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«Il cuore e l’abisso», la biografia di Felice Benuzzi scritta da Rory Steele, con postfazione di Wu Ming 1


Grazie a MonteRosa Edizioni torna in libreria, in una nuova edizione riveduta, Il cuore e l’abisso. La vita di Felice Benuzzi.

Si tratta della biografia che Rory Steele – scrittore, saggista, ex-ambasciatore australiano in Italia – ha dedicato a Felice Benuzzi.

Benuzzi (1910–1988) fu alpinista, scrittore e diplomatico. È noto soprattutto per l’avventura raccontata nel long-seller internazionale No Picnic on Mount Kenya, nella versione italiana Fuga sul Kenya.

Il cuore e l’abisso ha avuto una prima edizione italiana nel 2017, per un’altra casa editrice, ma in quel frangente non ha avuto fortuna. Da qui l’idea di recuperarlo, rivederlo insieme all’autore e riproporlo.

Grazie alla disponibilità di nuove fonti, Rory Steele ha colmato diversi “buchi” nella ricostruzione della vita e della carriera di Benuzzi.

Per chi ha letto e apprezzato Point Lenana di Wu Ming 1 e Roberto Santachiara, Il cuore e l’abisso è un’opera di sicuro interesse, benché molto diversa sul piano formale e strutturale. È una biografia “classica”, old style, ma con l’oggetto narrativo non-identificato Point Lenana dialoga in più punti.

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Majakovskij a Mirafiori… e alla GKN. «Volodja», storia di fantasmi e lotte operaie

Volodja appare al pubblico del primo Festival di letteratura working class, in un magazzino dell'ex-GKN in assemblea permanente

di Wu Ming 1

Campi Bisenzio (Firenze), presidio degli operai GKN in lotta, sera del 31 marzo 2023, ore 22:20. Attacchiamo così: «Per gli operai la poesia…»

Sul palco del primo Festival di letteratura working class, davanti a più di cinquecento persone, il sottoscritto e Stefano D’Arcangelo eseguono per la prima volta dal vivo Volodja. E sarà la cornice suggestiva della fabbrica, sarà che nel capannone gli applausi rimbombano, sarà che il festival s’annuncia già un evento memorabile, ma fin da subito ci sembra che il melologo colpisca, emozioni, faccia pensare.

Volodja volevamo già pubblicarlo, nella versione “radiodramma” realizzata in studio, accompagnato da una breve descrizione. Giù dal palco, sentiti un po’ di commenti, decido che non basta, che ha senso dire qualche parola in più sull’esperimento e il contesto di cui è parte.

Volodja nasce nel 2011 come racconto scritto per il progetto «I muri di Mirafiori», nell’ambito del laboratorio urbano Situa.to. Prosegui la lettura ›

Gianni Minà, il Messico, Cuba, Sergio Leone, i Mohawk e noi. Reminiscenze internazionaliste

Gianni MinàLa prima volta che incontrammo Gianni Minà fu a Cuba nella primavera del 2000. Eravamo alla Fiera internazionale del libro dell’Avana. Quell’anno l’Italia era il paese ospite d’onore e diversi scrittori avevano accettato di partecipare. Tra questi, una piccola delegazione di scrittori e scrittrici bolognesi, capitanata da Stefano Tassinari.

Noialtri – forti dell’avere contatti in loco, in primis il padre di Wu Ming 4, che a Cuba viveva (e ci vive tuttora) – ci calammo nell’Avana più popolare, frequentammo più Cojímar che il Vedado o Miramar, in una specie di participant observation tra serate alcoliche e combattimenti clandestini di galli, capitando anche a una specie di Zecchino d’Oro Rosso con i Pionieri del Socialismo che cantavano per Abuelo Fidel. Ogni tanto ricomparivamo agli incontri pubblici, capitammo anche a un rinfresco all’ambasciata italiana. Prosegui la lettura ›

Networkers never die. L’archivio di Piermario Ciani approda al Mart

Piermario Ciani, Venezia, 1979

Piermario Ciani, Venezia, 1979

di Duccio Dogheria *

Giap si è occupato più volte della poliedrica figura di Piermario Ciani (1951-2006), formidabile sperimentatore e networker ante litteram. Ma anche ben prima della creazione del blog, Wu Ming 1 – che collaborò con il multiforme creatore di situazioni fin dagli esordi del Luther Blissett Project – ha dedicato preziose parole alla sua memoria, ad esempio il 9 agosto 2006, poco dopo la prematura scomparsa di Ciani, su L’Unità.

Riportiamo un passo di quest’ultimo intervento che, di passaggio, tocca una questione cruciale: l’importanza delle carte d’archivio e la loro capacità di restituire mondi, persone, relazioni, progetti, passioni, pratiche di vita.

«Avrei trascorso la nottata senza chiudere occhio, rovistando nell’aleatorio archivio, scoprendo chissà cosa. Creature magnifiche o mostruose, selvatiche o übertecnologiche, rimangono là, acquattate tra le scartoffie, i floppy vetusti, i cd-rom, le diapo, i negativi, pronte a saltar fuori non appena qualcuno ci affonderà le mani. Lo stesso Pier è in mezzo a quelle creature, primus inter pares, demiurgo democratico e affettuoso. Dal fondo di trent’anni di lavoro creativo e guerriglia culturale, attende senza fretta la “rivalutazione” e la qualifica di artista “di culto”.»

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La generazione perduta. Un film di Marco Turco, scritto con Wu Ming 2.

Chi ha già letto Ufo 78 sa che nelle sue pagine s’incrociano diverse trame, come del resto accade in tanti nostri romanzi, dove i rivoli narrativi confluiscono pian piano in una sola corrente. Una delle ambientazioni che abbiamo scelto per quest’ultimo lavoro è Thanur, una comune messa in crisi dall’esplosione del consumo di eroina nelle città italiane.

Molta della documentazione che abbiamo consultato per ricostruire il fenomeno si deve a un impegno parallelo di Wu Ming 2, che nel marzo di due anni fa ha iniziato a scrivere – insieme al regista Marco Turco – la sceneggiatura di un film su quello stesso tema, prodotto da MIR Cinematografica. Prosegui la lettura ›

«Aristodemo Cocconi». Terzo racconto in musica estratto da Veglione rosso

Questo terzo melologo da Veglione Rosso lo dedichiamo a Dax, Davide Cesare, anche lui, come Aristodemo Cocconi, ucciso da «sicari fascisti». Assassini che oggi, come vent’anni fa, come all’inizio del Ventennio, sembrano comportarsi sempre allo stesso modo, seguendo schemi che si direbbero atavici e che invece sono il prodotto di un’idea mortifera della «vita umana sul pianeta Terra».

Dax verrà ricordato oggi, a Milano, da un grande corteo antifascista e anticapitalista, in partenza alle 14.30 da Piazzale Loreto. La sera, concerto a sostegno della Campagna 130.000, nel nuovo spazio liberato di via Oropa, 4 Prosegui la lettura ›

Ufo 78 | La tranche primaverile del Flap 23 + Speciale n.12, con uno scritto di Giuliano Spagnul (fondatore della rivista «Un’ambigua utopia»)


La tranche invernale del Flap 23 si conclude questo weekend con due presentazioni nelle Marche e due in Sicilia. È dunque tempo di pubblicare il calendario primaverile.

Dopo le sessantanove presentazioni da ottobre a oggi, eccone altre ventuno.

Gli ultimi mesi sono stati parecchio impegnativi. Da qui in avanti il ritmo sarà più compatibile con l’umano, benché sempre sostenuto. Al tempo stesso, il tour si fa più complesso, perché si moltiplicano le tipologie di evento e parte una specie di sotto-tour, quello del reading/concerto Radio Ufo 78.

Il Flap 23 avrà ancora una tranche, quella estiva, ma con una pausa ad agosto per tirare il fiato. Infine, una “coda” autunnale, e il giringiro si concluderà a un anno dall’uscita in libreria.

Oltre al calendario primaverile, in questo speciale, il n.12, presentiamo un nuovo progetto melologico che va ad affiancarsi a quelli già avviati, riproponiamo l’ottima recensione testè uscita su L’Indice dei libri del mese e pubblichiamo un intervento inedito di Giuliano Spagnul. Buone letture.

Calendario marzo–giugno 2023

Venerdì 24 marzo
BRENTONICO (TN)
Ufo 78 – Concerto non-identificato
Wu Ming 1
– voce e vociferazioni
Luca Casarotti – piano elettrico, tastiere, ingegneria sonora
h. 20:30, Teatro Monte Baldo
Ingresso € 2
Una produzione Mελóλογος. Prima esecuzione dal vivo.
Qui la presentazione (pdf). Prosegui la lettura ›