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Alta felicità

Un viaggio per gli amici: #Hevalen su e giù per lo Stivale. Di cosa parliamo quando parliamo di #Siria?

Presentazione di Hevalen all’Università L’Orientale di Napoli, 21 marzo 2018.

di Davide Grasso *

A fine novembre 2017 atterravo per la seconda volta in un aeroporto europeo dopo essere stato in Siria. Questa volta avevo lasciato due amici alle spalle: Eddi e Jacopo erano restati a difendere e portare avanti la rivoluzione del nord. Sarei giunto a Torino di notte e, la sera dopo, avrei raggiunto piazza Santa Giulia, dove avrei osservato – ancora una volta – la movida di una grande città con negli occhi una zona di guerra. Non che la Siria del nord – o Rojava – sia semplicemente una zona di guerra. È il luogo dove oggi, nel primo quarto inoltrato del ventunesimo secolo, si sviluppa il più grande movimento rivoluzionario della terra, in un mondo senza rivoluzioni. Ancora una volta, dopo due mesi di viaggi mesopotamici, assemblee, riunioni e seminari sostenuti a ritmo marziale – come se fossimo vivi, come se stessimo provando a cambiare il mondo – non potevo che guardare con perplessità il me stesso riflesso in tutti i cocktail e i sorrisi di quel venerdì sera. Perché non stavamo organizzando qualcosa di grande anche qui, anziché strillare senza scopo con delle birre in mano? Prosegui la lettura ›

Anche quest’anno saremo ad Alta Felicità, con la #Valsusa ribelle e la lotta #NoTav

Alta Felicità 2018

La Procura di Torino si ritrova con uno dei due uomini di punta del suo pool anti-NoTav, Andrea Padalino, travolto dagli scandali, ma persevera, tira diritto e – se possibile – intensifica l’azione repressiva.

È proprio l’altro uomo di punta del pool, Antonio Rinaudo (imprescindibile inchiesta su di lui qui), a condurre un attacco frontale all’Askatasuna: irruzione all’alba nel centro sociale, decine di indagati, nove persone agli arresti domiciliari e sei con obbligo di dimora.

L’accusa è di aver attaccato le forze dell’ordine alla manifestazione del Primo Maggio 2017. E pazienza se i video di quella giornata mostrano lo scenario esattamente opposto, con le forze dell’ordine che attaccano a freddo lo «spezzone sociale» di cui l’Askatasuna era parte.

Rapidissime sono giunte le congratulazioni di Salvini. Prosegui la lettura ›

Il giorno dopo, ringraziamenti ad #AltaFelicità. Viva la lotta #notav!

30 luglio 2017, l’arrivo del primo gruppone al Seghino. Si erano iscritte alla camminata-racconto 256 persone. La mattina, se ne sono presentate almeno altre cento. Mariano ha preparato e stampato un libretto con le storie narrate durante l’escursione; erano solo cinquanta copie e sono finite subito, ma cliccando sulla foto puoi leggere/scaricare il pdf.

[WM1:] Troppo, e troppo presto per riuscire a raccontare.

Arrivato a Venaus alla vigilia del festival, riparto dopo l’ultima notte senza più un filo di voce, coi postumi di una lunghissima sbornia, un’ubriacatura di chiacchierate, di dibattiti, di interventi, di telefonate e messaggi per organizzare, aggiornarsi sui cambi di programma, trovarsi nella moltitudine, una sbronza di musiche, di libri, di camminate, sei giorni di rimpatriate e nuove amicizie, di convivialità e conflitto, di applausi e lacrime («lucciconi» è la parola che usa Alessia nella prima frase che mi rivolge). Prosegui la lettura ›

Un’estate #notav ad Alta Felicità. A Venaus, dal 27 al 30 luglio, ci saremo anche noi.

I concerti del festival. Clicca sulla locandina per visitare il sito ufficiale di Alta Felicità.

C’eravamo l’anno scorso, ci saremo anche quest’anno.

La seconda edizione di Alta Felicità si svolgerà a Venaus dal 27 al 30 luglio inclusi.

Di fronte alla prima edizione, persino «La Stampa», con tutta la sua ostilità nei confronti del movimento, si è dovuta togliere tanto di cappello, fino a paragonare il festival a Woodstock. Paragone in realtà improprio, perché Alta Felicità ha funzionato come un orologio e alla fine non è rimasta per terra nemmeno una bottiglietta di plastica.

Appunto, già nel 2016 il festival è stato maestoso, decine di migliaia di persone e un’atmosfera di convivialità difficile da esperire altrove. Quest’anno sarà ancora più grande, durerà quattro giorni anziché tre, suoneranno una cinquantina di band, ci saranno dibattiti, presentazioni di libri, escursioni…

E, come si diceva, ci sarà la Wu Ming Foundation. Di seguito, i nostri appuntamenti.
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Terre in Moto Festival. Contro la strategia dell’abbandono, #AppenninismoMolotov sui Monti Sibillini

Su Giap ci siamo occupati più volte della resistenza delle popolazioni del «cratere», la zona dell’Italia centro-orientale colpita dal lunghissimo terremoto del 2016.
Resistenza alla gestione dall’alto del post-terremoto, sorda alle esigenze e alle richieste dal basso.
Resistenza a quella che molti hanno chiamato «deportazione».
Resistenza a quella che ormai tutti chiamano «strategia dell’abbandono»: il dare per «irrecuperabili» molti piccoli centri dell’entroterra, scoraggiando in ogni modo gli abitanti dal ritornarvi.

Abbiamo pubblicato due report dal cratere: Non c’è nessun post-terremoto (novembre 2016) e Terremoto, un viaggio che non promettiamo breve (gennaio 2017).
Abbiamo anche cercato, insieme ad attiviste e attivisti del cratere, di abbozzare prime risposte alla domanda cruciale: «A quale logica, a quali interessi risponde la strategia dell’abbandono?»

Ne abbiamo parlato, ad esempio, al centro sociale Sisma di Macerata, la sera del 3 febbraio 2017, inquadrando quanto sta accadendo nelle Marche nel contesto della più generale aggressione ai territori, dell’imposizione di grandi opere inutili. Prosegui la lettura ›

Wu Ming 1, «Un viaggio che non promettiamo breve». L’anteprima al festival Alta Felicità #NoTav

Détournement di una foto di Michele Lapini. Barca No Tav nel Canale della Giudecca, Venezia. All'orizzonte, le montagne della Val di Susa.

Détournement di una foto di Michele Lapini. Barca No Tav nel Canale della Giudecca, Venezia. All’orizzonte, le montagne della Val di Susa.

[WM1] Dunque… Da dove cominciare? È un pezzo che sono in semiclausura. Trascuro le relazioni, lascio le email senza risposta (scusatemi tutt*!), non propongo post per Giap (a parte questo che state leggendo), delego a Tommaso e Giulio la cura di Quinto Tipo, lascio ai miei compagni di collettivo diverse patate bollenti, sono in defaillance su molti fronti. Come mai?

È presto detto: ho dedicato gran parte della primavera e sto dedicando gran parte dell’estate all’Ultimo Sforzo, alla Tirata Finale, a una maratona di scrittura e revisione del libro che vado scrivendo dal 2013.
Chi segue Giap sa di che si tratta. Per tutti gli altri lo esplicito: è una biografia narrativa del movimento No Tav; è un’inchiesta in forma di poema in prosa; è un romanzo vero.
Si intitola: Un viaggio che non promettiamo breve. 25 anni di lotte No Tav in Val di Susa.
Se tutto fila liscio, dovrei riuscire a consegnare l’ultima parte dopo Ferragosto. In quel caso, uscirà per Einaudi il 31 ottobre, data in cui, ogni anno, il movimento No Tav ricorda la «Battaglia del Seghino» (31/10/2005). Prosegui la lettura ›