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Wu Ming 4 has written 75 articles so far, you can find them below.

ATTENZIONE: avviso sul Fabbro di Oxford

Le persone che avessero acquistato di recente Il fabbro di Oxford di Wu Ming 4 nella ristampa del gennaio 2026 si saranno accorte che mancano del tutto le note bibliografiche a piè di pagina. Evidentemente per una qualche disattenzione o disguido tecnico non sono state stampate, ma la tiratura è stata distribuita lo stesso. Trattandosi di un saggio, costellato di citazioni, la mancanza è chiaramente molto grave e inficia la ricezione dell’intero testo.

Consigliamo a coloro che hanno conservato la ricevuta di acquisto di restituire il volume “fallato” e farsi rimborsare i soldi; a tutti gli altri di scrivere all’editore Eterea Edizioni e protestare. Per quanto ci riguarda chiederemo l’immediato ritiro della ristampa. Teniamo a segnalare che non abbiamo alcuna responsabilità in questa clamorosa défaillance e siamo infinitamente spiacenti per coloro che avessero già acquistato il volume.

Il sogno di John Ball… prima della battaglia

Segnaliamo le due recensioni uscite finora del romanzo di William Morris tradotto da Wu Ming 4, Il Sogno di John Ball (Edizioni Alegre, 2025), delle quali riportiamo altrettanti stralci.

La più recente in ordine di tempo è quella di Antonio Montefusco su «Il manifesto» del 01/11/2025, intitolata William Morris, alter ego per una militanza bruciante:

A sognare, stavolta, è un uomo dell’Essex: non è più ospite (guest) del futuro, ma curioso esploratore del passato, con «una lingua che sa usare i versi». Un poeta, insomma, proprio come l’autore di cui costituisce la maschera e di cui si fa curioso portavoce. Siamo nel Kent, provincia meridionale dell’Inghilterra, nel 1381, e contadini e artigiani inglesi si preparano allo scontro con le truppe al servizio dell’odiatissimo duca John di Lancaster, che regge la corona in nome del nipote Riccardo II. […] La lotta del 1381 fu, in sé, vittoriosa: la servitù, molto diffusa, venne di fatto superata; ma l’uomo dell’Essex/Morris afferma stentoreo, e con un rivolo di fremito pessimista nella schiena: «lottate contro la servitù della gleba, che è in declino, mentre loro (i lavoratori del futuro) lotteranno contro lo sfruttamento, che sarà in ascesa». È difficile trovare in letteratura una migliore rappresentazione di quel misterioso appuntamento tra generazioni in lotta che Benjamin chiese, in un momento storico buio come il nostro, di verificare agli storici marxisti.

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I dilemmi dei tolkieniani “di sinistra” e l’inconscio politico della Terra di Mezzo – di Wu Ming 4

«Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia.»

Roland Barthes

1. Intro: Tolkien controcorrente

Se nel corso degli anni gli estimatori destrorsi di Tolkien non hanno mai perso occasione di rinfacciare a quelli sinistrorsi un certo quale “abusivismo”, finanche accusandoli di appropriazione indebita, è pur vero che noi altri non ci siamo mai fatti mancare un certo bisogno di autogiustificazione per apprezzare un narratore reazionario come Tolkien. Ne è un buon esempio l’articolo uscito recentemente sulla rivista Dissent, intitolato «Tolkien against the grain» e tradotto e pubblicato in Italia da Internazionale (n. 1631, 12/09/2025) col titolo «Tolkien controcorrente».

L’articolo è firmato da Gerry Canavan, allievo di Fredric Jameson (1934-2024) e professore d’inglese alla Marquette University di Milwakee. Non un’università qualunque per gli studiosi di Tolkien, ma quella che custodisce il “reliquiario”, cioè i manoscritti originali dello Hobbit e del Signore degli Anelli, e dove l’opera di Tolkien viene studiata regolarmente. Lo stesso Canavan nell’articolo fa sapere che, avvalendosi di quel materiale di prim’ordine, tiene un corso su Tolkien ogni due anni. E come lui anche il professor Robert T. Tally jr., altro allievo di Jameson, il quale

«scava nel testo alla ricerca di una serie d’indizi che suggeriscono che il declino degli elfi non è poi così tragico, o che, in fondo, la ragione sta dalla parte degli orchi. Nei rari momenti in cui vediamo gli orchi senza filtri, esprimono anche loro il desiderio di mettere fine alla guerra, manifestando disprezzo per il signore oscuro Sauron che li comanda e per i suoi orrendi Nazgûl, gli spettri dell’anello».

In effetti l’irrisolto problema degli orchi è uno di quelli più interessanti della costruzione di mondo tolkieniana, che impegnò l’autore fino alla fine dei suoi giorni.

Tuttavia, secondo Canavan il vero aggancio per un critico jamesoniano – cioè per un marxista dialettico – non consiste tanto, o comunque non soltanto, nell’esaltare determinati aspetti dell’opera tolkieniana a discapito di altri, cioè nel giocare l’ecologia, l’antimilitarismo, l’eroe proletario Sam, contro il razzismo, l’idealismo e il legittimismo monarchico che convivono in quelle pagine. Il vero spunto per un’analisi critica “di sinistra” consisterebbe nella storicizzazione e relativizzazione delle fonti interne al mondo secondario inventato da Tolkien. Prosegui la lettura ›

Speciale «Il calcio del figlio»: recensioni, interviste, presentazioni

Calendario delle presentazioni di Il calcio del figlio

Ecco una breve rassegna delle recensioni e interviste uscite nell’ultimo mese sul memoir di Wu Ming 4 Il calcio del figlio (Alegre, €16). Le recensioni precedenti – Il Venerdì, Il Fatto Quotidiano, Minima & Moralia e il Corriere dello Sportsono qui.

La recensione apparsa il 16 aprile scorso sul blog Calcio e Rivoluzione è forse la più politica uscita finora.

«Un racconto personale che riesce a fondere l’epica del pallone con le tensioni intime della paternità, scandagliando gli angoli più reconditi del tempo e della memoria attraverso la lente d’ingrandimento dello sport. Un libro che attraverso il calcio ci parla del tempo che passa, di relazioni, educazione, conflitto e fallimento. Ma anche di politica, sì – perché il calcio non è mai neutro. E non troverete frasi fatte o slogan ideologici. Troverete piuttosto il vissuto dell’autore e le domande che egli stesso si pone e ci pone: che idea di sport stiamo costruendo per le nuove generazioni? Che modello di successo stiamo trasmettendo? Qual è il ruolo dell’adulto in un sistema che misura tutto in termini di prestazione e visibilità? Wu Ming 4 non dà risposte facili, ma pone domande urgenti. Mai con cinismo quanto piuttosto con la voglia di capire, di restituire complessità a un gesto tanto semplice quanto potente: calciare un pallone»

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Calendario di luglio 2024: la Banda Hood on the road, «Romagna tropicale» e una recensione importante

Martedì 2 luglio
BOLOGNA

Wu Ming 4 presenta
La vera storia della banda Hood
h.18:30, Ingorki On The Beach
Piazzetta Maccaferri, via Gorki 14.

Giovedì 4 luglio
BELLARIA (RN)

Wu Ming 4 presenta
La vera storia della banda Hood
h. 21, Torre Saracena.
A dialogare con l’autore, Emiliano Visconti.
Rassegna «Scritto sulla sabbia»
nell’ambito del Rapsodia Festival Itinerante.

Martedì 9 luglio
PADOVA

Wu Ming 4 presenta
La vera storia della banda Hood
h.18, libreria Laformedelibro
via del Carmine 6.

Giovedì 11 luglio
RAVENNA

Wu Ming 4 presenta
La vera storia della banda Hood
h. 21, Fem Garden, via Failer 21
organizzato da Dock61.

Giovedì 11 luglio
BOLOGNA

Paolo La valle presenta
Gli automotivati. La love story tra scuola e motori
h.18, Presidio del parco don Bosco.
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«La vera storia della Banda Hood», in libreria ad Aprile 2024

La vera storia della Banda Hood

La vera storia della Banda Hood. Clicca per aprire la copertina completa, con quarta e alette (pdf).

Nell’anno 1187, il generale curdo Ṣalāḥ al-Dīn sconfisse l’esercito cristiano alla battaglia di Hattin. Successivamente mise sotto assedio Gerusalemme e la riconquistò al mondo islamico, impossessandosi anche del transetto della Vera Croce. Su spinta del papa Gregorio VIII venne bandita una crociata – la terza – per riconquistare la città santa e la santa reliquia, alla quale aderirono i principali stati cristiani. 

Per finanziare la partecipazione inglese al pellegrinaggio armato, il nuovo re d’Inghilterra Riccardo I emise una tassa straordinaria sui beni immobili dei suoi sudditi, mise in vendita le cariche politiche ai nobili che erano interessati, e quelli già in carica furono costretti a pagare ingenti somme per mantenere il loro posto. Raccolta la cifra necessaria, nel marzo del 1190 attraversò la Manica e partì per la Terra Santa.

Durante la sua assenza, il fratello minore Giovanni Senzaterra congiurò con alcuni grandi nobili inglesi e con il re di Francia per destituire Riccardo e sostituirlo sul trono. 

Questo il background di La vera storia della Banda Hood (Bompiani 2024, €16, in libreria il 3 aprile 2024), romanzo solista di Wu Ming 4 che ha un antefatto ambientato nel 1190 e si svolge nel biennio 1192-93, per concludersi con un epilogo nel 1194. Prosegui la lettura ›