<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Comments on: L&#8217;Unità: &#8220;I Wu Ming ripartono da Q e riscoprono psiche e femminilità&#8221;</title>
	<atom:link href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?feed=rss2&#038;p=339" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339</link>
	<description>Il nuovo romanzo di Wu Ming</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2010 22:20:42 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>By: Salvatore Talia</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-396</link>
		<dc:creator>Salvatore Talia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 10:48:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-396</guid>
		<description>Penso che per un maschio non sia facile uscire da quello che, con una definizione un po&#039; ossimorica, chiamerei &quot;petrarchismo congenito&quot;: un atteggiamento che consiste nel costruirsi figure più o meno idealizzate de &quot;la donna&quot;, da sovrapporre alle donne reali; in questo senso, spesso la produzione artistica degli uomini ci parla poco delle donne e molto dell&#039;immaginario maschile sulle medesime. 
Manuel Cardoso (che tra l&#039;altro conosce bene Petrarca e lo cita a memoria a pag. 135) è anche lui affetto da questo male. La sua relazione con Dana rimane bloccata, inceppata dall&#039;incapacità di Manuel di porsi in ascolto di ciò che Dana vuole dirgli; ciò che gli rimane è, alla fine, solo il ricongiungimento simbolico con l&#039;imago materna (pag. 404) - è d&#039;altronde una pagina lancinante, quella che mi ha emozionato di più nel libro, a pari merito con l&#039;episodio dello sbarco dei migranti alle pp. 138-140. 
Devo correggere ciò che ho scritto nel mio precedente post: in Altai non mancano allusioni, suggerimenti a possibili vie d&#039;uscita dal patriarcato. Vie di fuga precluse ai personaggi (schiacciati dal fallimento della loro &quot;opzione militare&quot;) e aperte per noi lettori. 
Non entro nel merito della discussione tra Monica (shanti!) e Anna Luisa, a proposito di specifico femminile o di scrittura femminile; non sono qualificato a parlarne, vorrei solo dire che ho trovato un esempio, che mi è parso molto convincente, di epica &quot;al femminile&quot; nel bellissimo Cassandra di Christa Wolf, che ho letto di recente e in cui tra l&#039;altro (nel personaggio di Enea) c&#039;è un interessantissimo tentativo di delineare una &quot;maschilità&quot; nuova, più consapevole e all&#039;altezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che per un maschio non sia facile uscire da quello che, con una definizione un po&#8217; ossimorica, chiamerei &#8220;petrarchismo congenito&#8221;: un atteggiamento che consiste nel costruirsi figure più o meno idealizzate de &#8220;la donna&#8221;, da sovrapporre alle donne reali; in questo senso, spesso la produzione artistica degli uomini ci parla poco delle donne e molto dell&#8217;immaginario maschile sulle medesime.<br />
Manuel Cardoso (che tra l&#8217;altro conosce bene Petrarca e lo cita a memoria a pag. 135) è anche lui affetto da questo male. La sua relazione con Dana rimane bloccata, inceppata dall&#8217;incapacità di Manuel di porsi in ascolto di ciò che Dana vuole dirgli; ciò che gli rimane è, alla fine, solo il ricongiungimento simbolico con l&#8217;imago materna (pag. 404) &#8211; è d&#8217;altronde una pagina lancinante, quella che mi ha emozionato di più nel libro, a pari merito con l&#8217;episodio dello sbarco dei migranti alle pp. 138-140.<br />
Devo correggere ciò che ho scritto nel mio precedente post: in Altai non mancano allusioni, suggerimenti a possibili vie d&#8217;uscita dal patriarcato. Vie di fuga precluse ai personaggi (schiacciati dal fallimento della loro &#8220;opzione militare&#8221;) e aperte per noi lettori.<br />
Non entro nel merito della discussione tra Monica (shanti!) e Anna Luisa, a proposito di specifico femminile o di scrittura femminile; non sono qualificato a parlarne, vorrei solo dire che ho trovato un esempio, che mi è parso molto convincente, di epica &#8220;al femminile&#8221; nel bellissimo Cassandra di Christa Wolf, che ho letto di recente e in cui tra l&#8217;altro (nel personaggio di Enea) c&#8217;è un interessantissimo tentativo di delineare una &#8220;maschilità&#8221; nuova, più consapevole e all&#8217;altezza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Anna Luisa</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-381</link>
		<dc:creator>Anna Luisa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 13:52:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-381</guid>
		<description>Ciao Monica! Allora provo a risponderti:
1) &quot;Per la verità la letteratura occidentale fino dai suoi albori è piena di fragilità femminile, pensa a Didone e a Calipso, tanto per andare su qualche archetipo letterario.&quot;
Non c’è dubbio, ma il mio discorso riguarda il modo in cui da sempre wu ming ha cercato di rendere i propri personaggi: la verosimiglianza. È per quello che facevo riferimento alle donne del XVI sec. che non possono permettersi &quot;le fragilità femminili, le delicatezze, le incongruenze, il sentimentalismo&quot; (uso le tue parole) come le donne del XXI sec. Per me i personaggi femminili di Altai sono ben riusciti perché verisimili.
Didone: hem, hem, ho paura che in questo caso tu abbia fatto un esempio di &quot;fragilità femminile&quot; non calzante. Ricordi il suo comportamento dopo l’abbandono di Enea? Didone si vendica, per via dell’amore non corrisposto, pronunciando una maledizione terribile, un anatema in cui invoca il più cruento dei vendicatori. Quel vendicatore ha un nome, anche se Virgilio non lo dice espressamente: Annibale. È stato il più grande nemico di Roma; è l’eroe cartaginese del secondo conflitto punico, una guerra così violenta da causare, una volta terminata, una crisi demografica spaventosa sul territorio italico (il numero dei morti fu altissimo).
Virgilio ha costruito questo personaggio femminile in modo tale che fosse l’origine, la causa della seconda guerra punica, quella che molti storici dell’antichità hanno definito, per  modalità ed esiti, *la prima guerra mondiale dell’umanità*.
2)&quot;su questo punto non voglio entrare troppo perché molte le conosco personalmente e rischierei di essere indiscreta... credo che il passaggio a una visione più femminile del mondo sia maturata anche attraverso certe relazioni e i figli che ne sono venuti.&quot;
Per carità, non voglio che tu mi riferisca le confidenze delle fidanzate dei membri del collettivo ;-) !!! La mia era una battuta per dire che wu ming ha di sicuro avuto modo, nella vita, di entrare in contatto con il mondo femminile (e quindi di confrontarsi e conoscerlo) tramite mamme, zie, cugine, compagne di scuola , fidanzate etc..
Riguarda ai figli (ovvio che averne ti cambia) wu ming 5 non è padre e ha dichiarato in un’intervista (se ben ricordo) di non volerlo diventare, ma non per questo mi viene da reputarlo uno scrittore dotato di scarsa sensibilità o empatia, mentre secondo la tua logica *nascita dei figli = maggiore sensibilità di wu ming nella resa dei personaggi*, dovrebbe essere così.;-))
3 e 4) &quot;Io credo che la donna debba rispettarsi nella sua differenza dall’uomo, accettandola come una ricchezza, invece che cercare di diventare una maori… ;-)
 mi perplime la tua implicita associazione tra forza e intelligenza, donna maschile = donna astuta, che farebbe presumere donna sensibile = donna inabile/sciocca. L’intelligenza femminile è DIVERSA da quella maschile, vivaddio, è per questo che donna e uomo insieme hanno un senso. Se a aver scritto la tua frase fosse stato un uomo, avrei pensato che era un uomo con un pregiudizio sulle donne.. ehm ;-)&quot;
Allora, qui bisogna fare una premessa, perché dalle tue parole sembra che io abbia una particolare simpatia per le donne modello virago, quando invece non è affatto così: ho fatto una battuta su Sarah Palin nel mio scambio con Gaia, anche per prendere in giro il modello femminile -orribile- che perfettamente incarna. 
Nella tua recensione definisci &quot;divinità guerriere&quot; le donne di Altai. È la parola &quot;divinità&quot; che mi disturba perché sembra che la funzione guerriera declinata al femminile debba per forza appartenere alla dimensione extra mondana come il mito (la donna amazzone) o a quella religiosa (divinità come Athena etc) e non al mondo reale.
Prendiamo Mukhtar, Wu Ming 5 ha detto che quel personaggio si ispira a un modello VERO (niente mito, niente religione) poiché la cultura indiana contempla anche la donna guerriero. Beh, per me è un personaggio anche molto dolce (non è una virago) poiché sfodera la spada sempre in funzione difensiva e mai offensiva: lo fa per proteggere la propria &quot;famiglia&quot;, è un gesto d’amore (per inciso, nella tua recensione dici &quot;manca la &quot;famiglia&quot;, l’unità di un nucleo dove si fondino e equilibrino maschile e femminile.&quot; Per me non è così, per me quella di Ismail è una famiglia a tutti gli effetti e i due gemelli indiani sono sintesi perfetta del maschile e del femminile, sono In e Yang.)
Per me le qualità guerriere sono pensiero strategico e approccio tattico. Un Generale dell’esercito ialiano che stimo molto per il suo antimilitarismo, Fabio Mini, ha scritto: &quot;Per chi ragiona in termini tattici la sconfitta non esiste. Almeno non esiste fintanto che si impara qualcosa e si è pronti a modificare e migliorare&quot;.
Ecco, mi rifiuto di pensare che tale modo di agire/ragionare appartenga solo all’intelligenza maschile e non anche a quella femminile.
Per ultimo, Reyna: se rileggi le frasi che pronuncia, in particolare quella in cui afferma che tutta la sua esistenza è stata sacrificata alla realpolitik, alle esigenze della famiglia Nasi (il matrimonio combinato per salvare il patrimonio della dinastia) ecco, lì viene fuori la sua fragilità, la sua sensibilità. 
Detto questo, forse abbiamo punti di vista inconciliabili, tuttavia grazie per questo scambio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Monica! Allora provo a risponderti:<br />
1) &#8220;Per la verità la letteratura occidentale fino dai suoi albori è piena di fragilità femminile, pensa a Didone e a Calipso, tanto per andare su qualche archetipo letterario.&#8221;<br />
Non c’è dubbio, ma il mio discorso riguarda il modo in cui da sempre wu ming ha cercato di rendere i propri personaggi: la verosimiglianza. È per quello che facevo riferimento alle donne del XVI sec. che non possono permettersi &#8220;le fragilità femminili, le delicatezze, le incongruenze, il sentimentalismo&#8221; (uso le tue parole) come le donne del XXI sec. Per me i personaggi femminili di Altai sono ben riusciti perché verisimili.<br />
Didone: hem, hem, ho paura che in questo caso tu abbia fatto un esempio di &#8220;fragilità femminile&#8221; non calzante. Ricordi il suo comportamento dopo l’abbandono di Enea? Didone si vendica, per via dell’amore non corrisposto, pronunciando una maledizione terribile, un anatema in cui invoca il più cruento dei vendicatori. Quel vendicatore ha un nome, anche se Virgilio non lo dice espressamente: Annibale. È stato il più grande nemico di Roma; è l’eroe cartaginese del secondo conflitto punico, una guerra così violenta da causare, una volta terminata, una crisi demografica spaventosa sul territorio italico (il numero dei morti fu altissimo).<br />
Virgilio ha costruito questo personaggio femminile in modo tale che fosse l’origine, la causa della seconda guerra punica, quella che molti storici dell’antichità hanno definito, per  modalità ed esiti, *la prima guerra mondiale dell’umanità*.<br />
2)&#8221;su questo punto non voglio entrare troppo perché molte le conosco personalmente e rischierei di essere indiscreta&#8230; credo che il passaggio a una visione più femminile del mondo sia maturata anche attraverso certe relazioni e i figli che ne sono venuti.&#8221;<br />
Per carità, non voglio che tu mi riferisca le confidenze delle fidanzate dei membri del collettivo ;-) !!! La mia era una battuta per dire che wu ming ha di sicuro avuto modo, nella vita, di entrare in contatto con il mondo femminile (e quindi di confrontarsi e conoscerlo) tramite mamme, zie, cugine, compagne di scuola , fidanzate etc..<br />
Riguarda ai figli (ovvio che averne ti cambia) wu ming 5 non è padre e ha dichiarato in un’intervista (se ben ricordo) di non volerlo diventare, ma non per questo mi viene da reputarlo uno scrittore dotato di scarsa sensibilità o empatia, mentre secondo la tua logica *nascita dei figli = maggiore sensibilità di wu ming nella resa dei personaggi*, dovrebbe essere così.;-))<br />
3 e 4) &#8220;Io credo che la donna debba rispettarsi nella sua differenza dall’uomo, accettandola come una ricchezza, invece che cercare di diventare una maori… ;-)<br />
 mi perplime la tua implicita associazione tra forza e intelligenza, donna maschile = donna astuta, che farebbe presumere donna sensibile = donna inabile/sciocca. L’intelligenza femminile è DIVERSA da quella maschile, vivaddio, è per questo che donna e uomo insieme hanno un senso. Se a aver scritto la tua frase fosse stato un uomo, avrei pensato che era un uomo con un pregiudizio sulle donne.. ehm ;-)&#8221;<br />
Allora, qui bisogna fare una premessa, perché dalle tue parole sembra che io abbia una particolare simpatia per le donne modello virago, quando invece non è affatto così: ho fatto una battuta su Sarah Palin nel mio scambio con Gaia, anche per prendere in giro il modello femminile -orribile- che perfettamente incarna.<br />
Nella tua recensione definisci &#8220;divinità guerriere&#8221; le donne di Altai. È la parola &#8220;divinità&#8221; che mi disturba perché sembra che la funzione guerriera declinata al femminile debba per forza appartenere alla dimensione extra mondana come il mito (la donna amazzone) o a quella religiosa (divinità come Athena etc) e non al mondo reale.<br />
Prendiamo Mukhtar, Wu Ming 5 ha detto che quel personaggio si ispira a un modello VERO (niente mito, niente religione) poiché la cultura indiana contempla anche la donna guerriero. Beh, per me è un personaggio anche molto dolce (non è una virago) poiché sfodera la spada sempre in funzione difensiva e mai offensiva: lo fa per proteggere la propria &#8220;famiglia&#8221;, è un gesto d’amore (per inciso, nella tua recensione dici &#8220;manca la &#8220;famiglia&#8221;, l’unità di un nucleo dove si fondino e equilibrino maschile e femminile.&#8221; Per me non è così, per me quella di Ismail è una famiglia a tutti gli effetti e i due gemelli indiani sono sintesi perfetta del maschile e del femminile, sono In e Yang.)<br />
Per me le qualità guerriere sono pensiero strategico e approccio tattico. Un Generale dell’esercito ialiano che stimo molto per il suo antimilitarismo, Fabio Mini, ha scritto: &#8220;Per chi ragiona in termini tattici la sconfitta non esiste. Almeno non esiste fintanto che si impara qualcosa e si è pronti a modificare e migliorare&#8221;.<br />
Ecco, mi rifiuto di pensare che tale modo di agire/ragionare appartenga solo all’intelligenza maschile e non anche a quella femminile.<br />
Per ultimo, Reyna: se rileggi le frasi che pronuncia, in particolare quella in cui afferma che tutta la sua esistenza è stata sacrificata alla realpolitik, alle esigenze della famiglia Nasi (il matrimonio combinato per salvare il patrimonio della dinastia) ecco, lì viene fuori la sua fragilità, la sua sensibilità.<br />
Detto questo, forse abbiamo punti di vista inconciliabili, tuttavia grazie per questo scambio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: monica mazzitelli</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-379</link>
		<dc:creator>monica mazzitelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 21:44:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-379</guid>
		<description>Ciao Anna Luisa!!!!
1) per la verità la letteratura occidentale fino dai suoi albori è piena di fragilità femminile, pensa a Didone e a Calipso, tanto per andare su qualche archetipo letterario. 
2) su questo punto non voglio entrare troppo perché molte le conosco personalmente e rischierei di essere indiscreta ma devo ribadire che il genere di donna “fragile” non rientra molto nella sfera wuminghiana, quanto piuttosto la donna tosta e cazzuta, anche se “non perde la tenerezza”, parafrasando Ernesto Guevara. Credo che il passaggio a una visione più femminile del mondo sia maturata anche attraverso certe relazioni e i figli che ne sono venuti. 
3) Fragilità femminili e sentimentalismo non hanno nulla a che vedere con essere letteratura sentimentale. “Blonde” di Joyce Carol Oates, una biografia romanzata di Marylin Monroe, la donna più fragile del ventesimo secolo, è il libro meno sentimentale e più brutale che abbia mai letto, per non parlare di “L’occhio più azzurro” di Toni Morrison, che è pura carta vetrata.  Io credo che la donna debba rispettarsi nella sua differenza dall’uomo, accettandola come una ricchezza, invece che cercare di diventare una maori… ;-)
4) mi perplime la tua implicita associazione tra forza e intelligenza, donna maschile = donna astuta, che farebbe presumere donna sensibile = donna inabile/sciocca. L’intelligenza femminile è DIVERSA da quella maschile, vivaddio, è per questo che donna e uomo insieme hanno un senso. Se a aver scritto la tua frase fosse stato un uomo, avrei pensato che era un uomo con un pregiudizio sulle donne.. ehm ;-)
5) per me esiste una scrittura maschile e una femminile, a prescindere dal sesso dell’autore, ma in nessun caso il supposto genere decreta la bontà di un lavoro letterario, senza dubbio.
6) Credo che l’obbiettivo di WM sia scrivere buoni romanzi, all’interno dei quali i fattori sono molteplici.. tra cui certo anche creare dei buoni personaggi.
Grazie per l’incoraggiamento sul basso, ne ho davvero bisogno!!! ;-)))) Cmq, sto scrivendo un romanzo che ha come protagonista una fuorilegge assassina tostissima, sono certa che ti piacerà, è più tosta di TUTTE le protagoniste dei romanzi di WM accorpate insieme :-DDD
Salvatore, mi inchino a te!
Buonanotte!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Anna Luisa!!!!<br />
1) per la verità la letteratura occidentale fino dai suoi albori è piena di fragilità femminile, pensa a Didone e a Calipso, tanto per andare su qualche archetipo letterario.<br />
2) su questo punto non voglio entrare troppo perché molte le conosco personalmente e rischierei di essere indiscreta ma devo ribadire che il genere di donna “fragile” non rientra molto nella sfera wuminghiana, quanto piuttosto la donna tosta e cazzuta, anche se “non perde la tenerezza”, parafrasando Ernesto Guevara. Credo che il passaggio a una visione più femminile del mondo sia maturata anche attraverso certe relazioni e i figli che ne sono venuti.<br />
3) Fragilità femminili e sentimentalismo non hanno nulla a che vedere con essere letteratura sentimentale. “Blonde” di Joyce Carol Oates, una biografia romanzata di Marylin Monroe, la donna più fragile del ventesimo secolo, è il libro meno sentimentale e più brutale che abbia mai letto, per non parlare di “L’occhio più azzurro” di Toni Morrison, che è pura carta vetrata.  Io credo che la donna debba rispettarsi nella sua differenza dall’uomo, accettandola come una ricchezza, invece che cercare di diventare una maori… ;-)<br />
4) mi perplime la tua implicita associazione tra forza e intelligenza, donna maschile = donna astuta, che farebbe presumere donna sensibile = donna inabile/sciocca. L’intelligenza femminile è DIVERSA da quella maschile, vivaddio, è per questo che donna e uomo insieme hanno un senso. Se a aver scritto la tua frase fosse stato un uomo, avrei pensato che era un uomo con un pregiudizio sulle donne.. ehm ;-)<br />
5) per me esiste una scrittura maschile e una femminile, a prescindere dal sesso dell’autore, ma in nessun caso il supposto genere decreta la bontà di un lavoro letterario, senza dubbio.<br />
6) Credo che l’obbiettivo di WM sia scrivere buoni romanzi, all’interno dei quali i fattori sono molteplici.. tra cui certo anche creare dei buoni personaggi.<br />
Grazie per l’incoraggiamento sul basso, ne ho davvero bisogno!!! ;-)))) Cmq, sto scrivendo un romanzo che ha come protagonista una fuorilegge assassina tostissima, sono certa che ti piacerà, è più tosta di TUTTE le protagoniste dei romanzi di WM accorpate insieme :-DDD<br />
Salvatore, mi inchino a te!<br />
Buonanotte!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Salvatore Talia</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-377</link>
		<dc:creator>Salvatore Talia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 17:46:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-377</guid>
		<description>Ho finito oggi di leggere Altai. Il personaggio di Dana mi è sembrato realistico e ben delineato, e interessante quello di donna Reyna. Ma sono d&#039;accordo con Monica Mazzitelli nel ritenere che forse la cosa non è poi così importante. Wu Ming sta evidentemente proseguendo una sua riflessione sulla crisi del patriarcato che era già evidente in Manituana (cfr. il personaggio di Molly). Penso che a questo proposito sia più corretto parlare di una riflessione &quot;sulla crisi del patriarcato&quot; più che &quot;sulle donne&quot; o &quot;sul femminile&quot;; mi pare che questa tematica sia abbastanza centrale per tutto il New Italian Epic, anche se non è stata sviluppata molto estesamente nel libro omonimo (a proposito, quand&#039;è che lo renderete disponibile integralmente on line)? - Sono d&#039;accordo sul tenere fuori dalla discussione i riferimenti agli archetipi junghiani o al matriarcato di Bachofen (se ne potrebbe parlare casomai a proposito di Grande madre rossa di Genna, a mio parere). No, qui abbiamo a che fare secondo me con la fine del dominio maschile, più che con l&#039;apparire all&#039;orizzonte di ciò che dovrà sostituirlo; e in questo senso, che in Altai il punto di vista sia ancora un punto di vista maschile non solo è inevitabile, ma è anche giusto. Come è stato già detto, al momento in questione siamo noi maschi, non &quot;le donne&quot;: la nostra propensione alla violenza, alla sopraffazione, alla guerra. Da qui, secondo me, l&#039;importanza del capitolo 34 di Altai (pagg. 266-269): Manuel in preda alla sua paranoia sta per colpire Dana. La situazione nel romanzo è delineata in modo magistrale, e la rappresentazione del meccanismo psicologico perverso, attraverso cui un uomo può arrivare a  picchiare una donna, è proprio ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento. (Intendo dire, ci servono analisi come questa, che svela il meccanismo in tutta la sua miseria e la sua stupidità, e che è lontanissima da rappresentazioni corrive o apologetiche della violenza sul tipo di quel bruttissimo vecchio film, di cui non voglio ricordarmi il titolo, in cui Alberto Sordi pestava Monica Vitti su una spiaggia). - Chiedo scusa per l&#039;esposizione confusa e disordinata, spero di essermi spiegato a sufficienza; ho appena finito il libro e ho voluto buttar giù subito le prime urgenti impressioni. Magari ci torno su in seguito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho finito oggi di leggere Altai. Il personaggio di Dana mi è sembrato realistico e ben delineato, e interessante quello di donna Reyna. Ma sono d&#8217;accordo con Monica Mazzitelli nel ritenere che forse la cosa non è poi così importante. Wu Ming sta evidentemente proseguendo una sua riflessione sulla crisi del patriarcato che era già evidente in Manituana (cfr. il personaggio di Molly). Penso che a questo proposito sia più corretto parlare di una riflessione &#8220;sulla crisi del patriarcato&#8221; più che &#8220;sulle donne&#8221; o &#8220;sul femminile&#8221;; mi pare che questa tematica sia abbastanza centrale per tutto il New Italian Epic, anche se non è stata sviluppata molto estesamente nel libro omonimo (a proposito, quand&#8217;è che lo renderete disponibile integralmente on line)? &#8211; Sono d&#8217;accordo sul tenere fuori dalla discussione i riferimenti agli archetipi junghiani o al matriarcato di Bachofen (se ne potrebbe parlare casomai a proposito di Grande madre rossa di Genna, a mio parere). No, qui abbiamo a che fare secondo me con la fine del dominio maschile, più che con l&#8217;apparire all&#8217;orizzonte di ciò che dovrà sostituirlo; e in questo senso, che in Altai il punto di vista sia ancora un punto di vista maschile non solo è inevitabile, ma è anche giusto. Come è stato già detto, al momento in questione siamo noi maschi, non &#8220;le donne&#8221;: la nostra propensione alla violenza, alla sopraffazione, alla guerra. Da qui, secondo me, l&#8217;importanza del capitolo 34 di Altai (pagg. 266-269): Manuel in preda alla sua paranoia sta per colpire Dana. La situazione nel romanzo è delineata in modo magistrale, e la rappresentazione del meccanismo psicologico perverso, attraverso cui un uomo può arrivare a  picchiare una donna, è proprio ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento. (Intendo dire, ci servono analisi come questa, che svela il meccanismo in tutta la sua miseria e la sua stupidità, e che è lontanissima da rappresentazioni corrive o apologetiche della violenza sul tipo di quel bruttissimo vecchio film, di cui non voglio ricordarmi il titolo, in cui Alberto Sordi pestava Monica Vitti su una spiaggia). &#8211; Chiedo scusa per l&#8217;esposizione confusa e disordinata, spero di essermi spiegato a sufficienza; ho appena finito il libro e ho voluto buttar giù subito le prime urgenti impressioni. Magari ci torno su in seguito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Anna Luisa</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-376</link>
		<dc:creator>Anna Luisa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 17:31:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-376</guid>
		<description>Un ultima cosa: &quot;Attenzione però: chi ha detto che WM debba per forza avere questo come obbiettivo?&quot;
Ecco, è proprio questo il punto. Per me l’obiettivo di Wu Ming è costruire personaggi (femminili e maschili) credibili da inserire all’interno di trame variegate e complesse. Tutto qui.
Riguardo al basso: mi raccomando, tieni duro :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un ultima cosa: &#8220;Attenzione però: chi ha detto che WM debba per forza avere questo come obbiettivo?&#8221;<br />
Ecco, è proprio questo il punto. Per me l’obiettivo di Wu Ming è costruire personaggi (femminili e maschili) credibili da inserire all’interno di trame variegate e complesse. Tutto qui.<br />
Riguardo al basso: mi raccomando, tieni duro :-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Anna Luisa</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-375</link>
		<dc:creator>Anna Luisa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 16:31:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-375</guid>
		<description>@Monica: ...eccomi, cerco di sintetizzare al massimo la risposta:
1) “i personaggi femminili di Wu Ming continuano sempre più ad assomigliare alle donne che a loro piacciono (cioè donne stratoste con le strapalle) piuttosto che a donne più reali e comuni, con ANCHE le loro debolezze e fragilità femminili, le delicatezze, le incongruenze, il sentimentalismo etc etc.. “
Stiamo parlando di donne che vivono nel XVI sec. Le fragilità femminili, le delicatezze, le incongruenze, il sentimentalismo sono un lusso da donne del XXI sec. Un lusso alla “Sex and the city” che neppure le nostre nonne potevano permettersi. Questo è un romanzo storico.
2) “è un po’ come se il collettivo non avesse avuto una sorellina piccola e magari anche un po’ rompicoglioni con cui ha dovuto avere a che fare, che gli fa vedere la metà del mondo dalla SUA prospettive”
Suppongo che wu ming abbia però avuto a che fare con mamme, nonne, cugine, zie, compagne di scuola, mogli. A meno che Wu Ming non sia vissuto fino a ora all’interno di un monastero (mi immagino Wu Ming 1 che organizza gare di rutti in oratorio...) abitato da soli uomini.
3) Fragilità femminili e sentimentalismo: le librerie traboccano di testi del genere e purtroppo il target di riferimento è costituito da lettrici. Ben vengano allora Dana, Reyna e le altre. Spero che Altai abbia molte lettrici.
4) Reyna è una figura dolente (è straziante la sua immagine nell’epilogo, quando riceve  l’ennesimo rifiuto da parte di Nasi) ma è anche capace di agire (mi riferisco al suo tramare nell’ombra) con l’astuzia e la forma mentis di un politico provetto: costruirla così è, a parer mio, un omaggio alla sua intelligenza. Non vedo perché parlare di divinità guerriere.
5) Su SDM: per me non esiste una prosa femminile e una maschile, una scrittura al femminile e una al maschile. Per me esiste una buona scrittura o una brutta scrittura cioè, romanzi riusciti e altri meno riusciti a prescindere dal sesso del romanziere (uomo o donna non ha importanza).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Monica: &#8230;eccomi, cerco di sintetizzare al massimo la risposta:<br />
1) “i personaggi femminili di Wu Ming continuano sempre più ad assomigliare alle donne che a loro piacciono (cioè donne stratoste con le strapalle) piuttosto che a donne più reali e comuni, con ANCHE le loro debolezze e fragilità femminili, le delicatezze, le incongruenze, il sentimentalismo etc etc.. “<br />
Stiamo parlando di donne che vivono nel XVI sec. Le fragilità femminili, le delicatezze, le incongruenze, il sentimentalismo sono un lusso da donne del XXI sec. Un lusso alla “Sex and the city” che neppure le nostre nonne potevano permettersi. Questo è un romanzo storico.<br />
2) “è un po’ come se il collettivo non avesse avuto una sorellina piccola e magari anche un po’ rompicoglioni con cui ha dovuto avere a che fare, che gli fa vedere la metà del mondo dalla SUA prospettive”<br />
Suppongo che wu ming abbia però avuto a che fare con mamme, nonne, cugine, zie, compagne di scuola, mogli. A meno che Wu Ming non sia vissuto fino a ora all’interno di un monastero (mi immagino Wu Ming 1 che organizza gare di rutti in oratorio&#8230;) abitato da soli uomini.<br />
3) Fragilità femminili e sentimentalismo: le librerie traboccano di testi del genere e purtroppo il target di riferimento è costituito da lettrici. Ben vengano allora Dana, Reyna e le altre. Spero che Altai abbia molte lettrici.<br />
4) Reyna è una figura dolente (è straziante la sua immagine nell’epilogo, quando riceve  l’ennesimo rifiuto da parte di Nasi) ma è anche capace di agire (mi riferisco al suo tramare nell’ombra) con l’astuzia e la forma mentis di un politico provetto: costruirla così è, a parer mio, un omaggio alla sua intelligenza. Non vedo perché parlare di divinità guerriere.<br />
5) Su SDM: per me non esiste una prosa femminile e una maschile, una scrittura al femminile e una al maschile. Per me esiste una buona scrittura o una brutta scrittura cioè, romanzi riusciti e altri meno riusciti a prescindere dal sesso del romanziere (uomo o donna non ha importanza).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Wu Ming</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-374</link>
		<dc:creator>Wu Ming</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 16:22:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-374</guid>
		<description>Da Trieste con furore: qui un brano della presentazioni di iersera, WM1 legge il primo capitolo di Altai, i Maxmaber prima accompagnano (sola fisarmonica) poi decollano! Dura 12 minuti.
http://www.wumingfoundation.com/suoni/WM1_Maxmaber_Altai_Knulp.mp3</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da Trieste con furore: qui un brano della presentazioni di iersera, WM1 legge il primo capitolo di Altai, i Maxmaber prima accompagnano (sola fisarmonica) poi decollano! Dura 12 minuti.<br />
<a href="http://www.wumingfoundation.com/suoni/WM1_Maxmaber_Altai_Knulp.mp3" rel="nofollow">http://www.wumingfoundation.com/suoni/WM1_Maxmaber_Altai_Knulp.mp3</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: monica mazzitelli</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-373</link>
		<dc:creator>monica mazzitelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 14:17:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-373</guid>
		<description>Completamente d’accordo e totalmente in disaccordo con te Anna Luisa: SDM è decisamente il più femminile dei romanzi di Wu Ming. È proprio questo il punto centrale secondo me: non è questione di avere protagonisti femminili che assomiglino di più a una “media” del femminile reale, ma che lo SGUARDO SUL MONDO includa il femminino. E sia Stella che Altai lo fanno in pieno. Non è solo una questione di “vedute” ma di prosa: è anche questa che è cambiata, credo per sempre, per il collettivo. Ed è questo personalmente mi interessa di più, che mi fa vibrare di più. 
Paola, ho fatto la cazzata di comprarmene uno con 25 anni di ritardo e mo arranco ;-)))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Completamente d’accordo e totalmente in disaccordo con te Anna Luisa: SDM è decisamente il più femminile dei romanzi di Wu Ming. È proprio questo il punto centrale secondo me: non è questione di avere protagonisti femminili che assomiglino di più a una “media” del femminile reale, ma che lo SGUARDO SUL MONDO includa il femminino. E sia Stella che Altai lo fanno in pieno. Non è solo una questione di “vedute” ma di prosa: è anche questa che è cambiata, credo per sempre, per il collettivo. Ed è questo personalmente mi interessa di più, che mi fa vibrare di più.<br />
Paola, ho fatto la cazzata di comprarmene uno con 25 anni di ritardo e mo arranco ;-)))</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Anna Luisa</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-372</link>
		<dc:creator>Anna Luisa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 14:02:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-372</guid>
		<description>Ora vado di fretta e quindi rispondo a Monica con più calma (intanto, grazie per le tue precisazioni) appena ho un attimo, intervengo solo su *Stella del Mattino*: con SDM è cominciato un maggiore scavo psicologico dei personaggi (rispetto alla produzione precedente del collettivo). Detto questo, SDM è il romanzo più maschile di WM:i protagonisti sono 4 uomini, affronta il tema dell&#039;amore virile, dell&#039;omosessualità maschile repressa, della guerra di trincea fatta da uomini, etc...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ora vado di fretta e quindi rispondo a Monica con più calma (intanto, grazie per le tue precisazioni) appena ho un attimo, intervengo solo su *Stella del Mattino*: con SDM è cominciato un maggiore scavo psicologico dei personaggi (rispetto alla produzione precedente del collettivo). Detto questo, SDM è il romanzo più maschile di WM:i protagonisti sono 4 uomini, affronta il tema dell&#8217;amore virile, dell&#8217;omosessualità maschile repressa, della guerra di trincea fatta da uomini, etc&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: paola di giulio</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-371</link>
		<dc:creator>paola di giulio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 13:44:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-371</guid>
		<description>@ Monica: obiettivo nel senso che si è parlato a un certo punto di equilibrio del romanzo, dato anche dai personaggi femminili, se non sbaglio. Certamente con Stella del mattino inizia un altro sguardo, non solo su questo. Come hai ragione.
&quot;Far finta di suonare il basso&quot;? Ti succede sempre a Natale?
Comunque auguri a tutt***</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Monica: obiettivo nel senso che si è parlato a un certo punto di equilibrio del romanzo, dato anche dai personaggi femminili, se non sbaglio. Certamente con Stella del mattino inizia un altro sguardo, non solo su questo. Come hai ragione.<br />
&#8220;Far finta di suonare il basso&#8221;? Ti succede sempre a Natale?<br />
Comunque auguri a tutt***</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: monica mazzitelli</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-369</link>
		<dc:creator>monica mazzitelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 23:45:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-369</guid>
		<description>Scusate i refusi, dopo due ore a far finta di suonare il basso sono suonata come una zampogna :o(</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate i refusi, dopo due ore a far finta di suonare il basso sono suonata come una zampogna :o(</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: monica mazzitelli</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-368</link>
		<dc:creator>monica mazzitelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 23:42:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-368</guid>
		<description>Attenzione però: chi ha detto che WM debba per forza avere questo come obbiettivo? Personalmente non è ci faccia tanto una malattia sul fatto che i vostri personaggi femminili siano realmente &quot;femminili&quot;, mi limito a notarlo. Ci sono così tante altre cose da apprezzare (non ultimo lo sforzo e la consecutiva crescita di questo aspetto nel corso degli anni, se proprio devo dirne una...). Se cerco donne &quot;vere&quot; leggo altro: Toni Morrison, Joyce Carol Oates (evitando James Joyce :o)), Marianne Fredriksson, Goliarda Sapienza etc etc.
Io non mi farei tanto problemi, il lavoro certamente è cominciato e cmq mi interessa di più l&#039;evoluzione complessiva che ho riscontrato a partire da &quot;Stella del mattino&quot; che questa questione, e infatti le ho dato poco risalto nella mia critica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Attenzione però: chi ha detto che WM debba per forza avere questo come obbiettivo? Personalmente non è ci faccia tanto una malattia sul fatto che i vostri personaggi femminili siano realmente &#8220;femminili&#8221;, mi limito a notarlo. Ci sono così tante altre cose da apprezzare (non ultimo lo sforzo e la consecutiva crescita di questo aspetto nel corso degli anni, se proprio devo dirne una&#8230;). Se cerco donne &#8220;vere&#8221; leggo altro: Toni Morrison, Joyce Carol Oates (evitando James Joyce :o)), Marianne Fredriksson, Goliarda Sapienza etc etc.<br />
Io non mi farei tanto problemi, il lavoro certamente è cominciato e cmq mi interessa di più l&#8217;evoluzione complessiva che ho riscontrato a partire da &#8220;Stella del mattino&#8221; che questa questione, e infatti le ho dato poco risalto nella mia critica.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Wu Ming 4</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-367</link>
		<dc:creator>Wu Ming 4</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 23:01:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-367</guid>
		<description>A Trieste è salito soltanto Wu Ming 1, che sarebbe comunque andato fin là per le feste. Pare che il treno abbia avuto &quot;solo&quot; 50 minuti di ritardo. Pare che la presentazione sia andata molto bene, cito dal&#039;sms di WM1: &quot;un&#039;ottantina di persone nella saletta, ma molte altre fuori, che ascoltavano dalle casse. Ottima interazione con la musica, molte domande, molto apprezzamento per Altai&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A Trieste è salito soltanto Wu Ming 1, che sarebbe comunque andato fin là per le feste. Pare che il treno abbia avuto &#8220;solo&#8221; 50 minuti di ritardo. Pare che la presentazione sia andata molto bene, cito dal&#8217;sms di WM1: &#8220;un&#8217;ottantina di persone nella saletta, ma molte altre fuori, che ascoltavano dalle casse. Ottima interazione con la musica, molte domande, molto apprezzamento per Altai&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: paola di giulio</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-366</link>
		<dc:creator>paola di giulio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 21:56:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-366</guid>
		<description>Dana a me è piaciuta molto, l&#039;ho già detto, e Altai è ricco di personaggi femminili, ognuno ha una sua sfaccettatura. Penso sia importante che la percezione di questi personaggi da parte delle lettrici, dei critici, ecc. continui a venir espressa. Soprattutto per vedere se ci sono pareri comuni, condivisi. WM4, non è facilissimo neanche per noi donne mettersi d&#039;accordo sul femminile, la femminilità, ecc!
Poi c&#039;è il percorso personale di ognuno, il percorso dello scrittore, e così via...
Vediamo come procede.
P.S. quelli a Trieste si sono portati panini e coperte?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dana a me è piaciuta molto, l&#8217;ho già detto, e Altai è ricco di personaggi femminili, ognuno ha una sua sfaccettatura. Penso sia importante che la percezione di questi personaggi da parte delle lettrici, dei critici, ecc. continui a venir espressa. Soprattutto per vedere se ci sono pareri comuni, condivisi. WM4, non è facilissimo neanche per noi donne mettersi d&#8217;accordo sul femminile, la femminilità, ecc!<br />
Poi c&#8217;è il percorso personale di ognuno, il percorso dello scrittore, e così via&#8230;<br />
Vediamo come procede.<br />
P.S. quelli a Trieste si sono portati panini e coperte?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Wu Ming 4</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339&#038;cpage=1#comment-365</link>
		<dc:creator>Wu Ming 4</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 20:48:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=339#comment-365</guid>
		<description>La critica sui personaggi femminili è sacrosanta, anche se non la condivido del tutto. Restando su Altai io mi sento di dire che Dana è abbastanza &quot;stratosta&quot;, come era Gracia, mentre Reyna non lo è affatto. Anzi, è una donna piena di &quot;incongruenze&quot;, e pure un bel po&#039; stronza. Se le sue &quot;fragilità femminili&quot; non si vedono a occhio nudo è chiaramente solo perché lei ha scelto di rivestirsi di un&#039;armatura. Il che non significa che non ci siano, anzi, mi sembra che nel corso del romanzo emergano eccome. Certo che resta una donna vista con occhi maschili, da un io narrante maschile, su questo non ci piove. Ma del resto mettersi nei panni di una donna è un esercizio che mica tutti gli autori riescono a praticare e certo non è obbligatorio per fare della buona letteratura. Se però uno ci riesce tanto meglio. Vedremo. A me pare uno scoglio un po&#039; difficile da superare per il nostro collettivo, per quelle che sono le dinamiche interne ed esterne, ma comunque almeno un certo tipo di lavoro è cominciato secondo me i primi risultati iniziano a vedersi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La critica sui personaggi femminili è sacrosanta, anche se non la condivido del tutto. Restando su Altai io mi sento di dire che Dana è abbastanza &#8220;stratosta&#8221;, come era Gracia, mentre Reyna non lo è affatto. Anzi, è una donna piena di &#8220;incongruenze&#8221;, e pure un bel po&#8217; stronza. Se le sue &#8220;fragilità femminili&#8221; non si vedono a occhio nudo è chiaramente solo perché lei ha scelto di rivestirsi di un&#8217;armatura. Il che non significa che non ci siano, anzi, mi sembra che nel corso del romanzo emergano eccome. Certo che resta una donna vista con occhi maschili, da un io narrante maschile, su questo non ci piove. Ma del resto mettersi nei panni di una donna è un esercizio che mica tutti gli autori riescono a praticare e certo non è obbligatorio per fare della buona letteratura. Se però uno ci riesce tanto meglio. Vedremo. A me pare uno scoglio un po&#8217; difficile da superare per il nostro collettivo, per quelle che sono le dinamiche interne ed esterne, ma comunque almeno un certo tipo di lavoro è cominciato secondo me i primi risultati iniziano a vedersi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
