Mille chilometri nel #Kurdistan turco, tra bombe, coprifuoco e zone liberate

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[Mentre si commentano i risultati delle elezioni turche, pubblichiamo il reportage del Progetto Rojava Resiste, scritto per Giap al ritorno da un viaggio nel Kurdistan turco, proprio nei giorni della strage di Ankara contro il corteo dell’HDP.]

di Progetto Rojava Resiste

Il tracciato bianco dei lacrimogeni lascia il posto al sapore acre nelle narici, mentre il fumo nero di oggetti in fiamme testimonia la battaglia di un popolo contro l’omologazione e lo sterminio. I coprifuoco, le barricate, i blindati della polizia, le zone liberate, i fermi di giornalisti e internazionali, i sorrisi, le violenze e la resistenza sono la normalità, in una storia di autonomia e autogoverno che si oppone all’arroganza dei nazionalismi.

La storia del Bakur, del Rojava, del Basur e del Rojhelet, ovvero del popolo curdo, è un muro di mattoncini. Nel nostro viaggio siamo riusciti a dare un nome ad alcuni pezzi, non certo a tutti. Prosegui la lettura ›

Fantasmi di #Expo2015. Un libretto e una camminata li dirotteranno!

Genomi Giap

[Pubblichiamo qui sotto l’introduzione, scritta da Wu Ming 2, per la raccolta GENomi antiFUFFA, frutto di un laboratorio di narrazioni collettive, prodotto da Re:Common, che ha coinvolto circa 20 persone, da marzo a ottobre 2015. Il libretto verrà presentato a Milano, il 1° novembre, in concomitanza con un rituale apotropaico. Info, notizie e spiegazioni subito dopo il testo.]

Sono passati cinque anni da quando Milano ha presentato il dossier ufficiale per Expo 2015 al Bureau International des Exposition. Da allora, molto si è scritto per denunciare gli errori, le contraddizioni, i bluff e i disastri del Grande Evento Nutriente. Poi, con un tempismo catastrofico, la più vasta rete di soggetti critici e attivi contro l’esposizione, è entrata in crisi proprio nel giorno della cerimonia inaugurale. Tuttavia, anche tenendo conto di questa défaillance, l’ondata di entusiasmo che ha accompagnato gli ultimi due mesi della manifestazione sembra dar ragione a Gabriel Tarde, quando scriveva che «la società è imitazione e l’imitazione è una forma di sonnambulismo». Expo s.p.a. aveva puntato su venti milioni di visitatori paganti, duecentoventimila al giorno, ma sono bastate le foto di qualche sabato da tutto esaurito, per diffondere quintali di ottimismo, e soprattutto, per trasmettere l’idea che quello di Milano fosse un evento da non perdere, uno di quegli appuntamenti che “ci devi andare”, a prescindere dal contenuto, fosse anche solo per fare sette ore di coda. Prosegui la lettura ›

Break The Wall! In Cirenaica, mentre l’estrema destra converge su #Bologna

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Finalmente sono disponibili on line tutti i materiali audio e i video della giornata «Resistenze in Cirenaica», quella ormai famosa del 27 settembre scorso. Ci sono le letture pomeridiane al Vag61, c’è il “trekking urbano” nel rione, c’è lo spettacolo serale completo. Potete ascoltare Guglielmo Pagnozzi e le Brigate Sonore che suonano il liscio durante i reading di Wu Ming 1 e Wu Ming 2, testimonianza di un’autentica renaissance di liscio e filuzzi (le loro versioni roots) nel milieu dei centri sociali e dei movimenti bolognesi. Potete vedere via Libia che, magicamente, cambia nome. Potete vedere l’intitolazione del giardino pubblico di via Barontini al ferroviere anarchico Lorenzo Giusti. Ecc. ecc.

Il percorso di Resistenze in Cirenaica è appena agli inizi. Stiamo avviando diversi progetti: laboratori, trekking urbani, guerriglia toponomastica, documentari, libri. Prossimamente sarà on line un sito ad hoc, interamente dedicato a questo grande cantiere culturale.

Resistenze in Cirenaica torna a manifestarsi già questa settimana, e precisamente venerdì 30 ottobre, con una serata al Vag61, via Paolo Fabbri 110.
Wu Ming 1 e Kai Zen/Bhutan Clan racconteranno la storia di un muro della vergogna, un muro italiano che preparò un genocidio, il cui ricordo è assente dalla memoria collettiva del nostro paese.
La serata è parte di una tre-giorni in vista del grande assalto fascioleghista alla città di Bologna. Prosegui la lettura ›

«Prima i poveri!» La resistenza dell’#ExTelecom e la gestione del potere a #Bologna (e in Italia)

Bologna, 20 ottobre 2015. Alcune occupanti dell'Ex-Telecom.

Bologna, 20 ottobre 2015. Alcune occupanti dell’Ex-Telecom.

di plv

Ho cominciato questo articolo per Giap stanotte, appena tornato dal presidio, con gli occhi che mi si chiudevano, e l’ho finito stamattina.

Sulla giornata di Bologna del 20 ottobre si scriveranno decine di resoconti. Si dirà che è stata una giornata drammatica, piena di lacrime e gonfia di rabbia, sporca del sangue delle teste rotte dai manganelli della polizia. Ma la prima cosa da dire, quando siamo arrivati ormai a notte fonda ed è possibile fare un primo parziale bilancio, è che nella drammaticità della situazione oggi si è portata avanti una lotta che ha saputo guardare in faccia i potenti senza fare un passo indietro. Una lotta che ha messo in campo le capacità, le competenze, la cura, i corpi e la rabbia di tutti coloro che hanno resistito in via Fioravanti per diciotto ore. Una lotta appoggiata con generosità da tutti quelli che hanno potuto mettere a disposizione anche solo un minuto del loro tempo.

Ieri, le 300 persone che da quasi un anno occupavano l’Ex-Telecom sono state sgomberate, ma una trattativa su un loro ricollocamento è stata vinta, e questo è stato possibile perché si è lottato insieme e con tutti i mezzi possibili. A Bologna, a Roma, ad Alessandria, Brescia, Pavia, Livorno… Uomini, donne, bambini, facchini, disoccupati, senza tetto, studenti e studentesse, migranti, pensionati, occupanti e solidali a comporre un’unica lotta: quella dei migranti sugli scogli di Ventimiglia, dei facchini contro la Granarolo, dei residenti contro gli sfratti, quella dei braccianti di Foggia, quella dei poveri contro i ricchi, dei deboli contro i potenti. Prosegui la lettura ›

«Raccontare altrimenti». Cinque domande su letteratura e storia

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Poco meno di un anno fa, WM4 e WM2 hanno partecipato al convegno annuale dell’Associazione per gli Studi di Teoria e Storia Comparata della Letteratura. Titolo: L’immaginario politico. Impegno, resistenza, ideologia. Trattandosi di un appuntamento accademico di quelli tosti, i due si sono limitati a conversare, alla conclusione dei lavori, con Federico Bertoni, Emanuela Piga, Clotilde Bertoni, Daniele Giglioli e Guido Mazzoni.
In margine a quella chiacchierata, Federico Bertoni ha intervistato WM2 per la rivista digitale TransPostCross (N.1, Anno 4). Il risultato dello scambio è da poco on-line, insieme con altre “cinque domande su letteratura e storia”, rivolte dalla redazione ad Adelchi Battista ed Helena Janeczek.

Abbiamo pensato di riproporre l’intervista qui su Giap, dal momento che quelle domande sono state anche l’occasione di un bilancio, su quel che abbiamo imparato scrivendo romanzi storici, e un assaggio di quel che stiamo tentando di fare al di là di quella forma.
Segnaliamo che nello stesso numero della rivista compare anche un saggio di Emanuela Piga, Dalla storia alla letteratura: il ritorno del sommerso nel campo di battaglia del testo letterario, dove si parla di Timira. Romanzo Meticcio e di altri due romanzi sul “rimosso coloniale”, di cui scrivemmo quando Giap era ancora una newsletter: Regina di fiori e di perle, di Gabriella Ghermandi e Le rondini di Montecassino, di Helena Janeczek. Prosegui la lettura ›

I «45 cavalieri» di Wikipedia. Da chi e cosa è libera l’enciclopedia libera?

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È possibile usare Wikipedia a scuola, in modo critico e utile? Quali sono le trappole da evitare? Può aiutarci a capirlo la voce «Storia del Trentino».

di Tommaso Baldo (*)
con la collaborazione del gruppo Nicoletta Bourbaki (*)

0. Premessa
1. La voce Storia del Trentino su it.wiki sino al 26.9.2015
2. Le modifiche del 26.9.2015 alla voce Storia del Trentino
2b. La citazione di Monzali sulla “snazionalizzazione” degli italiani d’Austria
2c. Prendere per buono un testo irredentista del 1914
2d. La «questione nazionale trentina»
2e. Sempre colpa dell’Austria
3. Alcune “trappole” ricorrenti su Wikipedia
3b. La fonte c’è ma…
3c. Attenzione a certe “dimenticanze”
3d. Una narrazione conservatrice
4. L’«Enciclopedia libera» va presa sul serio
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