Cos’è accaduto a #Gorizia il 23 maggio? Guerra, fascismi, confini, sdoganamenti

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di Tuco aka Martino Prizzi

Il 23 maggio 2015 a Gorizia è successo qualcosa.

Al “Parco della Rimembranza”, su un palco di legno, c’era un tizio che si chiama Simone Di Stefano – mai visto prima da queste parti -, che parlava di sangue e terra. Sangue italiano e terra italiana. Al suo fianco c’era l’assessora Silvana Romano, di Forza Italia. Davanti a lui un migliaio di sonnambuli che sventolavano tartarughe e tricolori. Di Stefano diceva che bisogna essere pronti a morire per l’Italia, come i fanti del 1915, perché l’Italia sta precipitando nell’abisso per colpa dei traditori e dei nemici della Nazione. Prosegui la lettura ›

Dalla Sicilia al Trentino: due interventi su #Tolkien in due università

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Ecco l’audio di due interventi di Wu Ming 4 tenuti rispettivamente all’università di Palermo (in videoconferenza) l’anno scorso, e all’università di Trento poche settimane fa. Il primo analizza la figura di Aragorn all’incrocio tra archetipo leggendario e personaggio moderno, mentre il secondo riassume e condensa il lavoro pluriennale su Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm. Buon ascolto. Prosegui la lettura ›

Barricati nel Palazzo. Intervista a Wu Ming 4 su lotte e repressione a #Bologna

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“Sia la politica che la classe dirigente senza risposte a questa crisi sociale”
Intervista a Wu Ming 4, del collettivo di scrittori vicini alla protesta

(Repubblica – Bologna, 27/05/2015)

di Michele Smargiassi

«Colpisci duro e poi corri a rinchiuderti in casa per la paura. È un’immagine emblematica». Wu Ming 4, uno degli scrittori “senza nome” del collettivo di scrittura bolognese da sempre vicino alla protesta sociale (due giorni fa il loro reading pubblico sotto i portici, in solidarietà con gli sgomberati di Eat the Rich) osserva la fotografia del cordone di polizia schierato in tenuta antisommossa davanti a Palazzo d’Accursio. E commenta: «Un luogo pubblico, il luogo pubblico per eccellenza, sbarrato e separato dalla città. Questa è la visualizzazione plastica di un’amministrazione che reprime la protesta ma la teme, di una classe dirigente che non sa risolvere la crisi sociale eppure ne ha paura e spera che le cose si risolvano da sole, con un po’ di proclami». Non è una dimostrazione di forza, «Sanno benissimo di non essere in grado di affrontare la contingenza storica. L’accusa di miseria intellettuale che rivolgono ad altri nasconde solo la loro miseria politica. Poi c’è chi si vende meglio e chi si vende peggio…». Prosegui la lettura ›

Ada Alcaldesa. Occhi puntati su #Barcelona

La nuova sindaca di Barcellona Ada Colau. È quella al centro, trascinata per le braccia dalla polizia.

La nuova sindaca di Barcellona Ada Colau. È quella al centro, trascinata per le braccia dalla polizia.

[Mentre nella città in cui viviamo, Bologna, le autorità sgomberano occupazioni – anche abitative – in modo forsennato (ben 3 sgomberi negli ultimi 4 giorni) e buttano in mezzo alla strada famiglie con bambini; mentre il nuovo questore fa clintìstvud davanti allo specchio e il declinante sindaco spara dichiarazioni retrive; mentre in Italia l’Armata dei Sonnambuli, mesmerizzata da un piazzista di Rignano sull’Arno, invoca Legge, Ordine & Decoro, a Barcellona il movimento di lotta per la casa vince le elezioni comunali e una nota “facinorosa” – una che a Bologna il sindaco Merola coprirerebbe di insulti – diventa sindaca. Riceviamo e pubblichiamo questo resoconto, fatto a botta calda e dal vivo degli eventi, da due compagni italiani che vivono là. Buona lettura.]

di Gabriele D’Adda e plv

Scriviamo ancora con l’entusiasmo addosso e il ricordo fresco di una notte indimenticabile. Dopo anni in cui il sistema politico è stato dominato da partiti corrotti, dal capitalismo sfrenato e dalle ingiustizie sociali che hanno portato la città ad avere i record di sfratti in tutta Spagna, Barcellona ha scelto di cambiare volto, eleggendo come alcaldesa Ada Colau, ex portavoce della PAH (Plataforma de los Afectados por las Hipotécas) e ora leader della lista civica di Barcelona en Comù. Fino all’ultimo nei sondaggi si è trattato di un testa a testa con Xavier Trias, sindaco degli ultimi 4 anni e esponente di CiU, storico partito di centro-destra e baluardo della politica indipendentista catalana. Prosegui la lettura ›

L’ultimo urrà

Virginio Merola

Il sindaco di Bologna Virginio Merola.

«In quello che stanno facendo queste persone, di politico c’è poco, ma c’è molta miseria intellettuale. E’ un bene che si sgomberi appena possibile, è una “tragedia ridicola”, ci auguriamo che sgomberando, perseguendo queste persone come sta facendo la nostra magistratura, se ne rendano conto. Sono poche decine di attivisti che per inseguire i loro deliri ideologici non pensano che stanno disturbando la collettività».
Virginio Merola sullo sgombero di Eat The Rich, 23 maggio 2015.

Oggi, domenica 24 maggio, le iniziative che dovevano svolgersi nel nuovo spazio di via Alessandrini si terranno all’XM24 di via Fioravanti. Per quel che ci riguarda, alle h.20 parte la

WU MING AFROBEAT SOUL FOOD EXPERIENCE

Improvvisazione letteraria e musicale con Wu Ming, Guglielmo Pagnozzi e un’orda d’oro di musicist*. Letture da L’Armata dei Sonnambuli e Cantalamappa.

Fuori programma: reading a #Bologna in solidarietà a Eat The Rich (oggi stesso, e spieghiamo il perché)

Portico Alessandrini

Prima l’appuntamento: oggi h.18 sotto il portico di via Alessandrini, Bologna, all’altezza del civico 10/B (quasi all’incrocio con via Irnerio), Wu Ming 1 e Wu Ming 4 leggeranno brani da L’Armata dei Sonnambuli, Cantalamappa e Anatra all’arancia meccanica.

Sotto il portico? E perché? E come mai non ne sapevo niente fino ad ora?
Adesso lo spieghiamo. Prosegui la lettura ›

Per la #Libertàdidimora. Non certo da “maestri”, ma sicuramente “cattivi”

Libertà di dimora

Ben contenti di essere additati dal Carlino come parte del “soccorso rosso” contro il divieto di dimora per gli attivisti del collettivo Hobo.

Due paginate di sdegno al giorno e il repertorio è il solito: “cattivi maestri”, “firmano per i violenti” ecc.

Ora: se il Carlino ci attacca vuol dire che, per quanta confusione regni a Bologna, c’è ancora una logica. Perché noi Prosegui la lettura ›

Segni di orientamento per bushmen al #Salonedellibro di #Torino #SalTo2015

Bushmen

Il nostro Kalahari, il nostro modo di presentare i libri, una convivialità che non si adatta alle “batterie” di rapidi showcase…

E’ abbastanza noto che, come autori, noi non siamo nelle corde del Salone del Libro di Torino. Le pochissime volte che ci siamo andati, ci sentivamo come boscimani, bushmen nell’ipermercato di un’expo coloniale, tremendamente nostalgici del nostro Kalahari e di una convivialità non mondana, non seriale né coattiva, a cui tornare il prima possibile. Correre, fuggire verso casa.
Siamo abituati a prenderci i nostri tempi insieme a lettrici e lettori, a presentazioni-fiume che spesso diventano assemblee; le mezz’orette di showcase “in serie” ci mettono a disagio. Prosegui la lettura ›

«Letteraria» riparte da uno e riparte da un No. No alle Grandi Opere Inutili

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Per ordinare il numero o abbonarti alla rivista (due numeri all’anno), clicca sulla copertina.
Letteraria sarà disponibile al Salone del Libro di Torino, allo stand delle Edizioni Alegre, padiglione 1, C37.
Gli ultimi due numeri – il 10 della vecchia serie, dedicato al cibo, e questo contro le Grandi Opere – saranno presentati dai redattori Silvia Albertazzi, Giuseppe Ciarallo e Massimo Vaggi sabato 16 maggio h.18 alla libreria IBS di Firenze, via de’ Cerretani 16/R.
Questo numero sarà presentato anche alla Festa di Letteraria, che si svolgerà a Roma dal 12 al 14 giugno. I dettagli seguiranno.

Stefano

Stefano

«Letteraria va avanti con l’amore degli insorti».

Lo dicemmo nel maggio 2012, subito dopo la morte del nostro fondatore e direttore Stefano Tassinari. L’annuncio riprendeva il titolo del suo romanzo più bello – e della lunga poesia che irrompeva in quella prosa aprendovi uno squarcio, hanno ripreso la città / mi tocca dirti piano / e dove stavamo noi ora ci sono loro / a ripulire i muri col bianco del respiro / sottratto al nostro tempo di incerti pensatori.

Maggio 2015. La città è sempre in mano nemica, lo è più che mai, eppure qualcuno resiste – e i muri continuano a parlare. Vede, in questo Paese non siamo stati tutti estranei uno con l’altro, anche in assenza di rapporti diretti. Ha presente il racconto di Julio Cortázar intitolato Disegni sui muri? No, è chiaro, non avrei nemmeno dovuto chiederglielo. Fa niente… comunque è la storia di due giovani che non si sono mai visti e che, in piena dittatura dei militari argentini, comunicano tra loro scrivendo messaggi sui muri del quartiere in cui vivono. Ogni notte escono di casa per tracciare quelle frasi che, puntualmente, il mattino dopo, vengono cancellate da vigili e poliziotti… *

Letteraria ha resistito, è ancora qui, ma essere ancora qui non basta. O almeno, noi non siamo gente che si accontenta. Per questo abbiamo deciso di rilanciare. Prosegui la lettura ›