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Antifascismo e anticapitalismo nell’Italia di oggi. Note sul conflitto surrogato e quello vero

antifascismo

[Un’anticipazione del capitolo 6 di Predappio Toxic Waste Blues. Fa parte della terza e ultima puntata, che uscirà mercoledì 15 novembre, ma è leggibile autonomamente. Le prime due puntate sono qui. Buona lettura.]

di Wu Ming 1

È orribile doversi occupare dei fascisti, di chi li sdogana, di chi li corteggia, di chi ci beve lo spritz assieme. Si vivrebbe meglio, senza tutti costoro, senza doverne scrivere. Negli anni scorsi, in effetti, molti hanno proposto di ignorarli: non ragioniam di lor ma guarda e passa, «non abbassiamoci al loro livello», «se li contesti gli fai pubblicità» ecc. Una fallacia logica dietro l’altra, per una linea di condotta nefasta.

«Non mi abbasso al loro livello». Come i bimbi che si coprono gli occhi e credono che, così facendo, il mondo intorno scompaia. Mentre non si ragionava di lor, i fascisti suonavano il piffero e si tiravano dietro la gente. Lasciando fare i fascisti  o addirittura isolando chi li contrastava, magari ripetendo, senza capirla minimamente, una frase di Pasolini sul «fascismo degli antifascisti»  si è permesso loro di allargarsi e conquistare spazi. Prosegui la lettura ›

Severino

Severino Cesari

E così Severino se n’è andato. La notizia non coglie nessuno di sorpresa. Seve era malato da anni e aveva scelto di affrontare la malattia prendendo appunti in pubblico, sulla sua pagina facebook, dove gli amici seguivano le sue riflessioni lievi, mai drammatiche, sulla vita e sulla morte. Una morte attesa, preparata, per quanto possa mai esserlo la morte. E una vita assaporata fino all’ultima luce dell’ottobre romano.

Noi non lo vedevamo da anni, da quando la malattia lo aveva costretto a lasciare il posto di lavoro. Difficile raggiungerlo telefonicamente, ma a volte si era palesato lui, nei brevi momenti di tregua concessigli dal male e dalle cure. Eppure sapevamo, noi e lui, che il legame non poteva essere reciso. Un legame professionale, ideale, certo, ma favorito dalla sua inappuntabile gentilezza d’animo. Una dote rara, come raro era Severino, appunto. Mai volgare, mai arrogante, mai smaronato. Un signore, insomma. Di quelli che in certi ambienti, in primis quello dell’editoria mainstream, vanno scomparendo. Ma soprattutto un tipo colto e intelligente (altre due doti in via d’estinzione).

A Severino Cesari noi dobbiamo la pubblicazione di Q. Con l’aiuto di Carlo Lucarelli, che fu il primo lettore, convinse la casa editrice a pubblicare il romanzo così com’era, senza tagli. Anzi, alla fine il testo venne allungato da un prologo. Severino ci credette… ed eccoci qua.

C’è un ricordo nitido, come fosse ora, di una notte trascorsa al telefono con lui, quasi diciannove anni fa. Si trattava dell’ultima revisione bozze. Il libro era già impaginato e contava 643 pagine, in molte delle quali Severino aveva fatto annotazioni. Fu forse la telefonata più lunga della vita, fatta su un vecchio telefono col filo. A un capo del quale c’era uno dei due direttori di una nuova collana del paludato editore Einaudi, e all’altro dei poco più che ventenni all’opera prima.

Ecco, è così che vorremo sempre ricordare Severino, come un editor disposto a fare le ore piccole insieme a un autore per mettere a punto il libro che si sta per pubblicare. Quella cura, quella perizia, quella dedizione, quell’acume nel trovare ciò che funziona oppure no in un testo, ma anche quella capacità di annusare una storia ben scritta che potesse essere una novità anziché l’inseguimento del trend del momento, be’, spariscono con lui. Erano già spariti quando si era ritirato dal lavoro. Abbiamo dovuto imparare a farne senza, con disdetta e senso di mancanza professionale e umana. Ora siamo certi che non torneranno.

Non può esserci consolazione in quello che scriviamo stanotte. Conserveremo i buoni ricordi con attenzione, come fossero pietre preziose. Perché è così che lo spirito dei morti sopravvive nella memoria dei vivi.

Ave atque vale, Seve.

#Bologna 22/10 | Resistenze in #Cirenaica vi invita a una giornata di street art #antifa e guerrilla gardening

Murales dedicati a partigiani in Cirenaica: Giuseppe Beltrame al Centro d’accoglienza Giuseppe Beltrame; Lorenzo Giusti al Giardino pubblico Lorenzo Giusti; Ilio Barontini in via Ilio Barontini. Ed è solo l’inizio: ogni via del rione avrà il suo partigiano.

Il Centro d’accoglienza BeltrameResistenze in CirenaicaSpazi Aperti e Le Fucine Vulcaniche vi invitano a una giornata di arte di strada e guerriglia botanica nel rione Cirenaica.

Domenica 22 ottobre, dalle h.14, inaugurazione del nuovo murale dedicato al medico partigiano Giuseppe Beltrame, nel centro di accoglienza che da lui prende il nome, in via Sabatucci 2. La storia di Beltrame verrà raccontata in un reading musicato a cura del Bhutan Clan. Prosegui la lettura ›

We Want The Asteroid! È on line la presentazione di Wu Ming 1

We Want The Asteroid

Clicca sull’immagine per vedere la presentazione on line e/o scaricarla. Il formato Portable Prezi permette di vederla off line senza installare alcun software; in alternativa, si può scaricare in pdf.

↑ È on line la presentazione realizzata da Wu Ming 1 per la conferenza «Proper and Improper Names. Identity in the Information Society», organizzata dall’istituto Aksioma e svoltasi al Kino Šiška di Lubiana, Slovenia, il 17 e 18 ottobre 2017.

Si tratta di una genealogia della Wu Ming Foundation e di una panoramica delle sue attuali articolazioni e attività, con particolare riferimento alla «guerra psichica» come retaggio del Luther Blissett Project in Wu Ming.

N.B. L’ultimissimo cartello fa riferimento a concetti e teorie discussi durante la conferenza e può risultare un po’ criptico; per approfondimenti consigliamo senz’altro il libro di Marco Deseriis Improper Names (University of Minnesota Press, 2015). Tutto il resto fila molto liscio.

Grazie a tutt*, sono stati due giorni fantastici. Jaz sem Jánez Jánša!

La guerra psichica e la Wu Ming Foundation. #Lubiana #Ljubljana

We Want The Asteroid

Vogliamo l’asteroide! Clicca per ingrandire.

Si svolgerà domani e dopodomani, al centro culturale Kino Šiška di Lubiana, Slovenia, il convegno «Proper and Improper Names. Identity in the Information Society». Lo organizza l’istituto Aksioma per l’arte contemporanea e il programma completo è qui.

Coordinato dal nostro vecchio compagno Marco Deseriis e ispirato al suo libro Improper Names. Collective Pseudonyms from the Luddites to Anonymous (Minnesota University Press, 2015), il convegno sarà anche un’occasione per riflettere su alcune forme di azione collettiva, organizzazione politica e soggettività multiple emerse nel decennio in corso, dalle grandi mobilitazioni del 2011 a quelle del 2017. Prosegui la lettura ›

#Bologna, 13/10, ritorna Resistenze in Cirenaica. Serata sulla #Libia con Amedeo Ricucci, Wu Ming, Michele Pompei, Bhutan Clan

Clicca per aprire l’evento FB.

Durante l’estate e nei primi giorni dell’autunno il «collettivo di collettivi» Resistenze in Cirenaica si è mosso soprattutto dentro la lotta contro il nuovo supermercato Lidl in via Libia.

RIC ha partecipato alla costituzione del comitato B.E.C.C.O. (Bologna Est contro il Cemento e per l’Ossigeno), che ha avuto il suo battesimo del fuoco la sera del 28 settembre, durante una tumultuosa seduta del consiglio di quartiere San Donato/San Vitale.

La seduta era aperta alla cittadinanza, grazie a una petizione con oltre duecento firme. Di fronte a una sala gremita di gente determinata e poco propensa ai giri di parole, gli amministratori e i tecnici presenti hanno fatto – si può dire senza remore – una figura da chiodi. Ma andranno avanti per la loro strada, perché il capitalismo e la cementificazione vivono di automatismi, e i loro algoritmi esautorano la politica, che spesso è ben contenta di farsi esautorare. Perciò, la lotta va avanti, e RIC ci sarà. Prosegui la lettura ›

Che cos’è Giap, che cos’è la Wu Ming Foundation

3 giugno 2017, escursione ai Quattro Denti, Chiomonte, Val di Susa. Un momento clou della prima festa nazionale di Alpinismo Molotov, primo evento di questo tipo organizzato da un collettivo della Wu Ming Foundation.

Era tempo di fare un punto della situazione. Da tempo il progetto Wu Ming era diventato ben più esteso e complesso dell’originario «collettivo di scrittori».

Nel 2016, commentatori che non seguivano il nostro lavoro da anni hanno scritto: «Sono rimasti in tre». In realtà non siamo mai stati così numerosi.

La realtà ha superato le vecchie descrizioni e oggi molti chiedono una “mappa”.
Chi è Nicoletta Bourbaki?
Che cosa vuol dire «Alpinismo Molotov»?
Cos’è Quinto Tipo?
Come si partecipa a Resistenze in Cirenaica?
Che differenza c’è tra Wu Ming e Wu Ming Contingent?

Insomma, era necessario aggiornare, rielaborare e migliorare la pagina di autopresentazione «Che cos’è la Wu Ming Foundation». Ora ci sembra molto più «narrata» e chiara.

È un lavoro che andrà fatto periodicamente. E serviranno traduzioni in altre lingue. Tempo al tempo.

Intanto, buona lettura.

Stiamo scrivendo un romanzo russo.

«Attraverso i mondi e i secoli.»

Per noi è giunto il momento del rompete le righe agostano. Prima di staccare, ci teniamo a dirvi che un nuovo romanzo è in cantiere. Porteremo con noi in ferie la prima dozzina di capitoli da rileggere.
Sarà qualcosa di diverso da quello che abbiamo scritto finora, e al tempo stesso simile.

Se qualcuno fosse curioso di sapere in anticipo di cosa si tratta, è presto detto.
Il romanzo è ambientato in Russia nel primo trentennio del XX secolo.
Sì, avete capito bene. E no, non è quello che si potrebbe pensare.

Abbiamo detto che non scriveremo più romanzi storici come quelli che vanno da Q a L’Armata dei sonnambuli. Quella fase è finita.
Certo, senz’altro sarebbe più semplice dire: «Contrordine compagni, ci eravamo dimenticati una rivoluzione, e siamo proprio nel centenario, sapete com’è…». Invece no. Perché in effetti il nuovo romanzo di Wu Ming manterrà quanto ci eravamo ripromessi. La sfida per noi è proprio questa.

Si potrebbe forse descriverlo come una pozione magica o una ricetta da Pellegrino Artusi: prendete due misure di Victor Serge; una di Walter Tevis; una di Ursula K. LeGuin; un pizzico di Boris Pasternak (senza esagerare, ché quello è un Nobel) e annaffiate il tutto con uno scritto filosofico di Lenin. Prosegui la lettura ›

A #Bologna, nuove Resistenze in Cirenaica. Assemblee e performances contro il progetto di supermercato in via Libia

Bologna, Cirenaica, giardino Lorenzo Giusti (intitolato a un ferroviere anarchico e combattente antifascista), 13 luglio 2017. Assemblea contro il progetto di nuovo supermercato in via Libia.

In un precedente post di Giap abbiamo segnalato la strana vicenda – fatta anche di sgomberi e incendi dolosi – che ha portato a un progetto di nuovo supermercato alla Cirenaica, storico rione di prima periferia di Bologna est. Questo accade proprio in una fase che vede la città subire una dura offensiva delle lobby del cemento e – fuori tempo massimo, dato che il modello risulta in crisi ovunque – della Grande Distribuzione Organizzata.

Il 25 giugno scorso, davanti al terreno minacciato si è svolto un primo presidio, con tanto di volantinaggio e striscione.

Da quel momento, nel quartiere è cresciuta la mobilitazione. Prosegui la lettura ›

#Tolkien: i mostri, gli eroi e i critici – Wu Ming 4 recensisce Dal Lago

Sul sito dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, si può leggere la recensione firmata da Wu Ming 4 di un saggio contro il fantasy recentemente pubblicato dalla casa editrice Il Mulino. Autore: Alessandro Dal Lago, noto sociologo che compare anche nella colonna destra di Giap.

Avvertenza per gli eventuali tolkieniani in ascolto: tenersi la pancia perché le spara davvero grosse :-D

Buona lettura e buon divertimento.