Sentiero Luminoso | Quarto aggiornamento | #LuminosoBoMi

Sacerno

Quando leggerete queste righe, il cammino sarà già iniziato, il Sentiero Luminoso sotto le suole, la pieve di Sacerno in vista o appena dietro le spalle. Come promesso.

“E’ possibile andare a piedi da Bologna a Milano senza farsi investire da un TIR?
E quante storie si possono incontrare, scritte nel paesaggio tra le due città?
E’ proprio vero che “in pianura il TAV non ha fatto danni” e poi “tanto l’ambiente è già degradato”?
Esiste un’altra Padania oltre i capannoni, la nebbia, le ciminiere e i campi di neve fradicia?”

Quelle domande, ormai, risalgono a due primavere fa. Altre se ne sono aggiunte, nel frattempo, in otto cartelle fitte di appunti, documenti, link, articoli, immagini, consigli. Una per ogni tappa del sentiero.
I cippi partigiani e la Cortemaggiore del petrolio, la centrale di Caorso e il reclusorio di Pizzighettone, le sparatorie di Dovera e l’outlet di Fidenza, la stazione di Calatrava e la Strada Regina, le zone industriali e gli scampoli di foreste, la pianura rossa e quella verde.

Nel frattempo il viaggio era saltato ben due volte e la scaramanzia aveva imposto il silenzio, salvo rare eccezioni.
Come in una puntata di Boschilla, il suono del tuo passo, sulle frequenze web di Radio Al Suolo.

Nel frattempo è nato l’Alpinismo Molotov, e non sono sicuro se otto giorni di basse terre possano fregiarsi di tanto nome. Invece di cenge da scalare ci sono rogge da saltare, e al posto di moschettoni e corde ci sono bulbi e semi di resistenza.
L’obiettivo è arrivare a Milano nel primo giorno di primavera, in tempo per la presentazione di un libro: Genuino Clandestino. Viaggio tra le agri-culture resistenti ai tempi delle Grandi Opere. Testi di Michela Potito e Roberta Borghesi. Fotografie di Sara Casna e Michele Lapini. Postfazione di Wu Ming 2.

Nel frattempo si è fatto tardi, è già sabato, bisogna chiudere lo zaino e dormire almeno un po’.

Che si apra la viandanza, che si torni a camminare.

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2 commenti su “Sentiero Luminoso | Quarto aggiornamento | #LuminosoBoMi

  1. Bel coraggio a partire d’inverno e con questo meteo, ma pare che da martedì debba migliorare. Immagino che ridurrai i pernottamenti à la belle étoile per non svegliarti con la brina nel midollo.

    Requisito di Alpinismo Molotov è di essere “almeno due” giapsters. Ora non è chiaro da questo post se stai viaggiando solo. Ma anche se fosse. Nei récit del Rocciamelone e del Triglav abbiamo “contato” come presenti anche hermanos fisicamente distanti, ma la fisicità come ci è dato percepire in fondo è un’opinione. Credo che interagiremo con te tramite questo mezzo durante il tuo cammino, non è chiaro se sarai in grado di rispondere, in ogni caso non sarai solo.
    Nel récit della marcia NoTav (http://www.alpinismomolotov.org/wordpress/?p=361) è stato inoltre infranto il mito del dislivello e in fondo anche dell’alpinismo tradizionalmente inteso. Anche la tradizione è un’opinione, anzi ancora di più.
    Infine, uno dei temi del tuo viaggio è costeggiare la ferrovia AV, oggetto della più ampia, riuscita e innovativa protesta italiana contemporanea, che vive in una valle alpina. In un certo senso tutte le ferrovie AV sul territorio sono oggetto di quella lotta, perché tutte le lotte sono una sola.
    La mia opinione, quindi, è che questo tuo viaggio sia senz’altro Alpinismo Molotov.

    Buona strada WM2! :-)

    • Grazie del supporto morale! Oggi il meteo è stato davvero terribile, sono arrivato a Casa Cervi fradicio e infangato come un pellegrino medievale. Per i prossimi tre giorni resto solo, le ultime due tappe in compagnia del giapster @nicola_no_tram. Comunque è vero che non si è mai da soli: da stamattina, ho incontrato almeno trenta partigiani, sui cippi e sulle lapidi tra Prato di Correggio e Nocetolo di Gattatico. Della linea AV, mi ha stupito una cosa: da vicino, pensavo facesse più rumore, ma da lontano sembra un aereo in fase d’atteraggio. E poi non ti dico quando provi ad attraversarla, tra sottopassaggi e cavalcavia (o quando provi ad arrivare a piedi alla stazione Mediopadana di Calatrava…). Mercoledì, confido davvero nel bel tempo. Altri due giorni come questo potrebbero abbattermi (anche se i pernotti in b&b, agriturismi e case di amici aiutano a recuperare le forze meglio di una tenda).

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