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	<title>Comments on: Da Repubblica: METODO WU MING, di Michele Smargiassi</title>
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	<description>Il nuovo romanzo di Wu Ming</description>
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		<title>By: Wu Ming 5</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=316&#038;cpage=1#comment-280</link>
		<dc:creator>Wu Ming 5</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 10:56:11 +0000</pubDate>
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		<description>Rilievo pertinente. Trovo infatti che ci sia una sorta di ambiguità nel modo in cui di solito tutti pensiamo alla parola &quot;metodo&quot;. Alle volte, sembra che ci si riferisca a una serie di passaggi logici volti a conseguire un fine (metodo come tattica), alle volte sembra che ci riferiamo a un ambito simile al dover essere.
Probabilmente è a questa seconda accezione che Wu Ming si riferisce quando parla di assenza di metodo. Non c&#039;è un metodo ossificato, ipostatizzato, non c&#039;è una serie di &quot;norme&quot; da seguire, piuttosto un percorso organizzato, una tattica cangiante che si stratifica passaggio dopo passaggio. Si, in questo senso anche la nostra è prassi.
Non c&#039;è una normativa idealistica, in altri termini, quanto piuttosto una serie di comandi magici, una sorta di  urbanistica del pensiero, non invasiva, che organizza i flussi narrativi e li dirige verso un finale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rilievo pertinente. Trovo infatti che ci sia una sorta di ambiguità nel modo in cui di solito tutti pensiamo alla parola &#8220;metodo&#8221;. Alle volte, sembra che ci si riferisca a una serie di passaggi logici volti a conseguire un fine (metodo come tattica), alle volte sembra che ci riferiamo a un ambito simile al dover essere.<br />
Probabilmente è a questa seconda accezione che Wu Ming si riferisce quando parla di assenza di metodo. Non c&#8217;è un metodo ossificato, ipostatizzato, non c&#8217;è una serie di &#8220;norme&#8221; da seguire, piuttosto un percorso organizzato, una tattica cangiante che si stratifica passaggio dopo passaggio. Si, in questo senso anche la nostra è prassi.<br />
Non c&#8217;è una normativa idealistica, in altri termini, quanto piuttosto una serie di comandi magici, una sorta di  urbanistica del pensiero, non invasiva, che organizza i flussi narrativi e li dirige verso un finale.</p>
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		<title>By: claudia boscolo</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=316&#038;cpage=1#comment-277</link>
		<dc:creator>claudia boscolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 19:05:04 +0000</pubDate>
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		<description>E’ interessante che inizi ad emergere la differenza fra il metodo (Kai Zen, SIC) e la pratica (Wu Ming). Quello che di sicuro differenzia la pratica Wu Ming da qualsiasi metodo è la spontaneità del processo e il lavoro in presenza, incluso il brain-storming.
Ho trovato di rilievo il riferimento che Smargiassi fa ai formalisti: la presenza del “modulo” la sentivo molto di più in Q, ma in Altai secondo me è scomparsa, le cuciture non si sentono, la storia fluisce molto omogenea. Può darsi che dipenda dal fatto che la trama di Q è molto più complessa, ma a dire il vero non credo sia questo. L’approccio formalista secondo me si potrebbe applicare (volendo proprio farlo: ma perché??? è terribilmente sorpassato!) con una certa tranquillità al grande romanzo SIC, (ma questa affermazione si cataloga sotto la voce “recensione preventiva”, e autorizzo Vanni e Gregorio a linciarmi, se passano di qua), mentre la libertà con cui si riescono ad approcciare criticamente i testi di Wu Ming (da una prospettiva filologica, narratologica, storico-letteraria, etc), dal mio punto di vista, ha origine proprio anche nello svincolarsi dal metodo, che non è certo svincolarsi dalla struttura, ma libertà nell’atto creativo dato dalla presenza. Può darsi che questa mia affermazione sia una cagata pazzesca, infatti è per questo motivo che attendo con curiosità il grande romanzo SIC, ma mi pare di intuire che esista una differenza sostanziale. Di sicuro, La strategia dell’ariete è un romanzo che “suona” costruito, meccanico. Spero invece che i SIC riescano a trovare la formula dell’omogeneizzazione che ricrei l’empatia della presenza, perché la trama pare sia molto avvincente. Infatti il primo punto del metodo SIC recita “far diventare la scrittura collettiva dei piccoli gruppi una prassi letteraria”, prassi quindi e non metodo (che sta piuttosto alla radice della pratica, cioè si pratica un metodo, come in qualsiasi disciplina, che prende vita solo nella prassi), dove prassi riprende quell’idea di pratica di cui dicevate nell’intervista. Mi pare una differenza non da poco sinceramente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E’ interessante che inizi ad emergere la differenza fra il metodo (Kai Zen, SIC) e la pratica (Wu Ming). Quello che di sicuro differenzia la pratica Wu Ming da qualsiasi metodo è la spontaneità del processo e il lavoro in presenza, incluso il brain-storming.<br />
Ho trovato di rilievo il riferimento che Smargiassi fa ai formalisti: la presenza del “modulo” la sentivo molto di più in Q, ma in Altai secondo me è scomparsa, le cuciture non si sentono, la storia fluisce molto omogenea. Può darsi che dipenda dal fatto che la trama di Q è molto più complessa, ma a dire il vero non credo sia questo. L’approccio formalista secondo me si potrebbe applicare (volendo proprio farlo: ma perché??? è terribilmente sorpassato!) con una certa tranquillità al grande romanzo SIC, (ma questa affermazione si cataloga sotto la voce “recensione preventiva”, e autorizzo Vanni e Gregorio a linciarmi, se passano di qua), mentre la libertà con cui si riescono ad approcciare criticamente i testi di Wu Ming (da una prospettiva filologica, narratologica, storico-letteraria, etc), dal mio punto di vista, ha origine proprio anche nello svincolarsi dal metodo, che non è certo svincolarsi dalla struttura, ma libertà nell’atto creativo dato dalla presenza. Può darsi che questa mia affermazione sia una cagata pazzesca, infatti è per questo motivo che attendo con curiosità il grande romanzo SIC, ma mi pare di intuire che esista una differenza sostanziale. Di sicuro, La strategia dell’ariete è un romanzo che “suona” costruito, meccanico. Spero invece che i SIC riescano a trovare la formula dell’omogeneizzazione che ricrei l’empatia della presenza, perché la trama pare sia molto avvincente. Infatti il primo punto del metodo SIC recita “far diventare la scrittura collettiva dei piccoli gruppi una prassi letteraria”, prassi quindi e non metodo (che sta piuttosto alla radice della pratica, cioè si pratica un metodo, come in qualsiasi disciplina, che prende vita solo nella prassi), dove prassi riprende quell’idea di pratica di cui dicevate nell’intervista. Mi pare una differenza non da poco sinceramente.</p>
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		<title>By: subcom</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=316&#038;cpage=1#comment-276</link>
		<dc:creator>subcom</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 17:46:07 +0000</pubDate>
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		<description>Eppure rovistando in quel cestino son convinto ci si trovi del buono. Tra un centinaio di anni, se esisterà ancora il genere umano, gli scritti eliminati dalla &quot;mediazione al rialzo&quot; circoleranno tra gli ultimi resistenti combattenti contro Gottschalk Yutani. I vostri libri saranno banditi, solo i residuati non catalogati verranno conservati in luoghi inaccessibili e passeranno di mente in mente stimolando la creatività degli uomini liberi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eppure rovistando in quel cestino son convinto ci si trovi del buono. Tra un centinaio di anni, se esisterà ancora il genere umano, gli scritti eliminati dalla &#8220;mediazione al rialzo&#8221; circoleranno tra gli ultimi resistenti combattenti contro Gottschalk Yutani. I vostri libri saranno banditi, solo i residuati non catalogati verranno conservati in luoghi inaccessibili e passeranno di mente in mente stimolando la creatività degli uomini liberi.</p>
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		<title>By: ALTAI » Blog Archive » Da Repubblica: METODO WU MING, di Michele &#8230;</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=316&#038;cpage=1#comment-275</link>
		<dc:creator>ALTAI » Blog Archive » Da Repubblica: METODO WU MING, di Michele &#8230;</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 11:40:58 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Il seguito di questo articolo: ALTAI » Blog Archive » Da Repubblica: METODO WU MING, di Michele &#8230; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Il seguito di questo articolo: ALTAI » Blog Archive » Da Repubblica: METODO WU MING, di Michele &#8230; [...]</p>
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	<item>
		<title>By: Tweets that mention ALTAI » Blog Archive » Da Repubblica: METODO WU MING, di Michele Smargiassi -- Topsy.com</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=316&#038;cpage=1#comment-274</link>
		<dc:creator>Tweets that mention ALTAI » Blog Archive » Da Repubblica: METODO WU MING, di Michele Smargiassi -- Topsy.com</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 10:15:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=316#comment-274</guid>
		<description>[...] This post was mentioned on Twitter by Einaudi editore, Wu Ming Foundation. Wu Ming Foundation said: Oggi su Repubblica, paginone centrale sez. Cultura, articolo su come scriviamo, METODO WU MING, http://bit.ly/8My1ik [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] This post was mentioned on Twitter by Einaudi editore, Wu Ming Foundation. Wu Ming Foundation said: Oggi su Repubblica, paginone centrale sez. Cultura, articolo su come scriviamo, METODO WU MING, <a href="http://bit.ly/8My1ik" rel="nofollow">http://bit.ly/8My1ik</a> [...]</p>
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