Speciale #Proletkult | Lo spazio profondo e l’utopia. Recensioni, classifiche, approfondimenti.

A. A. Radakov, La conoscenza spezzerà le catene della schiavitù, 1920

Siamo ormai arrivati alla primavera, Proletkult è uscito in autunno, il 23 ottobre dell’anno scorso, eppure questo speciale del mese di marzo è il più ricco tra tutti quelli che abbiamo composto finora, segno che il romanzo continua a suscitare interesse ben al di là del suo arrivo in libreria.

Alla fine di febbraio, il blog L’indiscreto ha pubblicato la sua classifica di qualità dei libri usciti tra il 1° ottobre 2018 e il 31 gennaio 2019, redatta grazie al voto di 280 “grandi lettori”, scelti tra critici, scrittori, riviste letterarie, librerie indipendenti e giornalisti culturali. Proletkult è tra i primi dieci titoli (al settimo posto) della sezione Narrativa, in ottima compagnia, e forse anche questo risultato ha contribuito a tenere alta l’attenzione su Denni, Bogdanov e i marxisti marziani.

Prima di passare alle recensioni che abbiamo raccolto in Rete, vogliamo però segnalare due approfondimenti pubblicati su Carmilla:
■ il primo è firmato da Paolo Lago, s’intitola L’immaginario dallo spazio profondo,e analizza la presenza di alieni letterari in Stella Rossa di A. Bogdanov e nel nostro Proletkult, partendo dalla Storia vera di Luciano di Samosata e passando per Solaris di Stanislaw Lem;
il secondo è una magnifica scorribanda di Giorgio Gattei per le vie di Bologna, al tempo in cui Bogdanov, Lunačarskij, Trockij e Kollontaj insegnavano in città, alla Scuola di Propaganda del Partito Operaio SocialDemocratico Russo. Nella postilla, scritta da Roberto Sassi, si racconta un episodio di guerriglia odonomastica vperëdista, risalente al 1996, che vide la partecipazione di Graziano Zappi, detto Mirco – uno dei protagonisti di Asce di Guerra.

Iniziamo la rassegna critica marzolina con Gerardo Iandoli su L’opinabile.

Proletkult: il perturbante di Wu Ming.

«Si può dire che Denni è quella figura che non solo non ci fa capire se ci troviamo di fronte a un testo realistico (Denni è solo una pazza) o a un testo fantascientifico (Denni è un alieno), ma anche quella figura che ci impedisce di capire se sia effettivamente un personaggio amico o nemico. Il suo ideale socialista è una forma pura o una forma troppo idealistica e per questo pericolosa?»

V. G. Šuchov e la sua torre

Il prisma di Newton
Ricerche, intrecci, utopie / “Proletkult” – Wu Ming

«Una riflessione sul fare letteratura, sulla contaminazione sia orale che scritta, sia reale che immaginata degli intrecci a partire da un intreccio-sorgente: nessun autore “possiede” i propri romanzi ma ciascun autore è il mezzo di trasmissione ( il ruolo della colossale torre Shukov, monumento ideologico alla diffusione del verbo socialista) necessario al viaggio delle storie»

Valerio Cuccaroni su Argo:

Proletkult: più che un romanzo, un manifesto rivoluzionario

«I mondi romanzeschi del collettivo sono costruzioni pianificate che lasciano intravedere la carta millimetrata usata per progettarle: nel caso di Proletkult, la scaletta prevede antefatto, presentazione dei personaggi (con un capitolo a testa per i coprotagonisti), flashback, ricerca dell’oggetto del desiderio e dell’elisir con ostacoli, incontro con l’antagonista, conclusione.» (corsivo nostro)

Evidenziamo questo passaggio perché nella recensione di Gerardo Iandoli, citata in apertura, si sottolinea invece un’altra caratteristica, «forse quella che più distingue Proletkult dal resto della produzione dei Wu Ming: manca un vero antagonista». Se Iandoli ha ragione – e a noi pare di sì – allora con quale antagonista si incontra Bogdanov, sulla carta millimetrata della nostra scaletta?

È’ un dettaglio di cui ci piacerebbe discutere, così come sarebbe interessante confrontarsi sulle prime due stroncature “politiche” del romanzo.

Parigi, XIV arr., 24, rue Beaunier – Qui Lenin corresse le bozze di “Materialismo ed empiriocriticismo”.

Mattia Pelli su Popoff:

Proletkult: il romanzo senza rivoluzione.

«La tesi che Wu Ming propone nel corso di tutto il romanzo è costruita su alcune opposizioni che tengono prigioniero l’Ottobre in una rappresentazione manichea. La prima e più importante è quella tra Lenin e Bogdanov da cui discendono le altre di cui è costellato il romanzo: dogmatico/eterodosso; autoritario/libertario, ecc. Questa eccessiva semplificazione si ripercuote su tutta la narrazione, sui personaggi e sulle ambientazione del romanzo.»

Roberto Sarti su Rivoluzione:

Proletkult di Wu Ming – Una recensione

«Nel corso del romanzo Wu Ming suggerisce che sarebbe potuta esistere una terza via tra leninismo e stalinismo: le teorie di Bogdanov, appunto. Nelle sue intenzioni il Proletkult avrebbe dovuto essere un movimento che sradicava la cultura borghese e sviluppava una “cultura proletaria”. L’ideologia di Bogdanov era ammantata di idealismo e meccanicismo. La coscienza umana non può subire mutamenti decisivi finché non si forniscono le masi materiali economiche e sociali per tale cambiamento.»

Concludiamo la cavalcata con Marco Grifo su StayNerd:

Da Bogdanov a Wu Ming. Pianeti rossi e sol dell’avvenir.

«Denni si fa interprete di alcune intuizioni della corrente filosofica post-umana, interrogandosi sul linguaggio e sulla propensione dell’uomo a considerare oggetti gli elementi della natura che lo circondano. La questione acquisisce una forza dirompente se per un attimo ci immergiamo nell’Unione Sovietica degli anni ’20-’30 e nella sua fiducia incrollabile nel progresso scientifico e tecnico come strumenti per dominare la natura.»

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