Ancora sul prezzo
Come promesso, ieri pomeriggio abbiamo chiesto qualche spiegazione in più alla casa editrice in merito al prezzo di copertina di Altai (19,50 euro). Questa mattina mi ha richiamato Severino Cesari di Stile Libero per discutere i dati che ha ricevuto dal settore commerciale.
In un post precedente avevamo fatto il confronto tra Altai (2009) e Manituana (2007), facendo notare che il primo ha un 33% di pagine in meno, ma costa l’11% in più. A cosa si deve l’aumento? A quattro fattori:
1) La carta riciclata è aumentata del 7% – più della carta normale, anche perché gli autori Einaudi che l’hanno richiesta sono ancora pochi e questo non permette alla casa editrice di ammortizzare il costo degli ordini.
2) I nostri diritti d’autore, in media, sono aumentati del 2% – e dovrò andarmi a ristudiare i contratti perché m’era sfuggito…
3) I costi di promozione e distribuzione sono aumentati, arrivando a sfiorare il 50% del prezzo di copertina. (per chi volesse approfondire il concetto segnalo questo articolo di Giulio Mozzi)
4) Il mercato editoriale subisce la crisi economica e in generale aumentano le rese. Questo significa che una casa editrice come Einaudi, che già non persegue una politica di enormi tirature, deve procedere con cautela ancora maggiore. Tirature iniziali più limitate rendono più dfficile un contenimento dei prezzi, ma se il titolo vende bene, si passa magari più in fretta a un’edizione economica.
Per arricchire questi dati, ho poi calcolato il rapporto prezzo/pagine di alcuni titoli italiani pubblicati nelle ultime settimane. Altai, con 411 pagine a 19,50 euro, si attesta su 0,04 euro a pagina. Emmaus è a 0,09, Il peso della farfalla a 0,10, Figlia del sangue a 0,06 (come La rizzagliata e Pane e Tempesta). Veracruz, che ha dimensioni simili al nostro romanzo (332 pag), costa 0,05 a pagina, mentre La Nostra Guerra, di Enrico Brizzi, con le sue 640 pagine costa 20 euro, cioè 0,03 a pagina, ed è l’unico, in questa lista casuale, con un prezzo medio inferiore ad Altai. E’ evidente che, in proporzione, un libro di 150 pagine costa sempre molto di più di uno di 400, ma è comunque interessante vedere che il nostro romanzo, col prezzo a pagina dei libri di Baricco o De Luca, verrebbe a costare 40 euro…
Detto questo, vogliamo ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno acquistato il romanzo, dimostrando fiducia nel nostro lavoro. Una fiducia che per il momento possiamo misurare così, ma che speriamo si trasformi presto in domande, critiche, commenti, missive, riscritture, incontri, storie…
.
Calendario del tour
Giap, l'epicentro della nostra presenza sul web
Home Page
Libri
Suoni e voci
ISCRIVITI AL FEED DI ALTAI
Date: 25/11/2009
Time: 11:16 pm
Scrivo al momento per farvi i più sentiti complimenti per quanta trasparenza mettete nel vostro lavoro. E’ raro trovare tanta spontaneità in qualsiasi tipo di mercato. Spero di non voler suonare ruffiano, ma volevo ringraziarvi per questo modo di fare. Grazie a voi ho scoperto il mondo del copyleft (prima di leggervi non avevo neanche idea di cosa fosse) e ora mi ritrovo a iniziare a scriverci una tesi di laurea con linux! Per questo, seppur un po’ altino (la cultura sta iniziando a costare un po’ troppo), ho preferito rinunciare a una pizza e comprare Altai. Comprerei volentieri le vostre opere in versione elettronica (così i soldi vi arrivano direttamente piuttosto che una scarsa percentuale da suddividere ulteriormente) ma leggere romanzi da 600 pagine allo schermo mi pesa. Appena mi farò un kindle, provvederò però!
Date: 26/11/2009
Time: 4:03 pm
Altai sarà disponibile gratuitamente in pdf sul sito? oppure sarà venduto in formato ebook?
Date: 26/11/2009
Time: 4:59 pm
Ciao Jonatha, sì, come tutti i nostri libri, sarà gratuitamente disponibile sul sito, in pdf, rtf e altri formati (compreso in note testo per iPod e iPhone). Ci sarà la possibilità di fare una donazione via PayPal, non per “pagare” il download, che è gratis, ma per sostenere il nostro lavoro in rete.
Questo però, come è sempre stata la nostra politica, avverrà più avanti. C’è sempre uno scarto di tempo tra l’uscita in libreria e l’upload del file su wumingfoundation.com, perché noi le consideriamo due uscite distinte di due prodotti distinti (un oggetto-libro in un caso, una storia “smaterializzata” nell’altro), con due lanci distinti. Abbiamo sempre pensato che chi è disposto a spendere denaro per acquistare l’oggetto-libro (con tutto il valore-lavoro che contiene, la cura, le idee, le conquiste che incarna, dalla carta riciclata al copyleft) abbia diritto a una sorta di “pole position”, un piccolo vantaggio temporale, una sorta di premio per la dedizione, la fiducia, il sacrificio di una parte del proprio reddito. Senza queste persone che rispondono alla chiamata (l’uscita di un libro è una chiamata) già nei primi giorni, noi non riusciremmo a mandare un segnale chiaro all’editoria, ai media, alla comunità intorno a noi: tutto sarebbe “sfasato”, incerto, a ripresa lenta, e l’industria culturale avrebbe buon gioco a divorarci, a far sembrare l’uscita un flop. Molti non aspettano altro che questo. Invece, grazie a chi ha comprato il libro la settimana scorsa, siamo entrati nella classifica dei libri subito al quinto posto. Non è la classifica di per sé a contare, ma il messaggio che arriva dai nostri lettori. E noi li ringraziamo con la “pole position”, con lo ius primae lectionis. Chi non ritiene di dover acquistare il libro, potrà averlo gratis, ma con calma. Un po’ di pazienza, che fretta c’è?
Date: 26/11/2009
Time: 7:53 pm
Una osservazione tecnica per il webmaster (la metto qui perchè non saprei dove altro).
Dai “commenti recenti” non si riesce a risalire al post che è stato commentato.
Per lo meno, io non riesco. E’ scomodo.
:-(
Date: 26/11/2009
Time: 8:51 pm
Dalia, hai ragione, è uno dei difetti di questo tema di wordpress, che abbiamo molto modificato, ma ancora non ho capito come fare questo miglioramento. Per dire, la mia conoscenza del linguaggio php è ancora molto limitata. Prometto che nei prossimi giorni proviamo a risolvere la bega.
Date: 26/11/2009
Time: 9:09 pm
Vorrei aggiungere una precisazione al discorso sul prezzo, perché alcune rimostranze sono giuste, ma dentro le rimostranze giuste possono trovare spazio argomentazioni del tutto campate in aria. Nel lamentarsi del prezzo, alcuni dicono: per “gonfiare” il libro, l’Einaudi ha addirittura ingrandito il font! Ecco, mi dispiace, ma questa è una fesseria.
[...a parte il fatto che con l'aumento del costo della carta (soprattutto di quella riciclata) una casa editrice tende spesso a "sparagnare" comprimendo la gabbia tipografica, anziché espandendola (è una scelta che fanno in molti, compreso ad esempio il nostro editore anglosassone, Verso; in inglese Manituana ha solo 300 pagine)...]
Ragazz*, sono sette anni che i nostri libri hanno quel tipo di gabbia, è la stessa di 54, di New Thing, di New Italian Epic etc.
Quando uscì Q, molte persone di una certa età (non sto parlando di anziani, basta essere over 40) si lamentarono del font troppo piccolo. Per chi ha qualche problema di vista, Q era molto, molto difficile da leggere. Lo facemmo presente all’editore, e da allora i nostri libri hanno un font più grande, che garantisce maggiore leggibilità. That’s it. Cerchiamo di non spararle troppo grosse, perché esagerando anche le critiche giuste diventano sbagliate.
Date: 26/11/2009
Time: 10:19 pm
eh… over 40… io ne ho 36, di anni, ma se il font fosse più piccolo farei fatica. Ognun* ha i suoi problemi.
A me la gabbia piace, e ancora di più, mi piace la scelta della carta riciclata. Ben venga qualche soldino in più se serve a far cambiare qualche scelta.
Sul prezzo: non vorrei dire una cosa banale, ma oggi spendiamo tutt* un sacco di soldi in vaccate e mi pare che il prezzo di Altai sia il problema minore, visto anche il livello.
Ma per favore – insisto – non rimpicciolite il font! I miei occhi non approverebbero.
Grazie per tutto
Date: 27/11/2009
Time: 9:36 am
Sulla questione dei “Commenti recenti”: adesso sono visibili anche nella colonna a destra, dove sono cliccabili. Su come rendere più funzionali i commenti visibili in alto, ci spremeremo le meningi.
Date: 27/11/2009
Time: 10:34 am
Sui “Commenti”: va già molto meglio, grazie :-)
Sul font: no per favore, non rimpiccioliamo il font! Il font Einaudi è così bello.
E ciò che rende così bruttini molti dei tascabili anglosassoni sono proprio quei caratteri minuscoli e appiccicati.
Manituana in 300 pagine? Oh no.
Uno dei motivi per cui mi attira il Kindle è che si può ingrandire il carattere a piacere…
Date: 27/11/2009
Time: 3:57 pm
L’editing dei vostri testi è uno dei più leggibili e meglio confezionati che ho in libreria. Mi trovo proprio bene con questa scelta tipografica. Lo so che è assurdo dirlo, ma certi testi stampati “male” non riesco proprio a leggerli… ho questo problema con le edizioni feltrinelli di Bukowski: scritto piccolo, a tutta pagina, poco interlinea, pagine scure e ruvide con inchiostro a macchie. (magari sono sempre stato sfigato io a beccare stampe pessime!)
Date: 27/11/2009
Time: 6:29 pm
Dunque, oltre che quinti nella classifica nazionale generale (e quarti nella narrativa italiana), siamo terzi nella classifica del circuito Feltrinelli (dove Dan Brown è più defilato e al primo posto c’è Baricco), nonché primi nella più grande Feltrinelli di Bologna e alla mega-libreria Coop di Bologna. Ok, buon inizio, di nuovo grazie a tutt*. Laddove possibile, comunque, aiutate i librai indipendenti. Nei prossimi giorni, probabilmente, faremo un post più dettagliato.
Date: 27/11/2009
Time: 6:30 pm
P.S. E alla facciaccia di chi ci vuole male! ;-)
Date: 27/11/2009
Time: 6:43 pm
In questi ultimi due-tre giorni nei quali un provvidenziale attacco di influenza mi ha concesso un po’ di ore in più da dedicare alla lettura, oltre a divorare Altai sono andato a riprendermi Q. Avevo bisogno di ritrovare alcuni amici persi di vista in questi ultimi 10 anni, riannodare i fili, riprendere quello che era rimasto in sospeso dentro e fuori dall’Europa nel 1555.
In effetti come prima cosa mi sono meravigliato per quanto fosse più piccolo il carattere. Voto decisamente per il font attuale.
Tuttavia, mi piacerebbe che la grandezza del font, l’editing del testo e perfino il prezzo di copertina non fossero gli argomenti principali di questo forum.
Insomma, abbiamo appena letto il (passatemelo) “seguito” di Q, e voglio provare a rispondere all’appello di WM2 affinchè “la fiducia si trasformi presto in domande, critiche, commenti, missive, riscritture, incontri, storie…”
Domande, commenti…ne ho un sacco, da dove iniziamo?
mah, perchè non dal linguaggio?
Mi sembra uno dei (tanti) aspetti su cui varrebbe la pena
approfondire il discorso. Emerge (anche dalle parole di WM1) come questo sia forse il libro che abbia richiesto maggiore sforzo in tal senso. ricordo ancora qualche stupida critica a Q per usare parole troppo “contemporanee”, forse dalla critica statunitense…)
In particolare mi affascina la “lingua bastarda dei porti del mediterraneo”, quella sorta di esperanto parlato da mercanti, corsari, contrabbandieri.
Cosa c’è dentro il cocktail? castigliano, genovese, turco, arabo, provenzale? Che ricerche avete fatto a riguardo?
Altre curiosità me le riservo per il prossimo futuro, ma state certi che continuerò a chiedere…eppoi checcavolo, nella RDL, i cittadini-lettori – specialmente quelli che hanno comprato il libro – hanno diritto di chiedere qualsiasi cosa ai cittadini-autori, vero? :-)
Date: 27/11/2009
Time: 9:51 pm
Ah, grande Bocio! :)
Dunque, sulla questione del linguaggio, ovviamente, ci inviti a nozze. Questo thread però rischia di diventare un fritto misto, per il nuovo argomento ci vuole un nuovo post. Facciamo così: noi raccogliamo ancora qualche input, domanda, critica sulla questione della lingua e dello stile, e poi scriviamo una risposta multipla. Può andare bene? Intanto, per non lasciarti a bocca asciutta, qualche cenno sulla lingua franca:
http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_franca_%28Mediterraneo%29
Date: 28/11/2009
Time: 9:30 am
Ciao,
ho preso il libro da un libraio indipendente. Accidenti se fa impressione 19,50… Del resto ho rinunciato per il momento a “Suttree” di McCarthy che ne costa ben 22! Ho guadagnato 2,50 €! :-)
fab.
Date: 28/11/2009
Time: 10:01 am
Anch’io di domande ne ho tante, non solo sulla lingua, allora approfitto e ne butto lì qualcuna. Poi sì, se riorganizzate un pò gli argomenti se ne discute meglio.
- L’ho trovato di lettura decisamente più semplice e lineare rispetto agli ultimi. Per “Manituana” mi ero dovuta fare lo schema dei personaggi ad un certo punto, per “Stella del mattino” – sì è solista ma lo cito ugualmente – pure. Qui ero già pronta con carta e penna, non ce n’è stato bisogno. Scelta vostra? Correzione di tiro?
- Sempre con rif. agli ultimi, è il più “maschile” dei vs. libri (che in generale sono sempre fortemente ‘maschili’ nel bene e nel male – ma qui si aprirebbero torrenti di inchiostro). Le donne sono proprio impenetrabili e non capite dai protagonisti, (tranne che da Ismail che però le sue conoscenze se le tiene per sè) desiderate con un erotismo alquanto rozzo da Manuel, tragicamente ignorate da Yossef che il suo erotismo rivolge altrove. Sarà mica anche per questo che alla fine è così triste? Insomma manca la “figura femminile portatrice di continuazione di vita”.
- Siete molto bravi a descrivere scene di violenza. Sono tra le più coinvolgenti del romanzo. Questo mi turba un pò. A voi?
Date: 28/11/2009
Time: 10:32 am
Sì, turba un poco anche noi :-)
I motivi per cui lo ritieni il nostro romanzo più maschile sono più o meno gli stessi – con uno spostamento di accento – per cui altri lo stanno descrivendo come il nostro romanzo più femminile o comunque più conscio dei limiti del maschile. Mumble, mumble…
Dobbiamo ancora capire come discutere approfonditamente senza “spoilerare” troppo, siamo ancora nei primi giorni e molti che vengono qui non l’hanno ancora letto. Rifletteremo anche su questo.
Date: 28/11/2009
Time: 10:44 am
Ciao….ho appena finito di leggere il libro. Bello..ma forse non il mio preferito tra i vostri!
Comunque una domanda:
Perchè i due personaggi genovesi che appaiono nel racconto sono entrambi dei traditori, rinnegati…per quali motivo li avete resi così negativi? Esistono delle ragioni storiche, vi stanno sulle palle i genovesi o cosa?
Ciao e continuate così..
Date: 28/11/2009
Time: 11:28 am
@ WM1 grazie per il link, e va bene anche per la mozione d’ordine – creazione nuovo post. Aspettiamo che anche altri leggano il libro e tirino fuori le loro curiosità.
Per la questione discussione/spoiling, non avete pensato a una sorta di livello 2 come per Manituana?
@Dalia: sollevi due questioni interessanti (donna e violenza), anche su questo attendo che si accenda un bel dibattito in post dedicati…
Date: 28/11/2009
Time: 1:34 pm
@ Bocio. No, non credo che allestiremo un Livello 2, per impossibilità tecniche ma anche per scelta, dopo aver riflettuto sul lavoro fatto per Manituana. Esperimento interessante, ma il filtro era troppo forte, in questa fase non vogliamo “passare al setaccio” i lettori. Credo che questo problema degli spoiler si aggiusterà da solo, col tempo.
@ Sandino. In giro per il Mediterraneo, genovesi e veneziani si stavano un bel po’ sulle balle. E uno dei due genovesi che menzioni è un personaggio reale, come lo abbiamo trovato nelle cronache.
Ok, per oggi basta, io e WM5 partiamo per Crema, stasera c’è la presentazione (per i dettagli, cfr. il calendario).
Date: 28/11/2009
Time: 3:46 pm
Ciao, il libro è bello. complimenti.
Da libraio indipendente, sono particolarmente sensibile al discorso del prezzo: è bene far notare ai cittadini-lettori che spesso, troppo spesso, gli editori calcolano il prezzo di copertina tenendo conto dello “sconto automatico” che la grande distribuzione e le librerie di catena attuano. In Francia c’è una legge sul libro da 25 anni con il divieto di fare sconti superiori al 5%, risultato? tante librerie (indipendenti) e prezzo medio di copertina più basso. Saluti
Date: 28/11/2009
Time: 4:18 pm
Scusate se intervengo tardivamente e brevemente (motivi di salute mi impediscono di stare al computer per più di qualche minuto), ma volevo dire una cosa sulla questione prezzo di copertina. Le motivazioni addotte da Einaudi non tengono conto di una cosa: Stile Libero è una collana ibrida, non propriamente tascabile, ma nemmeno hard cover. Nell’editoria anglosassone prima si fa uscire la master edition in copertina rigida e prezzo alto, quindi sei mesi dopo si fa uscire il paperback a prezzo ribassato e formato “povero”. Stile Libero pretende di funzionare allo stesso modo rispetto agli Einaudi Tascabili, ma si dimentica di non essere una collana di hard cover come i romanzi Einaudi classici. SL è una collana che vuole essere pop nella veste e nell’immaginario, ma se poi non riesce a esserlo nei prezzi di copertina cade in contraddizione e tradisce se stessa. Io credo che se si vuole contrastare la crisi, la cosa migliore sia ridurre il margine di guadagno sul singolo pezzo in favore della vendita di più pezzi, cioè cercare di mantenere ampio il bacino di acquirenti, anziché contrarlo. Né io né i miei soci però abbiamo modo di influenzare le menti dell’ufficio commerciale di Einaudi.
Date: 28/11/2009
Time: 4:36 pm
@ Bido: sono perfettamente d’accordo rispetto agli sconti. Nel primo post che abbiamo fatto riguardo al prezzo, quello sulla trasferta senese, facevo proprio una considerazione identica alla tua.
Date: 30/11/2009
Time: 10:57 am
Scrivo a “lettura in corso”. Però volevo subito comunicare che sono pienamente stato risucchiato da Altai, che come sempre con i vostri romanzi mi sono calato in mondi che poco conoscevo o – forse meglio – che voi mi avete offerte nelle pieghe meno scontate, ma soprattutto Altai mi sta riempiendo la testa di domande (a partire dal rapporto con Q… mi spiace ma non si riesce a non partire da lì ;-)).
Un’ultima cosa, poi tornerò… a Crema presentazione bella, piacevole e anche divertente, non sono infatti mancate delle belle ghignate.
Le tante domande prossimamente, magari in altre presentazioni…