News dalla Cirenaica che resiste: difendere #Bologna dalla cementificazione!

Supermercati in Cirenaica e dintorni. Mappa realizzata da zic.it nel settembre 2017. Clicca per ingrandirla.

Abbiamo già parlato della lotta contro il progetto di nuovo supermercato in via Libia, rione Cirenaica, Bologna. Un progetto arrivato sulla scia di molte “stranezze”, passato sulle teste degli abitanti dopo una sequela di sgomberi e incendi dolosi.

Il «collettivo di collettivi» Resistenze in Cirenaica, di cui fa parte anche Wu Ming, è fin dall’inizio parte della mobilitazione. RIC ha fatto un presidio raccontato, organizzato un’assemblea di quartiere al giardino pubblico «Lorenzo Giusti», e aiutato a raccogliere firme per ottenere una seduta del Consiglio di Quartiere aperta alla cittadinanza.

Si sono raccolte oltre duecento firme, materialmente consegnate da Marco Trotta, consigliere di Coalizione Civica al Quartiere San Donato/San Vitale. La seduta ci sarà e invitiamo cirenaici e solidali a esserci.

Giovedì 28 settembre, h. 20, al centro sociale «Scipione dal Ferro», via Sante Vincenzi 50.

Chiederemo di fermare il cambio di destinazione d’uso del terreno.

L’area intorno alla Cirenaica, come si vede dalla mappa qui sopra, conta già 18 supermercati, eppure se ne stanno costruendo altri tre. In via del Lavoro, a poche centinaia di metri dal sito che stiamo difendendo, in tempi da record sta sorgendo un nuovo Eurospin.

Va ricordato che la Cirenaica è già un luogo di fallimenti edilizi, cavia di assurdi esperimenti “residenziali” che hanno lasciato scheletri urbani, luoghi tristi che con l’atmosfera del quartiere non c’entrano niente, già quasi dismessi a pochi anni dall’inaugurazione.

Resistenze in Cirenaica è tra i soggetti che hanno spinto per formare un comitato dei cittadin* che si oppongono al progetto. Ora c’è, si chiama Bologna È(st) contro il Cemento e per l’Ossigeno.
BECCO, nel senso di mettercelo, di non farselo chiudere.
Un comitato non limitato alla Cirenaica, perché il problema riguarda tutta Bologna, in questo non diversa da molte altre città italiane.

Nei giorni scorsi anche i mezzi d’informazione mainstream si sono accorti della vera e propria epidemia di supermercati che sta colpendo un territorio già zeppo di supermercati falliti e centri commerciali semichiusi. «Bologna, l’invasione dei supermarket», ha titolato l’edizione locale di Repubblica.

È un modello in crisi ovunque, e non crea nemmeno posti di lavoro (anzi, li falcidia), eppure solo dall’inizio del 2017 nelle periferie bolognesi sono spuntati 9 (nove) nuovi supermercati, costruiti o in costruzione, e già incombe l’apertura del FICO farinettiano, e sono in programma nuove aggressioni al territorio, dal «Passante di Mezzo» al megaprogetto per i Prati di Caprara.

Una grande distopia cementizia sta cambiando i connotati a Bologna, nel senso di quando te li cambiano a cazzotti. Nulla ci toglierà il sospetto che a guadagnare da tutto questo siano solo i signori dell’edilizia, le lobbies del cemento-e-tondino, dell’asfalto, del mattone. Che in Emilia vuol dire aziende e cooperative amiche… e amiche delle amiche. Quelle in nome dei cui interessi si sgomberano case occupate e centri sociali.

Consumo di luogo

La copertina di Consumo di luogo. Clicca per scaricarlo in pdf.

E la classe dirigente locale cosa dice?

Sono ormai lontanissimi i tempi della pianificazione urbanistica emiliana, i tempi dei Cervellati e dei Campos Venuti… Oggi l’Emilia Romagna si dota di una nuova legge urbanistica che, nominalmente «contro il consumo di suolo», apre la strada a nuove speculazioni. Su questo consigliamo il libro  Consumo di luogo. Neoliberismo nel disegno di legge urbanistica dell’Emilia-Romagna, a cura di Ilaria Agostini, Pendragon, Bologna 2017. Con il permesso degli autori, lo rendiamo disponibile in download.

Del resto, che gli amministratori bolognesi abbiano sposato senza remore il neoliberismo è chiaro da tempo, basta leggere le risposte che danno su questi argomenti. Dogmi prefabbricati e miserelli: «Sarà il mercato a decidere chi resterà aperto e chi chiuderà!»

Già, ma lo deciderà dopo che si sarà cementificato, lasciando in eredità nuovi relitti urbani.
Per evitare di averne uno in più, difendiamo quel terreno sotto il ponte di via Libia.

Qui sotto, pubblichiamo il comunicato di B.E.C.C.O.

[N.B. Come Resistenze in Cirenaica abbiamo in serbo nuove serate e interventi nel quartiere. Segnatevi queste date: 13 ottobre e 22 ottobre. I dettagli seguiranno.

Prima ancora, il pomeriggio del 3 ottobre, RIC sarà in via Zamboni 38, dove prenderà parte alla giornata di studi «Città, spazi abbandonati, autogestione» organizzata dal Laboratorio Crash!, con un intervento intitolato «Dalla strada alla storia, passando per il presente, e viceversa. Appunti di guerriglia toponomastica»]


No al nuovo supermercato in Cirenaica: andiamo a dirlo all’amministrazione!

Venerdì 22 settembre si è svolta una nuova assemblea pubblica per decidere come portare avanti la campagna contro la costruzione dell’ennesimo supermercato per la Cirenaica e le aree limitrofe, che secondo le intenzioni dei privati coinvolti (la ditta costruttrice e la catena multinazionale Lidl) dovrebbe sorgere nel comparto ex Atc di via Libia: una speculazione urbanistica che porterà più consumo di suolo, più traffico e più inquinamento, riducendo le già scarse previsioni di verde inserite nel progetto originario.

All’assemblea, oltre a numerose/i cittadine/i che già da tempo hanno deciso di attivarsi contro questa iniziativa, hanno partecipato anche altre realtà come il Comitato Rigenerazione No Speculazione (che si sta mobilitando per intervenire sul progetto legato alla ristrutturazione dello stadio: anche lì si prevedono nuove strutture commerciali a scapito del verde) e l’associazione CampiAperti (che da anni organizza il mercato contadino e biologico del martedì in via Paolo Fabbri), oltre ad alcuni residenti della zona di via del Lavoro arrabbiati per la realizzazione anche in quell’area di un ulteriore supermercato, che disterebbe poche centinaia di metri da quello ipotizzato in via Libia. Strutture che si aggiungerebbero alle tante già esistenti nel quartiere, come dimostra la mappa di Zic.it presentata durante l’assemblea: in un solo colpo d’occhio la mappa mostra facilmente quanti sono i supermercati già disponibili a fronte delle aree verdi. Nel rione Cirenaica si è costruito troppo e male negli ultimi anni, case invendute, spazi commerciali deserti, opere di urbanizzazione mai completate, aree pubbliche svendute o sotto utilizzate. ORA BASTA! La Cirenaica ha bisogno di nuove aree verdi, del rilancio del mercato rionale e dei piccoli esercizi di vicinato, di un utilizzo sociale e condiviso degli spazi ora inutilizzati.

L’assemblea ha deciso di:

■ Costituire il comitato B.E.C.C.O. (Bologna Est contro il Cemento e per l’Ossigeno), con l’obiettivo di fermare il progetto e di far sentire le voci e le proposte di chi in cirenaica vive, lavora e ha attività.

■ Portare avanti una petizione popolare contro il nuovo supermercato: al momento è possibile firmare a Vag61 (via Paolo Fabbri 110), al bar Edera (via Masia 14) e il martedì al mercato di CampiAperti (via Paolo Fabbri 112) oppure inviando un’e-mail a nosupermarketincirenaica@gmail.com indicando nome, cognome e indirizzo. A breve sarà anche attivata la possibilità di aderire alla petizione firmando online.

■ Partecipare tutte/i insieme al Consiglio di Quartiere aperto che, grazie a 222 firme raccolte nel giro di pochi giorni, è stato convocato per discutere del progetto di via Libia. E’ stata annunciata la presenza del’assessore all’Urbanistica, Valentina Orioli, quindi avremo l’occasione di far sentire sia al Quartiere che alla Giunta comunale la voce di chi vuole dire NO AL NUOVO SUPERMERCATO! Invitiamo tutte le persone interessate ad essere presenti: il Consiglio si terrà giovedì 28 settembre alle 20, al centro sociale Scipione dal Ferro in via Sante Vincenzi 50.

Comitato B.E.C.C.O.

> Per informazioni: nosupermarketincirenaica@gmail.com

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2 commenti su “News dalla Cirenaica che resiste: difendere #Bologna dalla cementificazione!

  1. Leggo la notizia che la provincia di Trento ha deliberato lo stop ai centri commerciali (>10000 mq). Secondo voi è un segnale oppure rientra in un semplice aggiustamento all’interno dello stesso frame? Ovvero, spostamento dalla cementificazione dei mall alla cementificazione per le piattaforme logistiche Amazoniane?

    • Onestamente credo che non si tratti di un ripensamento strategico. Il partito del cemento-e-tondino a Trento è fortissimo e trasversale, perfettamente integrato nel sistema di potere dominante (incentrato sulla trinità Curia, Provincia, Università).
      Piuttosto, avranno preso atto che lo spazio urbano e suburbano è saturo, con due centri commerciali già esistenti e diversi ipermercati dentro e intorno alla città (che è medio-piccola, ricordiamolo).
      Nel frattempo l’attenzione si sposta sulla grande area ex Italcementi, facendo finta che nell’area ex Michelin non sia successo nulla.
      Nell’area ex Michelin, a un estremo della quale c’è l’avveniristico MUSE, museo della scienza, sorge la “città fantasma”, quella progettata da Renzo Piano, casermoni di vetro, legno e cemento dall’aria molto cool e molto eco ma già vecchia; decine e decine di appartamenti e spazi commerciali quasi tutti vuoti o affittati da uffici della Provincia; prezzo al metroquadro sui 5000 euri.
      Poi c’è il mega progetto di interramento della linea ferroviaria e della stazione, pensata in relazione all’Alta Velocità (ma forse anche a prescindere).
      Insomma, non si punterà sui centri commerciali, ma gli intenti sono bellicosi.

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