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Vag61

Speciale #Contrattacco! Audio di tutti gli eventi + interviste e fotoracconti

Contrattacco, terza serata, presentazione di Jacobin Italia

Vag61, terza serata di Contrattacco, domenica 11 novembre 2018. Comincia la presentazione del primo numero di Jacobin Italia, intitolato «Vivere in un paese senza sinistra». Clicca per aprire lo speciale di Vag61 con le registrazioni di tutti gli eventi.

Dobbiamo ancora riprenderci dopo la gioiosa fatica dei tre giorni, il frastornante senso di comunità, la nube energizzante di chiacchiere, le riunioni-fiume da mane a sera, l’affollarsi di immagini, le agnizioni sorprendenti, vieni qui un momento, ti presento X, su Twitter la conosci come @Y, e il vorticare di libri e riviste, le musiche, i corpi, il caldo umido durante i pienoni, e la voce che la prima sera era squillante si fa sempre più gutturale e raschiata, e i dischi volanti, Posadas, Kolosimo, Angela Davis, le rimpatriate di senzapatria, cazzo, ancora ti vesti da skin come a vent’anni.

La seconda sera, sabato, al Vag61 non potevano esserci meno di cinquecento persone. La Brigata Cucinieri ha servito più di trecento pasti, la fila era lunghissima e per non farla molti si sono sparpagliati per le pizzerie, trattorie e piadinerie della Cirenaica, che non è la regione della Libia ma il rione di Bologna di cui vi abbiamo parlato tante volte qui su Giap. Molti altri sono arrivati dopo cena. E la sera dopo, domenica, c’era ancora un botto di gente.

Il calo di adrenalina è avvenuto a balzi, come una discesa in corda doppia da una vetta alpina. È uno spleen da alpinista tornato in pianura. Grande stanchezza, ma con le ultime energie si scrive il récit d’ascension.

Siamo stati all’altezza della sfida. «Siamo» chi? Siamo noi. «Noi» chi? Noi Alegre, Jacobin Italia, Vag61, Wu Ming Foundation, la metaradio, insomma: noialtri.

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Dalle resistenze al #Contrattacco. #Bologna, 9-11 novembre: un festival di nuovi inizi

>>> Tutto il festival sarà trasmesso in diretta streaming
da Radio Città Fujiko a quest’indirizzo <<<

L’indicazione per il secondo weekend di novembre è: convergere su Bologna.
Per la precisione, sul rione Cirenaica.

Ci sarà un bel pezzo di Wu Ming Foundation a Contrattacco, il festival organizzato dal Vag61 e dalle Edizioni Alegre. Un post ad hoc su Giap è d’uopo.

[«Un post ad hoc su Giap è d’uopo»: sentite com’è percussiva e trascinante questa frase, un verso novenario che grazie all’effetto combinato di parole tronche e allitterazioni produce una sequela di piccole esplosioni. E, modestamente, non l’abbiamo nemmeno fatto apposta. La (working) class non è acqua.]

Qui di seguito il programma di Contrattacco, e qui c’è l’evento Facebook. Prosegui la lettura ›

#Bologna, 5 ottobre 2018, ritorna Resistenze in Cirenaica. Lotte per la memoria attiva a confronto: Italia e #Argentina

Clicca per ingrandire.

Tutto comincia con poche ma esplosive righe della nostra amica Mariana nella mailing list di Resistenze in Cirenaica:

«Questa domenica arriva a Bologna Alejandra Naftal, la direttrice del museo della memoria sorto nel sito dove aveva sede la Esma (Escuela de mecánica de la Armada), uno dei peggiori centri clandestini di detenzione durante l’ultima dittatura argentina, dal quale sono scomparsi migliaia di desaparecidos. Per poter trasformare il sito in un luogo della memoria varie associazioni e militanti hanno dovuto lottare. Ora è un luogo in cui si pratica la memoria attiva attraverso diverse attività. Non solo è possibile vedere gli spazi che hanno tenuto in prigionia donne e uomini, la sala parto dalla quale almeno un centinaio di bambini sono stati rubati alle loro famiglie e dati in adozione a famiglie legate al regime, ma anche gli spazi che occupavano i servizi segreti […] Oggi, nel Sito de Memoria Esma, tutte le settimane si organizza la “visita de las Cinco”, il giro delle cinque pomeridiane, in cui sopravvissuti e parenti delle vittime raccontano le loro storie.» Prosegui la lettura ›

News dalla Cirenaica che resiste: difendere #Bologna dalla cementificazione!

Supermercati in Cirenaica e dintorni. Mappa realizzata da zic.it nel settembre 2017. Clicca per ingrandirla.

Abbiamo già parlato della lotta contro il progetto di nuovo supermercato in via Libia, rione Cirenaica, Bologna. Un progetto arrivato sulla scia di molte “stranezze”, passato sulle teste degli abitanti dopo una sequela di sgomberi e incendi dolosi.

Il «collettivo di collettivi» Resistenze in Cirenaica, di cui fa parte anche Wu Ming, è fin dall’inizio parte della mobilitazione. RIC ha fatto un presidio raccontato, organizzato un’assemblea di quartiere al giardino pubblico «Lorenzo Giusti», e aiutato a raccogliere firme per ottenere una seduta del Consiglio di Quartiere aperta alla cittadinanza.

Si sono raccolte oltre duecento firme, materialmente consegnate da Marco Trotta, consigliere di Coalizione Civica al Quartiere San Donato/San Vitale. La seduta ci sarà e invitiamo cirenaici e solidali a esserci.

Giovedì 28 settembre, h. 20, al centro sociale «Scipione dal Ferro», via Sante Vincenzi 50.

Chiederemo di fermare il cambio di destinazione d’uso del terreno.

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Epidemia di supermercati a #Bologna: il caso via Libia. A cura di Resistenze in Cirenaica

Bologna, 25 giugno 2017. Presidio informativo di Resistenze in Cirenaica in via Libia 67-69. Clicca sulla foto per leggere l’inchiesta di RIC Lost In The Supermarket. Di come, tra sgomberi, incendi e logiche da svendita, ci ritroviamo con un progetto di supermercato in via Libia. Storia dal basso di un lotto di terreno, dalla guerra partigiana ai giorni nostri.

Quando gli è stato fatto notare che nel quartiere da lui amministrato e nel resto di Bologna è in corso un’epidemia di nuovi supermercati – vicinissimi l’uno all’altro – mentre diversi centri commerciali già realizzati sono in crisi e ormai mezzi chiusi, il presidente del quartiere Navile Daniele Ara ha risposto su Twitter:

«Esiste libertà e concorrenza nel commercio. Decide il consumatore se sono troppi. Bravi o meno bravi.»

Traduzione: lasciamo campo libero ai cementificatori; poi, se i progetti falliscono e gli esercizi chiudono, cazzi loro.

È con questa bella logica, applicata tanto all’edilizia abitativa quanto ai centri commerciali, che il Navile e l’intera città si sono riempiti di «scheletri urbani», edifici incompiuti oppure terminati ma ineluttabilmente vuoti, invenduti, sfitti, e di grandi esercizi mezzi deserti, pieni di serrande abbassate. Prosegui la lettura ›

AAA. A #Bologna. Dalla Cirenaica alla Bolognina, nei quartieri si resiste

Nel penultimo weekend di giugno il Vag61 e tutto il rione Cirenaica di Bologna saranno animati da AAA.

A chi ci segue da lunga – ormai molto lunga – data sarà squillato un campanello in testa, ma no, non stiamo parlando dell’Associazione Astronauti Autonomi, e nemmeno della gloriosa casa editrice fondata dai pionieri blissettiani Vittore Baroni e Piermario Ciani. No, questo AAA è il festival dell’Autoproduzione, Autogestione Autorganizzazione. Il programma completo è qui.

Un’anteprima ci sarà già domani – giovedì 15 giugno – al Bar Edera di via Massenzio Masia 14. Dalle h.19, presentazione del festival e inaugurazione della mostra Rione Cirenaica, strade resistenti.

Segnaliamo la nostra partecipazione, in due distinti momenti. Prosegui la lettura ›

I piedi sulla città! Un sortilegio di passi contro la #Bologna distopica.

Clicca sull’immagine per scaricare il volantino completo

Sabato 13 maggio cammineremo per 18 chilometri attraverso alcuni luoghi della Bologna distopica immaginata dal Comune (Passante, Fico, Progetto Scandellara, Revamping Fiera, Trilogia Navile). Allo stesso tempo, evocheremo le forze resistenti della città, unendole in un abbraccio di passi (Zamboni 36, Vag 61, San Donnino No Passante, Crash, XM24).

Dopo le quasi 2000 firme raccolte dal documento «Difendere XM24 per tornare a respirare», questa passeggiata apotropaica ribadisce la necessità di opporsi a un progetto complessivo, che non riguarda solo un centro sociale, un quartiere popolare o un campo di periferia. Occorre tracciare un limite alla speculazione e l’unico modo per farlo è disegnarlo con i corpi, con i piedi, abitando il territorio e imparando a conoscerlo. Prosegui la lettura ›

#Bologna, 13/05/2017: Ilio Barontini combatte ancora! (Street art contro il fascismo)

Il murale dedicato a Ilio Barontini

Sabato 15 maggio alle h.15 il murale, più volte deturpato, tornerà com’era.
Clicca per aprire l’evento Facebook.

di Resistenze in Cirenaica

Nel novembre 2016, con l’approvazione e il plauso del proprietario del muro (cosa rara e preziosa in tempi di campagna terroristica sul «degrado»), appare in via Barontini, rione Cirenaica, Bologna, un murale dedicato all’uomo che dà il nome alla via: Ilio Barontini (1890-1951).

Barontini fu non “solo” un comandante partigiano, ma un grande combattente internazionalista. Diede filo da torcere ai fascisti e ai nazisti in Etiopia, Spagna, Francia e Italia. Fu comandante nella celebre Battaglia di Guadalajara (marzo 1937) e, qui a Bologna, nella Battaglia di Porta Lame (7 novembre 1944). Prosegui la lettura ›

L’erba dagli zoccoli. Undici racconti di lotta contadina. Intervista con Tullio Bugari.

Renato Guttuso - L'occupazione delle terre

Le lotte contadine della prima metà del Novecento sembrano ormai vicende di un passato lontanissimo, sterilizzate in formule da sussidiario o epigrammi di addetti alla nostalgia.

Eppure, mai come negli ultimi anni si è tornati a parlare di agricoltura: di come coltivare la terra e goderne i frutti senza passare per lo schiavismo, il caporalato, la grande distribuzione organizzata, lo sperpero di energie e combustibili fossili, l’annullamento dei rapporti umani, la prigionia dei semi e il cibo elitario. In Italia nascono cooperative di braccianti e le terre incolte vengono occupate come non accadeva… dal tempo delle lotte contadine.

Lotte che tornano alla mente, come termine di paragone, anche in altri settori, primo fra tutti quello della logistica, dove la violenza padronale, la guerra tra poveri, le condizioni di lavoro, i ricatti e le forme di lotta fanno pensare… al tempo delle lotte contadine.

Ma che succedeva, di preciso, in quel tempo? E quanto indietro bisogna tornare, per ritrovarlo? Prosegui la lettura ›