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Passante di Bologna

Quattro passi contro il Passante. Un rituale apotropaico per incontrare I sollevamenti della Terra.

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Bologna si è affacciata sugli anni Venti del Duemila dichiarando per bocca del suo sindaco di essere «la città più progressista d’Italia».

Il primo frutto di questo suo progresso, l’opera più importante dell’immediato futuro, sarà l’allargamento del nastro d’asfalto che l’attraversa, da oriente a occidente. L’infrastruttura formata dall’A14 e dalla tangenziale raggiungerà in alcuni tratti le diciotto corsie. Per chi non la conoscesse, si tratta di un’autostrada urbana, che corre a circa tre chilometri dal centro storico, nel ventre di quartieri popolosi, e dunque a ridosso di case, condominii, campi coltivati, parchi e scuole.

Nell’ormai diffusa e solida consapevolezza che occorre ridurre l’uso dell’automobile, un progetto del genere ha l’aspetto di un mostro riemerso dal passato. È quanto di più retrogrado, inutile e ingiusto si potesse immaginare per contenere l’inquinamento, l’impatto sul clima, gli ingorghi. Prosegui la lettura ›

Il Passante «green». Una civica e coraggiosa colata d’asfalto.

«Non giocarti la testa col diavolo…»

Cinque anni fa, insieme a Wolf Bukowski, abbiamo condotto un’inchiesta in sette puntate sul «Passante di Bologna», ovvero l’allargamento a 16/18 corsie del nastro autostradale che attraversa la periferia del capoluogo emiliano, a poco più di tre chilometri dalle Due Torri.

I primi tre articoli vennero pubblicati sul sito di Internazionale, con le foto di Michele Lapini, nel dicembre 2016. Gli altri quattro qui su Giap, tra gennaio e marzo 2017.
Non si trattò di un lavoro fatto solo sulle carte: assistemmo agli incontri del farlocchissimo «percorso partecipativo», ci intrufolammo alle cerimonie di presentazione del progetto, incontrammo le persone che abitano a ridosso dell’opera, organizzammo iniziative e camminate a tema. Prosegui la lettura ›

I piedi sulla città! Un sortilegio di passi contro la #Bologna distopica.

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Sabato 13 maggio cammineremo per 18 chilometri attraverso alcuni luoghi della Bologna distopica immaginata dal Comune (Passante, Fico, Progetto Scandellara, Revamping Fiera, Trilogia Navile). Allo stesso tempo, evocheremo le forze resistenti della città, unendole in un abbraccio di passi (Zamboni 36, Vag 61, San Donnino No Passante, Crash, XM24).

Dopo le quasi 2000 firme raccolte dal documento «Difendere XM24 per tornare a respirare», questa passeggiata apotropaica ribadisce la necessità di opporsi a un progetto complessivo, che non riguarda solo un centro sociale, un quartiere popolare o un campo di periferia. Occorre tracciare un limite alla speculazione e l’unico modo per farlo è disegnarlo con i corpi, con i piedi, abitando il territorio e imparando a conoscerlo. Prosegui la lettura ›

Il #Passante di #Bologna, settima puntata | La caduta.

di Wolf Bukowski e Wu Ming 2

Quella riguardante il cavalcavia crollato, era l’undicesima attività di sollevamento di ponti sulle 12 che stiamo effettuando. È un’operazione di routine, è fatta in sicurezza e non prevede la chiusura. Lo ha confermato anche la polizia stradale: si svolge in presenza di traffico perché la caduta del cavalcavia non è un evento previsto.

Il cavalcavia è quello che, a Camerano, passava sopra la A14, e che il 9 marzo si è schiantato sulle vite di Antonella Viviani ed Emidio Diomedi. La causa dei lavori in corso era l’allargamento dell’autostrada a tre corsie, e l’incredibile dichiarazione è tratta da un’intervista a Roberto Tomasi, Condirettore Generale Nuove Opere di Autostrade per l’Italia.

Tomasi, con rapido istinto padronale, poche battute dopo evoca l’errore umano di chi ha eseguito i lavori. È come se dicesse: “Noi? Noi che c’entriamo? Mica l’avevamo previsto che cadesse in testa a qualcuno. E se noi non l’avevamo previsto, non doveva cadere. Se è successo sarà colpa di uno di quegli operai ‘gnoranti, noi siamo i meglio progettisti.” Prosegui la lettura ›

Il Passante di #Bologna, sesta puntata. | Attenti al capitombolo!

Domani, 4 marzo, Bologna vivrà una giornata di iniziative diffuse, nel segno dell’autogestione e della resistenza agli incubi urbanistici che la minacciano. Con l’occasione, torniamo a parlare del Passante di Bologna. È lo stesso carburante, infatti, ad alimentare la gentrificazione della zona centrale della città e i progetti che ne soffocano le periferie. Come vedremo nel post, la differenza tra gli interventi infrastrutturali e quelli residenziali è assai più sfumata di quanto sembri a prima vista.
Quel carburante è la speculazione immobiliare. “La dinamica è lineare: riconverto zone centrali demolendo e ricostruendo, in più costruisco in periferia su terreni vergini sotto l’ombrello dell’interesse pubblico”, come dice Paola Bonora.
Il governo cittadino, assunte le esigenze di valorizzazione del capitale come sola bussola, cerca di nascondere la propria incapacità nel risolvere una vera emergenza (l’aria mefitica e cancerogena) creandone una a tavolino: il degrado, di cui Xm24 e la Bolognina sarebbero l’epicentro. Prosegui la lettura ›

Il #Passante di #Bologna, quinta puntata | Dai facilitatori ai buttafuori.

di Wolf Bukowski e Wu Ming.

1.

Facciamo un passo indietro.
Il 15 dicembre 2016, sul sito ufficiale del comune di Bologna, alla sezione “comunicati stampa”, compare questo testo (tuttora on line):

«Domani, venerdì 16 dicembre, alle 14 in sala di Giunta a Palazzo d’Accursio, verrà illustrato l’accordo sul Passante di Bologna sottoscritto in sede di Comitato di Monitoraggio, coordinato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e composto da Regione Emilia-Romagna, Città Metropolitana di Bologna, Comune di Bologna e Autostrade per l’Italia […]
Si prega di considerare la presente come invito.
Cordiali saluti.»

A quella data, il “confronto pubblico” sul Passante di Bologna è terminato e l’accordo che verrà illustrato in Sala di Giunta ne costituisce l’indegno epilogo: sindaco, assessori e consiglieri, a braccetto con l’amministratore delegato di Autostrade, spiegheranno quali mirabolanti migliorie abbiano arricchito il progetto, grazie al contributo dei cittadini bolognesi e dei facilitatori di Avventura Urbana.

Intanto, sul sito di Internazionale, sono già uscite la prima e la seconda puntata della nostra inchiesta sulla Grande Opera. Stiamo terminando gli ultimi ritocchi alla terza e non ci dispiacerebbe piazzare, come ciliegina sulla torta, un piccolo reportage dell’incontro in Comune. Purtroppo, invitati con un solo giorno d’anticipo, non riusciamo a liberarci da altri impegni, e l’occasione sfuma. Prosegui la lettura ›

Il Passante di #Bologna, quarta puntata | Assedio e resistenza sotto l’A14

di Wolf Bukowski e Wu Ming

«Non manca la nota critica sulle demolizioni di qualche casa, casupola o baraccamento, troppo vicini alla Tangenziale che occorre rimuovere per migliorarne la funzionalità soprattutto negli svincoli, ma su queste si sta già esercitando il Resto del Carlino, con pezzi di colore e interviste commiseratorie ai futuri espropriandi. »
Antonio Bonomi, urbanista, a proposito della nostra inchiesta

Iolanda ci invita. Clicca per ingrandire.

Nella seconda puntata del nostro reportage sul Passante di Bologna, abbiamo raccontato di come i «difficilitatori» di Avventura Urbana abbiano gestito il «confronto pubblico» intorno al progetto «preliminare» dell’opera.
Qui su Giap, abbiamo poi raccontato la reazione di una di loro, Iolanda Romano, alla pubblicazione di quel testo sul sito di Internazionale.

Iolanda Romano è fondatrice di Avventura Urbana ed è stata presidente dell’associazione fino al gennaio scorso, quando venne nominata Commissario governativo per il Terzo Valico TAV.
In questa veste, giusto ieri, le hanno indirizzato qualche domanda i No Tav della zona, chiedendole conto, in particolare, di un possibile conflitto di interessi tra il suo ruolo governativo e Avventura Urbana.

Di sicuro, tra le altre cose, Iolanda Romano continua a utilizzare l’account Facebook dell’azienda. In un’occasione lo ha usato per invitarci a «metterci la faccia».

Non avevamo bisogno che ce lo dicesse. Ci abbiamo messo faccia, scarpe, bicicletta. Le abbiamo orientate secondo la mappa e siamo andati a trovare Elena e Marco, nella loro casa di via Bencivenni, incastrata tra le rampe dell’A14 Bologna-Taranto, lambita dai progetti di ampliamento dell’aeroporto, con una fascia di terreno e un rudere (forse) in via d’esproprio per il Passante di Bologna. Prosegui la lettura ›