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	<title>Comments on: Valter Binaghi su Nazione Indiana</title>
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	<description>Il nuovo romanzo di Wu Ming</description>
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		<title>By: Speciale &#8220;L&#8217;Eroe imperfetto&#8221;: L&#8217;Unità, Valter Binaghi, Roberta Borsani&#160;&#124;&#160;Giap, la stanza dei bottoni di Wu Ming</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-887</link>
		<dc:creator>Speciale &#8220;L&#8217;Eroe imperfetto&#8221;: L&#8217;Unità, Valter Binaghi, Roberta Borsani&#160;&#124;&#160;Giap, la stanza dei bottoni di Wu Ming</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 22:20:42 +0000</pubDate>
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		<description>[...] conflittuale e segnato da reciproco rispetto il nostro confronto a distanza con Binaghi. Quando recensì Altai, scrivemmo di lui: «Binaghi il convertito, per il quale Dio è voragine che ti si apre sotto i [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] conflittuale e segnato da reciproco rispetto il nostro confronto a distanza con Binaghi. Quando recensì Altai, scrivemmo di lui: «Binaghi il convertito, per il quale Dio è voragine che ti si apre sotto i [...]</p>
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		<title>By: claudia boscolo</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-201</link>
		<dc:creator>claudia boscolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 09:07:59 +0000</pubDate>
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		<description>Maurizio, lo &quot;squero&quot; è il laboratorio/officina dove si costruiscono e si fa manutenzione delle gondole. E&#039; come una piccola corte con accesso diretto al canale tramite un rampa. A Venezia ce ne sono ancora due perfettamente funzionanti, che io sappia, ma magari ce n&#039;è anche di più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maurizio, lo &#8220;squero&#8221; è il laboratorio/officina dove si costruiscono e si fa manutenzione delle gondole. E&#8217; come una piccola corte con accesso diretto al canale tramite un rampa. A Venezia ce ne sono ancora due perfettamente funzionanti, che io sappia, ma magari ce n&#8217;è anche di più.</p>
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		<title>By: mvito</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-200</link>
		<dc:creator>mvito</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 03:07:04 +0000</pubDate>
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		<description>Comandanta Boscolo, ma io sto tra i fumati, tra gli accademici, o da nessuna parte? Tanto per regolarmi :-)

Per tornare ad Altai, vorrei dire che le suggestioni che ebbi alla prima lettura si rafforzano ad ogni nuovo ritorno, ed in particolare trovo l&#039;episodio della galea in fiamme che abbandona lo &quot;squero&quot; [che c**** e&#039;, a proposito? :-)] a pagina 11 un&#039;immagine (mai termine fu piu&#039; insufficiente) dalla forza evocativa e connotativa suprema. Agamben qualche tempo fa scrisse un libro in cui ipotizzava che le prime dieci parole della Lettera di Paolo ai Romani riassumessero, in senso filosofico, politico, simbolico, l&#039;intera lettera. Mutatis mutandis, questa figura in Altai mi pare riassumere lo zeitgeist di quella eta&#039; di confine tra l&#039;Europa cristiana, veneziana, mediterranea, etc, e il tempo che viene, che e&#039; gia&#039; in quel medesimo momento e che il libro racconta, per quanto sia possibile in un&#039;unica opera. Piu&#039; &quot;vedo&quot; quella immagine nella mia privata sala di proiezione mentale, piu&#039; significati, storici, retorici, politici, culturali, essa assume. Il consumarsi della dicotomia--anzi, delle dicotomie, tutte quelle che vengono in mente, connaturate all&#039;Occidente e ai suoi simboli, racchiuse in una nave in fiamme, che prende il largo, e poi si consuma, crolla su se&#039;, e non apre alcun nuovo ordine, alcun orizzonte. Ieri, ma anche oggi, per esempio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comandanta Boscolo, ma io sto tra i fumati, tra gli accademici, o da nessuna parte? Tanto per regolarmi :-)</p>
<p>Per tornare ad Altai, vorrei dire che le suggestioni che ebbi alla prima lettura si rafforzano ad ogni nuovo ritorno, ed in particolare trovo l&#8217;episodio della galea in fiamme che abbandona lo &#8220;squero&#8221; [che c**** e', a proposito? :-)] a pagina 11 un&#8217;immagine (mai termine fu piu&#8217; insufficiente) dalla forza evocativa e connotativa suprema. Agamben qualche tempo fa scrisse un libro in cui ipotizzava che le prime dieci parole della Lettera di Paolo ai Romani riassumessero, in senso filosofico, politico, simbolico, l&#8217;intera lettera. Mutatis mutandis, questa figura in Altai mi pare riassumere lo zeitgeist di quella eta&#8217; di confine tra l&#8217;Europa cristiana, veneziana, mediterranea, etc, e il tempo che viene, che e&#8217; gia&#8217; in quel medesimo momento e che il libro racconta, per quanto sia possibile in un&#8217;unica opera. Piu&#8217; &#8220;vedo&#8221; quella immagine nella mia privata sala di proiezione mentale, piu&#8217; significati, storici, retorici, politici, culturali, essa assume. Il consumarsi della dicotomia&#8211;anzi, delle dicotomie, tutte quelle che vengono in mente, connaturate all&#8217;Occidente e ai suoi simboli, racchiuse in una nave in fiamme, che prende il largo, e poi si consuma, crolla su se&#8217;, e non apre alcun nuovo ordine, alcun orizzonte. Ieri, ma anche oggi, per esempio.</p>
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		<title>By: claudia boscolo</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-198</link>
		<dc:creator>claudia boscolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 20:30:38 +0000</pubDate>
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		<description>Uelà Binaghi, riesco ad essere anche un po&#039; più articolata di così, te lo giuro :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uelà Binaghi, riesco ad essere anche un po&#8217; più articolata di così, te lo giuro :)</p>
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		<title>By: valter binaghi</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-197</link>
		<dc:creator>valter binaghi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 19:29:51 +0000</pubDate>
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		<description>minchiabboscolochescienza, cioè.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>minchiabboscolochescienza, cioè.</p>
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		<title>By: claudia boscolo</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-194</link>
		<dc:creator>claudia boscolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 01:26:35 +0000</pubDate>
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		<description>Raveggi!!! Mannaggia a te, è che mi stai simpatico anche se me ne sono andata dal facciabuco. Bachtin lascialo là dov&#039;è, che oramai la sua tesi sull&#039;epica l&#039;hanno smontata in tipo 750 accademici sparsi ai quattro angoli del pianeta non tutti esattamente fumati. Una cosa sola ha detto Bachtin di nuovo: cioè che il romanzo è in continua evoluzione. Infatti, il romanzo è in continua evoluzione. Ciao ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Raveggi!!! Mannaggia a te, è che mi stai simpatico anche se me ne sono andata dal facciabuco. Bachtin lascialo là dov&#8217;è, che oramai la sua tesi sull&#8217;epica l&#8217;hanno smontata in tipo 750 accademici sparsi ai quattro angoli del pianeta non tutti esattamente fumati. Una cosa sola ha detto Bachtin di nuovo: cioè che il romanzo è in continua evoluzione. Infatti, il romanzo è in continua evoluzione. Ciao ciao</p>
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		<title>By: Wu Ming 1</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-190</link>
		<dc:creator>Wu Ming 1</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 16:41:18 +0000</pubDate>
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		<description>@ Raveggi
&quot;Perché si è scelto la forza liberante dell’epica e non la forza liberande del romanzo dialogico?&quot;
Faccio notare che questa dicotomia tra epica e romanzo, centrale nel pensiero di Bachtin, è oggi da più parti considerata obsoleta, superata nei fatti e valida solo in una prospettiva eurocentrica. Ne ha scritto anche Maurizio Vito qui:
http://www.carmillaonline.com/archives/2009/05/003036.html
E poi, Raveggi, cos&#039;hai contro l&#039;Epic Metal?  E&#039; una coincidenza che l&#039;autore di questa &lt;a href=&quot;http://buonipresagi.splinder.com/post/17370859/New+Italian+Epic&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;questa riflessione&lt;/a&gt; sia un grande fan dei &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=BFuIc2sRFxs&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Manowar&lt;/a&gt;? Mah :-P</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Raveggi<br />
&#8220;Perché si è scelto la forza liberante dell’epica e non la forza liberande del romanzo dialogico?&#8221;<br />
Faccio notare che questa dicotomia tra epica e romanzo, centrale nel pensiero di Bachtin, è oggi da più parti considerata obsoleta, superata nei fatti e valida solo in una prospettiva eurocentrica. Ne ha scritto anche Maurizio Vito qui:<br />
<a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2009/05/003036.html" rel="nofollow">http://www.carmillaonline.com/archives/2009/05/003036.html</a><br />
E poi, Raveggi, cos&#8217;hai contro l&#8217;Epic Metal?  E&#8217; una coincidenza che l&#8217;autore di questa <a href="http://buonipresagi.splinder.com/post/17370859/New+Italian+Epic" rel="nofollow">questa riflessione</a> sia un grande fan dei <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BFuIc2sRFxs" rel="nofollow">Manowar</a>? Mah :-P</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Anna Luisa</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-187</link>
		<dc:creator>Anna Luisa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 18:31:10 +0000</pubDate>
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		<description>Gaia condivido in pieno le tue parole, compreso lo stralcio dall&#039;intervento di Wu Ming 5.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gaia condivido in pieno le tue parole, compreso lo stralcio dall&#8217;intervento di Wu Ming 5.</p>
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	<item>
		<title>By: gaia_de_pascale</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-186</link>
		<dc:creator>gaia_de_pascale</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 17:09:54 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Quello che ci attende in futuro secondo me è un personaggio femminile che abbia aspetti miserevoli, desolanti o squallidi, che sia una persona cioè come me e come tutti noi, e che però sia a tutti gli effetti un’eroina&quot;.
Ecco, queste parole di wm5 riassumono bene la mia posizione per quanto riguarda i personaggi femminili.
Io, a differenza degli stessi wu ming, non mi sento di essere così severa verso le donne di Q. Stereotipate? Forse, ma in senso... &quot;buono&quot;. In Q tutti i personaggi hanno psicologie più piane. Anche Gert per certi aspetti risponde allo stereotipo del rivoluzionario. Lì il personaggio è quello che fa, in Altai al contrario il personaggio fa quello che è. Le psicologie sono tutte più complesse, al di là delle questione di genere.
Il rischio, se mai (e sempre, e per tutti) è quello di eccedere nel politicamente corretto per evitare lo spettro del maschilismo che alita sul collo.
Una donna come quella prospettata da wm5 scavalcherebbe questo tipo di problema...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quello che ci attende in futuro secondo me è un personaggio femminile che abbia aspetti miserevoli, desolanti o squallidi, che sia una persona cioè come me e come tutti noi, e che però sia a tutti gli effetti un’eroina&#8221;.<br />
Ecco, queste parole di wm5 riassumono bene la mia posizione per quanto riguarda i personaggi femminili.<br />
Io, a differenza degli stessi wu ming, non mi sento di essere così severa verso le donne di Q. Stereotipate? Forse, ma in senso&#8230; &#8220;buono&#8221;. In Q tutti i personaggi hanno psicologie più piane. Anche Gert per certi aspetti risponde allo stereotipo del rivoluzionario. Lì il personaggio è quello che fa, in Altai al contrario il personaggio fa quello che è. Le psicologie sono tutte più complesse, al di là delle questione di genere.<br />
Il rischio, se mai (e sempre, e per tutti) è quello di eccedere nel politicamente corretto per evitare lo spettro del maschilismo che alita sul collo.<br />
Una donna come quella prospettata da wm5 scavalcherebbe questo tipo di problema&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Wu Ming 2</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-169</link>
		<dc:creator>Wu Ming 2</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 22:51:09 +0000</pubDate>
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		<description>@Alessandro R.: Trovo molto interessante l&#039;intreccio che proponi Havelock/McLuhan, ma mi chiedo se il nostro modo di fare epica possa avere davvero una funzione tribale. Se si esclude &lt;i&gt;Q&lt;/i&gt;, che era a tutti gli effetti una summa teologica blissettiana, un bilancio in forma di romanzo, nel resto della nostra produzione faccio fatica a rintracciare un&#039;enciclopedia di valori, perché in quel genere di epica non si può prescindere da personaggi che incarnino i valori e e li rendano visibili, mentre nei nostri romanzi cerchiamo di mettere piuttosto traiettorie, dubbi, interrogativi, strumenti per indagare la complessità del mondo. Più che enciclopedie sono cassette degli attrezzi, e non tanto per difendere una comunità, quanto per esplorare insieme cosa le sta intorno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Alessandro R.: Trovo molto interessante l&#8217;intreccio che proponi Havelock/McLuhan, ma mi chiedo se il nostro modo di fare epica possa avere davvero una funzione tribale. Se si esclude <i>Q</i>, che era a tutti gli effetti una summa teologica blissettiana, un bilancio in forma di romanzo, nel resto della nostra produzione faccio fatica a rintracciare un&#8217;enciclopedia di valori, perché in quel genere di epica non si può prescindere da personaggi che incarnino i valori e e li rendano visibili, mentre nei nostri romanzi cerchiamo di mettere piuttosto traiettorie, dubbi, interrogativi, strumenti per indagare la complessità del mondo. Più che enciclopedie sono cassette degli attrezzi, e non tanto per difendere una comunità, quanto per esplorare insieme cosa le sta intorno.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Dalia</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-165</link>
		<dc:creator>Dalia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 17:08:27 +0000</pubDate>
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		<description>@Valentina: se vuoi consultare il testo di &quot;Arzestula&quot; lo trovi sul sito di WM

Sull&#039;io narrante femminile:
è anche vero che le lettrici di WuMing sono un gruppo un pò sui generis, credo.

Insomma, nella cerchia delle mie conoscenze off-line (vivo in Brianza!!) non c&#039;è UNA sola donna che legga WM. Vengono in qualche modo percepiti come romanzi scritti da uomini &quot;per uomini&quot;, e rifiutati, anche dalle forti lettrici.

Del resto noi (per lo meno, per me è così) ci troviamo un pò a disagio nella categoria &quot;femminile&quot;, e spesso anche nelle compagnie femminili. E ci interessa ed attrae chi cerca di trascendere il confine di genere, di lingua, di orientamento sessuale, di cultura, etc..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Valentina: se vuoi consultare il testo di &#8220;Arzestula&#8221; lo trovi sul sito di WM</p>
<p>Sull&#8217;io narrante femminile:<br />
è anche vero che le lettrici di WuMing sono un gruppo un pò sui generis, credo.</p>
<p>Insomma, nella cerchia delle mie conoscenze off-line (vivo in Brianza!!) non c&#8217;è UNA sola donna che legga WM. Vengono in qualche modo percepiti come romanzi scritti da uomini &#8220;per uomini&#8221;, e rifiutati, anche dalle forti lettrici.</p>
<p>Del resto noi (per lo meno, per me è così) ci troviamo un pò a disagio nella categoria &#8220;femminile&#8221;, e spesso anche nelle compagnie femminili. E ci interessa ed attrae chi cerca di trascendere il confine di genere, di lingua, di orientamento sessuale, di cultura, etc..</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Alessandro Raveggi</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-157</link>
		<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 06:08:26 +0000</pubDate>
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		<description>TRAD. IT. La visione dell&#039;epica di Bachtin, come mondo epico della totalità organica perduta tra individuo e società è il rovescio negativo della medaglia della visione di Lukacs, che vede nell&#039;epica un modello più che un&#039;assoluto e rende monca la sua teoria del romanzo (al quale si contrappone, in Bachtin, la forza dell&#039;epopea parodica, del carnevalesco, delle radici retoriche e parodiche del romanzo come metamorfosi constante). 

Entrambe le visioni ipostatizzano l&#039;epica, mentre la visione di Havelock riconduce l&#039;epica alla sua funzione tribale, comunitaria, di enciclopedia contente valori, istruzioni, ideali della comunità, riportandola alla dimensione di mnemotecnica orale dell&#039;aedo.

Mi chiedevo se questa dimensione potesse essere affianca al prostetismo di McLuhan (il medium come estensione dell&#039;umano) e comporre un quadro che voi potreste condividere: fiducia nella parola e fiducia nel mezzo, come ridefinizione della nostra identità collettiva.

Insomma: come si può parlare di epica senza cadere da un lato nell&#039;Epic Metal (cioé nella versione &quot;abbassata&quot; che di epica danno nella comunicazione di massa) e dall&#039;altro nel tradizionalismo? Perché si è scelto la forza liberante dell&#039;epica e non la forza liberande del romanzo dialogico?
Se l&#039;epica è costruzione e difesa di una comunità, come costruiamo il nostro essere in comunità oggi, se non tramite estensioni del nostro sistema nervoso, come direbbe McLuhan?

Penso di essere stato più che POCO chiaro ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>TRAD. IT. La visione dell&#8217;epica di Bachtin, come mondo epico della totalità organica perduta tra individuo e società è il rovescio negativo della medaglia della visione di Lukacs, che vede nell&#8217;epica un modello più che un&#8217;assoluto e rende monca la sua teoria del romanzo (al quale si contrappone, in Bachtin, la forza dell&#8217;epopea parodica, del carnevalesco, delle radici retoriche e parodiche del romanzo come metamorfosi constante). </p>
<p>Entrambe le visioni ipostatizzano l&#8217;epica, mentre la visione di Havelock riconduce l&#8217;epica alla sua funzione tribale, comunitaria, di enciclopedia contente valori, istruzioni, ideali della comunità, riportandola alla dimensione di mnemotecnica orale dell&#8217;aedo.</p>
<p>Mi chiedevo se questa dimensione potesse essere affianca al prostetismo di McLuhan (il medium come estensione dell&#8217;umano) e comporre un quadro che voi potreste condividere: fiducia nella parola e fiducia nel mezzo, come ridefinizione della nostra identità collettiva.</p>
<p>Insomma: come si può parlare di epica senza cadere da un lato nell&#8217;Epic Metal (cioé nella versione &#8220;abbassata&#8221; che di epica danno nella comunicazione di massa) e dall&#8217;altro nel tradizionalismo? Perché si è scelto la forza liberante dell&#8217;epica e non la forza liberande del romanzo dialogico?<br />
Se l&#8217;epica è costruzione e difesa di una comunità, come costruiamo il nostro essere in comunità oggi, se non tramite estensioni del nostro sistema nervoso, come direbbe McLuhan?</p>
<p>Penso di essere stato più che POCO chiaro ;)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: tina</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-153</link>
		<dc:creator>tina</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 22:14:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193#comment-153</guid>
		<description>Grazie a Wu Ming 1 per avermi &quot;tradotta&quot; qui da Nazione Indiana. Finalmente trovo una bella discussione sui personaggi femminili che riconosce alle donne la loro dignità. E vi ammiro tutti per la pazienza con cui la portate avanti: ciò è insolito per me. Mi viene da dire solo questo. Quando ho scoperto di far parte di una popolazione umana discriminata, mi sono resa conto che ciò avveniva prima di tutto nelle parole che avevo in bocca io stessa e nei pensieri che in virtù di quelle abitavano la mia mente: avevo letto quasi esclusivamente libri scritti da uomini. Le scrittrici, ho scoperto di recente, scrivono diversamente dagli uomini: la sensibilità dello sguardo con cui si confrontano con la realtà narrativa e/o poetica è tipica del modo con cui esse stesse aprono le porte del mondo e che ha radici profonde nel loro essere umane. Mi sono dedicata dunque un&#039;immersione in quei mondi narrativi declinati tutti al femminile e ho cominciato a specchiarmi davvero in altre me, riconoscendo somiglianze autentiche perché immediate ... Oggi penso che per costruire un personaggio femminile degno di tale nome, ci sia bisogno di una scrittrice.
Un caro saluto a tutt@</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Wu Ming 1 per avermi &#8220;tradotta&#8221; qui da Nazione Indiana. Finalmente trovo una bella discussione sui personaggi femminili che riconosce alle donne la loro dignità. E vi ammiro tutti per la pazienza con cui la portate avanti: ciò è insolito per me. Mi viene da dire solo questo. Quando ho scoperto di far parte di una popolazione umana discriminata, mi sono resa conto che ciò avveniva prima di tutto nelle parole che avevo in bocca io stessa e nei pensieri che in virtù di quelle abitavano la mia mente: avevo letto quasi esclusivamente libri scritti da uomini. Le scrittrici, ho scoperto di recente, scrivono diversamente dagli uomini: la sensibilità dello sguardo con cui si confrontano con la realtà narrativa e/o poetica è tipica del modo con cui esse stesse aprono le porte del mondo e che ha radici profonde nel loro essere umane. Mi sono dedicata dunque un&#8217;immersione in quei mondi narrativi declinati tutti al femminile e ho cominciato a specchiarmi davvero in altre me, riconoscendo somiglianze autentiche perché immediate &#8230; Oggi penso che per costruire un personaggio femminile degno di tale nome, ci sia bisogno di una scrittrice.<br />
Un caro saluto a tutt@</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: paola di giulio</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-152</link>
		<dc:creator>paola di giulio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 16:52:06 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco, Valentina ha posto un &#039;problema&#039;, diciamo che parte da un risultato, dal fatto che non ha percepito la credibilità di un io narrante femminile, cioè una visione femminile del mondo, come dice WM4, ecc. A questo punto mi si chiarisce quel pensiero sul tema dell&#039;omosessualità che mi era venuto in mente: semplicemente ho fatto un&#039;associazione tra l&#039;immedesimazione nel punto di vista sia femminile che maschile, ed è venuto fuori l&#039;androgino! Che le lettrici cerchino (anche) questo, o sentano che c&#039;è una carenza di questo genere nei personaggi femminili, in realtà andrebbe confrontato con le intenzioni degli autori. In Dana non c&#039;è questa carenza a parere mio, e il &#039;femminile&#039; c&#039;è, sparso nei vostri libri. Il &#039;femminile&#039; traspare da molto del vostro operato in generale, ma questa è un&#039;altra faccenda - importante, perchè rende il problema della &#039;resa&#039; di certi personaggi a portata... di penna :-))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, Valentina ha posto un &#8216;problema&#8217;, diciamo che parte da un risultato, dal fatto che non ha percepito la credibilità di un io narrante femminile, cioè una visione femminile del mondo, come dice WM4, ecc. A questo punto mi si chiarisce quel pensiero sul tema dell&#8217;omosessualità che mi era venuto in mente: semplicemente ho fatto un&#8217;associazione tra l&#8217;immedesimazione nel punto di vista sia femminile che maschile, ed è venuto fuori l&#8217;androgino! Che le lettrici cerchino (anche) questo, o sentano che c&#8217;è una carenza di questo genere nei personaggi femminili, in realtà andrebbe confrontato con le intenzioni degli autori. In Dana non c&#8217;è questa carenza a parere mio, e il &#8216;femminile&#8217; c&#8217;è, sparso nei vostri libri. Il &#8216;femminile&#8217; traspare da molto del vostro operato in generale, ma questa è un&#8217;altra faccenda &#8211; importante, perchè rende il problema della &#8216;resa&#8217; di certi personaggi a portata&#8230; di penna :-))</p>
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		<title>By: Wu Ming 1</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=193&#038;cpage=1#comment-151</link>
		<dc:creator>Wu Ming 1</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 16:38:55 +0000</pubDate>
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		<description>@ Raveggi
Potresti mica tradurre in italiano corrente? Sai, qui non siamo alla Scuola di Dottorato dell&#039;Amherst College... :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Raveggi<br />
Potresti mica tradurre in italiano corrente? Sai, qui non siamo alla Scuola di Dottorato dell&#8217;Amherst College&#8230; :-)</p>
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