Che cos’è la Wu Ming Foundation

Ritratto di Wu Ming by Brochendors Brothers, tratto dal graphic reportage «Perché ho aiutato Blu a cancellare i suoi murales dai muri di Bologna», marzo 2016. Clicca per leggerlo.

C’è Wu Ming, che è un collettivo di scrittori nato nel 2000, e poi c’è la Wu Ming Foundation, che è un soggetto multiforme, più vasto e ramificato.

Chiamiamo «Wu Ming Foundation» una libera federazione di collettivi, gruppi d’inchiesta, laboratori, progetti artistici, culturali e politici. Percorsi avviati su questo blog, spesso nati da discussioni intorno a nostri libri.

Il nome «Wu Ming Foundation» lo abbiamo usato fin dai primissimi giorni del progetto e il nostro sito  on line dal dicembre 2000  si è sempre chiamato wumingfoundation.com. Era un auspicio. Nel corso degli anni Dieci, la WMF è divenuta realtà.

Procediamo con ordine.

1. La band di scrittori e il blog

Siamo gli autori di Q, 54, Manituana, Altai e altri romanzi storici, forma d’espressione che abbiamo praticato per molti anni, fino a decidere di passare oltre per usare la storia in altri modi. L’ultimo romanzo storico della sequenza avviata negli anni ’90 è stato L’Armata dei Sonnambuli (2014), che già annunciava cambiamenti. Oggi facciamo tesoro di quanto abbiamo appreso esplorando quel genere e forzandone le convenzioni, e ci dedichiamo a nuovi esperimenti.

In varie fasi della sua storia, la band ha contato quattro, cinque e di nuovo quattro membri. Dal 2015 siamo un trio, mentre come solisti ci firmiamo «Wu Ming 1», «Wu Ming 2» e «Wu Ming 4», in progressione geometrica. La numerazione segue l’ordine alfabetico dei nostri cognomi: (Roberto) Bui, (Giovanni) Cattabriga e (Federico) Guglielmi.
Come si vede, i nostri nomi anagrafici non sono segreti. Semplicemente, nella nostra attività letteraria e culturale – come tantissimi prima di noi – usiamo nomi d’arte.

Vo Nguyen Giap

In questa pagina diamo conto della nostra evoluzione dall’inizio degli anni Dieci del XXI secolo. Evoluzione inscindibile da questo blog, che abbiamo aperto nell’aprile 2010.

Giap prende il nome dalla newsletter che spedivamo via email nel decennio precedente, e che giunse ad avere 12.000 iscritti. A sua volta, la newsletter prendeva il nome dal grande generale vietnamita Vo Nguyen Giap (1911-2013).

Negli anni il blog è diventato un vero e proprio laboratorio di ricerca, scritture plurali e inchiesta, che ogni giorno infuenza e riplasma il nostro lavoro.

2. Oggetti narrativi non-identificati

Da diversi anni esploriamo i territori delle narrazioni ibride, della non-fiction scritta con tecniche letterarie, tra inchiesta, letteratura di viaggio, storia, intervento critico su ambiente e paesaggio, indagine sui non-detti dell’Italia postcoloniale.

Il nostro primo esperimento di «oggetto narrativo non-identificato» fu Asce di guerra, scritto con Vitaliano Ravagli e pubblicato nel 2000. L’insoddisfazione per il risultato innescò una riflessione autocritica durata anni, e ci spinse a mettere in cantiere nuovi progetti.

brizzi1 timira Quarta_WuMing1_Santachiara_Point (1)-page-001 100annithumb_white sentieroluminoso Un viaggio che non promettiamo breve


A questo filone, curato soprattutto da Wu Ming 1 e Wu Ming 2, appartengono:
■ il «Ciclo dei Sentieri», progetto di quadrilogia che al momento conta due titoli: Il sentiero degli dei (2010) e Il sentiero luminoso (2016);
■ il dittico post-coloniale formato da  Timira (2012) e Point Lenana (2013);
■ il reportage geografico-storico Cent’anni a Nordest (2015);
■ il romanzo-inchiesta Un viaggio che non promettiamo breve. 25 anni di lotte No Tav in Val di Susa (2016).
Clicca sulle copertine per leggere i post dedicati a ciascun libro.

Durante una presentazione di Point  Lenana, il critico ed editor Tommaso De Lorenzis ha descritto in modo molto efficace questo campo di sperimentazioni:

«Varietà delle persone della narrazione (prima singolare e plurale, seconda, terza), varietà dei registri e delle tipologie di prosa, molteplicità delle storie amministrate da precisa regia narrativa, specifica modalità d’uscita dal genere biografico, eventuali sentieri che si aprono di continuo e conducono ad altri libri scritti o da scrivere […] Libri scritti a quattro mani, uso dei vari materiali, ibridazione saggistica-narrativa, rottura della time line, e tanto altro. A furia di parlare di “oggetti narrativi non identificati”, di leggerli, compararli, “smontarli” per capirne i congegni, scriverli quand’è possibile, credo che sia emerso un preciso sapere pratico […] Quindi, sì: sono identificabili, e forse identificati. Abbiamo radar che ci consentono di rilevarli ed efficaci strumenti per analizzarli. Forse un tempo, non era così. Oggi, mi pare di sì. Credo che quel tipo di ragionamento collettivo sia quasi implicato nei libri di questo tipo. Come se ogni volta si avanzasse almeno di un metro rispetto a quello che c’era prima.»

Sono libri che nascono già fuori dalle gabbie e per noi l’ideale è che rimangano estroflessi, centrifughi, pieni di rimandi al mondo di voci e testualità diverse che li ha prodotti. Mondo che poi risponde ai libri, nei modi che vedremo tra poco.

3. Tolkien, la letteratura fantastica e quella «per ragazzi»

Nel mentre, ci siamo occupati di letteratura fantastica, mito e letteratura per ragazzi, con opere di narrativa come Cantalamappa (2015), Il ritorno dei Cantalamappa (2016) e Il Piccolo regno (2016), con saggi come L’eroe imperfetto (2010) e Difendere la Terra di Mezzo (2013) e con la curatela del testo di J.R.R. Tolkien Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm (2011). Clicca sulle copertine per leggere i post dedicati a ciascun libro.

Cantalamappa Il piccolo regno Il ritorno di Beorhtnoth Il ritorno dei Cantalamappa


Questo filone è stato curato soprattutto da Wu Ming 4, che ha anche contribuito a fondare l’AIST, Associazione Italiana Studi Tolkieniani.

4. Wu Ming Contingent, letture, concerti, canzoni

Sperimentiamo da sempre con forme come il reading/concerto, la lettura scenica, il melologo, la canzone declamata. Abbiamo anche una vera e propria “sezione musicale”, il Wu Ming Contingent, band composta da:

Wu Ming 2 – voce e synth;
Yu Guerra – basso e synth;
Cesare Ferioli – batteria e campionatore;
Egle Sommacal – chitarre.

Mentre scriviamo queste righe, il Wu Ming Contingent ha all’attivo due album: Bioscop (2014) e Schegge di shrapnel (2015). Puoi cliccare qui per ordinarli.

Qui invece le info sugli spettacoli, letture e concerti che portiamo in giro.

Bologna, 26 febbraio 2016. Il reading/concerto Razza partigiana al centro sociale Vag61, nell'ambito del ciclo di serate «Resistenze in Cirenaica».

Bologna, 26 febbraio 2016. Il reading/concerto Razza partigiana al centro sociale Vag61, nell’ambito del ciclo di serate «Resistenze in Cirenaica».

Sin dai primi anni abbiamo lavorato e lavoriamo con molti musicisti, qui trovi buona parte delle musiche nate da queste collaborazioni e/o ispirate ai nostri romanzi, da scaricare o ascoltare in streaming: Yo Yo Mundi, Colle der Fomento, Mr. Phil, Klasse Kriminale, le chitarre dei Massimo Volume, Subsonica, Skinshout, Xabier Iriondo (Afterhours), Switters, Yu Guerra, le chitarre dei Nabat, Sikitikis, 2/9 dei Modena City Ramblers, Osteria Popolare Berica e tant* altr*}

5. Wu Ming Foundation: un collettivo di collettivi

Da alcune discussioni su Giap sono nati collettivi e gruppi di lavoro autonomi. I più noti sono Nicoletta Bourbaki, Alpinismo Molotov e Quinto Tipo. A questi si affianca una peculiare esperienza di ibridazione tra Wu Ming e altri soggetti attivi a Bologna: Resistenze in Cirenaica.

Nicoletta Bourbaki, gruppo di lavoro della Wu Ming Foundation

Nicoletta Bourbaki è un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete, sulle false notizie a tema storico e sulle ideologie neofasciste, nato nel 2012 durante una discussione su Giap. Ne fanno parte storici, ricercatori di varie discipline, scrittori, attivisti e semplici appassionati di storia. Il nome allude al collettivo di matematici noto con lo pseudonimo collettivo «Nicolas Bourbaki» attivo in Francia dagli anni Trenta agli anni Ottanta del ventesimo secolo.

Il gruppo ha all’attivo diverse inchieste – pubblicate su Giap – sulle manipolazioni neofasciste della Wikipedia in lingua italiana e sui falsi storici in tema di foibe. Tra i vari risultati, ha contribuito a smontare la bufala della cosiddetta «foiba di Rosazzo», altrimenti detta «foiba volante».

Per l’edizione on line della rivista Internazionale, in occasione del Giorno del Ricordo 2017, Nicoletta Bourbaki ha curato lo speciale La storia intorno alle foibe. Sul n.39 della rivista di studi storici Zapruder (gennaio-aprile 2016), in collaborazione con Lorenzo Filipaz, ha pubblicato l’articolo Wi Chi? Battaglie per il sapere in rete. In collaborazione con Tommaso Baldo, ha partecipato alla tavola rotonda Wikipedia e le scienze storiche, organizzata e pubblicata dalla rivista storica Diacronie.

Nicoletta Bourbaki ha scritto l’ebook gratuito Questo chi lo dice? E perché?, una guida su come riconoscere bufale storiche e “patacche”, come districarsi tra i falsi che diventano virali sul web, come usare le fonti, come smontare in pubblico le manipolazioni.

Mentre scriviamo, il gruppo sta facendo ricerca d’archivio e filologica sul caso Giuseppina Ghersi.

Nicoletta Bourbaki è un gruppo di lavoro queer e transgender, ed è su Facebook e su Medium.

Alpinismo Molotov, collettivo alpinistico della Wu Ming Foundation

Alpinismo Molotov nasce nel 2014 su Giap e prende forma nelle discussioni su Point Lenana e Il sentiero degli dei. Il collettivo riflette su modi di andare in montagna depurati da machismi, nazionalismi, esasperazioni sportive e degenerazioni commerciali.
Alpinismo Molotov cura un blog tutto suo e un manifesto dove si legge:

«[Alpinismo Molotov] designa al tempo stesso un insieme di prassi in costante evoluzione e la collettività che le fa evolvere […] Guardiamo alla montagna come parte del mondo che ci circonda: l’alpinismo è “molotov” nella misura in cui fa emergere nuove contraddizioni e nuovi strumenti, concettuali – narrativi – cognitivi, per affrontarle. Si va in montagna per tornare con “nuove armi” con cui affrontare il vivere quotidiano. Si va in montagna consapevoli che si procede sempre in bilico

Ogni anno Alpinismo Molotov organizza la propria festa nazionale, anzi “galattica”, Diverso il suo rilievo. Nel 2017 si è svolta nel centro sociale VisRabbia di Avigliana (Val di Susa), nel 2018 nell’azienda agricola Scolastici sull’altopiano di Macereto, nelle Marche terremotate.
Alpinismo Molotov è su Twitter e su Facebook.

Quinto Tipo, collana di sperimentazioni della Wu Ming Foundation

Quinto Tipo nasce nel 2014 dalla riflessione sugli oggetti narrativi non-identificati e, più in generale, su scritture s-confinate e perturbanti. Servivano un’officina e un luogo dove pubblicare esperimenti di ibridazione, e così li abbiamo creati.

Quinto Tipo è al tempo stesso una collana diretta da Wu Ming 1 per Edizioni Alegre, un blog autonomo e un collettivo di autori ed editor.

Nel luglio 2018 la collana ha toccato i 12 titoli pubblicati, il più recente è Uccidi Paul Breitner. Frammenti di un discorso sul pallone, di Luca Pisapia.

Wu Ming 2 racconta la storia della partigiana Vinka Kitarovic in via Libia, appena rinominata dal basso «via Vinka Kitarovic».

Bologna, 27 settembre 2015. Ultima tappa del primo grande trekking urbano di Resistenze in Cirenaica. Wu Ming 2 racconta la storia della partigiana Vinka Kitarovic in via Libia, appena rinominata dal basso «via Vinka Kitarovic». I nuovi cartelli verrano strappati da anonimi durante la notte. Qualche tempo dopo, alla dicitura «via Libia» verrà aggiunta “dal basso” la frase: «Luogo di crimini del colonialismo italiano». Mentre scriviamo, RIC è parte della lotta contro la costruzione di un supermercato Lidl proprio in via Libia.

Resistenze in Cirenaica è un «cantiere culturale permanente», un collettivo di collettivi di cui Wu Ming fa parte. RIC è attivo a Bologna nel rione Cirenaica (prima periferia est), dove dal 2015 recupera storie di resistenza al colonialismo italiano e ai fascismi, organizza trekking urbani, si occupa di «rigenerazioni dal basso» e memorie degli spazi pubblici, fa interventi su urbanistica e toponomastica. RIC ha le proprie sedi nello spazio autogestito Vag61 e al giardino pubblico «Lorenzo Giusti», in via Barontini.

Resistenze in Cirenaica cura e pubblica i «Quaderni di Cirene». Mentre scriviamo queste righe ne sono usciti tre numeri, ordinabili su Open – Distribuzioni Dal Basso.

Resistenze in Cirenaica ha un blog autonomo e una pagina Facebook.

6. Wu Ming Lab

La nostra attività di cantastorie non è mai stata soltanto quella di produrre racconti: li abbiamo sempre anche smontati e rimontati in pubblico, criticati, messi in discussione, trasformati e accresciuti con il contributo di chi desiderava commentare, scrivere, rielaborare. E l’abbiamo fatto con tutte le storie che ci sembravano interessanti, non solo con quelle che sceglievamo di maneggiare per i nostri romanzi. Questo blog è diventato così anche un laboratorio di analisi delle «tossine narrative», nel tentativo di costruire racconti alternativi ai miti tecnicizzati del potere.

Col tempo, questa caratteristica è diventata sempre più evidente, e abbiamo cominciato a ricevere inviti e proposte per tradurre in conferenze, workshop, seminari e corsi questa nostra attività “collaterale” – che in realtà è il cuore stesso di tutto il nostro lavoro.

Nel dicembre 2013, in collaborazione con il Laboratorio 41 di Bologna, abbiamo aperto la nostra officina itinerante di assemblaggi e riparazioni narrative, termodinamica della fantasia, cantarchivistica, scrittura collettiva e disintossicazione di storie.

Da allora abbiamo animato tanti laboratori, testimoniati anche da due e-book (Intrecci e Un passo oltre con Eks&Tra e UniBO) e due libretti (GODIImenti e GENomi antiFUFFA, con ReCommon). Ma sono “Wu Ming Lab” anche i cammini di gruppo sulla “Via degli Dei”, organizzati insieme alla Compagnia dei Cammini, e tutte le altre “estensioni fisiche dei commenti di Giap” che proponiamo su e giù per l’Italia.

Da un Wu Ming Lab è nato il collettivo di narratrici Joana Karda, che ha già pubblicato il libro Schischok e scritto un romanzo, Le molte vite di Magdalena Valdez, al momento ancora inedito.

Da un Wu Ming Lab avviato a Milano nel 2015 – in collaborazione con Ivan Brentari – sono nati il Collettivo MetalMente e il libro di racconti operai Meccanoscritto (Alegre, 2017).

intrecci passo ArciVT GODIImenti Genomi Meccanoscritto

7. Tifiamo rivolta! e altre collaborazioni

Fin dai tempi del romanzo totale” Ti chiamerò Russell (2001) – esperimento da cui nacquero i nostri “cugini” Kai Zen, oggi nostri compagni dentro Resistenze in Cirenaica – abbiamo istigato, condotto e raccolto numerosi progetti di scrittura collettiva e jam session letterarie (link archeologico!).

Le ultime nate di questa progenie sono le antologie Tifiamo asteroide. Cento racconti per annientare il governo Letta (agosto 2013), Tifiamo 4. 34 fotoracconti scritti sull’acqua (febbraio 2014) e Tifiamo ScaRamouche (4 voll., giugno 2015).

Abbiamo collaborato con il collettivo di fotografi TerraProject (pubblicando la raccolta di fotoracconti Quattro), con l’archivio HomeMovies (per 51, episodio del film Formato Ridotto) e con il Circo El Grito (nello spettacolo Piccolo Circo Magnetico Libertario).

La Compagnia Fantasma ha trasformato in spettacoli teatrali, dialoghi e radiodrammi molti nostri testi e romanzi.

Lavoriamo spesso con un mago, anzi, un wonder injector. Si chiama Mariano Tomatis.

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L’idea di un laboratorio di magnetismo rivoluzionario intitolato alla protagonista del nostro L’Armata dei Sonnambuli è venuta a Mariano Tomatis, come reazione al frustrante machismo che permea il mondo della magia. Il laboratorio si è svolto a Torino nel 2014-15. Tutti i numeri di magia sono stati proposti da donne – illusioniste, mentaliste, attrici – ed erano ispirati a scene del romanzo.

Giap è il nostro blog, ma è anche una comunità di lettrici e lettori, è il luogo dove si incontrano e intrecciano i filoni e progetti elencati sopra (e non solo quelli), ed è molte altre cose.

8. Percorsi


Questa è la presentazione realizzata da Wu Ming 1 per la conferenza «Proper and Improper Names. Identity in the Information Society», organizzata dall’istituto Aksioma e svoltasi al Kino Šiška di Lubiana, Slovenia, il 17 e 18 ottobre 2017.

Si tratta di una genealogia della Wu Ming Foundation e di una panoramica delle sue attuali articolazioni e attività, con particolare riferimento alla «guerra psichica» come retaggio del Luther Blissett Project in Wu Ming.


Questa invece è la presentazione realizzata da Wu Ming 1 per la terza edizione del workshop CocTELL, tenutosi al Medialab Prado di Madrid il 14 dicembre 2017.

Il sottotitolo è L’esplorazione del territorio come scrittura collettiva, la scrittura collettiva come intervento urbano. Si tratta di un resoconto – e al tempo stesso di una riflessione – sui nostri progetti e attività riguardanti il camminare, il perlustrare, il mappare, l’evocare fantasmi.

La visione ottimale è a schermo intero. Navigate le presentazioni a vostro piacimento, scegliendo il vostro ritmo, andando avanti e indietro, indugiando sui passaggi che più vi incuriosiscono, interrompendo ogni tanto per fare ricerche in rete o prendere in mano uno dei libri menzionati, meditando, per poi uscire ed esplorare il territorio che avete intorno, spingendovi in quella terra incognita dove si incontrano l’archivio e la strada.

Intendiamo tutto questo quando diciamo Wu Ming Foundation, che in cinese si scrive 无名基金会 e si pronuncia così: WMF_in_cinese

«Qui l’avvenire è già presente, / chi ha compagni non morirà.»
(Franco Fortini, L’Internazionale)

Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2018.
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35 commenti su “Che cos’è la Wu Ming Foundation

  1. […] era necessario aggiornare, rielaborare e migliorare la pagina di autopresentazione «Che cos’è la Wu Ming Foundation». Ora ci sembra molto più «narrata» e […]

  2. Rilievo catastale doveroso: il borgo è cresciuto da quando scrivevate a quei dodicimila (di cui mi pregio di far parte); ormai si viaggia verso l’area vasta, il distretto industrial, ma ci sta al bacio anche la comunità montana, e dunque una ricognizione dall’alto, al solito impeccabile, era necessaria.
    E’ bello pure apprezzare in un colpo solo il lavoro da mulini a vento sotto bora di questi anni, instancabili e disponibili, il meglio che si può sperare di ottenere dal prossimo.
    Grazie, salutoni, anche ai cari 3 e 5

  3. Difficile starvi dietro, veramente troppe cose, ma benvenute….in un periodo così povero di riferimenti politici e culturali validi.

  4. Quello che non mi é chiaro e se voi tre WM partecipiate fisicamente a ciascuno di questi progetti o ne siete “solo” gli amplificatori.

    • Ciascuno di noi partecipa direttamente a diversi progetti. Nessuno di noi tre, ovviamente, riesce a partecipare a tutti i progetti, ma tutti i progetti vedono la partecipazione di almeno uno di noi. Ogni WM è iscritto a diverse mailing list, scelte in base alle sue priorità, predilezioni e competenze.

  5. io posso tradurre in tedesco, con l’aiuto della mia compagna che è austriaca che il testo è abbastanza complesso

    • Grazie mille, Kente. Per tradurre questa pagina in tedesco si sono già offerti volontari via Twitter, ma ci saranno altre occasioni, terremo presenti tutte le persone che si sono dette disponibili!

  6. […] settimana fa, membri di due collettivi della Wu Ming Foundation, Alpinismo Molotov e Nicoletta Bourbaki, si sono uniti e recati in missione al Bus de la Lum. Lo […]

  7. C’entra poco qui e probabilmente lo avrete spiegato altrove, ma io non ho mai capito perché “Asce di guerra” non vi ha soddisfatto.
    Lo dite fin dalla prefazione alle nuove edizioni, in cui si capisce che c’era stato qualche problema con la sua pubblicazione. Ma IMHO è un libro unico e ogni volta che devo consigliare un libro vostro è uno di quelli che consiglio se la persona è impegnata politicamente.
    Forse è stato il libro in cui ho imparato ad apprezzarvi a 360°. Nella mia personale classifica di lavori wuminghiani lo metto solo dopo Q e L’armata dei sonnambuli.

    • Ciao, lo abbiamo spiegato nella postfazione all’edizione Einaudi del 2005 (la scarichi qui), e un aggiornamento della riflessione è al link che apri cliccando qui sopra, alla frase «una riflessione autocritica durata anni». Dopodiché, è chiaro che il punto di vista di chi ha scritto un libro e ci torna sopra è diverso dal punto di vista di chi lo legge. E un libro può essere apprezzato nonostante i suoi difetti, o addirittura *per* i suoi difetti.

  8. […] Ming 1 è stato invitato a parlare della Wu Ming Foundation e lo farà con una presentazione ad hoc, intitolata – in omaggio a un progetto di qualche […]

  9. Ciao, se vi serve posso tradurre articoli e sezioni in inglese (e in russo, ma non so quanto sia una necessità al momento)).

    • Grazie mille, dicci tu cosa ti farebbe piacere e ti sembra utile tradurre.

      • Così al volo mi vengono in mente il reportage di Wolf Bukowski sul FICO, i due articoli sull’adattamento di Q. per il cinema e quello su Dunkirk di Nolan. Stavo pensando anche al lavoro su Tolkien e ai Wu Ming Contingent.

        Se ne avete modo, sarebbe utile vedere se ci sono articoli ricorrenti tra i visitatori stranieri.

  10. Da quando ho cominciato a leggervi ho pensato che sarebbe bello poter condividere i vostri testi con i miei amici ispanofoni, quindi approfitto questo post per offrirmi per eventuali traduzioni al castigliano. Come ha indicato There is no self, sarebbe interessante vedere quali post attirano più l’attenzione dei potenziali lettori, in questo caso dall’America latina o la Spagna. Altrimenti potrei riguardare quelli pubblicati più recentemente e scegliere io stesso.

    • Grazie, davvero, a tutte e tutti. Siamo commossi, e ci dispiace di non poter remunerare questi sforzi…
      Se la cosa vi convince, potremmo creare una mailing list apposita, dove traduttrici e traduttori nelle diverse lingue possano coordinarsi, dividersi le parti di testi, chiedere e chiedersi chiarimenti su certi termini o passaggi ecc. In questi giorni siamo un po’ incasinati, ma dalla prossima settimana ci potremmo lavorare.

      • Quella delle mailing-lists, magari divise per “lingua”, potrebbe essere una bella idea davvero: non solo per tradurre i contenuti di Giap più interessanti a seconda del pubblico, ma per dare ad altre parti della Foundt (penso magari al gruppo Nicoletta Bourbaki) la possibilità di chiedere traduzioni o lumi su materiale d’interesse per il rispettivo lavoro. O ancora, potrebbe essere il canale per valutare di tradurre o anche solo segnalare articoli in altre lingue. Insomma, mi convince!

        • La mailing list mi sembra un’ottima idea, anche per segnalarsi articoli meno recenti da tradurre (mi sono venuti in mente adesso quelli su Expo2015).
          Tra l’altro per dividersi il lavoro e chiedere consigli si può usare Matecat, un programma di traduzione open source su cui si possono creare progetti condivisi.

          • Anche a me sembra una bella idea, ci sto! E come suggerisce Marco, anch’io penso che sarebbe utile che i propri autori dei post/articoli/reportage (voi stessi, Nicoletta, Alpinismo Molotov ecc) indicassero in quale lingua pensano possa essere più interessante tradurre i loro testi.

  11. In mattinata ricontattiamo tutti quelli che si erano offerti per tradurre questo post in varie lingue, indichiamo loro questa discussione e vediamo chi ci sta a entrare nella mailing list delle traduzioni. Grazie di nuovo a tutt*.

  12. Io ci sono.
    Poi bisognerebbe anche aggiungere qualcosa che, in un certo qual senso, adiuvi al raggiungimento di un quantitativo sufficiente di caratteri funzionale, in ultima istanza, all’accettazione del commento. Ecco.

  13. Anche io ci sono per la mailing list!
    I’m in!
    Yo participo de buena gana!
    Eu participo con moito gusto!

  14. Bene! Entro il weekend creiamo la mailing list e iscriviamo chi si è dichiarat* disponibile. Come a volte diciamo noi WM: la va e la spacca! :-)

    • Nel caso fosse necessario ribadire la propria disponibilità transalpina posso prendere spunto da @Superfly ed esagerare con i caratteri per raggiungere la quota necessaria a confermare che pure io posso dare una mano alla compagine traduttrice. E posso anche cominciare il lavoro: “ça passe *et* ça casse”

  15. Aggiornamento: stiamo risolvendo alcune questioni tecniche, lunedì facciamo partire la mailing list. Una sola per tutte le lingue, per evitare la dispersione, e così si ha il quadro generale di chi sta traducendo cosa e in che lingua. Per formare i (sotto)gruppi di lavoro, poi, basterà scambiarsi le mail :-)

  16. Allora niente translation mailing list ? Non per essere pesante, immagino abbiate mille robe da fare, è solo che non vorrei vi fosse sfuggito il mio nome ;) Un saluto!

  17. […] piccola costellazione, un ambito di riferimento e – ci piace pensare – una comunità: la Wu Ming Foundation. Un «collettivo di collettivi» che sforna inchieste, musica, incontri, storie, libri, voci e […]

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