A proposito di narrativa scritta in gruppo: il New Yorker racconta Wu Ming e altri due collettivi letterari

Clicca per leggere «Can You Write A Novel As A Group?» di Ceridwen Dovey.

Il New Yorker si occupa di scrittura d’ensemble, dedicando un profilo light e scanzonato a noi e ai collettivi di autrici Alice Campion (Australia) e Helena S. Paige (Sudafrica).

Rimbalzando fra i metodi di lavoro di tre band diversissime e sparse in tre continenti, l’autrice Ceridwen Dovey getta sul tema uno sguardo, per quanto sommario, inusuale e non privo di interesse.

Per chi ci segue da tempo, le parti che ci riguardano compongono una sorta di bignamino, ma sono animate da alcuni guizzi – Dovey dice che scriviamo «come farebbe Dan Brown in acido» – e dalla scelta dei virgolettati giusti. Lo ha fatto notare Mariano Tomatis, al quale l’articolo a un certo punto allude.

L’articolo si intitola «Can You Write A Novel As A Group?», e → si trova qui. Buona lettura.

Nonostante il divieto, il 30 agosto Wolf Bukowski sarà in piazza a #Monfalcone

La locandina dell’evento, che si terrà comunque.

Il comune di Monfalcone ha negato al coordinamento Monfalcone Meticcia il permesso di occupazione di suolo pubblico – un tavolino e qualche panca – per presentare il libro di Wolf Bukowski La buona educazione degli oppressi. Il locale commissariato di polizia, di fronte alla comunicazione ricevuta, non aveva avuto nulla da eccepire. Il comune invece sì. Qui la comunicazione del diniego. Prosegui la lettura ›

Non c’è lotta al negazionismo climatico senza lotta contro le «grandi opere» – Wu Ming 1 su Jacobin Italia

24 giugno 2019, il partito trasversale del capitale. Lega, PD e lobby di riferimento festeggiano l’assegnazione a Milano e Cortina delle Olimpiadi invernali 2026. Fuori dall’inquadratura festeggia anche il M5S. Per capire come mai riproponiamo questa foto, cliccaci sopra.

Esistono varie forme di negazionismo climatico. La più pericolosa la mette in campo chi finge di occuparsi della crisi in corso ma, anziché affrontarla per quel che è – ovvero la crisi che contiene tutte le altre – la riduce a uno dei tanti temi su cui fare promesse a vuoto, mentre va avanti con le politiche e le scelte di sempre.

Scelte che tutelano gli interessi dei capitalisti che ci stanno spingendo nel baratro, dunque sono negazionismo climatico applicato. E nulla incarna il concetto meglio delle grandi opere inutili e imposte. Soprattutto in Italia.

Quella contro le grandi opere è da decenni la lotta più avanzata dentro la crisi ambientale. Non solo la più avanzata, ma la più sovversiva: i movimenti contro le grandi opere mettono le dita nelle piaghe giuste, per questo il potere si impegna a diffamarli e reprimerli, ma nessuna bufala o calunnia, nessuna denuncia o arresto può far cessare un conflitto endemico e inestirpabile.

Se il nuovo e giovane attivismo sul clima, che da mesi riempie le piazze, incrociasse la strada dei movimenti contro le grandi opere, che da anni mettono bastoni tra le ruote del sistema, entrambe le mobilitazioni farebbero un grande salto di qualità, e darebbero al potere negazionista serissimi grattacapi.

Ne parla Wu Ming 1 in → un articolo appena uscito su Jacobin Italia. Buona lettura.

I trecento boscaioli dell’Imperatore. Una storia di alberi e mondi che muoiono, mentre l’#Amazzonia (e non solo quella) brucia

In questa tarda estate di fuoco e fiamme, mentre, dopo i roghi nella zona artica, bruciano l’Amazzonia e le grandi foreste dell’Africa centrale, riproponiamo un racconto che scrivemmo nel 2004, I trecento boscaioli dell’Imperatore. Sottotitolo: La favola che pone fine a tutte le favole. Fa parte della raccolta Anatra all’arancia meccanica, uscita per Einaudi nel 2011. Ne esiste anche una traduzione in inglese, The Emperor’s Three Hundred Woodcutters, realizzata da Robert P. Baird e apparsa sul n. 52 della Chicago Review, autunno 2006 (scaricabile in pdf qui).

Il romanzo di Richard Powers che ha vinto l’ultimo Premio Pulitzer per la narrativa, The Overstory, intreccia e fa convergere diverse storie legate all’intelligenza degli alberi, alla morte degli alberi e alla molteplicità di mondi che muore insieme a loro. Forse di questo libro ne scriveremo. In Italia lo ha pubblicato La Nave di Teseo, con il titolo Il sussurro del mondo.

Ebbene, pur con un approccio molto diverso, il nostro racconto esplorava lo stesso terreno, o terriccio. Auscultava le stesse radici. Decidemmo di scriverlo dopo aver letto Mitologia degli alberi di Jacques Brosse (Rizzoli, Milano 1994), e lo donammo alla campagna di Greenpeace «Scrittori per le foreste». Prosegui la lettura ›

La bufala grillina sui «#notav che votano Lega», la «mozione No Tav» del #M5S e altre storie di disonestà intellettuale

di Davide Gastaldo * e Wu Ming 1

Sono nuovamente momenti caldi per i No Tav. Gli attacchi e la demonizzazione del movimento sono ripresi, come sempre accade in concomitanza di eventi significativi – in questo caso il Festival Alta Felicità e alcune scadenze legate ad appalti per l’opera. Torna in auge la «violenza No Tav», cosa ampiamente pronosticata da uno di noi nell’intervento «Fuori dalle secche», risalente al marzo scorso.

Quest’anno però la campagna denigratoria si è arricchita di un’accusa, nuova per forma e sostanza: quella di essere «leghisti» e «traditori del movimento 5 stelle».

Ma andiamo per gradi. Prosegui la lettura ›

I Quaderni di Arda – rivista di studi tolkieniani e mondi fantastici

«E sopra tutte le montagne dei Pelóri si levava la cima sulla sommità della quale Manwë pose il proprio trono. Gli Elfi chiamarono Taniquetil la montagna santa, e Oiolossë, cioè Biancore Eterno, ed Elerrína, cioè Coronata di Stelle» – J.R.R.Tolkien, Il Silmarillion

Abbiamo scelto l’acquarello realizzato da Tolkien nel 1928 che rappresenta Taniquetil come viatico per la nascita dei Quaderni di Arda, una rivista italiana dedicata all’opera di J.R.R.Tolkien e ai mondi di fantasia. Avrà una cadenza annuale e il primo numero uscirà a dicembre. Nel board si contano accademici, traduttori, scrittori, nonché alcuni dei più importanti studiosi stranieri della materia tolkieniana.

A guidare la redazione c’è Wu Ming 4. Questo è il sito della rivista:

www.iquadernidiarda.it

La «sinistra di destra», la lotta di classe e il «decoro». Conversazione con Wolf Bukowski e Mauro Vanetti

Copertine de La sinistra di destra e La buona educazione degli oppressi


[Nella primavera scorsa, a distanza di due settimane l’uno dall’altro, sono usciti due libri molto importanti: La buona educazione degli oppressi di Wolf Bukowski e La sinistra di destra di Mauro Vanetti. Libri che dialogano tra loro a più livelli, non a caso molte persone li hanno letti o li stanno leggendo come se fossero due volumi di una stessa opera. Libri dei quali siamo orgogliosi, perché Giap ha fatto da banco di prova per entrambi i progetti: Wolf e Mauro scrivono su questo blog da anni e nelle loro pagine hanno sviluppato riflessioni proposte qui. E che qui ora proseguono: nel lungo scambio che state per leggere, avvenuto via mail nelle ultime settimane, W. e M. riflettono su sinistra, classi sociali, sovranismi, diritti, «sicurezza» e «decoro», partendo ciascuno dal libro dell’altro, “pungolati” da Wu Ming 1 e Luca Casarotti. Buona lettura.]

Wu Ming 1

Allora, come avevamo stabilito, comincia l’autore del libro uscito per primo. Vai, Wolf. Prosegui la lettura ›

«E allora i terremotati? Perché non aiutate loro invece dei migranti, eh?» Ecco un’intervista a chi aiuta entrambi.

Clicca per leggere l’intervista di Terre in Moto a Giovanna Bianco, psicologa, psicoterapeuta e referente del Progetto Sisma di Emergency nel maceratese.

«La prima cosa sulla quale occorre fare chiarezza è che, nonostante i mezzi di informazione se ne siano dimenticati per mesi, la situazione all’interno del cratere non ha mai smesso di essere critica. Lungaggini burocratiche, ordinanze, inefficienza e un generale stato di caos informativo hanno sfibrato un tessuto sociale ed economico già devastato dagli eventi tellurici. Tanto da portare qualcuno a parlare di una vera e propria “strategia dell’abbandono”.»

Così scriveva In punta di sella nell’articolo «#Terremoto, un viaggio che non promettiamo breve. Rapporto dalle Marche a cinque mesi dalla prima scossa». Lo pubblicammo su Giap nel gennaio 2017, ma sembra scritto solo pochi giorni fa.

Non era la prima volta che ci occupavamo del devastante sisma noto ormai con il nome vuoto «Terremoto Centro Italia»: a poche settimane dalle scosse di ottobre 2016 avevamo già pubblicato un pezzo tristemente premonitore: «Non c’è nessun post-terremoto. Rapporto dalle Marche che non fanno più notizia».

Nel febbraio 2017 tornammo a ragionare, stavolta a voce alta, di strategia dell’abbandono: in cosa consiste? Quali interessi serve?

Abbiamo poi partecipato al Terre in Moto Festival, e contribuito a organizzare la seconda festa galattica di Alpinismo Molotov sui Monti Sibillini. Prosegui la lettura ›

La giunta Merola e la pelle di #XM24 (e i suoi muri) – di Wolf Bukowski

di Wolf Bukowski

Come un comico a corto di idee, il sindaco di Bologna Virginio Merola porta avanti la sua scadente imitazione di Salvini, ma le battute gli escono sempre peggio di quelle dell’originale. Se il ministro degli interni, dopo ogni spietato sgombero, ripete la formuletta di successo «La pacchia è finita!», Merola conia invece il pallido «La telenovela è finita». Anche qui la posta in gioco è uno sgombero – quello di XM24 – con cui Merola spera di far dimenticare la serie infinita di fallimenti sociali e urbanistici dei suoi due mandati da sindaco.

La telenovela per Merola sarebbe la trattativa con XM24, trattativa che in realtà non è mai decollata per l’ostinato rifiuto al dialogo da parte dell’amministrazione. Ma la vera telenovela, quella di cui lui e i suoi assessori sono sceneggiatori, registi e protagonisti unici e autoreferenziali, continua a sfornare puntate, e ciascuna si rivela alla bassezza delle aspettative. Prosegui la lettura ›

Per Andrea #Camilleri: le nostre recensioni degli anni Zero

[Negli anni dal 2001 al 2008, in aggiunta a Giap, curavamo una newsletter semestrale, che spedivamo a giugno e a dicembre, cripticamente battezzata Nandropausa. Era un bollettino interamente composto da recensioni; parlavamo, insomma, dei libri che ci erano piaciuti nei mesi precedenti.
Andrea Camilleri fu uno dei nomi più ricorrenti. Tra il 2003 e il 2007 recensimmo La presa di Macallè, Privo di titolo, Le pecore e il pastore, Maruzza Musumeci, Voi non sapete e la lunga monografia curata da Gianni Bonina Il carico da undici, poi ripubblicata col titolo Tutto Camilleri.
Programmaticamente, non recensivamo – anzi, nemmeno leggevamo – i romanzi della serie di Montalbano, perché, allora come oggi, pensavamo che il Camilleri interessante fosse quello dell’altra produzione.
Come tributo all’esimio collega appena scomparso, abbiamo raccolto quelle recensioni, e le riproponiamo qui sotto. Buone letture. WM]
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