Per uno scrittore, etica del lavoro significa tener fede a un voto, a un fioretto: mai trattare il lettore da ebete, mai credersi superiori al lettore, mai dare per scontato o doveroso il suo rispetto o gradimento. Lavorare come se tra un libro e l'altro il gradimento tornasse a zero, come se ci si trovasse alle pendici di una nuova montagna, con la consapevolezza che non si potrà barare, non c'è l'elicottero nascosto da qualche parte, per arrivare in cima occorre farsi tutta la scalata. Lavorare per riconquistare, nella sua interezza, il rispetto del lettore. |
Quando eravamo Luther Blissett: il romanzo Q (Einaudi Stile Libero, 1999) |
THE WU MING YEARS: I LIBRI COLLETTIVI |
THE WU MING YEARS: I LIBRI SOLISTI Ogni tanto un membro della spedizione devia dal tracciato, entra nel fitto della boscaglia, si fa strada col machete e cerca altri sentieri. Bivacca di notte nelle radure e all'alba riparte. Ritroverà la spedizione più avanti, e nel frattempo avrà fatto esperienze, trovato scorciatoie, scoperto sorgenti, rovine di vecchie città, segnali lasciati da altri esploratori. Saprà, per esempio, che oltre la macchia si apre una pianura estesa. Racconterà tutto questo ai suoi compagni e l'intera spedizione ne farà tesoro, arricchirà la mappa di nuove potenzialità. |
Il film: Lavorare con lentezza (Fandango, 2004) |
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Communal Projects Archivio dei nostri laboratori di scrittura collettiva e delle jam-sessions letterarie. (2002 - 2005) |