Che cos’è la Wu Ming Foundation

Wu Ming FoundationC’è Wu Ming, che è un collettivo di scrittori nato nel 2000, e poi c’è la Wu Ming Foundation, che è un soggetto multiforme, più vasto e ramificato.

Chiamiamo «Wu Ming Foundation» una libera federazione di collettivi, gruppi d’inchiesta, laboratori, progetti artistici, culturali e politici. Percorsi avviati su questo blog, spesso nati da discussioni intorno a nostri libri.

Il nome «Wu Ming Foundation» lo abbiamo usato fin dai primissimi giorni del progetto e il nostro sito  on line dal dicembre 2000  si è sempre chiamato wumingfoundation.com. Era un auspicio. Nel corso degli anni Dieci, la WMF è divenuta realtà.

Procediamo con ordine.

1. La band di scrittori e Giap

Siamo gli autori di Q, 54, Manituana, Altai e altri romanzi storici, forma d’espressione che abbiamo praticato per molti anni, fino a decidere di passare oltre per usare la storia in altri modi.

L’ultimo romanzo storico della sequenza avviata negli anni ’90 è stato L’Armata dei Sonnambuli (2014), che già annunciava cambiamenti.

Oggi facciamo tesoro di quanto abbiamo appreso esplorando quel genere e forzandone le convenzioni, e ci dedichiamo a nuovi esperimenti, cercando un perturbante equilibrio tra ricostruzione storica e fantastico. È quel che abbiamo cercato di fare ne L’invisibile ovunque (2015), Proletkult (2018), La macchina del vento (2019) e UFO 78 (uscita prevista per l’ottobre 2022).

In varie fasi della sua storia la band ha contato quattro, cinque e di nuovo quattro membri. Dal 2015 siamo un terzetto. Come solisti ci firmiamo «Wu Ming 1», «Wu Ming 2» e «Wu Ming 4», che suona bene, è una progressione geometrica. La numerazione segue l’ordine alfabetico dei nostri cognomi: (Roberto) Bui, (Giovanni) Cattabriga e (Federico) Guglielmi.

Come si vede, i nostri nomi anagrafici non sono segreti. Semplicemente, nella nostra attività letteraria e culturale – come tanta gente prima di noi – adottiamo nomi d’arte.

In questa pagina diamo conto della nostra evoluzione dall’inizio degli anni Dieci del XXI secolo. Evoluzione inscindibile da questo blog, che abbiamo aperto nell’aprile 2010.

Giap prende il nome dalla newsletter che spedivamo via email negli anni Zero e che giunse ad avere dodicimila iscritti. Per motivi che qui sarebbe troppo lungo spiegare (si trattava di un’allegoria), la newsletter si chiamava come il generale vietnamita Vo Nguyen Giap (1911-2013). La faccenda è spiegata qui al paragrafo «Dien Bien Q».

Negli anni il blog è diventato un vero e proprio laboratorio di ricerca, scritture plurali e inchiesta, e ha infuenzato e riplasmato il nostro lavoro.

2. Oggetti narrativi non-identificati

Da anni esploriamo i territori delle narrazioni ibride, della non-fiction scritta con tecniche letterarie, tra inchiesta, letteratura di viaggio, storia, intervento critico su ambiente e paesaggio, indagine sui non-detti dell’Italia postcoloniale.

Il nostro primo esperimento di «oggetto narrativo non-identificato» fu Asce di guerra, scritto con Vitaliano Ravagli e pubblicato nel 2000. L’insoddisfazione per il risultato innescò una riflessione autocritica durata anni e ci spinse a mettere in cantiere nuovi progetti.

timiraQuarta_WuMing1_Santachiara_Point (1)-page-001100annithumb_whitesentieroluminosoUn viaggio che non promettiamo breveLa Q di Qomplotto


A questo filone, curato soprattutto da Wu Ming 1 e Wu Ming 2, appartengono:
■ il «Ciclo dei Sentieri», progetto di quadrilogia che al momento conta due titoli: Il sentiero degli dei (2010, edizione aumentata 2021) e Il sentiero luminoso (2016);
■ il dittico post-coloniale formato da  Timira (2012) e Point Lenana (2013);
■ il reportage geografico-storico Cent’anni a Nordest (2015);
■ il romanzo-inchiesta Un viaggio che non promettiamo breve. 25 anni di lotte No Tav in Val di Susa (2016).
■ la scorribanda al tempo stesso investigativa e visionaria nel mondo del cospirazionismo La Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema (2021).

Sono libri che nascono già fuori dalle gabbie e per noi l’ideale è che rimangano estroflessi, centrifughi, pieni di rimandi al mondo di voci e testualità diverse che li ha prodotti. Mondo che poi risponde ai libri, nei modi che vedremo tra poco.

Quinto Tipo

Proprio dalla riflessione sugli oggetti narrativi non-identificati e, più in generale, su scritture sconfinate e perturbanti nasce, nel 2014, Quinto Tipo. Servivano un’officina e un luogo dove pubblicare esperimenti di ibridazione, e così li abbiamo creati.

Quinto Tipo è una collana diretta da Wu Ming 1 per Edizioni Alegre. Nel 2021 la collana ha toccato i 18 titoli pubblicati, il più recente è Senza titolo di viaggio. Storie e canzoni dal margine dei generi, di Filo Sottile.

3. Tolkien, la letteratura fantastica e quella «per ragazzi»

Nel mentre, ci siamo occupati di letteratura fantastica, mito e letteratura «per ragazzi», con opere di narrativa come Cantalamappa (2015), Il ritorno dei Cantalamappa (2016),  Il Piccolo regno (2016) e La battaglia della merda (2020), e con saggi come L’eroe imperfetto (2010, nuova edizione 2022), Difendere la Terra di Mezzo (2013) e Il fabbro di Oxford. Scritti e interventi su Tolkien (2019).

CantalamappaIl piccolo regnoIl ritorno dei Cantalamappa


Questo filone è stato curato soprattutto da Wu Ming 4, che ha anche contribuito a fondare l’AIST, Associazione Italiana Studi Tolkieniani.

4. Wu Ming Contingent, letture, concerti, canzoni

Wu Ming Contingent

Sperimentiamo da sempre con forme come il reading/concerto, la lettura scenica, il melologo, la canzone declamata. Siamo coinvolti in vari esperimenti musicali. Quello più “strutturato” è finora il Wu Ming Contingent, band composta da:

Wu Ming 2 – voce e synth;
Yu Guerra – basso e synth;
Cesare Ferioli – batteria e campionatore;
Egle Sommacal – chitarre.

Il Wu Ming Contingent ha all’attivo due album: Bioscop (2014) e Schegge di shrapnel (2015) – puoi cliccare qui per ordinarli – e una suite non ancora incisa, La terapia del fulmine (2017).

Bologna, 26 febbraio 2016. Il reading/concerto Razza partigiana al centro sociale Vag61, nell'ambito del ciclo di serate «Resistenze in Cirenaica».

Bologna, 26 febbraio 2016. Il reading/concerto Razza partigiana al centro sociale Vag61, nell’ambito del ciclo di serate «Resistenze in Cirenaica».

Sin dai primi anni abbiamo lavorato e lavoriamo con molti musicisti, in questa vecchia pagina (prossimamente la aggiorneremo) trovi una parte delle musiche nate da queste collaborazioni e/o ispirate ai nostri romanzi, da scaricare o ascoltare in streaming: Yo Yo Mundi, Colle der Fomento, Mr. Phil, Klasse Kriminale, le chitarre dei Massimo Volume, Subsonica, Skinshout, Xabier Iriondo (Afterhours), Switters, Yu Guerra, le chitarre dei Nabat, Sikitikis, Osteria Popolare Berica…

Legata a doppio filo a Resistenze in Cirenaica (vedi sotto) è l’attività “melologica” del Bhutan Clan, «supergruppo» formato da membri di diversi collettivi letterari (Wu Ming e Kai Zen), compagnie teatrali (Compagnia Fantasma), progetti musicali (GiroWeedz) e sodalizi d’arte varia e agitazione culturale (Solipsia).

Svariati reading e “melologhi” si possono ascoltare su Radio Giap Rebelde, la nostra audioteca disponibile su archive.org e su Apple Podcasts.

5. Wu Ming Foundation: un collettivo di collettivi
(di collettivi, e così via)

Da alcune discussioni su Giap sono nati collettivi e gruppi di lavoro autonomi. I più noti – ma non i soli – sono Nicoletta Bourbaki e Alpinismo Molotov. A questi si affianca una peculiare esperienza di ibridazione tra Wu Ming e altri soggetti attivi a Bologna: Resistenze in Cirenaica.

Nicoletta Bourbaki, gruppo di lavoro della Wu Ming Foundation

Nicoletta Bourbaki è un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete, sulle false notizie a tema storico e sulle ideologie neofasciste, nato nel 2012 durante una discussione su Giap. Mette insieme vari interessi e competenze disciplinari: storiografia, filologia, narratologia, letteratura, informatica… Il nome è una parodia queer/transgender di «Nicolas Bourbaki», pseudonimo collettivo di un gruppo di matematici attivo in Francia dagli anni Trenta agli anni Ottanta del ventesimo secolo.

Il gruppo ha all’attivo diverse inchieste – pubblicate principalmente su Giap – sulle manipolazioni neofasciste della Wikipedia in lingua italiana e sui falsi storici in tema di foibe. Tra i vari risultati, ha contribuito a smontare la bufala della cosiddetta «foiba di Rosazzo», altrimenti detta «foiba volante».

Nicoletta Bourbaki ha finora scritto due libri:

■ l’ebook gratuito Questo chi lo dice? E perché?, una guida su come riconoscere falsi storici e “patacche”, come districarsi tra le menzogne che diventano virali sul web, come usare le fonti, come smontare in pubblico le manipolazioni.

La morte, la fanciulla e l’orco rosso, la cui uscita è prevista per l’autunno 2022. È il saggio storico con cui il gruppo di lavoro tiene fede all’impegno preso nel 2017, rendendo conto della lunga ricerca e delle scoperte d’archivio sul caso Giuseppina Ghersi.

Per l’edizione on line della rivista Internazionale Nicoletta Bourbaki ha curato lo speciale La storia intorno alle foibe. Sul n.39 della rivista di studi storici Zapruder (gennaio-aprile 2016), in collaborazione con Lorenzo Filipaz, ha pubblicato l’articolo Wi Chi? Battaglie per il sapere in rete. In collaborazione con Tommaso Baldo, ha partecipato alla tavola rotonda Wikipedia e le scienze storiche, organizzata e pubblicata dalla rivista storica Diacronie. Un intervento di Nicoletta Bourbaki intitolato La narrazione della storia in Wikipedia: pratiche, ideologie, conflitti per la memoria nell’Enciclopedia libera è apparso sul n.5, fascicolo 1 (2019) di Storie e linguaggi. Rivista di studi umanistici.

Alpinismo Molotov, collettivo alpinistico della Wu Ming Foundation

Alpinismo Molotov nasce nel 2014 su Giap e prende forma nelle discussioni su Point Lenana e Il sentiero degli dei. Il collettivo riflette su modi di andare in montagna depurati da machismi, nazionalismi, esasperazioni sportive e degenerazioni commerciali.

Alpinismo Molotov ha un blog e un proprio manifesto dove si legge:

«[Alpinismo Molotov] designa al tempo stesso un insieme di prassi in costante evoluzione e la collettività che le fa evolvere […] Guardiamo alla montagna come parte del mondo che ci circonda: l’alpinismo è “molotov” nella misura in cui fa emergere nuove contraddizioni e nuovi strumenti, concettuali – narrativi – cognitivi, per affrontarle. Si va in montagna per tornare con “nuove armi” con cui affrontare il vivere quotidiano. Si va in montagna consapevoli che si procede sempre in bilico

A cadenza irregolare Alpinismo Molotov organizza la propria festa nazionale, anzi “galattica”, Diverso il suo rilievo. Nel 2017 si è svolta nel centro sociale VisRabbia di Avigliana (Val di Susa), nel 2018 nell’azienda agricola Scolastici sull’altopiano di Macereto, nelle Marche terremotate.

Wu Ming 2 racconta la storia della partigiana Vinka Kitarovic in via Libia, appena rinominata dal basso «via Vinka Kitarovic».

Bologna, 27 settembre 2015. Ultima tappa del primo grande trekking urbano di Resistenze in Cirenaica. Wu Ming 2 racconta la storia della partigiana Vinka Kitarovic in via Libia, appena rinominata dal basso «via Vinka Kitarovic». I nuovi cartelli verrano strappati da anonimi durante la notte. Qualche tempo dopo, alla dicitura «via Libia» verrà aggiunta “dal basso” la frase: «Luogo di crimini del colonialismo italiano».

Resistenze in Cirenaica è un «cantiere culturale permanente», un collettivo di collettivi di cui Wu Ming fa parte. RIC è attivo a Bologna nel rione Cirenaica (prima periferia est), dove dal 2015 recupera storie di resistenza al colonialismo italiano e ai fascismi, organizza trekking urbani, evoca fantasmi, fa interventi su urbanistica e odonomastica.

RIC cura e pubblica una collana aperiodica, i «Quaderni di Cirene». Nella seconda metà degli anni Dieci ne sono usciti tre numeri, ordinabili su Open – Distribuzioni Dal Basso.

Viva Zerai!Resistenze in Cirenaica ha un proprio blog e una “resident band”, il Bhutan Clan (vedi sopra).

Nei primi anni Venti RIC ha fondato, insieme a collettivi analoghi attivi in diverse città d’Italia, la Federazione delle Resistenze.

La Federazione ha lanciato – e ogni anno mette in pratica – l’idea di una giornata di mobilitazione per ricordare i crimini del colonialismo italiano, individuata nel 19 febbraio. Nel calendario etiope è Yekatit 12, giorno in cui nel 1937 gli occupanti italiani perpetrarono il massacro di Addis Abeba.

RIC gestisce il progetto «Viva Zerai!», un lavoro di mappatura sistematica dei luoghi – piazze, vie, monumenti – i cui nomi ancora celebrano gli orrori del nostro colonialismo.

6. Wu Ming Lab e nuovi collettivi di scrittura

Meccanoscritto, 2017.

La nostra attività di cantastorie non è mai stata soltanto quella di produrre racconti: li abbiamo sempre anche smontati e rimontati in pubblico, criticati, messi in discussione, trasformati e accresciuti con il contributo di chi desiderava commentare, scrivere, rielaborare. L’abbiamo fatto con tutte le storie che ci sembravano interessanti, non solo con quelle che sceglievamo di maneggiare per i nostri romanzi. Questo blog è diventato così anche un laboratorio di analisi delle «tossine narrative», nel tentativo di costruire racconti alternativi ai miti tecnicizzati del potere.

Col tempo, questa caratteristica è diventata sempre più evidente, e abbiamo cominciato a ricevere inviti e proposte per tradurre in conferenze, workshop, seminari e corsi questa nostra attività “collaterale” – che in realtà è il cuore stesso del nostro lavoro.

Quella di Wu Ming è un’officina itinerante di assemblaggi e riparazioni narrative, termodinamica della fantasia, cantarchivistica, scrittura collettiva e disintossicazione di storie. Da quest’officina sono nati continuamente altri collettivi.

Già agli albori di Wu Ming, dal laboratorio per il romanzo totale” Ti chiamerò Russell (2001) nacquero i nostri “cugini” Kai Zen, oggi con noi dentro Resistenze in Cirenaica.

In seguito abbiamo animato tanti laboratori, testimoniati anche da due e-book (Intrecci e Un passo oltre con Eks&Tra e UniBO) e due libretti (GODIImenti e GENomi antiFUFFA, con ReCommon). Ma sono “Wu Ming Lab” anche i cammini di gruppo sulla “Via degli Dei”, organizzati insieme alla Compagnia dei Cammini, e tutte le altre “estensioni fisiche dei commenti di Giap” che proponiamo su e giù per l’Italia.

Da un Wu Ming Lab avviato a Milano nel 2015 in collaborazione con Ivan Brentari sono nati il Collettivo MetalMente e il libro di racconti operai Meccanoscritto (Alegre, 2017).

Da un Wu Ming Lab di scrittura meticcia è nato il collettivo di narratrici Joana Karda, che ha pubblicato il racconto lungo Schischok (Euno, 2018) e il romanzo Le molte vite di Magdalena Valdez (Besa, 2019).

Da un Wu Ming Lab su cambiamento climatico e scrittura collettiva tenuto nel biennio 2018-2019 alla biblioteca comunale di Ostellato (FE) è nato il collettivo Moira Dal Sito, che ha scritto il “romanzo a mosaico” Quando qui sarà tornato il mare. Storie dal clima che ci attende (Alegre, 2020).

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7. Frammenti di asteroide, altre scritture e collaborazioni

Negli anni abbiamo continuato a istigare, coordinare e raccogliere numerosi progetti di scrittura collettiva e jam session letterarie (link archeologico!).

Sono parte di questa progenie le antologie Tifiamo asteroide. Cento racconti per annientare il governo Letta (agosto 2013), Tifiamo 4. 34 fotoracconti scritti sull’acqua (febbraio 2014) e Tifiamo ScaRamouche (4 voll., giugno 2015).

Abbiamo collaborato con il collettivo di fotografi TerraProject (pubblicando la raccolta di fotoracconti Quattro), con l’archivio HomeMovies (per 51, episodio del film Formato Ridotto) e con il Circo El Grito (prima nello spettacolo Piccolo Circo Magnetico Libertario  e poi ne L’Uomo Calamita).

La Compagnia Fantasma ha trasformato in spettacoli teatrali, dialoghi e radiodrammi molti nostri testi e romanzi.

Lavoriamo spesso con un mago, anzi, un wonder injector. Si chiama Mariano Tomatis.

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L’idea di un laboratorio di magnetismo rivoluzionario intitolato alla protagonista del nostro L’Armata dei Sonnambuli è venuta a Mariano Tomatis, come reazione al frustrante machismo che permea il mondo della magia. Il laboratorio si è svolto a Torino nel 2014-15. Tutti i numeri di magia sono stati proposti da donne – illusioniste, mentaliste, attrici – ed erano ispirati a scene del romanzo.

Giap è il nostro blog, ma è anche una comunità di lettrici e lettori, è il luogo dove si incontrano e intrecciano i filoni e progetti elencati sopra (e non solo quelli), ed è molte altre cose.

A una parte della brulicante realtà della Wu Ming Foundation il regista Armin Ferrari ha dedicato un documentario, A noi rimane il mondo. Sui sentieri della Wu Ming Foundation (Altrove Films, 2022), presentato in anteprima mondiale al Biografilm Festival di Bologna, edizione 2022.


Intendiamo tutto questo quando diciamo Wu Ming Foundation, che in cinese si scrive 无名基金会 e si pronuncia così: WMF_in_cinese

Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2022.
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