Un’estate #notav ad Alta Felicità. A Venaus, dal 27 al 30 luglio, ci saremo anche noi.

I concerti del festival. Clicca sulla locandina per visitare il sito ufficiale di Alta Felicità.

C’eravamo l’anno scorso, ci saremo anche quest’anno.

La seconda edizione di Alta Felicità si svolgerà a Venaus dal 27 al 30 luglio inclusi.

Di fronte alla prima edizione, persino «La Stampa», con tutta la sua ostilità nei confronti del movimento, si è dovuta togliere tanto di cappello, fino a paragonare il festival a Woodstock. Paragone in realtà improprio, perché Alta Felicità ha funzionato come un orologio e alla fine non è rimasta per terra nemmeno una bottiglietta di plastica.

Appunto, già nel 2016 il festival è stato maestoso, decine di migliaia di persone e un’atmosfera di convivialità difficile da esperire altrove. Quest’anno sarà ancora più grande, durerà quattro giorni anziché tre, suoneranno una cinquantina di band, ci saranno dibattiti, presentazioni di libri, escursioni…

E, come si diceva, ci sarà la Wu Ming Foundation. Di seguito, i nostri appuntamenti.

Sabato 29 luglio, h. 17:30

Tavola rotonda
RACCONTARE I TERRITORI AGGREDITI

a cura di Wu Ming 1, con Simona Baldanzi, Gianfranco Bettin, Michela Murgia, Omar Onnis e Terre in Moto.

Sono «territori aggrediti» quelli che subiscono trasformazioni drastiche e irreversibili i cui costi sopravanzano nettamente i benefici, trasformazioni che peggiorano in modo netto la qualità della vita e la salute psicofisica di chi in quei territori vive o vivrà. Cementificazione selvaggia, grandi opere inutili, avvelenamenti lasciati in eredità alle generazioni future.

Ma i territori sono aggrediti anche da stereotipi: ogni aggressione ha bisogno di una narrazione. Una narrazione che non solo sostenga il progetto di turno a colpi di «magnifiche sorti» e «futuri radiosi», ma mitragli chi dissente con raffiche di clichés. Ecco dunque i valligiani ottusi, i sardi rancorosi e mugugnanti, i veneziani che vorrebbero vivere in una campana di vetro, l’«Italia dei No», i «Nimby»… Questo è il racconto dall’alto dei territori aggrediti.

Ma come raccontarli dal basso in modo efficace? Chi partecipa a questa tavola rotonda si è interrogato, nella teoria e nella prassi, su come fare. Lo ha fatto da scrittore, da attivista, qualcuno anche da amministratore pubblico. È tempo di confrontare le nostre idee, e quale migliore occasione di confrontarle, quale migliore location se non in Valsusa, un territorio che è diventato caso da manuale, esempio, territorio aggredito (e resistente) per antonomasia?

Gli attivisti di Terre In Moto parleranno di un’aggressione sui generis, quella che stanno subendo le Marche terremotate, dove una vera e propria «strategia dell’abbandono» disincentiva il ritorno degli abitanti ai paesi distrutti dell’Appennino, in zone dove – guardacaso – sono previste grandi opere impattanti.
[Al festival Terre In Moto allestirà anche la mostra fotografica Storie dai borghi.]

Michela MurgiaOmar Onnis parleranno della Sardegna, forse la zona più aggredita d’Italia, l’unica che a buona ragione e in senso stretto possiamo definire una colonia, tra servitù militari, sperimentazione di armi segrete, pluridecennale cementificazione, grandi opere inutilissime.

Simona Baldanzi parlerà dell’Appennino toscoemiliano violentato da Tav, Variante di valico e non solo.

Gianfranco Bettin parlerà del Nordest e di Venezia,  due territori di cui si parla tantissimo ma che sono tra i peggio raccontati nel mainstream mediatico: una delle regioni più cementificate d’Italia e la città che ha subito forse la grande opera più magniloquente e spettacolarmente devastante, il Mose.

Ad accomunare questi territori è anche la narrazione strumentale e diversiva della grande bellezza. Le Alpi? Bellissime! La Toscana? Bellissima! I Monti Sibillini? Bellissimi! La Sardegna? Bellissima! Venezia? Bellissima! Ed è vero, ma il paradosso è che quanto più il paesaggio viene aggredito, tanto più la sua narrazione si gonfia di bellezza, di pseudo-occasioni da cogliere per contemplare la bellezza.

E la bellezza della lotta? Quella sta a noi raccontarla.

Quiz ad alta felicità. Clicca per ingrandire.

Domenica 30 luglio, h. 10

ESCURSIONE AL SEGHINO

a cura di Wu Ming 1, con Mariano Tomatis

Wu Ming 1 e il mago Mariano Tomatis guideranno una «camminata-racconto» alle pendici del Rocciamelone, con destinazione Seghino, la borgata dove il 31 ottobre 2005 si svolse la prima battaglia campale tra movimento No Tav e forze dell’ordine. «Sul ponte del Seghino / non passa il celerino!»

Wu Ming 1 leggerà pagine dal suo libro Un viaggio che non promettiamo breve (Einaudi, 2016), Mariano Tomatis ripescherà e racconterà storie nascoste e magiche tra Valsusa e Val Cenischia. La memoria storica di Alta Felicità incontra il «passo oratorio» di Alpinismo Molotov.

Qui Mariano fornisce il background e dichiara la poetica di questa camminata-racconto, e annuncia di aver preparato un libretto a tiratura limitata.

Un viaggio che non promettiamo breve

Domenica 30 luglio, h. 15:30

Wu Ming 1 e Bhutan Clan presentano:
UN VIAGGIO CHE NON PROMETTIAMO BREVE

Parole e musica dal libro di WM1 sui primi 25 anni di lotta No Tav

Il reading-concerto, tratto dal libro di Wu Ming 1 Un viaggio che non promettiamo breve, vede – o meglio, sente – l’autore collaborare con il Bhutan Clan, dépendance musicale del «collettivo di collettivi» Resistenze in Cirenaica (Bologna). La lotta No Tav in Val di Susa raccontata con sonorità industrial/noise, jazz, funk e indefinibili.

Ci si vede a Venaus.

[E prima ancora, ci si vede a Terre in Moto Festival.]

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