Sulle lotte in Italia, a partire dallo sciopero europeo – Note in libertà #14N #14nit

Sciopero europeo

[Avrete notato che, negli ultimi tempi, stiamo dedicando meno tempo ed energie a Giap. E’ che siamo immersi nella scrittura, la stiamo praticando con febbrile intensità, studiamo e scriviamo a capofitto. E’ il nostro specifico, scriviamo libri, raccontiamo storie, non saremmo noi se non lo facessimo. WM1 sta terminando Point Lenana, l’intero collettivo sta lavorando a L’armata dei sonnambuli.
Però, ecco, sarebbe un peccato se, proprio in una fase come questa, di conflitto sociale che si ravviva, Giap mancasse di essere lo spazio di confronto che è sempre stato. Il fatto che noialtri siamo un po’ “ingolfati” e in semi-clausura non deve impedire a nessuno di utilizzarlo in tal senso. Inviteremo vari/e giapster a intervenire non solo come commentatori/trici, ma anche come guest blogger,  scrivendo post sulla fase che stiamo attraversando. Pensiamo a quel che ha fatto tempo fa Mauro Vanetti con Sfiga e rivoluzione, ma non è necessario che gli interventi siano altrettanto ambiziosi e articolati.
Intanto, per pungolarvi un po’, alcuni appunti volanti ispirati agli eventi degli ultimi giorni, a cominciare dallo sciopero europeo di stamane.] Prosegui la lettura ›

L’ipotesi Paolo Vinti è: fronte popolare cosmico

Con emozione... Con emozione altissima

[Un giorno di amore e politica, Un giorno di sentimento e socialità, Un giorno di emozione ed ideologia. Sono i tre libri che compongono la trilogia di Paul Beathens aka Paolo Vinti (1960-2010) Con emozione… con emozione altissima, ora raccolta in un unico volume. L’hanno presentata a Perugia, il 9 novembre scorso, Maurizio Terzetti e Wu Ming 1. Quest’ultimo è autore della prefazione al libro, che vi proponiamo integralmente. Come afferma WM1 in quest’intervista, Paolo Vinti merita di essere conosciuto al di fuori della sua Perugia. Stiamo parlando di un “santo folle”, di un poeta di altissimo livello, e di un filosofo marxista di strada il cui pensiero presenta tratti parecchio originali. A quanto ci consta, è l’unico che abbia prodotto una sintesi operativa tra la dialettica hegeliana e la critica radicale di tale dialettica espressa dal pensiero post-strutturalista francese degli anni Settanta (Deleuze & Guattari, per capirci), senza usare tale critica come mera antitesi da negare, come invece sembra fare Fredric Jameson. Lo sappiamo, pare ‘na supercazzola, ma se leggete la prefazione  con gli esempi si capisce.
Come sempre, invitiamo alla visione del documentario Film astratto rosso del Collettivo Ipanema, che ritrae Paolo nel 2007, all’apice della sua “stagione delle declamazioni”.
Il libro non ha ancora una distribuzione nazionale, ma per averlo potete scrivere all’Associazione Paolo Vinti]

L’ipotesi Paolo Vinti è: la vita di un filosofo e poeta.
Sovente si usa l’attributo «filosofo» tanto per dire, esagerando, infiorettando, leccando posteriori. La patente di filosofo è consegnata con sventatezza: nel corso degli anni si sono sentite espressioni come «il filosofo Rocco Buttiglione», e chiunque scriva di filosofia è autorizzato a dirsi filosofo. Chi scrive di ciclismo manca di essere un ciclista, recensire una mostra manca di rendere pittori, ma per la filosofia è diverso: todos caballeros, tutti filosofi. Prosegui la lettura ›

Un #Grillo qualunque – WM2 intervista Giuliano Santoro | #M5S

Un Grillo qualunque, copertina
È in libreria soltanto da due settimane, ma ha già attirato l’attenzione di quotidiani, blog, radio, tivù. Complice il successo dei 5 Stelle in Sicilia, certo, ma soprattutto grazie all’analisi profonda e multiforme che Giuliano Santoro ha dedicato a Grillo e al suo movimento. Un’analisi che riesce ad essere, nello stesso tempo, mirata e di ampio respiro, capace di prendere il largo a partire dal suo oggetto di indagine, per illuminare temi e questioni che spesso hanno fatto capolino anche qui su Giap: dalla “cultura di destra” al feticismo digitale, dal razzismo alle narrazioni tossiche. Nei ringraziamenti finali, l’autore cita per nickname alcuni giapster molto assidui e in generale tutta la comunità che si ritrova in questo blog, per avergli fornito un terreno di confronto. L’intervista che segue vuole essere anche un’opportunità per riprendere e rilanciare la discussione. Prosegui la lettura ›

Letteraria #6. A Stefano Tassinari, sei mesi dopo

Letteraria 6 - in copertina, Stefano Tassinari

Da oggi è in libreria il n. 6 di (Nuova rivista) Letteraria, interamente dedicato al compagno Stefano Tassinari (1955 – 2012), che ne è stato fondatore e direttore fino agli ultimi minuti di vita. Il collettivo redazionale non ha voluto comporre un semplice “tributo” a Stefano, ma condurre una prima esplorazione a tutto campo della sua figura di scrittore, poeta, drammaturgo, giornalista, documentarista, animatore culturale e militante politico per una società senza classi. Il numero è arricchito da foto di Stefano scattate da tanti fotografi professionisti e non, da Mario Dondero a Raffaella Cavalieri, da Luca Gavagna a Roberto Serra. Qui di seguito, l’indice e un pezzo in anteprima. Letteraria va avanti, nello spirito di Stefano e con l’amore degli insorti. Prosegui la lettura ›

Il filo della parola Fútbologia 2012 #Bologna

foto di São Pedrinho

Ok, allora ci proviamo. Fútbologia, voglio dire.

Certo, lo sapete, il crowdfunding è andato ad minchiam (cit. prof. Scoglio), e si poteva pure immaginare, l’asticella era alta, il disastro sociale, non c’è un euro, eccetera. Ecco, sì, tutta questa roba e anche altra. Però ci proviamo lo stesso, se possibile rilanciando anche un po’, innanzitutto grazie alla grande tenacia tranquilla di Christiano (xho), e a un manipolo di amici e volontari che danno una mano ormai da tempo.

Dunque Fútbologia, sabato 3 novembre, gioca il calcio d’inizio. Prosegui la lettura ›

Verso il novantesimo anniversario della marcia su Roma

Emilio Lussu«Nella confusione, uno dei dimostranti più infuriati trovò il modo di portarmi via il portafogli che conteneva qualche migliaio di lire. Me ne accorsi subito e indicai il ladro. Ma i più frenetici s’interposero e inscenarono una dimostrazione clamorosa:
– A chi l’Italia? – domandarono i corifei.
– A noi! – rispondeva la turba.
Vanamente io mi adoperai a dimostrare che non si trattava dell’Italia ma del mio portafogli. Le mie proteste non furono prese in considerazione neppure dal capo della polizia che mi rispose con una esclamazione: – Incidenti della politica.
Mentre io mi allontanavo, la voce di un oratore fascista rintronava nella piazza: “I valori morali…” »

Emilio Lussu, Marcia su Roma e dintorni, 1933.

Questo libro non invecchierà mai.

Hafa Café, Timira, Point Lenana. Une soirée panafricaine chez Bartleby

Panafrican flag

Radio Giap Rebelde presenta: audio della serata “panafricana” a sostegno di Bartleby, 17 ottobre 2012. E quando diciamo “Bartleby”, intendiamo lo spazio culturale più detestato e minacciato di sgombero dai poteri forti della città di Bologna: l’Alma mater capeggiata da Ivano Dionigi, il sempre più “lagnifico” rettore, & la classe digerente del PD, nello splendore grigiastro di tutte le sue ipocrisie.
Pietro Floridia, Antar Mohamed, Reda Zine e Wu Ming 1 hanno raccontato storie sospese tra Italia e Marocco, Italia e Senegal, Italia e Somalia, Italia e Libia, Italia e Kenya.
Buon ascolto. Al solito: per ascoltare in streaming senza lasciare questa pagina, clicca l’icona “>”. Per scaricare l’mp3, clicca sul link testuale e salva il file.
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#Bologna, la scuola pubblica, la suicidarietà della sinistra

La scuola parificata

 di Wu Ming 4 | Appunti intorno al referendum sul finanziamento delle scuole paritarie

1. PRENDERLA ALLA LARGA, OVVERO: PARADOSSI DI BASE

«Le cose viste dall’alto fanno sempre meno impressione.»
Per un pugno di dollari, 1964

C’era una volta la Sinistra, che pensava cose di sinistra e che sulla propria carta d’identità avrebbe potuto scrivere all’incirca questo:
«In politica, “Sinistra”  descrive una prospettiva o posizione specifica che accetta o appoggia l’eguaglianza sociale. Solitamente, ciò comprende una preoccupazione per quanti, nella società, siano svantaggiati rispetto ad altri, e il presupposto che esistano disuguaglianze ingiustificate (che la destra invece ritiene naturali o giustificate dalle tradizioni) che andrebbero ridotte o abolite.» [dalla voce “Left-wing” di Wikipedia] Prosegui la lettura ›