Speciale La Q di Qomplotto | On the road, interviste, recensioni, torri misteriose e La Q di Podqast 3 (Streghe)

Q di Podqast■ Dopo l’esaltante tappa in Valsusa, che ha segnato il nostro ritorno alle presentazioni, ecco altre due date: quella definitiva al centro sociale Cantiere di Milano – 13 maggio, e non 7 come annunciato in precedenza – e quella all’Arena Orfeonica di Bologna (via Broccaindosso 148), 15 maggio. Altri dettagli seguiranno. Ancora “orbitanti” le date di giugno e settembre (WM1 non è disponibile a luglio e agosto). Ribadiamo: per vari motivi non sarà possibile farne molte, anzi, saranno davvero poche, ma intanto si è riaperto il sentiero.

■ È on line la terza puntata de La Q di Podqast, intitolata «Streghe». Stavolta il tema è il ruolo delle donne nelle fantasie di complotto e nelle tribù del cospirazionismo, partendo da QAnon e andando a ritroso nella genealogia. Wu Ming 1 prova a scansare il rischio del mansplaining – ma in qualche modo ci casca uomospiegando il suddetto rischio, non se ne esce 🙄 – “limitandosi” a introdurre un importante intervento di Selene Pascarella, giornalista e criminologa, autrice dei libri Tabloid Inferno e Pozzi, entrambi editi da Alegre, e dell’inchiesta in tre puntate «I satanisti ammazzano al sabato».

La puntata è su Vimeo, su YouTube (come al solito, noi non lo linkiamo, se proprio volete cercatevelo voi) e, solo audio, su archive.org e iTunes/Apple Podcasts.

E questi i link alle puntate precedenti:

1. «Magia», con Mariano Tomatis

2. «Questioni di metodo», con Luca Casarotti

La prossima puntata, intitolata «Di(s)visioni», sarà condotta dall’antropologa Stefania Consigliere, autrice di diversi libri tra cui il recente Favole del reincanto. Molteplicità, immaginario, rivoluzione. L’abbiamo registrata ieri e finora, anche se il tema è più ampio, è quella che più s’addentra nella questione dell’emergenza pandemica, delle sue insensatezze e aporie, dei suoi danni per nulla collaterali, del cospirazionismo come risposta spesso disperata alla situazione.

All’inizio le puntate dovevano essere cinque ma vista la risposta, le richieste e le proposte ne abbiamo messe in cantiere altre. Ecco i nomi di alcuni dei prossimi ospiti/conduttori: Enrico Manera, Wolf Bukowski, Loredana Lipperini e Andrea Olivieri.

Negli ultimi giorni sono uscite diverse recensioni, interviste e riflessioni su La Q di Qomplotto, altre sono sulla rampa di lancio. Le segnaliamo.

Lello Voce

■ Il poeta e scrittore Lello Voce ha scritto de LQdQ sul suo blog, ospitato sul sito del Fatto Quotidiano. Ecco uno stralcio della sua recensione:

«Wu Ming 1 ci regala oggi un’opera di grandissimo valore, ricostruendo con perizia quanto è avvenuto e tentando di individuare una serie di aspetti ricorrenti che ci permettano di riconoscere ciò che il collettivo di autori definisce “narrazioni tossiche” e le loro conseguenze “materiali”. Si tratta di un tentativo, assolutamente riuscito, di sequenziare il “genoma” virale di Qanon, di dimostrare, senza ombra di dubbio, come le “fantasie di complotto” siano invece assolutamente funzionali a quel potere che fingono di attaccare […]

[L’analisi di WM1] riguarda anche il ruolo e i risultati dei cosiddetti “debunker”, di coloro cioè che passano il proprio tempo a “smontare” i “complottismi”, ricordandoci che spesso e volentieri la loro azione è inutile, se non dannosa […]

Né la pandemia è assente, ovviamente. La definizione di Ratio-Suprematismo […] sembra attagliarsi perfettamente a certi atteggiamenti della pletora di virologi, epidemiologi, infettivologi che hanno invaso la semiosfera comunicativa, mano nella mano ai soliti economisti (in patente assenza di filosofi, sociologi, e persino clinici, cioè medici, tutti diventati muti fantasmi) e la “sindrome del foratore di palloncini” proposta nel testo descrive, con un’eziologia impeccabile, il lavoro di tanti operai dei social che si illudono di combattere sotto bandiere galileiane, mentre militano tra le avanguardie neo-aristoteliche.

Tutto ciò Wu Ming 1 lo fa come al solito mescolando magistralmente controinchiesta giornalistica, vicende personali, narrazione, fatti e interpretazione critica dei fatti, permettendo sempre al lettore di entrare nel suo laboratorio […] Con il risultato di realizzare quello che giudico un piccolo capolavoro, un libro che resterà indispensabile per comprendere meglio ciò che sta accadendo nel mondo e al “nostro” mondo.»

Fag clic ad ciora e la dvénta granda.

■ Davamo per scontato che non sarebbero apparse recensioni de La Q di Qomplotto su Repubblica. Quantomeno, non sulle pagine nazionali.*

Poi Matteo Pucciarelli ha avuto l’idea di intervistare WM1 per quelle bolognesi, o meglio, regionali. Che nel libro sono criticate, intendiamoci. Per la linea tenuta sui «Diavoli della Bassa modenese», quando l’inchiesta Veleno era ancora molto di là da venire. Linea del tutto incoerente con quella meritoriamente adottata sul caso “cugino” dei Bambini di Satana.

A livello locale nessun veto. La Q di Qomplotto, del resto, è regionalmente notiziabile, essendoci dentro parecchia Emilia paranoica, arrivando fino a Bibbiano, ed essendo il libro dedicato a Marco Dimitri, pur sempre un personaggio noto di Bologna.

Insomma, l’intervista è sortita ieri. Eccola qui a fianco, e vabbe’ il titolo e gli occhielli.

La Torre Tieni, nel mezzo dei mari di terra del Basso Ferrarese. Incongrua verticalità nell’orizzontalità che abbacina da un orizzonte all’altro.

■ Restando al gruppo Gedi ma tra i reietti: in un’atmosfera da Nosferatu con Klaus Kinski, su un tappeto sonoro di chitarre acustiche ed elettriche, pianoforte, moog, sitar, oboe, tablas e tamboura (niente violini né viole), il collega Giuseppe Genna ha intervistato Wu Ming 1 per L’Espresso. Uscirà domenica.

È venuta bene, anche se si sono dovuti fare dei tagli. È rimasta fuori la parte in cui Genna paragonava LQdQ alla Torre Tieni di Massafiscaglia.

Torre perfetta da contemplare proprio con la colonna sonora di Nosferatu, a cavallo della sera, vagheggiando, fantasticando, noncuranti dell’imminente coprifuoco.

■ Stupendosi di essersi stupita che la stampa nazionale – finora con l’eccezione del Fatto Quotidiano – stia ignorando La Q di Qomplotto (che va comunque per la sua strada, verso la seconda ristampa), Loredana Lipperini comunica il meta-stupore sui suoi canali, definisce il libro «il lavoro più serio e approfondito [sul cospirazionismo]» e propone a lettrici e lettori del suo storico blog un estratto dal capitolo 16, «Perché il debunking non funziona?».

■ Un altro estratto dal libro – stavolta dall’Ouverture – si può leggere su Comune-info.

■ Con la tecnica dell’auto-cut-up Massimo Argo ha composto un’intrigante recensione de La Q di Qomplotto leggibile a urti e scossoni sull’ezine Inyoureyes.

Antonio Coda ha scritto una bella e arguta recensione del libro che, vabbe’, è uscita su Pangea, testata che comunque lascia perplessi e WM1 l’ha pure scritto. La recensione però è arguta.

Per ora è tutto. Buoni ascolti e buona lettura. Da qui alla prossima rassegna, aggiornamenti sul nostro canale Telegram, qui.

La Q di Qomplotto è in libreria ed è anche ordinabile dal sito delle Edizioni Alegre.

* Già che ci siamo, ricordiamo cosa pensiamo dell’attuale direttore (ma nel pezzo si parla anche della direzione precedente).

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