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Resistenza

Dopoguerra e dopoquarantena. Torna in libreria «La luna e i falò», un classico per la fase che stiamo vivendo

La luna e i falò

Nel 70esimo anniversario della morte dell’autore, l’Einaudi ripubblica sette libri di Cesare Pavese, con introduzioni scritte da autori italiani contemporanei e copertine disegnate da Manuele Fior.
Tra i titoli che tornano in libreria nella nuova veste c’è La luna e i falò, massimo risultato narrativo di Pavese, romanzo-summa uscito pochi mesi prima del suo suicidio. Un doppio settantennale, dunque.

Quando la casa editrice ci ha chiesto quale romanzo volessimo introdurre, abbiamo subito scelto questo. Dopo avere riletto – e in certi casi letto per la prima volta – l’opera omnia di Pavese negli ultimi mesi del 2019, abbiamo scritto il testo da dicembre a gennaio. L’abbiamo consegnato a febbraio… poi c’è stato quel che sappiamo.

Durante la fase più cupa dell’emergenza coronavirus – che nessuno chiamava ancora «Fase 1» – ai nostri occhi il romanzo si è acceso di nuova luce e ci è parso ancora più attuale. Per questo l’abbiamo incluso tra i testi del reading itinerante del 21 aprile, anniversario della Liberazione di Bologna.

Ora giunge in libreria e – che dire? – il tempismo è perfetto. Prosegui la lettura ›

I diciotto di Cortecchio e la Lupa Verde. Storie di Resistenza e scarpinate sull’Appennino.

Partigiane e partigiani della 36ª Brigata Garibaldi al comando di Ca’ di Gostino (RA)

Lunedì 24 febbraio avevamo in programma un doppio incontro in quel di Vercelli: la mattina, all’Università del Piemonte Orientale, con le studentesse e gli studenti del corso di Letteratura Italiana, tenuto dalla professoressa Stefania Sini e quest’anno dedicato ai nostri romanzi; il pomeriggio, nella biblioteca comunale, in collaborazione con l’ANPI, per un appuntamento intitolato «Resistere raccontando, raccontare la Resistenza. La lotta partigiana nei libri del collettivo Wu Ming».

Entrambi sono saltati, letteralmente dall’oggi al domani, per l’irrompere dell’emergenza Coronavirus. Prosegui la lettura ›

Dal dirupo di Sabbiuno, 25 aprile 2020. Come e per cosa lottare nelle fasi 2 e 3 dell’emergenza coronavirus

Monte Sabbiuno (BO), 21 aprile 2021, h. 19:30. Monumento ai caduti della strage nazifascista del dicembre 1944.

di Wu Ming

1. Monte Sabbiuno
2. Un reading itinerante in pieno lockdown
2b. L’apparizione della C.
3. In base a cosa hanno recluso in casa i nostri bambini?
4. L’epidemia più duratura e letale
5. Pensiero reazionario e pensiero della liberazione
6. Il «nulla più come prima»: un’iperbole antistorica e un alibi ideologico
7. Dieci punti fermi per il futuro
8. Ritorno da Sabbiuno

Il 21 aprile 2020, poco prima delle sette di sera, abbiamo preso l’autobus 52 in Piazza Cavour e siamo saliti in collina, a Monte Sabbiuno. Andandoci, non siamo usciti dai confini del comune di Bologna (il burrone col monumento ai caduti è proprio al limite), ma siamo usciti dai limiti delle norme: lontani da casa, tipologia di spostamento non prevista dal modulo di autocertificazione. Ma eravamo certi di essere nel giusto, perfino sotto l’aspetto legale. Prosegui la lettura ›

L’Uomo Calamita, ce n’est qu’un début…

Clicca sull’immagine per vedere il trailer de L’uomo calamita.

Dopo due anni di scritture, prove, esibizioni e aggiustamenti,
dopo il primo “studio” presentato a Maiolati Spontini a fine dicembre 2017,
dopo la pubblicazione del libro omonimo, con le illustrazioni di Marie Cécile,
dopo l’anteprima del 25 aprile scorso al Teatro «Laura Betti» di Casalecchio di Reno,
dopo il tutto esaurito di quest’estate a Pesaro, Pisogne, Firenze,
finalmente siamo giunti al debutto. E non è che l’inizio…
Il 12, 13, 14 e 15 dicembre, L’Uomo Calamita arriva al Teatro Vascello di Roma nella sua versione definitiva. Prosegui la lettura ›

Sarnano ’44. Storia e leggenda di «quella partita di calcio tra partigiani e nazisti»

[Anche una storia vera, se raccontata omettendone il contesto, si trasforma in narrazione tossica. Ce lo dimostrano Matteo Petracci (storico, tra le altre cose membro del gruppo Nicoletta Bourbaki) e Simone Vecchioni (grande conoscitore e narratore dell’Appennino marchigiano, membro di Alpinismo Molotov). In questo articolo, i nostri guest blogger ci offrono un primo resoconto della loro ricerca pluriennale su un episodio “minore” dell’occupazione nazista delle Marche: una partita di calcio «tra soldati tedeschi e partigiani», che però… Non vi anticipiamo nulla. Buona lettura. WM]

di Matteo Petracci & Simone Vecchioni

Un pallone, due squadre, undici giocatori in divisa, undici civili. Una partita che è stata
raccontata – e fatta – a pezzi per 75 anni e della quale ancora non si conosce il risultato
finale. Una storia sconosciuta ai più, ricostruita allargando lo sguardo e smontando
parte delle cronache che da anni circolano sul suo conto.

Una cosa è certa: non è possibile raccontare questa partita senza inserirla nel contesto
in cui è stata disputata, e anche in questo caso la storia cambierà in base al punto dal
quale decideremo di raccontarla. Prosegui la lettura ›

La resistenza «italiana»: multietnica, creola, internazionalista e migrante

Clicca per vedere il video della conferenza di Wu Ming 1.

La Resistenza «italiana» non è un’epopea solo nazionale e nemmeno solo bianca.

Nella nostra guerra di liberazione combatterono partigiani di oltre cinquanta nazionalità e da ogni continente. La Resistenza al fascismo italiano cominciò nelle colonie d’oltremare e vi presero parte anche italiani. La Resistenza italiana si ispirò a quella jugoslava e in «Venezia Giulia» cominciò ben prima dell’8 Settembre. Partigiani italiani combatterono in Jugoslavia, Albania, Grecia, Francia, Belgio…

Cosa ci ha impedito, per tutti questi anni, di vedere la Resistenza «italiana» come una guerra internazionalista, anticoloniale e senza confini? Come una guerra meticcia?

Con la conferenza tenuta al Memoriale della Shoah di Milano il 6 maggio 2019, Wu Ming 1 ha cercato di dare risposte a questa domanda, elencando le ragioni politiche e – soprattutto – i «blocchi» culturali che hanno reso invisibile la «quarta dimensione» della nostra guerra partigiana. Prosegui la lettura ›

Scongelati! Termina col botto la raccolta per la nostra graphic-rock-novel.

Si è conclusa ieri, domenica 17 marzo, la campagna per finanziare Surgelati – spettacolo di parole e musica scritto da Wu Ming 2 + Contradamerla, registrato in studio e affiancato dal racconto a fumetti di David Biagioni e Nicola Gobbi.

Il contatore del crowdfunding su Produzioni dal Basso dice che abbiamo raccolto 12.720 euro – su 12mila necessari – con 300 sostenitori/sostenitrici tonde tondi.

A queste vanno a sommarsi le sottoscrizioni ricevute a mano, durante serate, iniziative e concerti. Una prima scorta l’avevamo già riversata sulla raccolta on-line, perché contribuisse a raggiungere l’obiettivo finale. Dopodiché, grazie soprattutto al Surgelati Day, celebrato il 10 marzo al Reasonanz di Loreto, abbiamo raggranellato altri 1.120 euro, oltre a tre prenotazioni per suonare lo spettacolo dal vivo – che tuttavia non abbiamo avuto fretta di confermare, visto che la cifra-traguardo era comunque raggiunta. Il totale, tra piattaforma on line e contributi live,  dovrebbe essere quindi di 15.040 euro, che ci consentiranno di confezionare un oggetto-libro davvero prezioso. Prosegui la lettura ›

Partigiani migranti. La Resistenza internazionalista contro il fascismo italiano.

Lapide nel cimitero partigiano internazionale di Pozza (AP).

di Wu Ming 2

Qualche settimana fa, poco prima di Natale, l’account twitter dell’ANPI Brescia ha segnalato l’ennesimo tentativo di ridurre la Resistenza italiana a un movimento patriottico, bianco e nazionalista.
Ancora una volta, ci è toccato leggere frasi di questo genere: «A coloro che accostano i #migranti ai #partigiani e che cantano #bellaciao faccio notare che i VERI partigiani (non i #sinistri che s’atteggiano dell’#anpi) combattevano per difendere la propria patria!!! E combattevano contro “l’invasor” ovvero lo straniero! E non scappavano!!!»
Giustamente l’ANPI Brescia ha risposto: «I partigiani combattevano contro i fascisti, italiani e stranieri, per la liberazione dell’Italia dalla dittatura, e i migranti di allora, cioè le persone costrette a lasciare il loro Paese (ad esempio dalla guerra), li accoglievano nelle loro file. E non scappavano.»

Per aiutare a smontare la mistificazione, abbiamo iniziato ad elencare alcuni esempi di quanto la Resistenza sia stata invece multietnica, creola, internazionalista e migrante. Il thread ha avuto una rapida diffusione e molte persone hanno aggiunto notizie e testimonianze familiari sulla partecipazione di «partigiani stranieri» alle «nostre» brigate.

Per questo, abbiamo pensato che potesse essere utile radunare in un post i principali riferimenti reperibili on-line alle oltre 50 nazionalità rappresentate nella Resistenza italiana, e agli italiani che affiancarono i partigiani di altre nazioni. Così, la prossima volta che qualcuno tirerà fuori la solita “bufala sovranista”, sarà sufficiente citare questo post per stroncarla sul nascere. Prosegui la lettura ›

Grüne Linie. Un progetto fotonarrativo di Giancarlo Barzagli e Wu Ming 2.

Mirco Zappi, che solo per l’anagrafe si chiamava Graziano.
Orlando Rampolli, nome di battaglia Teo.
Luigi Tinti, l’inesauribile comandante Bob.
Tre partigiani – degli oltre 1500 – che vissero l’epopea della 36ª Brigata Garibaldi, attiva sull’Appennino tosco-romagnolo, tra le province di Firenze, Ravenna e Bologna, quando per quei crinali passava la Grüne Linie, l’ultima fortificazione nazista a sud della Pianura Padana. Prosegui la lettura ›

#RadioGiap Rebelde | Yo Yo Mundi, Wu Ming 1, Luca Casarotti, Live in #Pavia, 04/02/2018

54 degli Yo Yo Mundi

Il 4 febbraio scorso, una domenica sera, allo Spaziomusica di Pavia si è rinnovato un sodalizio, quello tra Wu Ming e i nostri “cugini” Yo Yo Mundi. Sodalizio che nel 2004 diede vita all’album 54, tratto dal nostro romanzo di due anni prima.

Abbiamo riproposto dal vivo un brano di quell’album, Ettore (Stella Rossa vince), per la prima volta con Wu Ming 1 alla voce recitante. Un ritorno, e un ricordo del collega (collega di tutti noi: scrittore e musicista), compagno e amico Stefano Tassinari, che nel 2002 fece conoscere le due band. Prosegui la lettura ›