About Wu Ming 4

Website:
Wu Ming 4 has written 75 articles so far, you can find them below.

The Darkest Hour. Supplemento di riflessione su dove ci troviamo, alla luce del film di Joe Wright

Gary Oldman interpreta Winston Churchill nel film The Darkest Hour.

Il film agiografico di Joe Wright su Churchill sembra lo specchio ribaltato del Dunkirk di Christopher Nolan. Sia perché racconta più o meno lo stesso arco temporale, ma dall’altra sponda della Manica, sia perché lo racconta dalle stanze del potere, anziché dal basso dei ranghi militari.

Al di là della bravura del regista e soprattutto di quella di un superlativo Oldman, il film risulta pesantemente apologetico, raccontando il personaggio più per le sue idiosincrasie e difetti di carattere che per il proprio essere un cinico avventuriero politico e un esponente di spicco dell’imperialismo britannico. Nondimeno cade a proposito per rafforzare la riflessione nata dal film di Nolan, all’indomani della tentata strage di Macerata. Prosegui la lettura ›

A proposito di #Tolkien: una vecchia storia e una bella novità


Sulla sua pagina Facebook, il consigliere di destra Andrea Bacciga detto “Barzi” in Comune a Verona, riporta le conclusioni del suo intervento contro lo ius soli:

«In Consiglio Comunale con 20 voti favorevoli è stata approvata la mozione contro lo ius soli.
VERONA È CONTRO LO IUS SOLI!
Ecco la parte finale del mio discorso: “La cittadinanza non può essere questione di “residenza”, ma è ancorata alla storia, alla cultura, e allo spirito stesso di un popolo,quindi dalla commistione del suolo con il sangue.
In una parola:Identità.
Vogliono toglierci la nostra Identità, le nostre Radici.
Come diceva Tolkien:le Radici profonde non gelano.”»

Prosegui la lettura ›

Conversando con Anthony Cartwright. Le città di ferro e la letteratura operaia

Anthony Cartwright

Qualche mese fa su Giap ci siamo occupati della nuova letteratura working class, pubblicando un pezzo molto interessante di Alberto Prunetti. In quell’articolo si parlava, tra i molti autori, anche di Anthony Cartwright, romanziere inglese pubblicato in Italia dall’editore 66thand2nd.

Originario di Dudley, nelle Midlands Occidentali – capoluogo di quello che un tempo era noto come «Black Country», per via dell’impatto che l’industrializzazione ebbe sul paesaggio di quella regione-, Cartwright è uno dei più interessanti autori britannici della sua generazione. Le sue storie raccontano e indagano la condizione esistenziale della working class post-fordista e interetnica, figlia della sconfitta del vecchio laburismo, dopo il tramonto dell’epica operaia novecentesca. Le rovine industriali, il terreno intriso di ferro, i fumi di antichi e nuovi incendi, gli stadi e i campi da calcio delle categorie minori, compongono un paesaggio che sfugge alla dicotomia metropoli/countryside nella quale spesso l’immagine del Regno Unito resta impigliata. Prosegui la lettura ›

#Tolkien e la letteratura della Quarta Era. Un nuovo convegno a #Trento

Il 14 e il 15 dicembre, per la seconda volta l’Università di Trento ospiterà un convegno internazionale sull’opera di J.R.R.Tolkien. L’obiettivo è infatti quello di rendere l’appuntamento biennale e fare della Facoltà di Lettere dell’Università di Trento uno dei luoghi in Italia dove “il Professore” possa sentirsi a casa. Il convegno del maggio 2015, dedicato alle opere minori di Tolkien, aveva già visto pubblicati gli atti, a cura di Stefano Giorgianni, in un volume che per originalità del taglio e del tema rimane unico.

Questo secondo appuntamento sarà incentrato sul posto di Tolkien nella letteratura del suo tempo, e si prefigura già come un’altra tappa importante del cammino per il recupero di un autore quanto mai snobbato e bistrattato in Italia. Il titolo del convegno è infatti Tolkien e la letteratura della Quarta Era. Nel corso delle due giornate di studio l’autore inglese verrà messo a confronto con il modernismo, con le avanguardie letterarie, con autori di fantastico e di fantascienza, per dimostrare quanto la sua opera sia in pieno dialogo con la letteratura del Novecento, rappresentandone al tempo stesso un momento originale. Prosegui la lettura ›

Ancora L’Indice su «Il Piccolo Regno». Un’intervista a Wu Ming 4

A distanza di qualche mese dalla bella recensione de Il Piccolo Regno pubblicata su L’Indice dei Libri  del mese, Paola Carmagnani torna sul romanzo firmando una lunga intervista a Wu Ming 4. Carmagnani è docente di letterature comparate all’Università di Torino. Ecco l’incipit e il link al sito della rivista per proseguire la lettura.

Ispirazioni e fonti letterarie ottocentesche di un romanzo contemporaneo
Intervista a Wu Ming 4 di Paola Carmagnani

Federico Guglielmi è un membro del collettivo Wu Ming. È autore solista (con lo pseudonimo di Wu Ming 4) di saggi come L’eroe imperfetto (Bompiani, 2010) e Difendere la Terra di Mezzo (Odoya, 2013), e dei romanzi Stella del mattino (Einaudi, 2008) e Il Piccolo Regno (Bompiani, 2016).

Il suo ultimo romanzo, Il Piccolo Regno, racconta l’ultima estate dell’infanzia di un gruppo di ragazzini. Fra i vari testi che hanno ispirato la sua storia c’è evidentemente Stephen King, The Body, la novella resa celebre dal suo adattamento cinematografico, Stand by me. Nel romanzo ci sono però numerosi altri riferimenti, meno noti al grande pubblico: autori inglesi come Edith Nesbit, Kenneth Grahame e molti altri, che intorno alla fine dell’Ottocento hanno costruito un’immagine nuova dell’infanzia. Sono state sue letture infantili? Prosegui la lettura ›

#Tolkien: i mostri, gli eroi e i critici – Wu Ming 4 recensisce Dal Lago

Sul sito dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, si può leggere la recensione firmata da Wu Ming 4 di un saggio contro il fantasy recentemente pubblicato dalla casa editrice Il Mulino. Autore: Alessandro Dal Lago, noto sociologo che compare anche nella colonna destra di Giap.

Avvertenza per gli eventuali tolkieniani in ascolto: tenersi la pancia perché le spara davvero grosse :-D

Buona lettura e buon divertimento.

Lo stadio, i prati e lo zio d’America. Cosa sta succedendo a #Bologna ovest?

I grandi club di calcio milanesi sono stati acquistati dai tycoon estremorientali, buoni ultimi, dopo che gli sceicchi arabi e i plutocrati russi e americani si erano già accaparrati i grandi club inglesi e francesi. Qualche anno fa il piccolo ma blasonato Bologna è stato acquistato da un imprenditore canadese di origini siciliane, Joey Saputo, il re della mozzarella, erede di una delle più grandi industrie casearie del Nord America. Forse non può competere con i petrolieri, ma è comunque al 289° posto nella classifica delle persone più ricche del mondo, con un patrimonio di oltre cinque miliardi di dollari. Ed è anche presidente della squadra di calcio della sua città natale, Montréal, nonché, appunto, da tre anni, del Bologna FC 1909. Prosegui la lettura ›