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Terre del Reno, Setta e Sambro. La quinta guida «nonturistica» curata da Wu Ming 2

Arriva in libreria la settima guida della collana Nonturismo, la quinta a cura di Wu Ming 2, come sempre prodotta da Sineglossa, pubblicata da Ediciclo e scritta da un gruppo di abitanti del posto, con l’aiuto delle antropologhe Brenda Benaglia ed Eleonora Adorni. Le illustrazioni sono di Alessia Tzimas.

1. Bolognese sarai tu!

Il titolo, Terre del Reno, Setta e Sambro, è frutto di lunghe discussioni.
La redazione di comunità ha scartato senz’appello «Appennino bolognese» per almeno due motivi.

Il primo, strettamente geografico, è che il libro si occupa solo di una sezione delle montagne comprese nella Città Metropolitana di Bologna.
Il secondo, storico e politico, nasce dalla volontà di mettere in discussione la dipendenza dal capoluogo, preferendo l’appartenenza al più vasto «Appennino emiliano», comunque relegato al ruolo di sottotitolo. Prosegui la lettura ›

Come anfibi in un torrente di montagna. Una scorribanda a partire da Mensaleri.

[Dopo la lettura di Mensaleri e dei sei dispacci pubblicati su Giap, in vista dell’incontro che ha organizzato a Isola del Liri (FR), Lorenzo Teodonio ci ha spedito questo testo, una vera e propria scorribanda tra carta e cartiere, villaggi e lotte operaie, libri scritti e memorie orali, epoche antiche e più recenti, scarponi e animali anfibi.]

di Lorenzo Teodonio*

Noialtri, che conosciamo bene la Resistenza, sappiamo quanto e cosa significhi la «strada dei monti» per «chi non vuole chinare la testa». In questo blog si è parlato tanto di montagna, del suo uso e del suo abuso: dalle Terre alte vogliamo partire per raccontare di quando non evocavano soltanto turismo, spopolamento e piste da sci, ma anche industrie, conflitti e idee rivoluzionarie, come la carta.

Il papiro e l’Appennino

Prima della carta, l’umanità ha utilizzato vari materiali come supporto scrittorio: dall’argilla alla pergamena, passando per il papiro. Dal suo nome discendono le parole paper, papel, papier. Prosegui la lettura ›

Casa, lavoro e macchine continue | Sesto dispaccio da Mensaleri

Un edificio dell’ex villaggio ENI a Corte di Cadore (BL)

Quando un romanzo si aggira per l’Italia è facile che intrecci i percorsi di altre opere, oltre a quelli di tante persone. In alcuni casi, l’incontro dura qualche ora soltanto, e deposita immagini nella memoria, discorsi che riecheggeranno alla distanza, frasi e aneddoti per libri futuri. Altre volte, le traiettorie si sovrappongono e le occasioni di ritrovo si moltiplicano.

1. Macchina continua

Nelle tappe di Fabriano e Jesi, il 19 e 20 febbraio, Mensaleri ha condiviso la serata con la proiezione di un documentario. S’intitola Macchina continuaprodotto da Local Bizzarro, diretto e scritto da Ruben Gagliardini, con Antonio Casagrande e Margherita Montali. È un montaggio di interviste, paesaggi, riprese di scioperi e comizi, con la colonna sonora di Pietro Giorgetti e le animazioni dello stesso Gagliardini (e di Claudia Cetraro). Venti minuti per raccontare la chiusura della cartiera Giano, l’arresto di ingranaggi mai fermi da cinquant’anni, la vendita del marchio «Fabriano», il destino di 195 lavoratori. Prosegui la lettura ›

Passi Urbani. Vademecum per chi cammina in città.

È in libreria da poche settimane, frutto di una ricerca che ha coinvolto le università di Bologna, Padova e Milano Bicocca. Un’indagine sulla camminata urbana come pratica culturale, performativa e conoscitiva. I tre atenei hanno preso parte al progetto ciascuno secondo un approccio diverso: letterario, geografico e sociologico. Da novembre 2023 a febbraio 2026 si sono tenuti incontri, seminari, una mostra e soprattutto vari «laboratori intineranti», aperti a chiunque.

A Bologna, insieme a Wu Ming 2, tre piccoli gruppi di una ventina di persone hanno esplorato a piedi i fantasmi liquidi della città: il canale Navile e i torrenti Sàvena e Ravone. Quindi li hanno raccontati, a più mani, in tre domeniche di scrittura collettiva, discussioni e caffè bollente.

I testi così prodotti costituiscono la prima sezione del volume Passi Urbani. Vademecum per chi cammina in città. Le pagine contengono anche fotografie e grafiche, con l’introduzione di Filippo Milani e Giulia Molinarolo, oltre a quella di Wu Ming 2, che vi proponiamo più sotto. Prosegui la lettura ›

«Piaceri e legami che resistono» | Quinto dispaccio da Mensaleri.

La chiesa «Regina Pacis» nel borgo operaio delle saline di Tarquinia

Una triade chimica

1. Zolfo

Il viaggio di Mensaleri, ormai ad ogni tappa, incrocia testimonianze di villaggi operai costruiti su e giù per la Penisola, tra la fine dell’Ottocento e gli anni Cinquanta del secolo scorso.

A Ferrara, il 14 gennaio, dopo l’incontro alla libreria Libraccio, Giacomo Locci ha raccontato la storia del villaggio Montecatini a Pontelagoscuro. Edificato sopra un campo di barbabietole, lo chiamano anche «dei marchigiani», perché ospitò 250 famiglie della provincia di Ancona. A Cabernardi, nel comune di Sassoferrato, la Montecatini gestiva la miniera di zolfo più estesa d’Europa. Nel 1952, per impedire una valanga di licenziamenti, i lavoratori occuparono il 13° livello, a 500 metri di profondità. Restarono là sotto per quaranta giorni, dal 28 maggio al 7 luglio. Era la lotta dei «sepolti vivi», come li definì Gianni Rodari in un reportage per «Vie Nuove». Gillo Pontecorvo la documentò su pellicola, nel cortometraggio Pane e zolfo.
Al termine della protesta, gli occupanti furono licenziati, mentre i loro compagni finirono in altre miniere, emigrarono in Belgio, oppure accettarono il trasferimento a Pontelagoscuro, per lavorare nel petrolchimico, di proprietà della stessa Montecatini. Prosegui la lettura ›

Favole artificiali a testa in giù. Ribaltare gli stereotipi, raccontare altrimenti.

È disponibile dai primi di novembre, sul sito dell’associazione Eks&Tra, l’ebook «Favole artificiali a testa in giù». Raccoglie i cinque racconti a più mani usciti dalla 11ª edizione del Laboratorio di scrittura collettiva meticcia, animato da Wu Ming 2 all’Università di Bologna.

Lo segnaliamo, in ritardo, perché il volumetto, – ancorché senza volume, – verrà presentato quest’oggi, 20 gennaio, alle ore 18, presso la libreria Modo Infoshop di Bologna, insieme alle persone che lo hanno scritto, a Filippo Milani, che segue il progetto per l’UniBo, e a Fulvio Pezzarossa, che quasi vent’anni fa ebbe l’idea di un laboratorio “universitario”, gratuito, aperto a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione a richiedenti asilo, migranti e persone di origine straniera. Partito come palestra di scrittura individuale, con l’arrivo di Wu Ming 2 si è trasformato in un’esperienza di collaborazione narrativa. Prosegui la lettura ›

Il bruco alla fine del mondo | Quarto dispaccio da Mensaleri

Il villaggio minerario di Bustiello, nelle Asturie, voluto da Claudio López Bru, marchese di Comillas

Oggi, dopo la pausa natalizia, riparte da Ferrara il viaggio di Mensaleri, che in inverno toccherà Tarquinia, Viterbo, Roma, Jesi, Fano, Bologna, Bolzano, Altamura, Lecce, Salve, Taranto, Fabriano, Barberino del Mugello, Torino, Napoli, Pozzuoli, Santarcangelo di Romagna e Gambettola. Fino a febbraio, le date sono nel nostro calendario generale. Le altre le trovate in quello specifico, dedicato al romanzo e in costante aggiornamento.

Due interviste tra radio e podcast

✦ Durante gli ultimi appuntamenti del tour autunnale, Wu Ming 2 è intervenuto a Fahrenheit, dagli studi Rai di Ancona, per parlare di Mensaleri, libro del giorno del 18 dicembre.

Qui l’intervista con Graziano Graziani (Durata: 25 minuti. Per ascoltarla, serve l’account gratuito RaiPlay Sound).

✦ Un’ altra chiacchierata intorno al romanzo, questa volta insieme a Loredana Lipperini, è la 70esima puntata del suo podcast Cose (molto) preziose, online da poche ore, come ogni mercoledì.

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