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«Gli automotivati», di Paolo La Valle. Quinto Tipo chiude col botto, anzi, col brum, brum!

Gli automotivati

Gli automotivati, in libreria dal 31 maggio. Apri la copertina completa, con quarta e bandelle (pdf).

Rombo di motore, bruuum, bruuum. Uno spot della Regione Emilia Romagna dice che è «la colonna sonora del Belpaese», «versione postmoderna dell’inno di Mameli».

L’Italia è prima in Europa per densità di automobili, 663 ogni mille abitanti. Mantiene il primato da decenni, nonostante crisi economiche, politiche, sanitarie.

Non basta citare la Fiat e il suo ruolo nella storia nazionale. C’è qualcosa di più profondo, che sprona a comprare auto e le rende imprescindibili, ben oltre la mera necessità di spostarsi. Ciò è tanto più vero in Emilia Romagna, dove la passione per i motori si abbina a una produzione legata al lusso e allo sport.

A raccontarsi ne Gli automotivati è un professore di un istituto tecnico-professionale che, trasferitosi a Bologna, ci mette qualche anno a capire dov’è finito: nel tempio a cielo aperto del culto del brum brum. La Ferrari, la Lamborghini, la Maserati, il rutilante Motor Show, l’autodromo di Imola, la «Motor Valley» lungo la via Emilia con le sue centinaia di fabbriche che lavorano per l’automotive

La chiamano anche Tumor Valley: è l’area più inquinata d’Europa. Prosegui la lettura ›

Romagna tropicale. A un anno esatto dalle alluvioni del maggio 2023, un documentario di Pascal Bernhardt

Romagna tropicale

Romagna tropicale. Clicca sulla locandina per vedere il trailer.

A partire da dopodomani, 17 maggio 2024, primo anniversario delle alluvioni che colpirono la Romagna e l’Emilia sudorientale, sulla piattaforma indipendente OpenDDB sarà disponibile Romagna tropicale, un documentario realizzato dall’antropologo e regista francese Pascal Bernhardt. Prosegui la lettura ›

Uscite in Francia, Messico, Catalunya e ancora Francia: L’invisibile ovunque e Ufo 78, anzi: Ovni 78, com’è giusto!

L'invisible partout e Ovni 78

L’invisibile ovunque, edizione francese, e Ufo 78, edizioni catalana e francese.

Oggi esce per i tipi di Métailié L’invisible partout, edizione francese del nostro L’invisibile ovunque (2015), tradotto da Serge Quadruppani.

Per il nostro romanzo in quattro racconti, che dedicammo al centenario della Grande guerra, si tratta della terza traduzione. Nel 2017 era uscito in catalano per le edizioni Godall, col titolo L’invisible arreu, tradotto da Oriol Fuster Cabrera. Pochi mesi fa, per i tipi di FCE è uscita l’edizione messicana – distribuita in buona parte dell’America ispanofona – Lo invisible en todas partes, nella traduzione di Federico Mastrogiovanni. Che, insieme al giornalista Andrés Ruiz, parla del libro in questa puntata del podcast «La autentica banda librera». Negli ultimi due anni FCE ha pubblicato altri due libri della nostra officina, Stella del mattino e Altai.

Ancora in Francia, il 17 maggio arriverà in libreria, pubblicato da Libertalia, Ovni 78, edizione transalpina del nostro Ufo 78, anche questo tradotto da Serge Quadruppani.

Nel frattempo è uscita, pubblicata da Manifest e intitolata sempre Ovni 78, l’edizione catalana. Traduzione di Pau Vidal. Prosegui la lettura ›

Sull’«antifascismo» che intitola luoghi pubblici al collaborazionismo: il caso recentissimo di Carpi

Roberto Menia. Il 3 maggio 2024 era a Carpi, a intitolare a Norma Cossetto un giardino pubblico, accanto al sindaco «iscritto all’Anpi da quando aveva sedici anni». Clicca per leggere l’articolo di Nicoletta Bourbaki.

Accade da anni.

Accade anche in città e paesi le cui amministrazioni si dicono antifasciste.

Amministrazioni i cui sindaci e assessori, qualche settimana fa, si sono fatti riprendere mentre leggevano il famoso testo del nostro collega Scurati, al quale hanno aggiunto le loro parole di preoccupazione: le sorti della democrazia, il rischio di un ritorno del fascismo… In quella chiave hanno festeggiato il 25 Aprile, e affrontano la campagna elettorale.

Accade che quelle stesse amministrazioni intitolino luoghi pubblici a Norma Cossetto, che giustamente il gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki definisce «simbolo del collaborazionismo con l’occupante nazista».

Quanto appena citato è innegabile. Nel gennaio 1945, nella Trieste annessa de facto al Terzo Reich, le fu anche intitolata una brigata nera.

Se la vicenda che riguarda Cossetto è oggi percepita come bipartisan, espressione di una memoria «da condividere», è perché c’è stato un lungo lavorio. Prosegui la lettura ›

Calendario della Wu Ming Foundation, maggio – giugno 2024

Ci sono ancora appuntamenti negli ultimi giorni di aprile, ma è tempo di pubblicare il nuovo calendario.
Come si vede, le nostre trasferte restano rade, per via degli impegni di scrittura. Con poche eccezioni, i nostri impegni pubblici si concentrano a Bologna e dintorni.
Wu Ming 4, l’unico di noi a essere già uscito col nuovo libro – La vera storia della banda Hood – sta girando per presentarlo.
Wu Ming 1 sta scrivendo Gli uomini pesce. Le iniziative che lo vedono coinvolto tra Ferrara e il Delta sono legate ai temi del romanzo, che sarà terminato a giugno e uscirà a ottobre.
Wu Ming 2 sta scrivendo Mensaleri e non lo finirà prima del 2025. Nel frattempo progetti di scrittura collettiva sono giunti a termine e un altro di circo e letteratura comincia a delinearsi.
Come già la volta scorsa, il calendario include eventi del collettivo Nicoletta Bourbaki ed è in divenire. Questo post sarà costantemente aggiornato.
Buoni incontri.
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Dal parco Don Bosco al Festival di Letteratura Working Class, il nemico si sfoga, sabota, massacra

Stanotte, nei pressi del parco don Bosco di Bologna, un attivista diciannovenne, studente del liceo Da Vinci, è stato inseguito, bloccato e pestato da un folto gruppo di carabinieri. Su di lui si sono accaniti non soltanto col manganello, ma anche con taser e spray al peperoncino. Gli è stato rotto un polso. È stato portato via in stato di incoscienza. Ha trascorso diverse ore nella caserma di via Agucchi e mentre scriviamo è in corso il processo per direttissima. Davanti al tribunale c’è una folla di giovani solidali. Non c’è chi non abbia pensato a una vendetta delle forze dell’ordine per lo smacco di due giorni fa.

Proprio ieri il sindaco Matteo Lepore si era lanciato in una lunga, ossessiva esortazione a «isolare i violenti». Prosegui la lettura ›

Tumor Valley, un video prodotto dall’intelligenza collettiva delle lotte in Emilia-Romagna

Un fotogramma del video Tumor Valley, la versione sensata dello spot La terra dei motori. Clicca per vederlo su Vimeo.

In val Padana si respira la peggiore aria dell’Europa occidentale. In tutte le mappe dell’inquinamento nel continente, questa zona è nera pece in un mare di giallino e arancione pallido. Ci sono lunghi periodi dell’anno in cui la regione in cui viviamo, l’Emilia-Romagna, è una gigantesca camera a gas. Nel discorso pubblico – quello degli amministratori e dei media – si dice che è «perché non piove». 

Nei primi due mesi del 2024 non si poteva respirare. Sindaci e tecnici Arpae dicevano di non fare attività all’aria aperta. In quelle settimane ci tornava in mente un passaggio del recente video istituzionale La terra dei motori: 

«È la ricerca del divertimento a farci vedere  un traguardo in fondo ad ogni rettilineo, a trasformare ogni curva in un circuito da percorrere a tutto gas.»

Il video è stato più volte citato come esempio di horror involontario nel recente convegno «La crisi del modello neoliberista, tra disastri ambientali e criticità economico-sociali: il caso dell’Emilia-Romagna», organizzato a Bologna da RECA, Rete per l’emergenza climatica e ambientale in Emilia–Romagna.  Prosegui la lettura ›