap – sulle manipolazioni neofasciste della Wikipedia in lingua italiana e sui falsi storici in tema di foibe. Tra i vari risultati, ha contribuito a smontare la bufala della cosiddetta «foiba di Rosazzo», altrimenti detta «foiba volante».
Per l’edizione on line della rivista Internazionale, in occasione del Giorno del Ricordo 2017, Nicoletta Bourbaki ha curato lo speciale La storia intorno alle foibe. Sul n.39 della rivista di studi storici Zapruder (gennaio-aprile 2016), in collaborazione con Lorenzo Filipaz, ha pubblicato l’articolo Wi Chi? Battaglie per il sapere in rete. In collaborazione con Tommaso Baldo, ha partecipato alla tavola rotonda Wikipedia e le scienze storiche, organizzata e pubblicata dalla rivista storica Diacronie.
Nicoletta Bourbaki è anche su Facebook.


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19 commenti su “CasaP(oun)D. Rapporti con l’estrema destra nel ventre del partito renziano

  1. […] pratica ha deciso che tutto ciò che non è PD va bollato come fascista. il PD, che spesso e volentieri non ha problemi a collaborare con Casapound, ha cominciato a bollare come fascista qualsiasi cosa non accettasse le politiche di […]

  2. […] col suo accento catalano (di Alghero): – Ma come, lo stesso giorno che su Giap pubblicate l’inchiesta sui rapporti tra renziani e Casapau, uscite su L’Unità? Siamo andati a controllare ed era vero. Speriamo che il tempismo e la […]

  3. Provo a integrare l’inchiesta-storify mettendo sotto la lente uno degli “appunti”, l’apertura del sindaco di Bolzano Caramaschi ai fascisti locali.
    La fascinazione per CasaPound da parte del PD bolzanino è qualcosa che affonda le sue radici molto lontano. CP stessa gode del passato “glorioso” dell’MSI cittadino, prima forza in città nell’85 con il 22% dei consensi. Trent’anni dopo CasaPound eleggerà, con il 2,4%, il suo primo consigliere comunale (in assoluto!) e appena un anno dopo arriverà al 6,69%, portando in aula ben 3 fascisti. Ma procediamo con ordine: come detto la fascinazione viene da lontano, anche se per interesse dell’inchiesta ci limiteremo al periodo più recente.

    Una delle prime tracce di CP a Bolzano è del 2007: Paolo Motta, coordinatore regionale della Fiamma Tricolore, ci teneva a far sapere a mezzo di lettera al giornale che il corteo per i martiri delle foibe era organizzato dal Movimento, coadiuvato da Blocco Studentesco. L’anno dopo arriverà a Bolzano Iannone stesso, per l’apertura ufficiale di CasaPound. La conferenza stampa avverrà il 26 settembre all’Hotel Alpi: lo stesso Hotel che dallo scorso anno è al centro delle polemiche di CP perché centro di accoglienza. I casi della vita.
    Proprio nel 2008 accade la prima polemica intorno a CasaPound, in cui il PD riuscirà a dimostrarsi molle se non addirittura ambiguo. Il famoso mercatino di natale di Bolzano ha un settore “sociale” in cui le onlus possono richiedere spazi per finanziare loro stesse o progetti specifici. Quell’anno l’associazione “L’uomo libero” [1] otterrà uno spazio per sostenere i Karen, vendendo articoli da loro prodotti. La stessa associazione nel 2008 aveva ricevuto dalla Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol un finanziamento di 35mila euro per un progetto in Birmania. La presenza del banchetto scatena polemiche, ma il sindaco del PD Spagnolli si limita a dichiarare «La licenza in regola, abbiamo già fatto verifiche approfondite. Ed è impensabile togliere lo stand solo per motivi ideologici» [2].
    Insomma, che si trattasse di fascisti o meno importava poco, se la licenza è in regola tutto in ordine. Una linea che il sindaco Spagnolli porterà sempre avanti.

    Nel 2009 ci pensa il vicepresidente e assessore provinciale Christian Tommasini del PD a essere morbido. Anche in questo caso l’azione dei fascisti era in favore dei Karen, ma si trattava di un pretesto per entrare nelle scuole: la famosa raccolta di linguette di lattine per procurare protesi.
    «Con un chilo di alluminio si riesce a pagare una protesi per chi ne ha bisogno».
    L’assessore Tommasini commenterà “Mi sembra un’iniziativa inquietan¬te, e nei prossimi giorni chiede¬remo spiegazioni ai dirigenti scolastici.” [3]. Il risultato sarà che la campagna continuerà, solo che invece che CasaPound dovrà essere L’Uomo Libero a raccogliere le linguette. Risultati.
    Eppure non doveva essere difficile prendere posizione contro CasaPound: a Febbraio la manifestazione per le foibe era finita con la cerimonia del presente in Piazza Tribunale, costata ad alcuni militanti una denuncia per apologia di fascismo. Commentando la vicenda qualche mese dopo il coordinatore di CP Bolzano Bonazza disse “Noi di destra? Direi semplicemente che siamo fascisti.” [4]

    Purtroppo non possiedo una data ufficiale dell’apertura, ma mi collego qua visto che si parla di Tommasini: al suo assessorato fa capo anche l’IPES, Istituto Provinciale Edilizia Sociale, che oltre ad appartamenti popolari permette di affittare spazi per associazioni e negozi. Mentre lui era assessore CasaItalia, associazione civetta di CasaPound, otterrà uno spazio IPES per aprire una libreria, che rimarrà aperta per anni: CP la chiuderà solo nel 2015, quando trasferirà le sue attività in una nuova e grande sede in Via Visitazione.

    2010, gli ZetaZeroAlfa vorrebbero suonare a Bolzano. La solita ondata di indignazione obbligherà gli organizzatori a fare la cinghiamattanza nascosti, spostando il concerto in luogo privato e segreto. Ma nel corso delle settimane le dichiarazioni erano state diverse, come i luoghi ipotizzati. Di nuovo il sindaco Spagnolli, intervistato, si attenne al profilo meramente tecnico-amministrativo: probabilmente il concerto si sarebbe tenuto in aree dove il Comune non aveva giurisdizione (private oppure demaniali), quindi si era limitato a esprimere perplessità riguardo il gruppo, i suoi contenuti e la scelta di suonare vicino al Durchgangslager di Bolzano (una delle opzioni che si erano susseguite). [5]
    “Gli Zetazeroalfa come gruppo non mi piacciono, li considero pericolosi e ritengo ce se non suonassero affatto sarebbe la soluzione migliore per tutti” [6]
    Il problema non sembra mai essere il gruppo *in sé*, la connotazione fascista di CasaPound e quindi la necessità di agire e prendere posizione aldilà della correttezza amministrativa. Già dire “sono fascisti” sarebbe stato un passo avanti.

    Arriviamo quindi al 2011, anno importante per CasaPound: la prima manifestazione nazionale. A Bolzano, dove l’accordo “Salva Bondi” per ottenere i voti SVP a sostegno del Berlusconi IV metteva in pericolo i monumenti fascisti in Provincia di Bolzano. In città si trattava del Monumento alla Vittoria di Piacentini e del Fregio di Piffrader in Piazza Tribunale. Questa volta la reazione antifascista arriverà ad organizzare un contro-corteo grande e partecipato, a cui prenderà parte anche il PD (alleluja!). Nel suo comunicato stampa il Partito Democratico affermerà però che “è necessario stroncare qualsiasi tentativo da parte degli opposti estremismi e perseguire con forza la strada di una soluzione condivisa”. [7] I fascisti volevano marciare in città loro parlavano di storia condivisa e pacificazione, ancora una volta senza utilizzare nessuno strumento -neanche di pressione- pur essendo il partito italiano con più potere istituzionale (i sindaci non-SVP erano tutti del PD, l’unica rappresentanza italiana in Giunta Provinciale era PD). Il discorso poi è impostato sul parlare di estremismo: parte della lunga difficoltà a chiamare le cose con il proprio nome, con CasaPound sempre definita “movimento di estrema destra”.

    La leggerezza del PD prima o poi doveva portare a qualcosa di eclatante: Elezioni comunali 2015, 5 Maggio, in Piazza Matteotti CasaPound fa servizio d’ordine al comizio di Salvini, sotto il simbolo Sovranità (cercando di menare gli antifascisti andati a contestarlo). Finito il comizio leghisti e fascisti vari vanno a bere al bar, dove a distanza di poco tempo entrerà il sindaco Spagnolli, ricandidato per il terzo mandato. Entra, se li trova davanti ma “A quel punto non mi andava di andarmene e ho parlato un po’ con loro. Però non ho offerto da bere, forse l’avrei fatto, se solo non avessero intonato il coro «duce, duce»” [8]. Due mesi prima avevano aggredito tre ragazzi antifascisti senza motivo, da sempre si facevano portatori di odio e razzismo, conosciuti da anni per le loro posizioni… ma il problema erano i coretti. Intanto però si fa fotografare rubicondo e sorridente al loro fianco, non accorgendosi (forse) dei saluti romani che lo circondano.

    Spagnolli verrà nuovamente eletto ma dopo numerose vicissitudini si dimetterà: nuove elezioni in vista nella primavera del 2016. Intanto però i Consigli di Quartiere rimangono attivi e in tre di essi sono presenti consiglieri di CasaPound.
    Uno di loro, Davide Brancaglion, aggredisce un ragazzino minorenne. A distanza di pochissimo tempo è la digos stessa a dirlo, formalizzando poi la denuncia dopo qualche settimana. Si alza nuovamente la polemica: Brancaglion deve dimettersi, non essendoci altro modo per estrometterlo dal Consiglio. Lui non ci pensa neppure, CP lo sostiene *fisicamente* presentandosi al Consiglio successivo in forze. Consiglio che il PD, come altri consiglieri della maggioranza comunale, diserterà come segnale forte (sic!) verso il consigliere in questione. Unica azione prevista dal Partito Democratico, di cui rimangono impresse in mente le parole della Segretaria Provinciale Di Fede [9]: senza nominare assolutamente la parola fascismo, condanna genericamente violenti e teppisti, che “non possono avere rappresentanti nelle istituzioni democratiche. Bolzano non merita questo.”. Tranquilla Liliana, ora sì che il problema è risolto!

    CasaPound è così colpita che si candida autonomamente, presentando come candidato sindaco Puglisi Ghizzi. Gli elettori sono a tal punto convinti dallo sdegno democratico che li premia con l 6,38 dei voti, 3 consiglieri eletti.
    Poco dopo Renzo Caramaschi, candidato sindaco dopo le primarie PD, vince il ballottaggio *anche* con il solito refrain del “se non votate noi va su la destra”. Finito lo stato di necessità apre da subito a CP, come aveva già (parzialmente) fatto nella campagna del ballottaggio affermando che ormai erano eletti democraticamente, quindi legittimati. Così arriviamo allo screen presente nell’inchiesta: il sindaco del PD che ambiguamente apre a CP “a progetto”. Magari non avverrà mai, magari è stato frainteso: ma serve così tanto per evitare di farsi capire male?
    Credo di no. E credo che i tanti indizi raccolti facciano sì che, purtroppo, non si tratti solo di cattivi pensieri. Non solo a Bolzano, ma in tutta Italia: CasaP(oun)D.

    [1] http://www.luomolibero.it/
    [2] http://antifameran.blogspot.de/2008/12/togliete-quello-stand-e-gestito-da.html
    [3] http://www.social.bz.it/pressarchive.php?lang=i&art_id=60616
    [4] http://www.pressreader.com/italy/corriere-dellalto-adige/20110216/281526517538008
    [5] http://www.comune.bolzano.it/stampa_context.jsp?area=19&ID_LINK=426&page=6554
    [6] http://www.pressreader.com/italy/corriere-dellalto-adige/20100902/281513632470940
    [7] http://www.pressreader.com/italy/corriere-dellalto-adige/20110218/281569467213463
    [8] http://www.pressreader.com/italy/corriere-del-trentino/20150520/281732678070788/
    [9] https://www.facebook.com/liliana.difede/posts/532504276930422

  4. […] Dopotutto, sui rapporti incestuosi tra Pd ed estrema destra abbiamo già qualche inchiesta. […]

  5. […] Lasciamo perdere le sigle partitiche, le fesserie sul NO come voto tout court «di destra» e quant’altro. Lasciate perdere il focus su Salvini, Grillo… Erano fesserie prima del voto, lo sono a maggior ragione dopo. Fesserie, se non indegne vigliaccate, come le accuse all’ANPI di «stare con Casapound», quando invece il PD dovrebbe guardarsi in casa. […]

  6. […] Luca Urizio, già animatore del comitato Pro Renzi di Gorizia. Alcune sue esternazioni si possono leggere al capitolo 4 di quest’inchiesta. […]

  7. […] Abbiamo un dubbio: che li abbia irritati la nostra inchiesta sui loro (molto poco rivoluzionari) rapporti con il PD renziano? […]

  8. […] del Pd, nazionali e non, e destra neofascista sono meno rare di quanto si possa pensare, come mostra questa “raccolta” (CLICCA QUI) puntuale curata da Wu Ming […]

  9. Svegliatisi dopo un anno, quelli del «Secolo d’Italia» (ex-organo ufficiale del MSI) si sono accorti di quest’inchiesta e si sono incazzati :-D

  10. […] che alla fine è stato costretto ad esprimere una netta condanna e «ripugnanza» per quei gruppi con i quali in Italia molti sedicenti democratici non hanno timore di mescolarsi. Ai nazisti e fascisti non va concessa agibilità politica, chi predica l’odio sposando la […]

  11. […] Non solo: inventare una genealogia finta serve a non pagare dazio, a mettere in campo diversivi, a montare supercazzole per negare i riferimenti al fascismo e quindi contribuire alla normalizzazione del fascismo. Impresa a cui si dedicano sempre più “opinionisti” e politici, anche nella sedicente “sinistra”. […]

  12. […] (PD) replica e fornisce spiegazioni sull’evento che lo riguarda incluso nell’inchiesta CasaP(oun)D. Rapporti con l’estrema destra nel ventre del partito renziano. Nella didascalia dell’immagine qui sopra ricordiamo brevemente di cosa si tratta. Ecco la […]

  13. […] liquame è tracimato, e per la prima volta l’inchiesta di Nicoletta Bourbaki «CasaP(oun)D» non viene respinta a priori attaccando chi l’ha linkata, non viene ignorata o sminuita, ma […]

  14. […] un sindaco Pd partecipa a iniziative neofasciste è prevista l’espulsione» [Sì, ma hai voglia a espellerli tutti… Non attiviamo il frame delle “mele marce”: come ha ribadito ieri WM1 a Radio […]

  15. […] come di qualcosa pertinente il passato, sono parte consistente del problema. A spaventare non è la liaison con gruppi o gruppetti di estrema destra ormai perpetrata da vari esponenti del sedicente centrosinistra, e nemmeno la consistenza numerica […]

  16. […] Nazione (al netto dei motivi di famiglia, come nel caso di Minniti), rimandiamo all’inchiesta CasaP(oun)D, in particolare al paragrafo «Appunti sugli ultimi vent’anni e passa». In questa sede […]

  17. […] In Italia lo stato dell’arte nel «modo in cui parliamo del passato» ce lo offrono ogni giorno i social network, la tv, i giornali e la liturgia politica anche della presunta “sinistra” (si veda il capitolo 2 di questa rassegna). […]

  18. […] al «Partito della Nazione», dall’apertura ai «ragazzi di Salò» ai numerosi esempi di «inciuci» bipartisan sulla memoria. Un processo che ha visto la “sinistra” cedere chilometro dopo chilometro di terreno al […]

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