Vik Arrigoni e #Wikipedia, una storia di «buon senso» e conflitto

Vittorio Arrigoni

di Nicoletta Bourbaki (guest blogger)

Senza prenderla troppo alla larga, possiamo affermare che il ruolo di Wikipedia nella società contemporanea sia paragonabile a quello di una bussola, o di una stella a cui fare riferimento prima di mettersi in cammino.
Dalle sue pagine partiamo alla ricerca di qualcosa, deriviamo le prime impressioni, ci orientiamo e conosciamo nuovi percorsi. Si tratta di una constatazione forse banale, ma di certo non lo sarebbe stata dieci anni fa, o forse meno.
Seppur con eccessiva lentezza, si sta cominciando a studiare l’impatto dell’enciclopedia libera anche sul modus operandi di giornalisti e ricercatori.
La cosa interessante del progetto è senza dubbio la sua capacità olistica, il suo svilupparsi radicalmente al di là della somma delle parti grazie a discussioni e ragionamenti frutto di uno sforzo collettivo. Eppure non lo si può isolare dal resto della società, rappresentarlo come un congegno estraneo alle dinamiche e alle relazioni “off-line”, o in “real life”. Allo stesso modo, sarebbe superficiale e limitante osservarne gli aspetti puramente formali: il rischio sarebbe quello di idealizzare Wikipedia come un meccanismo autoimmune e perfetto in quanto eternamente perfettibile.
Non si può prescindere da queste considerazioni prima di muovere i primi passi dentro una vicenda emblematica come quella relativa alla voce su Vittorio Arrigoni – attivista, blogger e giornalista impegnato per anni a raccontare cosa succedeva a Gaza e dintorni, fino al tragico epilogo della sua vita –, una vicenda risalente a qualche anno fa ma che offre spunti di riflessione importanti e che non abbiamo dimenticato, così come il ricordo di Vik e della sua determinazione è ancora forte e vivido.

L’epicentro di questa storia si situa tra la Palestina e i server che ospitano Wikipedia, fra la notte del 14 e la sera del 16 aprile 2011. Vittorio Arrigoni viene preso in ostaggio, e dopo nemmeno trenta ore viene ammazzato. Le cose succedono a una tale velocità che è difficile inquadrarle, ancora meno dall’Italia. Ciò che da subito risulta essere chiaro è che Vittorio ha pagato un pegno enorme per non essersi mai tirato indietro nel suo impegno d’attivista in Palestina con l’International Solidarity Movement. Oggi, dopo tre anni, i fatti che videro Vik suo malgrado protagonista di una vicenda che scosse molti animi e che ebbe risonanza mondiale sono più chiari, anche se rimane una storia torbida che qui – anche per rispetto nei confronti del suo spessore umano, che non merita di essere liquidato in un paio di righe – non tenteremo nemmeno di riepilogare. Quello che possiamo ed è nostro interesse in questa sede ricostruire per intero, è ciò che avvenne all’interno di Wikipedia dal momento in cui la notizia del suo assassinio divenne pubblica. Mentre la rabbia e la frustrazione per la morte di Vik montavano, questa vicenda “minore” gettava sale su una ferita ancora sanguinante; eppure la sua ricostruzione merita la pazienza e lo sforzo di essere ricordata e compresa.

La voce «Vittorio Arrigoni»: creata e cancellata in una manciata di minuti

Mauro Vanetti – utente wikipediano che non nasconde le sue idee forti e difende la compatibilità di queste con un atteggiamento leale e costruttivo su WP, nonché guest blogger su Giap – appresa la notizia della morte di Vik si rivolge all’enciclopedia libera per ottenere informazioni sulla vita di Arrigoni. Niente. La voce non esiste. Sorpreso, decide di crearne una.

«Vittorio Arrigoni (… – Gaza, 15 aprile 2011) è stato un giornalista e attivista italiano. Era membro dell’International Solidarity Movement e si era trasferito a Gaza da dove diffondeva informazioni sulle condizioni dei palestinesi della Striscia. Il 14 aprile 2011 è stato rapito da un gruppo salafita che lo ha ucciso per soffocamento durante la notte».

Poche righe, uno spunto, eppure alea iacta est, la valanga è innescata, il caos incombe.

Scambio di pareri tra Mv e Guidomac

Scambio di pareri tra Mv e Guidomac, clicca per ingrandire.

[Questa è un’elaborazione grafica esplicativa, in cui sono stati tagliati e rimontati in ordine cronologico i commenti tra Mauro Vanetti e il patrollatore che si è attivato per la cancellazione immediata della voce. Lo scambio originale si può visualizzare qui e qui ]

La voce – che era segnalata, con relativo avviso in evidenza nella pagina, come “abbozzo” – viene cancellata per direttissima e in modo sbrigativo da un altro utente. Ciò avviene nel corso di un patrolling, che alla lettera significa “pattugliamento delle ultime modifiche”, una procedura che come si può leggere sulla stessa WP consiste nel vaglio delle voci appena create. Fra le possibilità che un utente impegnato nel patrolling ha a disposizione c’è la “cancellazione immediata” di una voce, per i casi “precisamente e tassativamente previsti” nella relativa pagina di spiegazione. Si tratta – per dare un’idea di massima – di voci autopromozionali, di pagine vuote o dai contenuti offensivi, oppure pagine palesemente non enciclopediche. Ed è proprio per mancanza dei requisiti di enciclopedicità che l’utente patrollatore cancella la voce “Vittorio Arrigoni” in uno slancio di zelo, dandone comunicazione a Vanetti con toni spicci che poco si confanno allo spirito wikilove e senza dedicare molto tempo alla riflessione sull’insieme delle regole di WP – tutt’altro che univoche nella loro interpretazione – che un utente esperto dovrebbe aver ben presente prima di procedere con un’azione forte come la cancellazione immediata di una voce.

Un inciso: chi può fare patrolling? Secondo le indicazioni che troviamo nelle regole che gli utenti stessi di WP si sono dati, chiunque. Dall’utente iscritto a quello anonimo, anche se di fatto – come è logico che sia – se ne occupano gli utenti più esperti, in particolare gli amministratori. Si tratta di un’attività routinaria, di per sé ben poco avvincente ma importante perché “la tempestiva verifica di ogni modifica è uno dei presupposti per fare sì che Wikipedia divenga più affidabile”; da qui la possibilità di ricorrere a strumenti eccezionali, che non richiedono di passare per la discussione e la votazione degli utenti, così come previsto per la procedura di cancellazione standard [si veda anche il diagramma di flusso sulle procedure di cancellazione standard].

Mauro Vanetti a questo punto, vistosi cancellare senza possibilità di replica la voce appena creata, apre una discussione nel bar di WP sollecitando il parere degli altri utenti: «Ciao, mi chiedevo se fosse opportuno o meno creare la pagina Vittorio Arrigoni», spiegando poi in poche righe cosa fosse successo all’abbozzo di pagina da lui creata nelle ore precedenti. La discussione vede subito il contributo di molti utenti che si dividono fra favorevoli e contrari all’inserimento della pagina su Vittorio Arrigoni in it.wiki, tra questi l’utente patrollatore che inconsapevolmente, o forse ingenuamente, ha dato avvio alla valanga che andava nelle ore montando: nella sua interpretazione la voce è autopromozionale, non enciclopedica e, se anche lo fosse, soffre di “recentismo”, quindi – al limite – da inserire in “Wikinotizie”.

«Esperienze lavorative nessuna […] Voce promozionale»

Ecco uno dei commenti del patrollatore che risponde, nella discussione aperta sul bar di Wikipedia, alle richieste di chiarimento espresse da vari utenti:

«Qui stiamo discutando dei massimi sistemi, non è il caso. Io ho trovato una voce che, testualmente, recitava:
Vittorio Arrigoni (… – Gaza, 15 aprile 2011) è stato un giornalista e attivista italiano. Era membro dell’International Solidarity Movement e si era trasferito a Gaza da dove diffondeva informazioni sulle condizioni dei palestinesi della Striscia. Il 14 aprile 2011 è stato rapito da un gruppo salafita che lo ha ucciso per soffocamento durante la notte..
Fonti nessuna, notizie sulla sua biografia nessuna, esperienze lavorativa nessuna. La voce, in quelle condizioni, non poteva e non doveva stare su Wikipedia. @Cotton, la voce è stata cancellata in quanto promozionale. E smettiamola nel fingere di pensare che le voci cancellate per C4 siano tutte ’’’paleaemente non enciclopediche’’’. Possono esserlo, è vero, ma in C4 vanno anche le voci ’’’promozionali’’’ e le voci costituite da un ’’’Curriculum Vitae’’’. Leggiamo la voce, ’’’prima’’’ di esprimere giudizi.»

Wikipedia non è un mondo chiuso

Andando oltre l’ argot da specialisti, si intuisce senza troppa difficoltà quali siano le perplessità di chi opera su Wikipedia: come si possa creare una voce enciclopedica su una persona che si ritrova al centro di una macabra vicenda di cronaca dalla risonanza internazionale, oltretutto senza la possibilità di fare chiarezza sulle dinamiche dell’omicidio, evitando che si proceda sull’onda di uno slancio emotivo. Molti fra gli utenti che intervengono nella discussione aperta nel bar di conseguenza consigliano un atteggiamento attendista, anche chi implicitamente si esprime a favore della creazione della voce si premura di invitare ad attendere e a tenere “in caldo l’idea”. Non mancano utenti che puntano il dito e allargano il loro giudizio alla ricorrente interpretazione della formula “palesemente non enciclopedica” in riferimento alle nuove voci, che ripropone l’impossibilità d’interpretare in modo univoco quali argomenti, personaggi o avvenimenti abbiano valore enciclopedico. Intervento dopo intervento la discussione si avvita e molti utenti si innervosiscono, i toni di alcuni si fanno arroganti, le argomentazioni tranchant rischiano di spostare il focus su un piano di mera valutazione della correttezza procedurale, perdendo – o confermando che mai vi era stata – la percezione dell’impatto che quello che stava succedendo in WP avrebbe comportato. Ecco un commento che esemplifica bene le reazioni che si fanno scomposte:

«Se qui c’è qualcosa da annullare sono le trollate come questa. Se c’è un difetto nella pdc è la procedura da annullare non la votazione, ed in ogni caso l’autore non è registrato. E non si osi di parlare di buon senso.»

Il tono stizzito continua a essere quello che caratterizza anche la comunicazione del patrollatore, il quale risponde così alle richieste di chiarimenti da parte di Mauro Vanetti:

«Avrei voluto evitarlo ma… cosa non ti è chiaro della frase ‘’La voce, in quelle condizioni, non poteva e non doveva stare su Wikipedia’’? Non era un abbozzo, era una serie di informazioni prive di fonti e come tale non era possibile che potesse stare su Wikipedia.»

Wikipedia non è un bunker, ma una stanza con finestre e porte che restano sempre aperte, in cui le informazioni entrano e da cui possono uscire, anche se a volte l’atteggiamento di alcuni utenti sembra indicare che questa banale constatazione non sia per tutti così evidente.

Nel frattempo, a pochi minuti dalla prima cancellazione, un utente non registrato ha ricreato la pagina su Vittorio Arrigoni e commenta: “si potrà discutere se è enciclopedica, ma adesso è una voce circostanziata con fonti”. Subito la comunità di utenti si mette all’opera per migliorarla ma, a questo punto, con un nuovo colpo di teatro, un amministratore propone la voce per la cancellazione, ora per via ordinaria.
Si apre un nuovo scenario, che procede su tre filoni paralleli: le modifiche da apportare alla voce, la discussione sul bar di Wikipedia e quello in cui si cerca di stabilire se la voce vada cancellata o meno. Questa volta però, oltre a discutere, la comunità è chiamata ad esprimersi anche attraverso una votazione, mentre la risonanza di quel che sta succedendo travalica le pagine di WP e viene percepito come un attacco alla figura di Vittorio Arrigoni, incomprensibile arroccamento procedurale di una comunità che non riesce a fare a meno delle proprie regole anche quando queste sfidano largamente il buon senso e il sentire comune. Da vari blog, tra cui quello del Popolo Viola, che nel 2011 aveva ancora un seguito notevole, da profili Facebook, ma anche testate online come Vanity Fair o il Secolo XIX, giungono appelli affinché la voce non venga cancellata. Va detto che, in generale, è parso l’incontro di due mondi che non hanno strumenti per comunicare tra loro, o di un fronte di aria fredda e uno di aria calda pronti a generare la tempesta perfetta.

Come stupirsi che per l’utente medio, che si rivolge a WP per reperire informazioni e le riconosce credibilità – anche implicitamente, in conseguenza di semplici abitudini, per pigrizia, o perché le sue voci compaiono sempre come primo risultato su un motore di ricerca –, la notizia della cancellazione della voce dedicata alla vita di Vittorio Arrigoni nel giorno stesso del suo assassinio venga considerata incomprensibile e oltraggiosa? La domanda è retorica, ma è necessario marcare quanta distanza esista tra le reazioni emotive di chi, già scosso dalla notizia dell’assassinio, viene a sapere della cancellazione e quelle da macchinico burocrate di certi wikipediani puristi. Tuttavia, non sempre le reazioni della società civile sono state impeccabili, spesso si è dato sfogo a sentimenti comprensibili ma che denotavano una totale mancanza di comprensione delle dinamiche wikipediane, di cosa sia una procedura di cancellazione e da quali motivazioni possa avere origine.

Dall’interno, questo movimento di pressione affinché la procedura di cancellazione venga interrotta viene vissuto così: «E’ in corso una campagna virale (invio di messaggi a tutti i propri contatti), che nel giro di poco tempo coinvolgerà migliaia di persone (e ha già coinvolto varie testate giornalistiche). Per questo reputo l’interruzione della procedura la cosa più saggia. Gli amministratori attivi sono una ventina. Gli utenti attivi che si occupano di patrollaggio quanti? Considerando già i mille vandalismi che sfuggono mi appellerei ai cinque pilastri a difesa della buon vecchia wiki.

«Leoman3000: Chiunque disponga dei criteri ’’’può votare’’’, poco importa se assente da tempo o meno. Il rischio maggiore è l’intervento ’’’indiscriminato’’’ di utenti che i requisiti non li hanno, con conseguente ’’’vizio del consenso’’’. Non vorrei essere drastico e chiedere – nel caso di manifesta esagerazione – l’annullamento della procedura e la riapertura della stessa fra qualche giorno.

SpeDIt: Leoman, sai benissimo che questo lo so e sono sicuro che riesci a comprendere che c’è in corso una campagna elettorale, a questo punto ognuno che rientra nei criteri può votare, ma da uno come te che mi viene a puntualizzare quello che so (così come da tutti gli altri amministratori) mi aspetto che sia chiaro anche che non è permesso fare campagne elettorali, cosa che mi sembra pià che evidente dato il caos che c’è in questa pagina. Spero che la mia richiesta di immediata sia presa in considerazione, altrimenti non è seria questa situazione e vuol dire che abbiamo delle regole, ma con le regole ci scherziamo e ci facciamo quello che vogliamo.»

Questo scambio di commenti fra due utenti, nella pagina di votazione della cancellazione della voce, evidenzia la preoccupazione che l’esito della procedura sia alterato da un afflusso anomalo di utenti non registrati, che falsi il risultato della votazione. Un riflesso condizionato, visto che alla votazione possono partecipare solo utenti che hanno all’attivo un edit da almeno 30 giorni, oltre ad avere effettuato almeno 50 interventi di modifica al momento della messa in cancellazione della voce, ma che ritrae in modo nitido una situazione ormai sfuggita di mano alla comunità di it.wiki; la tentazione di chiudersi a riccio di una parte della comunità di WP che, nella foga, parrebbe essersi scordata di uno dei pilastri dell’enciclopedia libera: «Presumi la buona fede». In ultimo, una preoccupazione rivelatasi infondata visto che alla votazione partecipano solo pochissimi utenti non registrati, prima che la procedura di cancellazione della voce e la relativa votazione vengano sospese: siamo di nuovo nell’eccezione. Ora, senza impantanarci nelle logiche wikipediane (facilmente comprensibili consultando la pagina «Annullamento della cancellazione»), è interessante sottolineare che questa procedura eccezionale è stata giustificata avvalendosi del Quinto Pilastro – «Wikipedia non ha regole fisse» – e, in particolare, facendo riferimento alla Clausola della palla di neve, così spiegata nella relativa pagina dedicatagli su WP: «Fuor di metafora, la clausola significa che è contrario alle regole del buon senso intraprendere un’azione destinata con ogni probabilità al fallimento.» Alla buonora, il buon senso.

Interviene a questo punto un admin, il senso dell’intervento è: “diamoci tutti una calmata, dentro e fuori da wiki” e propone di sospendere la procedura di cancellazione; in sintesi la sua è un’esortazione ad abbassare i toni.
C’è chi non vorrebbe soccombere a “fattori extrawiki” creando così un precedente, altri invece invocano il buon senso, sostenendo che non valga la pena fomentare una situazione del genere ”per una manciata di byte su un povero ragazzo che per questo genere di cose si sta già rivoltando nella tomba”.

Scontro aperto, ovvero: non ci si può sottrarre al conflitto

Si pongono dunque un paio di quesiti importanti: come si deve relazionare Wikipedia rispetto ai rapporti di forza esterni e ai conflitti che la società esprime? La fede assoluta nelle procedure e nella loro applicazione che è corollario in WP di tecnofilia e oggettivismo, come si rapporta con il buon senso che, alla fine dell’analisi di questa vicenda emblematica, ci pare sia stato l’elemento che ha portato a un epilogo positivo, visto che la pagina oggi è presente nell’enciclopedia libera (non solo in lingua italiana, ma in altri 15 idiomi)?

Vittorio Arrigoni
Ripercorrere la discussione sulla necessità o meno di cancellare la voce è illuminante. Chi vuole approvare la procedura di cancellazione, come già visto, si appella alla scarsa rilevanza enciclopedica o al fatto che si tratti di un evento troppo recente.
Per esempio, si può leggere: «È sempre interessante vedere come questo tipo di voci viene creato il giorno dopo la morte o un fatto tragico… Se non fosse stato ucciso posso dirmi quasi certo che la votazione avrebbe preso una piega decisamente diversa: questa è l’onda emotiva della quale parlavo».
O ancora: «Ripeto, è famoso perché è morto. Quattrocchi è stato vittima del terrorismo islamico, Arrigoni apparentemente di una cellula “impazzita”. Secondo, ci sono troppe cose non chiare sugli eventi che hanno portato all’esecuzione di Arrigoni perché questa voce non soffra di recentismo. Se ne potrà parlare quando tutto sarà più chiaro, adesso è solo recentismo.

Clicca per ingrandire.

Dall’altro lato della palizzata, si replica che Arrigoni era personaggio di rilevanza enciclopedica ben prima della sua tragica morte – per l’attività di giornalista e per la notorietà che il suo blog scritto da Gaza aveva raggiunto durante l’operazione militare israeliana “Piombo Fuso” – e che un eccesso di tecnofilia non può che danneggiare Wikipedia, considerando anche le pressioni esterne.

«Io penso che con la frase ‘ha ottenuto notorietà internazionale poiché il suo blog Guerrilla Radio era l’unica fonte occidentale a informare da Gaza in un momento in cui nessun giornalista professionista aveva accesso alla Striscia’ si possa già giustificare la presenza di una sua voce enciclopedica. Cosa intendiamo per occidente? Europa ed America, ovvero circa 1 miliardo di persone; e non è allora straordinario pensare che su un miliardo di esseri umani soltanto Arrigoni fosse in grado di fornire informazioni su uno dei conflitti più importanti del ventunesimo secolo?»

Eppure non tutti vogliono sospondere la procedura perlo stesso motivo. Un utente, preoccupato soprattutto dalla reputazione di it.wiki, argomenta così il suo voto: «faremmo tutti una figura migliore discutendone nella pagina di discussione al riparo dagli occhi delle centinaia di visitatori occasionali che leggeranno la voce in questi giorni di sovraesposizione mediatica».

Lo stesso Vanetti, che aveva per primo creato la voce, sostiene:

«[…] Penso che i vari tentativi di cancellazione siano stati degli errori basati su una scarsa conoscenza sul merito della biografia di cui si stava parlando; alcuni amministratori si sentono molto sicuri delle procedure interne di Wikipedia, che conoscono a menadito, ma questo non significa che siano esperti su tutto lo scibile umano, e da vari commenti (“non se lo filava nessuno prima di morire”) si capisce che avessero competenze piuttosto lacunose per quel che riguarda la Striscia di Gaza e l’attualità. Cose che capitano, l’importante è che immediatamente la comunità ha reagito discutendo e correggendo l’errore. (…) Quando la votazione ha cominciato ad essere inquinata dall’agitarsi di forconi nelle pubbliche piazze (agitarsi che è “sbagliato” per le procedure interne di Wikipedia, ma è molto “comprensibile” visto l’errore macroscopico che, dal punto di vista esterno, era stato compiuto), è stato giusto secondo me sospenderla, visto che in ogni caso l’esito era scontato anche prima del casino.»

Le regole funzionano se si ha il buon senso di farle funzionare

Chi lavora all’enciclopedia libera ha percepito una minaccia esterna e questo ha prodotto in alcuni utenti una chiusura totale sorretta da un eccesso di entusiasmo tecnologico e fiducia nelle regole. Una tendenza immediatamente percepita dallo stesso Vanetti, che il 16 aprile scrive: «Credo che non siamo in una torre d’avorio e il mondo esterno abbia una certa importanza».
Insomma, le procedure si confrontano con una materia viva e scottante, la fredda legge di Wikipedia deve fare i conti con conflitti e polemiche avvenuti all’esterno. Si comprende come non sia sempre possibile portare il proprio contributo come fossimo macchine da scrivere, o come ospiti che lasciano per educazione le scarpe sul pianerottolo prima di entrare in casa d’altri. Si collabora al progetto come esseri umani, ognuno con il proprio bagaglio di esperienze, con la propria weltanschauung, fermo restando che l’obiettivo rimane quello di procedere attraverso l’uso di fonti rilevanti e appropriate, con uno spirito costruttivo e ben disposti verso il confronto. Eppure, proprio nei dettagli procedurali si nasconde l’insidia maggiore, come già emerso nel precedente post di Salvatore Talia, il rischio che utenti esperti giochino strumentalmente con le regole e che questo offra il fianco, in un contesto in cui per “quieto vivere” non sempre si è disposti a scontrarsi in conflitti dialettici, a finalità che sostanzialmente danneggiano il progetto stesso di it.wiki.

Tuttavia criticare le regole in sé sarebbe fuorviante quanto adottarle in stile cane di Pavlov. Le stesse procedure interne di Wikipedia, che interpretate alla lettera hanno in un primo momento rischiato di far deragliare la situazione, hanno poi permesso che si ristabilisse un certo ordine. Il concetto chiave, in questo caso, è “buon senso”. Da intendere sì come equilibrata capacità di giudizio, ma soprattutto come raccomandazione wikipediana: non solo ragionevolezza, ma capacità d’individuare «la soluzione migliore nell’interesse del progetto, senza bisogno di costruire complicate architetture di obblighi e divieti».
Il quinto pilastro, torniamo a sottolineare, recita: «Wikipedia non ha regole fisse». Il succo è che le norme devono essere interpretate sì in modo flessibile, ma soprattutto che in ogni caso bisogna fare appello alle proprie facoltà critiche. A questo riguardo va nuovamente ricordata la clausola della palla di neve già citata in precedenza, la cui ragion d’essere è esplicitamente indicata nel fatto che «Wikipedia non è una burocrazia».

A voler fare questioni di lana caprina allora sì, Wikipedia è perfetta anche a livello procedurale e contiene gli anticorpi adatti a ogni situazione. Ma chiaramente non è così, dato che – specie su questioni spinose – esistono tanti utenti quante sfumature di “buon senso”, e che queste rispecchiano ogni volta i rapporti di forza e le tensioni che si sviluppano all’esterno dell’enciclopedia. La vicenda della voce dedicata a Vittorio Arrigoni potrebbe essere dunque derubricata – per quanto dolorosa – a sfortunato equivoco, ma può dirci e insegnarci molto: come nei grandi incidenti industriali, l’origine non è da cercarsi in un solo guasto, la responsabilità non è mai solamente umana o tecnica; è piuttosto il risultato di una serie di guasti minori che le tecnologie e le procedure di controllo non sono state in grado di evidenziare e che i controllori umani – affidandosi di default alle norme – non hanno saputo interpretare.
La credibilità dell’intero progetto WP risiede nella volontà comune di scrivere voci attendibili, affidabili, documentate, senza pretendere di eliminare i punti di vista personali ma allo stesso tempo ancorandoli a un processo il cui scopo è svilupparne una sintesi condivisa. Un processo faticoso che dovrebbe ricorrere a decisioni prese attraverso votazioni a maggioranza solo in caso di stallo, perché a essere al centro del processo di costruzione dell’enciclopedia libera è il consenso.
Last but not least, come ogni sistema complesso, l’enciclopedia libera rimarrà tale fino a quando permetterà un certo grado di osmosi con la società di cui è parte integrante rimanendo fedele ai propri principi, funzionerà nella misura in cui il buon senso e il rispetto accompagneranno l’applicazione delle regole. Come in ogni contesto della vita sociale contemporanea, non esistono un dentro e un fuori, quel che conta è la modalità in cui ci si muove in un dato contesto, la consapevolezza della necessità di mantenere un approccio critico, la fiducia riposta nei processi di condivisione e di costruzione collettiva del sapere. Le contaminazioni sono salutari, che siano le benvenute – senza timore per nessun wikipediano purista – anche nell’enciclopedia libera.

Stay human, not foolish.

Vittorio Arrigoni

Ringraziamo Mauro Vanetti per la sua consulenza nella ricostruzione dei fatti e per avere, a suo tempo, creato la voce “Vittorio Arrigoni” su Wikipedia per poi salvaguardarla – in numerosa e buona compagnia – dall’insensatezza di chi voleva cancellarla.

N.d.R. I commenti a questo post saranno attivati 72 ore dopo la pubblicazione, per consentire una lettura ragionata e – nel caso – interventi meditati (ma soprattutto, pertinenti).

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2 commenti su “Vik Arrigoni e #Wikipedia, una storia di «buon senso» e conflitto

  1. PRECISAZIONE SU UNA TECNICALITÀ.

    Chiariamo un passaggio sul patrolling : abbiamo scritto che potenzialmente ogni utente WP può dedicarsi a questa attività, anche se nella stragrande maggioranza dei casi a farlo sono utenti amministratori. Questo ci ha portato a scrivere che fra «le possibilità che un utente impegnato nel patrolling ha a disposizione c’è la “cancellazione immediata” di una voce», mentre ad avere a disposizione questo potere sono esclusivamente gli amministratori. Tutti gli altri utenti che agiscono da patrollatori possono esclusivamente segnalare che una voce è da cancellare con un apposito avviso, dopodiché sta a un amministratore – che dovrebbe effettuare un controllo ulteriore – procedere, se lo ritiene, con la cancellazione immediata di una voce.

    È una precisazione che non cambia nulla nello specifico del caso ricostruito nel post: il patrollatore intervenuto sulla voce Vittorio Arrigoni appena creata era anche amministratore, quindi senza ulteriori controlli da parte di terzi agì cancellandola – come abbiamo scritto – in «una manciata di minuti».

    Ringraziamo Maurizio Codogno, portavoce di Wikimedia Italia, che ci ha segnalato questo passaggio sul patrolling poco chiaro nel post.

  2. Ho avuto qualche mese fa un esperienza simile con la comunità italiana di Wikipedia, anche se si trattava di una voce di importanza (anche politica) molto minore. Eppure ho trovato meccanismi molto simili. Si trattava anche in quel caso di una procedura di cancellazione (anche se non immediata). Anche in quel caso ho riscontrato un atteggiamento di molti amministratori simile a quanto qui raccontato. Una discussione in cui novizi (io e molti intervenuti/e lo eravamo) si scontravano con quello che nel modo appariva una sorta di casta sacerdotale: usava un linguaggio in codice, rimandava alle policy come a dei testi sacri da applicare più che convenzioni flessibili. Le discussioni e le argomentazioni apparivano più preoccupate di tenere il punto che ad usare buon senso e accogliere “con il presupposto della buona fede” persone che si affacciavano alla partecipazione al progetto. Capisco (sociologicamente parlando) da dove viene questa diffidenza, comprendo (umanamente) la difficoltà di gestire un sito assediato da social media manager, venditori e militanti.
    Il problema è questa fatica quotidiana mi pare abbia trasformato un apprezzabile attivismo culturale in un gruppo di difensori di un recinto (non ha caso come ho visto in altri casi la soluzione preferita è quella della cancellazione, praticamente uno sbattere la porta in faccia). Durante la discussione uno degli intervenuti, con un lapsus significativo rispondeva ad un utente (e sottoscrittore) che chiedeva la conservazione della voce:
    “Perché cancellarla? Tra le altre cose perche’ non siamo un fornitore di spazio web gratuito”
    Non siamo. Un atteggiamento proprietario secondo me opposto a quello che fa funzionare, e ha fatto funzionare Wikipedia, e che sono felice emerga anche tramite GIAP.