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A che punto è Wu Ming. Cosa sta succedendo, tutti i progetti e le scritture in corso, rassegna 2024

Sergio Chakotino, «Scrittori fully immersed» (2024). Versione senza la candela, l’altra l’aveva Sgarbi, adesso ce l’ha la magistratura.

0. PREMESSA
1. LIBRI IN CORSO DI STESURA / PROSSIME USCITE
1a. La vera storia della banda Hood, un romanzo di Wu Ming 4
1b. Gli uomini-pesce, un romanzo di Wu Ming 1
1c. Mensaleri, un romanzo di Wu Ming 2
1d. Due nuove guide «non-turistiche»
2. LIBRI GIÀ SCRITTI CHE CONTINUANO A VIAGGIARE
2a. Ufo 78 in tedesco, greco, francese, castigliano e catalano

2b. Altai e L’Armata dei sonnambuli in greco
2c. Le conseguenze del ritorno di Luca Giunti, terza ristampa
2d. Il collettivo di scrittura operaia MetalMente vive e lotta
3. LABORATORI E PROGETTI VARI
3a. Laboratorio di scrittura collettiva e meticcia
3b. Sineglossa: The Enchantment of Truth
4. L’UOMO CALAMITA
5. CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

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Fantasie di complotto sul clima. Un’inchiesta di Wu Ming 1 su Internazionale, seconda puntata

Dal diaporama delle conferenze tenute da WM1 sulle fantasie di complotto sul clima come doppio dell'attivismo climatico

Dal diaporama delle conferenze «Climate Activism and Its Double», tenute da Wu Ming 1 a Bruxelles e a Parigi rispettivamente l’1 e il 4 dicembre 2023.

[WM1:] Sul sito di Internazionale si può leggere la seconda puntata della mia inchiesta intitolata «Perché dobbiamo prendere sul serio le fantasie di complotto sul clima». Qui sotto, un breve sommario dei contenuti. Ricordo che la prima puntata è qui.

Guardiamo il cielo: cosa ci dicono le scie degli aerei? Il «punto cieco» delle fantasie di complotto. Le narrazioni mainstream sulla crisi climatica: soluzionismo tecnologico; riduzionismo carbonico; individualismo verde; eccezionalismo deresponsabilizzante. Tutta questa roba è peggio delle fantasie di complotto sul clima. Il doppio dell’anticapitalismo: riflessioni a partire da Doppelgänger di Naomi Klein. Peccato l’edizione italiana. Quel doppio, però, siamo noi. Non c’è «noi» contro «loro». Il trutherism sul 9/11 nel movimento altermondialista di vent’anni fa. Cosa sono i nuclei di verità. Contro il pensiero binario: la critica e autocritica di Klein su sinistra e pandemia. La bellezza delle fantasie di complotto, with a little help from our friends Leopardi, Baudelaire, Bufalino, Rilke e Kant.

→ Buona lettura.

Il “doppio” di Doppelgänger di Naomi Klein, ovvero: disavventure di una traduzione

Doppelgänger di Naomi Kleindi Wu Ming 1

In una mia inchiesta in due puntate scritta per l’edizione on line della rivista Internazionale cito e commento passaggi dell’ultimo libro di Naomi Klein, Doppelgänger: A Trip into the Mirror World. L’ho letto in versione originale nell’ottobre scorso e lo ritengo un testo importante, con cui è utile confrontarsi.

Mi sembrava giusto, oltreché formalmente corretto, usare la traduzione uscita in Italia, pubblicata dalla casa editrice La Nave di Teseo (d’ora in poi LNdT). L’ho acquistata in edizione elettronica, ho cercato i passaggi da citare e… sono rimasto sbalordito. Ho fatto altri controlli a campione. Lo stupore è diventato malessere.

Ho deciso di lasciar perdere e di tradurre le citazioni direttamente. Anche perché nell’edizione LNdT alcune delle parti che avevo sottolineato… non ci sono. Prosegui la lettura ›

Fantasie di complotto sul clima. Un’inchiesta di Wu Ming 1 su Internazionale, prima puntata

Fantasie di complotto sul clima. Diaporama delle conferenze tenute da WM1 a Bruxelles e a Parigi, rispettivamente l'1 e il 4 dicembre 2023.

Diaporama delle conferenze tenute da WM1 a Bruxelles e a Parigi, rispettivamente l’1 e il 4 dicembre 2023.

[WM1:] Su Internazionale, edizione on line, è disponibile la prima parte di una mia inchiesta intitolata «Perché dobbiamo prendere sul serio le fantasie di complotto sul clima».

Su quest’argomento ho tenuto due conferenze in Belgio e Francia pochi giorni fa: la prima l’1 dicembre all’università Saint-Louis di Bruxelles; la seconda il 4 dicembre all’università Paris 8 Vincennes–Saint-Denis.

Dai materiali preparatori ho tratto anche l’inchiesta per Internazionale, divisa in due puntate. È un ulteriore sviluppo del lavoro portato avanti negli ultimi anni e sfociato nel libro La Q di Qomplotto.

La prima puntata prende le mosse da una storia circolata durante le alluvioni in Emilia-Romagna del maggio 2023: quella dell’«aereo di Red Ronnie». Prosegui la lettura ›

Questi anni a Bologna: le balle «green» della giunta Lepore-Clancy, 3a puntata: il caso delle scuole Besta

[Dopo aver letto la nostra inchiesta in due puntate – qui: uno e due – sulle frottole in salsa verde dell’attuale giunta bolognese, il Comitato Besta – impegnato in una delle lotte territoriali più incisive degli ultimi mesi, quella contro l’abbattimento delle scuole medie Besta e di parte del parco Don Bosco che le ospita – ha scritto una terza puntata e ce l’ha inviata.
L’articolo ricostruisce la vicenda e termina invitando alla manifestazione che si terrà sabato 16/12. Volentieri lo pubblichiamo, con questo addendum scaricabile in pdf: l’analisi del caso Besta che Fausto Bonafede, esperto del WWF, ha inviato il 27 novembre scorso all’amministrazione comunale e alla Soprintendenza alle belle arti. N.B. Le didascalie delle immagini sono nostre.
Buona doppia lettura. WM]

di Comitato Besta

Nella «città più progressista d’Italia», come enfaticamente il sindaco Matteo Lepore definisce Bologna, lo capisce anche un bambino che non c’è nulla di «green» nell’abbattere una scuola in mezzo a un parco per ricostruirne una nuova a pochi metri di distanza, consumando nuovo suolo per quindicimila metri quadri e abbattendo quarantadue splendidi alberi ad alto fusto da anni curati da un’associazione di residenti, il Comitato Don Bosco.

Si devasta così un’area verde frequentata e amata dai cittadini e dagli abitanti del quartiere, un polmone nella sempre più cementificata zona Fiera dove l’aria che si respira è tra le più inquinate d’Europa.

Eppure l’assessore ai lavori pubblici sostiene che a fine opera «il parco sarà più bello di prima» e se lo dice lui, che ci abita di fronte, come dubitarne?

Il Progetto delle nuove scuole medie Besta, nel quartiere San Donato, è un chiarissimo e concreto esempio di come la giunta stia distruggendo l’ambiente cittadino, con progetti di intervento che sembrano riportarci al secolo scorso, quando cantieri e cemento significavano – nel senso comune – progresso e benessere, ecologia era una parola sconosciuta ai più e quasi nessuno si preoccupava degli alberi in città.

Il paradigma dominante era quello della crescita infinita. La giunta bolognese è rimasta lì, come se nel frattempo non fosse cambiato nulla. Il sindaco Dozza aveva fatto la tangenziale, ora Lepore e Bonaccini la raddoppiano, convinti, come nei favolosi anni Sessanta, che più macchine girano più il popolo sta bene. Prosegui la lettura ›

Dynamite! Un ordigno letterario e politico scagliato novant’anni fa (e non smette di esplodere)

Dynamite! di Louis Adamic è uno dei libri più famosi sulla lotta di classe nel ventesimo secolo. Uscito per la prima volta nel 1931, ampliato e rivisto dall’autore tre anni dopo, negli USA sollevò un polverone che sapeva di cordite e fulmicotone.

Il successo fu tale che dovettero leggerselo anche i padroni, e gli sbirri, talvolta seguendo consigli inattesi. Un’azienda chimica di Pittsburgh, la Federal Laboratories Inc., ne acquistò un centinaio di copie e le spedì a industriali e capi della polizia, accompagnate da una lettera che diceva:

«Leggete questo libro e guardate cosa succede, quanti morti provoca l’utilizzo nello scontro di classe di armi da fuoco e di dinamite. Affidatevi invece alle bombe lacrimogene della Federal Laboratories e rendete gli scioperi selvaggi e le manifestazioni dei disoccupati incruente, indolori, civilizzate!»

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Tolkien, i mostri e la mostra di Sangiuliano

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mostra Tolkien

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando uno sparuto drappello di giovani del Movimento Sociale Italiano organizzò i famosi Campi Hobbit. Era la fine degli anni Settanta e il panorama politico-culturale italiano era completamente diverso da oggi. Il paese era saldamente governato dalla Democrazia Cristiana, e all’opposizione c’era il partito comunista più grande dell’Europa occidentale, a sua volta incalzato dalla generazione della Nuova Sinistra nata dal Sessantotto.

In quello scenario qualche giovane neofascista intraprendente tentò di importare dalla Francia le posizioni della cosiddetta Nouvelle Droite, e di tradurle nel tentativo di superare il vecchio «Dio, patria, famiglia» dei nostalgici, accettando la sfida dell’odiata modernità. Prosegui la lettura ›