Che cos’è la Wu Ming Foundation

Ritratto di Wu Ming by Brochendors Brothers, tratto dal graphic reportage «Perché ho aiutato Blu a cancellare i suoi murales dai muri di Bologna», marzo 2016. Clicca per leggerlo.

C’è Wu Ming, che è un collettivo di scrittori nato nel 2000, e poi c’è la Wu Ming Foundation, che è un soggetto multiforme, più vasto e ramificato.

Chiamiamo «Wu Ming Foundation» una libera federazione di collettivi, gruppi d’inchiesta, laboratori, progetti artistici, culturali e politici. Percorsi avviati su questo blog, spesso nati da discussioni intorno a nostri libri.

Procediamo con ordine.

1. La band di scrittori e il blog

Siamo gli autori di Q, 54 e altri romanzi storici, forma d’espressione che abbiamo praticato per molti anni, fino a decidere di passare oltre per usare la storia in altri modi. L’ultimo romanzo storico della sequenza avviata negli anni ’90 è stato L’Armata dei Sonnambuli (2014), che già annunciava cambiamenti. Oggi facciamo tesoro di quanto abbiamo appreso esplorando quel genere e forzandone le convenzioni, e ci dedichiamo a nuovi esperimenti.

In varie fasi della sua storia, la band ha contato quattro, cinque e di nuovo quattro membri. Dal 2015 siamo un trio, mentre come solisti ci firmiamo «Wu Ming 1», «Wu Ming 2» e «Wu Ming 4», in progressione geometrica. La numerazione segue l’ordine alfabetico dei nostri cognomi: (Roberto) Bui, (Giovanni) Cattabriga e (Federico) Guglielmi.
Come si vede, i nostri nomi anagrafici non sono segreti. Semplicemente, nella nostra attività letteraria e culturale – come tantissimi prima di noi – usiamo nomi d’arte.

Vo Nguyen Giap

In questa pagina diamo conto della nostra evoluzione dall’inizio degli anni Dieci del XXI secolo. Evoluzione inscindibile da questo blog, che abbiamo aperto nell’aprile 2010.

Giap prende il nome dalla newsletter che spedivamo via email nel decennio precedente, e che giunse ad avere 12.000 iscritti. A sua volta, la newsletter prendeva il nome dal grande generale vietnamita Vo Nguyen Giap (1911-2013).

Negli anni il blog è diventato un vero e proprio laboratorio di ricerca, scritture plurali e inchiesta, che ogni giorno infuenza e riplasma il nostro lavoro.

2. Oggetti narrativi non-identificati

Da diversi anni esploriamo i territori delle narrazioni ibride, della non-fiction scritta con tecniche letterarie, tra inchiesta, letteratura di viaggio, storia, intervento critico su ambiente e paesaggio, indagine sui non-detti dell’Italia postcoloniale.

Il nostro primo esperimento di «oggetto narrativo non-identificato» fu Asce di guerra, scritto con Vitaliano Ravagli e pubblicato nel 2000. L’insoddisfazione per il risultato innescò una riflessione autocritica durata anni, e ci spinse a mettere in cantiere nuovi progetti.

brizzi1 timira Quarta_WuMing1_Santachiara_Point (1)-page-001 100annithumb_white sentieroluminoso Un viaggio che non promettiamo breve


A questo filone, curato soprattutto da Wu Ming 1 e Wu Ming 2, appartengono:
■ il «Ciclo dei Sentieri», progetto di quadrilogia che al momento conta due titoli: Il sentiero degli dei (2010) e Il sentiero luminoso (2016);
■ il dittico post-coloniale formato da  Timira (2012) e Point Lenana (2013);
■ il reportage narrativo/psicanalitico Cent’anni a Nordest (2015);
■ il romanzo-inchiesta Un viaggio che non promettiamo breve. 25 anni di lotte No Tav in Val di Susa (2016).
Clicca sulle copertine per leggere i post dedicati a ciascun libro.

Durante una presentazione di Point  Lenana, il critico ed editor Tommaso De Lorenzis ha descritto in modo molto efficace questo campo di sperimentazioni:

«Varietà delle persone della narrazione (prima singolare e plurale, seconda, terza), varietà dei registri e delle tipologie di prosa, molteplicità delle storie amministrate da precisa regia narrativa, specifica modalità d’uscita dal genere biografico, eventuali sentieri che si aprono di continuo e conducono ad altri libri scritti o da scrivere […] Libri scritti a quattro mani, uso dei vari materiali, ibridazione saggistica-narrativa, rottura della time line, e tanto altro. A furia di parlare di “oggetti narrativi non identificati”, di leggerli, compararli, “smontarli” per capirne i congegni, scriverli quand’è possibile, credo che sia emerso un preciso sapere pratico […] Quindi, sì: sono identificabili, e forse identificati. Abbiamo radar che ci consentono di rilevarli ed efficaci strumenti per analizzarli. Forse un tempo, non era così. Oggi, mi pare di sì. Credo che quel tipo di ragionamento collettivo sia quasi implicato nei libri di questo tipo. Come se ogni volta si avanzasse almeno di un metro rispetto a quello che c’era prima.»

Sono libri che nascono già fuori dalle gabbie e per noi l’ideale è che rimangano estroflessi, centrifughi, pieni di rimandi al mondo di voci e testualità diverse che li ha prodotti. Mondo che poi risponde ai libri, nei modi che vedremo tra poco.

3. Tolkien, la letteratura fantastica e quella «per ragazzi»

Nel mentre, ci siamo occupati di letteratura fantastica, mito e letteratura per ragazzi, con opere di narrativa come Cantalamappa (2015), Il ritorno dei Cantalamappa (2016) e Il Piccolo regno (2016), con saggi come L’eroe imperfetto (2010) e Difendere la Terra di Mezzo (2013) e con la curatela del testo di J.R.R. Tolkien Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm (2011). Clicca sulle copertine per leggere i post dedicati a ciascun libro.

Cantalamappa Il piccolo regno Il ritorno di Beorhtnoth Il ritorno dei Cantalamappa


Questo filone è stato curato soprattutto da Wu Ming 4, che ha anche contribuito a fondare l’AIST, Associazione Italiana Studi Tolkieniani.

4. Wu Ming Contingent, letture, concerti, canzoni

Sperimentiamo da sempre con forme come il reading/concerto, la lettura scenica, il melologo, la canzone declamata. Abbiamo anche una vera e propria “sezione musicale”, il Wu Ming Contingent, band composta da:

Wu Ming 2 – voce e synth;
Yu Guerra – basso e synth;
Cesare Ferioli – batteria e campionatore;
Egle Sommacal – chitarre.

Mentre scriviamo queste righe, il Wu Ming Contingent ha all’attivo due album: Bioscop (2014) e Schegge di shrapnel (2015). Puoi cliccare qui per ordinarli.

Qui invece le info sugli spettacoli, letture e concerti che portiamo in giro.

Bologna, 26 febbraio 2016. Il reading/concerto Razza partigiana al centro sociale Vag61, nell'ambito del ciclo di serate «Resistenze in Cirenaica».

Bologna, 26 febbraio 2016. Il reading/concerto Razza partigiana al centro sociale Vag61, nell’ambito del ciclo di serate «Resistenze in Cirenaica».

Sin dai primi anni abbiamo lavorato e lavoriamo con molti musicisti, qui trovi buona parte delle musiche nate da queste collaborazioni e/o ispirate ai nostri romanzi, da scaricare o ascoltare in streaming: Yo Yo Mundi, Colle der Fomento, Mr. Phil, Klasse Kriminale, le chitarre dei Massimo Volume, Subsonica, Skinshout, Xabier Iriondo (Afterhours), Switters, Yu Guerra, le chitarre dei Nabat, Sikitikis, 2/9 dei Modena City Ramblers, Osteria Popolare Berica e tant* altr*}

5. Wu Ming Foundation: un collettivo di collettivi

Da alcune discussioni su Giap sono nati collettivi e gruppi di lavoro autonomi. I più noti sono Nicoletta Bourbaki, Alpinismo Molotov e Quinto Tipo. A questi si affianca una peculiare esperienza di ibridazione tra Wu Ming e altri soggetti attivi a Bologna: Resistenze in Cirenaica.

Nicoletta Bourbaki

Nicoletta Bourbaki è un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete, sulle false notizie a tema storico e sulle ideologie neofasciste, nato nel 2012 durante una discussione su Giap. Ne fanno parte storici, ricercatori di varie discipline, scrittori, attivisti e semplici appassionati di storia. Il nome allude al collettivo di matematici noto con lo pseudonimo collettivo «Nicolas Bourbaki» attivo in Francia dagli anni Trenta agli anni Ottanta del ventesimo secolo.
Il gruppo ha all’attivo diverse inchieste – pubblicate su Giap – sulle manipolazioni neofasciste della Wikipedia in lingua italiana e sui falsi storici in tema di foibe. Tra i vari risultati, ha contribuito a smontare la bufala della cosiddetta «foiba di Rosazzo», altrimenti detta «foiba volante».
Per l’edizione on line della rivista Internazionale, in occasione del Giorno del Ricordo 2017, Nicoletta Bourbaki ha curato lo speciale La storia intorno alle foibe. Sul n.39 della rivista di studi storici Zapruder (gennaio-aprile 2016), in collaborazione con Lorenzo Filipaz, ha pubblicato l’articolo Wi Chi? Battaglie per il sapere in rete. In collaborazione con Tommaso Baldo, ha partecipato alla tavola rotonda Wikipedia e le scienze storiche, organizzata e pubblicata dalla rivista storica Diacronie.
Mentre scriviamo, il gruppo sta facendo ricerca d’archivio e filologica sul caso Giuseppina Ghersi.
Nicoletta Bourbaki è un gruppo di lavoro queer e transgender, ed è su Facebook.

Alpinismo Molotov nasce nel 2014 su Giap e prende forma nelle discussioni su Point Lenana e Il sentiero degli dei. Il collettivo riflette su modi di andare in montagna depurati da machismi, nazionalismi, esasperazioni sportive e degenerazioni commerciali.
Alpinismo Molotov cura un blog tutto suo e un manifesto dove si legge:
«[Alpinismo Molotov] designa al tempo stesso un insieme di prassi in costante evoluzione e la collettività che le fa evolvere […] Guardiamo alla montagna come parte del mondo che ci circonda: l’alpinismo è “molotov” nella misura in cui fa emergere nuove contraddizioni e nuovi strumenti, concettuali – narrativi – cognitivi, per affrontarle. Si va in montagna per tornare con “nuove armi” con cui affrontare il vivere quotidiano. Si va in montagna consapevoli che si procede sempre in bilico
Nel giugno 2017, al centro sociale VisRabbia di Avigliana (Val di Susa) si è tenuta Diverso il suo rilievo, la prima festa nazionale di Alpinismo Molotov. Qui il racconto di com’è andata.
Alpinismo Molotov è su Twitter e su Facebook.

Quinto Tipo nasce nel 2014 dalla riflessione sugli oggetti narrativi non-identificati e, più in generale, su scritture s-confinate e perturbanti. Servivano un’officina e un luogo dove pubblicare esperimenti di ibridazione, e così li abbiamo creati.
Quinto Tipo è al tempo stesso una collana diretta da Wu Ming 1 per Edizioni Alegre, un blog autonomo e un collettivo di autori ed editor.
Nel momento in cui scriviamo queste righe, la collana ha già pubblicato 9 titoli e il decimo (Hevalen. Perché sono andato a combattere l’ISIS in Siria, di Davide Grasso) è imminente.

Wu Ming 2 racconta la storia della partigiana Vinka Kitarovic in via Libia, appena rinominata dal basso «via Vinka Kitarovic».

Bologna, 27 settembre 2015. Ultima tappa del primo grande trekking urbano di Resistenze in Cirenaica. Wu Ming 2 racconta la storia della partigiana Vinka Kitarovic in via Libia, appena rinominata dal basso «via Vinka Kitarovic». I nuovi cartelli verrano strappati da anonimi durante la notte. Qualche tempo dopo, alla dicitura «via Libia» verrà aggiunta “dal basso” la frase: «Luogo di crimini del colonialismo italiano». Mentre scriviamo, RIC è parte della lotta contro la costruzione di un supermercato Lidl proprio in via Libia.

Resistenze in Cirenaica è un «cantiere culturale permanente», un collettivo di collettivi di cui Wu Ming fa parte. RIC è attivo a Bologna nel rione Cirenaica (prima periferia est), dove dal 2015 recupera storie di resistenza al colonialismo italiano e ai fascismi, organizza trekking urbani, si occupa di «rigenerazioni dal basso» e memorie degli spazi pubblici, fa interventi su urbanistica e toponomastica. RIC ha le proprie sedi nello spazio autogestito Vag61 e al giardino pubblico «Lorenzo Giusti», in via Barontini.
Resistenze in Cirenaica cura e pubblica i «Quaderni di Cirene». Mentre scriviamo queste righe ne sono usciti due numeri, ordinabili su Open – Distribuzioni Dal Basso:
vol. 1vol.2.
Il terzo numero è in lavorazione.
Resistenze in Cirenaica ha un blog autonomo e una pagina Facebook.

6. Wu Ming Lab

La nostra attività di cantastorie non è mai stata soltanto quella di produrre racconti: li abbiamo sempre anche smontati e rimontati in pubblico, criticati, messi in discussione, trasformati e accresciuti con il contributo di chi desiderava commentare, scrivere, rielaborare. E l’abbiamo fatto con tutte le storie che ci sembravano interessanti, non solo con quelle che sceglievamo di maneggiare per i nostri romanzi. Questo blog è diventato così anche un laboratorio di analisi delle «tossine narrative», nel tentativo di costruire racconti alternativi ai miti tecnicizzati del potere.

Col tempo, questa caratteristica è diventata sempre più evidente, e abbiamo cominciato a ricevere inviti e proposte per tradurre in conferenze, workshop, seminari e corsi questa nostra attività “collaterale” – che in realtà è il cuore stesso di tutto il nostro lavoro.

Nel dicembre 2013, in collaborazione con il Laboratorio 41 di Bologna, abbiamo aperto la nostra officina itinerante di assemblaggi e riparazioni narrative, termodinamica della fantasia, cantarchivistica, scrittura collettiva e disintossicazione di storie.

Da allora abbiamo animato tanti laboratori, testimoniati anche da due e-book (Intrecci e Un passo oltre con Eks&Tra e UniBO) e due libretti (GODIImenti e GENomi antiFUFFA, con ReCommon). Ma sono “Wu Ming Lab” anche i cammini di gruppo sulla “Via degli Dei”, organizzati insieme alla Compagnia dei Cammini, e tutte le altre “estensioni fisiche dei commenti di Giap” che proponiamo su e giù per l’Italia.

Da un Wu Ming Lab è nato il collettivo di narratrici Joana Carda, che ha scritto un romanzo, Le molte vite di Magdalena Valdez, al momento ancora inedito.

Da un Wu Ming Lab avviato a Milano nel 2015 – in collaborazione con Ivan Brentari – sono nati il Collettivo MetalMente e il libro di racconti operai Meccanoscritto (Alegre, 2017).

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7. Tifiamo rivolta! e altre collaborazioni

Fin dai tempi del romanzo totale” Ti chiamerò Russell (2001) – esperimento da cui nacquero i nostri “cugini” Kai Zen, oggi nostri compagni dentro Resistenze in Cirenaica – abbiamo istigato, condotto e raccolto numerosi progetti di scrittura collettiva e jam session letterarie (link archeologico!).

Le ultime nate di questa progenie sono le antologie Tifiamo asteroide. Cento racconti per annientare il governo Letta (agosto 2013), Tifiamo 4. 34 fotoracconti scritti sull’acqua (febbraio 2014) e Tifiamo ScaRamouche (4 voll., giugno 2015).

Abbiamo collaborato con il collettivo di fotografi TerraProject (pubblicando la raccolta di fotoracconti Quattro), con l’archivio HomeMovies (per 51, episodio del film Formato Ridotto) e con il Circo El Grito (nello spettacolo Piccolo Circo Magnetico Libertario).

La Compagnia Fantasma ha trasformato in spettacoli teatrali, dialoghi e radiodrammi molti nostri testi e romanzi.

Lavoriamo spesso con un mago, anzi, un wonder injector. Si chiama Mariano Tomatis.

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8. Tirando le somme…

Giap è il nostro blog, ma è anche una comunità di lettrici e lettori, è il luogo dove si incontrano e intrecciano i filoni e progetti elencati sopra (e non solo quelli), ed è molte altre cose.

Intendiamo tutto questo quando diciamo Wu Ming Foundation, che in cinese si scrive 无名基金会 e si pronuncia così: WMF_in_cinese

«Qui l’avvenire è già presente, / chi ha compagni non morirà.»
(Franco Fortini, L’Internazionale)

Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2017.
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11 commenti su “Che cos’è la Wu Ming Foundation

  1. […] era necessario aggiornare, rielaborare e migliorare la pagina di autopresentazione «Che cos’è la Wu Ming Foundation». Ora ci sembra molto più «narrata» e […]

  2. Rilievo catastale doveroso: il borgo è cresciuto da quando scrivevate a quei dodicimila (di cui mi pregio di far parte); ormai si viaggia verso l’area vasta, il distretto industrial, ma ci sta al bacio anche la comunità montana, e dunque una ricognizione dall’alto, al solito impeccabile, era necessaria.
    E’ bello pure apprezzare in un colpo solo il lavoro da mulini a vento sotto bora di questi anni, instancabili e disponibili, il meglio che si può sperare di ottenere dal prossimo.
    Grazie, salutoni, anche ai cari 3 e 5

  3. Difficile starvi dietro, veramente troppe cose, ma benvenute….in un periodo così povero di riferimenti politici e culturali validi.

  4. Quello che non mi é chiaro e se voi tre WM partecipiate fisicamente a ciascuno di questi progetti o ne siete “solo” gli amplificatori.

    • Ciascuno di noi partecipa direttamente a diversi progetti. Nessuno di noi tre, ovviamente, riesce a partecipare a tutti i progetti, ma tutti i progetti vedono la partecipazione di almeno uno di noi. Ogni WM è iscritto a diverse mailing list, scelte in base alle sue priorità, predilezioni e competenze.

  5. io posso tradurre in tedesco, con l’aiuto della mia compagna che è austriaca che il testo è abbastanza complesso

    • Grazie mille, Kente. Per tradurre questa pagina in tedesco si sono già offerti volontari via Twitter, ma ci saranno altre occasioni, terremo presenti tutte le persone che si sono dette disponibili!

  6. […] settimana fa, membri di due collettivi della Wu Ming Foundation, Alpinismo Molotov e Nicoletta Bourbaki, si sono uniti e recati in missione al Bus de la Lum. Lo […]

  7. C’entra poco qui e probabilmente lo avrete spiegato altrove, ma io non ho mai capito perché “Asce di guerra” non vi ha soddisfatto.
    Lo dite fin dalla prefazione alle nuove edizioni, in cui si capisce che c’era stato qualche problema con la sua pubblicazione. Ma IMHO è un libro unico e ogni volta che devo consigliare un libro vostro è uno di quelli che consiglio se la persona è impegnata politicamente.
    Forse è stato il libro in cui ho imparato ad apprezzarvi a 360°. Nella mia personale classifica di lavori wuminghiani lo metto solo dopo Q e L’armata dei sonnambuli.

    • Ciao, lo abbiamo spiegato nella postfazione all’edizione Einaudi del 2005 (la scarichi qui), e un aggiornamento della riflessione è al link che apri cliccando qui sopra, alla frase «una riflessione autocritica durata anni». Dopodiché, è chiaro che il punto di vista di chi ha scritto un libro e ci torna sopra è diverso dal punto di vista di chi lo legge. E un libro può essere apprezzato nonostante i suoi difetti, o addirittura *per* i suoi difetti.

  8. […] Ming 1 è stato invitato a parlare della Wu Ming Foundation e lo farà con una presentazione ad hoc, intitolata – in omaggio a un progetto di qualche […]

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