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Wu Ming has written 965 articles so far, you can find them below.

Lo specchio nero. A caccia di neofascisti sugli schermi d’Italia.

[WM2: Poco prima dell’estate, la casa editrice Dots ha pubblicato Lo specchio nero, un saggio del collettivo Dikotomiko* dedicato alla presenza/assenza dei neofascisti sugli schermi italiani e planetari. L’analisi dei due autori ha svariati punti in comune con articoli e riflessioni che abbiamo pubblicato su Giap, a proposito delle amnesie del cinema nostrano, della riluttanza a pronunciare «la parola con la F», dei format giornalistici e televisivi utilizzati per raccontare (e ignorare) la violenza fascista. Letto e apprezzato il libro, abbiamo contattato Massimiliano Martiradonna e Mirco Moretti per sviscerare con loro le questioni che più ci stavano a cuore. Ecco la chiacchierata telematica che ne è venuta fuori.]

Il vostro libro è un viaggio molto approfondito nella rappresentazione in video di neofascisti e neonazisti. Prima di discutere i risultati  della vostra ricerca, vorrei porre una domanda di metodo. Anzi due, che però riguardano la stessa questione, quella di come avete circoscritto il terreno da esplorare. E quindi: che periodo avete considerato? E perché, invece di limitarvi al cinema, avete deciso di spaziare dai videoclip musicali ai documentari, dalle serie TV ai lungometraggi?

Nell’accelerazione compulsiva impressa dalle nuove tecnologie, il cinema ha dovuto adeguarsi a nuove forme di fruizione. Altro che falso movimento, tutto il cinema di oggi è una corsa verso nuovi linguaggi, nuovi formati. Non ha più senso parlare, solo, di film in quanto lungometraggi: se si parla di rappresentazione, occorre parlare, anche, di documentari, videoclip musicali, video disponibili per lo streaming su piattaforme planetarie. Un insieme non omogeneo di schegge impazzite. Una cluster bomb.
Per ovvie ragioni di analisi e di sintesi, abbiamo dovuto circoscrivere il nostro periodo di interesse, individuando una fondamentale discontinuità storica, il nostro “da quel momento nulla è stato più come prima”. Parliamo dell’anno 2001, che ha deviato in modo traumatico e definitivo una traiettoria di futuro possibile – e plausibile. Prosegui la lettura ›

La Trilogia Working Class: scrivere per non farsi togliere la pelle

[Nel pubblicare quest’importante saggio-confessione di Alberto Prunetti, ricordiamo che proprio lui affiancherà Wu Ming 1 oggi a Firenze; alle h.18:00 presenteranno La macchina del vento alla libreria Marabuk, via Maragliano 29/e. Riproporremo il binomio a Piombino il 25 ottobre, potete trovare i dettagli nel nostro calendario. E ora, buona lettura. WM]

di Alberto Prunetti *

INDICE
Introduzione: Things Are Different Now
1. A che serve la narrativa working class?
2. Ma insomma, cos’è questa letteratura working class? La risposta di WCL
3. Intrecciare la narrativa working class con le categorie di femminismo, genere ed etnicità
4. Raccontare il reale oltre il realismo
5. Come non raccontare la classe operaia (per non diventare un «traditore di classe»)
6. La narrativa working class racconta il conflitto dal basso
7. E allora i vecchi operai che votano a destra?
8. Non dimentichiamo la working class bianca
9. Parti da te
10. Cosa sto cercando di fare con la Trilogia Working Class
11. Cosa voglio fare con la collana «Working Class» di Alegre
12. «Se sei uno scrittore non sei working class»
Postilla: E dopo la Trilogia Working Class?

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#Pozzi. Il diavolo a Bitonto. Con il secondo U.N.O. di Selene Pascarella torna la collana #QuintoTipo diretta da Wu Ming 1

Clicca per aprire la copertina completa di Pozzi, con quarta e bandelle (pdf).

Recuperare un «fattaccio» di cronaca nera, un cold case davvero molto cold, blocco di ghiaccio nascosto sottoterra, che a toccarlo raggela le dita.
Ritessere una storia sfilacciata dal tempo, una saga perduta di bambini uccisi chissà come e colpevoli a buon mercato, ambientata all’estremo margine di un lembo di provincia italiana, nel decennio più maudit del secolo scorso: gli anni Settanta.
Raccontare una storia che giunge a noi trasfigurata in un film, un classico del thriller all’italiana, Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci. Partire da lì e andare a ritroso. Prosegui la lettura ›

Luca Abbà, o della semilibertà. La criminalizzazione dei #notav e le nuove lotte ambientali

[In questo «Friday for Future», vogliamo ricordare che in Italia c’è una lotta ambientale, quella No Tav, che ha pagato – e sta pagando – la propria coerenza e radicalità con quasi duemila indagati, valanghe di arresti e misure restrittive (ad esempio i fogli di via) e centinaia di anni di carcere irrogati in decine e decine di processi.
Processi, va sempre fatto notare, istruiti e giunti a sentenza in pochi mesi, mentre i procedimenti aperti per le violenze delle forze dell’ordine si perdevano in un porto delle nebbie, come si vede nel documentario Archiviato narrato da Elio Germano.
L’ultimissimo, paradigmatico sviluppo in ordine di tempo: l’attivista Luca Abbà, raggiunto da una condanna per un episodio di poco conto risalente a dieci anni prima, è stato preso dai carabinieri e portato al carcere torinese delle Vallette. La richiesta di affidamento ai servizi sociali è stata respinta con motivazioni scritte che “scansionano” e giudicano il suo stile di vita, le sue idee politiche, le sue frequentazioni.
Xenia Chiaramonte si occupa di diritto e criminologia e studia da anni l’impatto tra movimenti sociali e macchina giudiziaria. Al caso No Tav ha appena dedicato un libro importante, Governare il conflitto (Meltemi, 2019). La sua tesi, corroborata da un’enorme mole di materiale documentario, è che con la repressione della lotta in Valsusa si sia imposto un nuovo modello di criminalizzazione tramite il diritto penale. Un modello che lei chiama «neopositivistico», perché risuona con teorie d’antan come quelle, famigerate ma mai davvero cadute in disuso, di Cesare Lombroso.
Con questo meccanismo potrebbero presto dover fare i conti i nuovi movimenti che agiscono dentro la crisi climatica. Anche per questo è importante capire come funziona. Abbiamo dunque chiesto a Xenia di commentare per Giap quel che sta accadendo a Luca. Buona lettura. WM]
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5 ottobre 2019: trekking partigiano sull’Appennino tra #Bologna e #Firenze

Clicca per ingrandire.

Resistenze in Cirenaica torna dopo la pausa estiva con un trekking organizzato in collaborazione con Grüne Linie.

Vi diamo appuntamento il 5 ottobre 2019 alle 9.30 nei pressi del Passo della Sambuca, per una giornata di trekking sulle orme della 36^ Brigata Bianconcini Garibaldi.

Insieme a Giancarlo Barzagli, autore con Wu Ming 2 di Grüne Linie, opera che attraverso la  fotografia e la narrazione riscopre i luoghi della Resistenza tosco-imolese a ridosso della Linea Gotica, ci siamo ripromessi di riportare simbolicamente i partigiani su quelle montagne, allestendo una mostra fotografica nei ruderi che li ospitarono nell’estate del ’44. Prosegui la lettura ›

Ecco a chi giova il Jova Beach Party. Nuovo greenwashing e «Grandi Eventi» nell’era della crisi climatica

Jova Beach Party a Pian de Corones.

Questo è il mondo dell’ombelico.

di Alpinismo Molotov*

INDICE
Introduzione. Il sacchetto dell’umido
1. La funzione Jovanotti
2. Il tour si è fatto perché «c’è il WWF»
3. Il nuovo greenwashing: da narrazione diversiva a condicio sine qua non dell’estrazione di valore
4. Il Grande Evento come Grande Opera “green”
5. Non c’è «scienza ambientale» che tenga senza il conflitto
Postilla. E non hai ancora visto niente

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Calendario di Wu Ming, autunno 2019. Presentazioni, reading, conferenze, performances

20-21 settembre
BERLINO
Wu Ming 1 al Disruption Network Lab.
«Ghosts In The Woods and Uncanny Entities:
On How to Cover the Italian No Tav Movement»
h.16:40, Studio 1 · Kunstquartier Bethanien · Mariannenplatz 2.
Abstract dell’intervento qui.

21 settembre
VILLASANTA (MB)
Wu Ming 4 presenta Cantalamappa e il ritorno dei Cantalamappa
h.18:30, Villa Camperio, via Confalonieri 55
Nell’ambito del Festival delle geografie.

24 settembre
BOLOGNA
Come un incendio d’estate secca e ventosa
La mostra sul ventennale di Q in tour nei quartieri
Visita “virtuale” insieme ai curatori Michele Righini e Marcello Fini
h. 17:30, Biblioteca Lame Cesare Malservisi, via Marco Polo 21/13.

26 settembre
FIRENZE
Wu Ming 1 presenta La macchina del vento
con Alberto Prunetti.
h 18:00, Libreria Marabuk,via Maragliano 29/E.
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