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«Morte di un giallista bolzanino» su RaiPlaySound e altre audioproduzioni

Morte di un giallista bolzanino

Nell’agosto 2022, annunciando l’uscita di Morte di un giallista bolzanino, scrivevamo:

«La storia raccontata è quella dello scrittore Marco Felder, ed è al tempo stesso un dietro-le-quinte e un ponte gettato tra i romanzi della coppia Andreetto & Pispisa Tutta quella brava gente e La parola amore uccide, entrambi editi da Rizzoli, oltre a contenere riferimenti che saranno compresi appieno leggendo il nostro UFO 78, che uscirà a ottobre per i tipi di Einaudi […] Tra le voci che sentirete in Morte di un giallista bolzanino c’è anche quella di Wu Ming 1.»

All’epoca Morte di un giallista bolzanino era disponibile solo sul sito della Rai Alto Adige. Da oggi è anche su RaiPlaySound. Prosegui la lettura ›

2020–2023: dagli avvistamenti durante i lockdown alla «guerra degli UFO» (Ufo 78, speciale n.11)

Cold War meets Ufo 78

Quando abbiamo cominciato a scrivere Ufo 78, di Ufo si parlava molto poco, perlomeno nel mainstream. Fuori da certe nicchie, l’argomento era démodé da molti anni.

Ogni tanto qualcuno ci chiedeva: – Di cosa parlerà il prossimo romanzo?
E noi: – Dell’ossessione per gli UFO che si impadronì dell’Italia nel ’78.
A quel punto l’interloquente, con espressione perplessa, diceva: – Che strano… Ma come mai gli Ufo?!
E noi a cercare di spiegarlo, senza dare troppe anticipazioni.
Regolarmente, un grande «Mah!» si stampava in fronte a chi ascoltava.

Poi la storia ha voluto che, durante la stesura del libro, gli avvistamenti di UFO tornassero con prepotenza nell’immaginario collettivo.

È accaduto in tutto l’Occidente, a partire dai grandi confinamenti pandemici del 2020. Le testimonianze si sono moltiplicate rapidamente, ci sono stati numerosi flap e si può dire che da allora siamo in piena ondata. Prosegui la lettura ›

Se vi va bene, bene, se no… seghe. In arrivo l’autobiografia di Valerio Minnella. Non solo Radio Alice!

Valerio Minnella intervistato su Momento Sera nel 1971

Momento Sera, 1971.

È tempo di annunciare che a primavera, nella collana Quinto Tipo diretta da Wu Ming 1 per Alegre, uscirà Se vi va bene se no seghe. Dall’antimilitarismo a Radio Alice e ancora più in là: una vita fuori dai ranghi.

Si tratta dell’autobiografia di Valerio Minnella, basata su tre anni di conversazioni-fiume con WM1 e Filo Sottile. Conversazioni registrate, trascritte, discusse, integrate con lavoro d’archivio, infine rielaborate a sei mani in una lunga jam-session, durante la quale gli assoli di Valerio non smettevano di stupire.

Il lavoro, cominciato subito dopo la cosiddetta «prima ondata» pandemica, prosegue anche in questi giorni, perché il libro non è ancora chiuso.

Giusto per dare una minima idea di chi e cosa stiamo parlando: quella di Valerio Minnella è la voce di Radio Alice durante la celebre irruzione della polizia, la sera del 12 marzo 1977; ergo, una delle voci più famose dell’Italia degli anni Settanta. Ma Valerio è molto più di questo. Prosegui la lettura ›

Il linguaggio belligerante e il diritto di dissentire. Un estratto dal nuovo libro di Matteo Pucciarelli «Guerra alla guerra»

Il nuovo libro di Matteo Pucciarelli (Livorno, 1984). «Un libro reportage per raccontare le storie e i protagonisti di un pensiero critico, alto e silenziato di cui ci sarebbe bisogno oggi più che mai.»

[Esce in questi giorni per i tipi di Laterza il nuovo libro di Matteo Pucciarelli, Guerra alle guerra. Guida alle idee del pacifismo italiano.

Il capitolo 8, di cui riportiamo ampi estratti e che s’intitola «Guerra nelle parole. Il linguaggio belligerante e il diritto di dissentire», è in larga parte imperniato su un’intervista a WM1 realizzata nel settembre 2022 e sul lavoro critico fatto da Wu Ming nel pieno dell’emergenza pandemica, durante un coprifuoco dell’anima durato un biennio. Pucciarelli getta uno sguardo retrospettivo su quel lavoro, lo riconsidera e ne prolunga diverse linee.

Non capita ogni giorno – anzi, non ci era ancora capitato – di veder riconoscere legittimità e valore a quelle nostre riflessioni e prese di posizione in un testo pubblicato da una delle principali case editrici del Paese.

Il fatto che a riconoscerlo sia un giornalista che lavora a Repubblica, il quotidiano che più si mostrò forsennato nella caccia all’untore – ossia, nelle varie fasi: al «furbetto», al «negazionista», al «nomask», al «novax», al «nogreenpass» ecc. – e che oggi ha il primato della retorica guerrafondaia rende l’evento ancor più importante.

Grazie dunque a Matteo, e buona lettura. WM]

di Matteo Pucciarelli

«Narrazioni tossiche»*: è questa la definizione che il collettivo di scrittori Wu Ming ha dato a tutta una serie di distorsioni e mistificazioni di parole, in questa guerra che solo dopo si combatte con i fucili o con i droni telecomandati, con la violenza e la prevaricazione, ma prima è fatta di un sapiente e costante lavoro di decostruzione culturale. Il 1° marzo 2022 sul loro sito, Giap, pubblicarono un lungo articolo. Titolo: Una dichiarazione – politica e di poetica – sul virus del militarismo nel corpo sociale. Scrivevano:

«Oggi militarismo e bellicismo sono totalmente sdoganati, non li mette in questione quasi nessuno. Abbiamo visto due marò accusati di omicidio trasformati in eroi della patria. Abbiamo visto l’esercito schierato nelle strade con compiti di ordine pubblico. Lo abbiamo visto fare propaganda nelle scuole elementari. Soprattutto negli ultimi due anni abbiamo subito la militarizzazione spinta della gestione pandemica, con il ricorso a una retorica bellicista, il tricolore ovunque e un generale in mimetica a rappresentare la campagna vaccinale. L’emergenza pandemica come ‘guerra al virus’»

Il parallelismo tra le guerre vere e quella sanitaria poteva pure sembrare ardito, ma era un fatto: [la pandemia] l’avevamo noi stessi letta, raccontata e vissuta come un’esperienza di tipo militare. Prosegui la lettura ›

Ufo 78, speciale n.10 | Galassie, piccole Stonehenge, sugli UFO Gaber aveva torto, finalmente disponibile Hallomoro!

Su Doppiozero, in una delle migliori recensioni di Ufo 78 uscite sinora, lo storico Pasquale Palmieri scrive:

«[Ufo 78] mira a costruire un universo narrativo capace di espandersi, grazie al contributo di una metamorfica tribù di lettori-fruitori, desiderosi di andare oltre il ruolo di semplici destinatari, e di partecipare con racconti, segnalazioni, commenti, obiezioni. Nel giro di pochi mesi […] la narrazione su carta è stata arricchita da contributi video, frammenti di diari, playlist per costruire colonne sonore, brani musicali inediti. Si sono tenute camminate, sopralluoghi, escursioni e incontri di “convergenza culturale”, compreso quello con gli attivisti dell’ex-GKN occupata di Campi Bisenzio. Sono emerse nuove memorie di testimoni diretti, che dialogano in maniera serrata con l’intreccio del romanzo. È nato persino un radiodramma, un atto unico di 19 minuti, incentrato sulla figura dell’antropologa Milena Cravero.»

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La storia in (nero) fumo. Su una pessima campagna di comunicazione dell’Istituto Parri di Bologna

Il manifesto che l’Istituto Parri di Bologna dedica agli anni dal 1973 al 1983.

di Wu Ming

L’Istituto storico Parri – Bologna Metropolitana, dal giugno 2020 presieduto dall’ex-sindaco di Bologna Virginio Merola*, compie sessant’anni. La settimana scorsa si è tenuto l’evento inaugurale delle celebrazioni, ospiti Lodo Guenzi e Bebo Guidetti de Lo Stato Sociale.

Nei giorni successivi sui muri di Bologna è apparsa una serie di manifesti dedicati alle sei decadi vissute dall’Istituto.

A ogni decennio corrisponde un’immagine corredata di titolo e slogan. Un paio di esempi: «1983-1993. Muri & Pupe. Reganismi [sic, col refuso], comunismi, edonismi»; «2003 – 2013. Social/ismi. Viva Marx, Viva Lenin, Viva Zuckerberg!». Prosegui la lettura ›

Ufo 78, speciale n.9 | Il punto sul Flap 23, ascolti (e guide all’ascolto), interviste, recensioni

12 gennaio 2022, Dopolavoro Culturale del Monopolio – Laboratorio di Cultura Popolare di Ariano irpino (AV). Marco Messina e Fabrizio Elvetico, due terzi dell’ensemble Elem, durante il reading/concerto da Ufo 78. Questo nuovo speciale di Giap include l’audio di quella serata, con le voci di WM2 e WM4.

Il Flap 2023 sta mantenendo le promesse di quello autunnale. Ovunque andiamo troviamo grande calore, ottima affluenza di pubblico, domande, curiosità, e banchetti dei libri regolarmente svuotati.

Avviene su tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, senza distinzioni. Si sa, per altro, che certe realtà periferiche, specialmente a meridione, sono complicate. Non è scontato organizzare eventi o avere un certo tipo di riscontro in un territorio che assorbe una minima percentuale del venduto librario italiano. Noi abbiamo scelto di non fare differenze di sorta tra regione e regione, né tra città e provincia, e questa scelta ci sta ripagando.

Le nostre energie sono limitate, ovviamente, quindi non riusciamo ad andare ovunque ci chiamino, ma stiamo cercando di incastrare quante più presentazioni possiamo, anche dividendoci e sfruttando il fatto di essere in tre. L’andamento in libreria di Ufo 78 rispecchia tutto questo: dall’uscita (11 ottobre) a oggi sono state vendute circa trentamila copie.

Ci riempie di soddisfazione anche leggere sulla stampa lunigianese e nelle recensioni di lettori e lettrici autoctoni che la Lunigiana di Ufo 78, benché trasfigurata e in gran parte immaginaria, nondimeno… è Lunigiana. Ha tenuto a dircelo persino l’illustre collega Maurizio Maggiani, che vive a La Spezia e in Lunigiana ha ambientato storie memorabili, come quelle che innervano il suo capolavoro Il coraggio del pettirosso. E come non avere un sussulto nel leggere, su La voce apuana, un titolo come «Corrieri cosmici, statue stele e nonne che fanno i “tordei”: Lunigiana protagonista nel romanzo di Wu Ming»? Prosegui la lettura ›