Walkin’ Padania. Ancora in cammino sul #SentieroLuminoso – con Giuliano Santoro, Wolf Bukowski e Pantagruel.

Bologna, Piazza Maggiore, poco prima di diventare zona pedonale (circa 1968). Foto di Unione Fotografi Organizzati

Bologna, Piazza Maggiore, poco prima di diventare zona pedonale (circa 1968).
Foto tratta dalla mostra Bologna e gli Anni Sessanta a cura di U.F.O.

Su The Towner – Rivista on line di città e cultura è uscita una lunga e ricca conversazione tra Giuliano Santoro e Wu Ming 2 intorno al Sentiero Luminoso da Bologna a Milano.

Ne anticipiamo qui sotto qualche battuta. A seguire, Lenta cartografia della viandanza, la recensione del libro scritta da Giuliano per il manifesto, una segnalazione luminosa da La Domenica del Sole 24 Ore e l’audio dalla presentazione del Sentiero in combutta con Wolf Bukowski, registrato alla Ca’ Vecchia di Sasso Marconi lo scorso 8 luglio.

Per concludere, segnaliamo che domenica 31, intorno alle 15.15, Wu Ming 2 interverrà nella trasmissione Pantagruel su Rai Radio 3, per parlare di sentierismo militante, alta velocità e Pianura Padana.

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Camminando sul sentiero luminoso.

L’atto del camminare viene associato pigramente alla retorica della lentezza, alla riscoperta di bei vecchi tempi andati che come è ormai stranoto non sono mai esistiti. Al contrario, parlando di camminare l’accento andrebbe posto non sulla lentezza ma sul mettersi in movimento. Camminare significa passare in rassegna i diversi spazi fisici e tanti tempi storici di cui sono composti – con intensità e caratteristiche variabili – i nostri territori. Ecco perché il racconto di un viaggio a piedi contiene un punto di vista diverso: perché scrivere in movimento significa disegnare cartografie inedite, ricostruire nessi soggettivi tra i tanti tasselli all’apparenza inconciliabili che compongono la nostra esperienza quotidiana.

Il recente Il Sentiero Luminoso di Wu Ming 2 ad esempio, è composto da otto tappe raccontate in quasi trecento pagine. È fratello di altri due libri che portano la stessa firma: il romanzo Guerra agli Umani del 2004che racconta di un’avventura primitivista sull’appennino tosco-emiliano, e Il Sentiero degli Dei del 2010, “oggetto narrativo non identificato” che parla di un cammino di cinque giorni da Bologna a Firenze.

La discussione con l’autore parte dalla dichiarazione poetica che compare proprio nelle prime pagine del Sentiero Luminoso: così come ci sono tanti modi di raccontare una storia, ci sono tanti modi di arrivare da un punto ad un altro, di affrontare un cammino. È un tema ricorrente nei libri dei Wu Ming, quello di costruire narrazioni che non chiedono di essere ricalcate, imitate, ma che chiedono di essere scardinate, decostruite. Che ognuno racconti la storia dal suo punto di vista, che ognuno inventi il suo itinerario.

The Towner: Cosa cercavi esattamente quando hai cominciato il cammino che poi ha portato al Sentiero Luminoso?
Wu Ming 2: Cercavo un modo per andare da Bologna a Milano calpestando meno asfalto possibile, evitando di farmi travolgere da un autotreno, dentro quella Grande Pianura che milioni di persone conoscono solo attraverso il finestrino. Sapevo per certo che il sentiero c’era, doveva esserci, ma bisognava portarlo alla luce, come un archeologo sa che un certo strato di roccia è ricco di fossili, ma finché non scava, non sa cosa troverà di preciso. Come direbbe un teologo del Regno dei Cieli: il Sentiero Luminoso era “già e non ancora”.

E come l’hai preparato, questo cammino?
Nel libro racconto  di come sono riuscito a “illuminare il Sentiero”, per poi studiarlo, percorrerlo, raccontarlo. Fin dall’inizio, l’ho definito un wiki-sentiero e ho cercato di metterlo assieme with a little help from my friends. Sia attraverso il nostro blog Giapche in tanti festival del cammino, della viandanza, del movimento lento, chiedevo suggerimenti sul possibile percorso. C’è uno sterrato per andare da Pizzighettone a Crema? Mi interessa. Non ho adoperato strumenti costosi, per tecnici della cartografia, e ho fatto di tutto per evitare applicazioni “di marca”, tipo Google Earth o StreetView, perché diffido della rappresentazione dello spazio proposta da un’azienda che lo spazio lo vende. Ho consultato mappe collaborative a contenuto libero, come Open Street Map, i geoportali regionali e tutti gli open data geografici disponibili in Rete: ce ne sono una marea, anche se ben poco pubblicizzati. Così l’unica spesa, nella fase dei preparativi, è stata l’acquisto di un navigatore Gps per camminatori. Nel libro lo chiamo Al Zavaj, che in dialetto bolognese significa “bagaglio”, “arnese”, “accrocchio”. Senza quello, avrei dovuto riempire mezzo zaino con mappe, cartine e stampe da computer.

Mi pare che nel libro tu suggerisca un metodo, qualcosa del tipo “fatelo anche voi”…
Sì, ho deciso di raccontare come sono riuscito a individuare il sentiero, passo dopo passo, per stimolare il lettore a fare altrettanto nel luogo in cui vive. Non mi interessa aprire un “cammino escursionistico”,  segnarlo sulle mappe e invitare altre persone a vedere le stesse cose che ho visto io. Preferisco creare un modello riproducibile, per cui se vivi a Verona e hai tre giorni di tempo puoi programmare, con lo stesso spirito, un cammino verso Rovigo, Brescia, Vicenza… Questo ti consente di leggere come la tua città sta sul territorio, di sentirne gli effetti con tutto il corpo. Puoi scoprire situazioni, soggetti, utopie e distopie che stanno a mezz’ora da casa tua e delle quali non ti accorgeresti, seguendo solo le traiettorie predisposte dall’urbanistica, quelle che tutti siamo costretti a calpestare.

Continua qui.

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Lenta cartografia della viandanza
DIARIO DI VIAGGIO. «Il sentiero luminoso» di Wu Ming 2, per Ediciclo. Da Bologna a Milano, un percorso zaino in spalla per conoscere i territori del Tav, fra libri, aneddoti e senso critico dei luoghi.

Qualche giorno fa, Mike Carter ha raccontato sul Guardian il contesto sociale che ha condotto alla Brexit a partire dal viaggio a piedi che per 340 miglia lo ha condotto da Liverpool a Londra, sulle tracce del cammino segnato da suo padre. Si chiamava Pete e 35 anni prima si era unito alla marcia di 300 disoccupati contro Margaret Thatcher. Dopo aver viaggiato a piedi per giorni e toccato con mano il crollo del valore delle case e il campo libero alla speculazione edilizia, il deserto lasciato dalla fine dell’industria e il sentimento xenofobo diffuso, Mike Carter scrive: «Il voto contro l’Unione europea non mi ha stupito affatto».

Si è messo in cammino anche Wu Ming 2, da Bologna a Milano, lungo la linea del Tav fino alla città di Expo. Da Piazza Maggiore a piazza Duomo. Anche lui ha tastato il polso del paese, della sua geografia sociale. Il racconto del viaggio è Il Sentiero Luminoso (Ediciclo, pp. 288, euro 18,50), «oggetto narrativo non identificato», ibrido letterario che osserva la realtà da punti di vista insoliti. Il libro disegna una mappa che rimescola le carte, è un invito a costruirsi il proprio cammino più che a seguire quello tracciato.

Se uno degli elementi ricorrenti nella poetica dei Wu Ming è che non esiste un unico modo di raccontare una storia, in questo caso non c’è solo una strada che collega un luogo ad un altro. Il viaggio a piedi viene raccontato mescolando i tempi e gli spazi. C’è un prima, che è il tempo della preparazione al cammino. C’è un durante, diviso in otto tappe e una prima tappa ricorrente. E c’è un dopo, fatto di approfondimenti ed elaborazioni di quello che si è visto lungo il tragitto.

La prima tappa è ricorrente e spalmata lungo tutto il volume. Da Bologna conduce fino a Riolo di Castelfranco, a 33 chilometri di distanza dalle Due Torri. È un itinerario che dalla città incrocia la periferia e poi riporta indietro alla campagna. Così, Wu Ming 2 ci ricorda di quando Luciano Bianciardi elogiava il cemento che si mangiava il mondo rurale, i suoi rapporti gretti e familistici, per notare come la cementificazione e l’estensione della città infinita non abbiano costituito un fattore di emancipazione. L’Italia vista da qui è una specie di terra di mezzo tra città e campagna, tra modernizzazione selvaggia (la centrale di Caorso, la stazione ferroviaria di Reggio Emilia disegnata da Calatrava) e memoria (i cippi dei partigiani e le storie del cosiddetto Triangolo rosso).

Continua qui.

Qui invece si può scaricare, in formato pdf, l’articolo Passeggiate domestiche di Claudio Visentin, uscito il 17 luglio sul Sole 24 Ore.

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Dalla presentazione de Il Sentiero Luminoso alla Ca’ Vecchia di Sasso Marconi – Wolf Bukowski dialoga con Wu Ming 2.

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Camminare consente di leggere il paesaggio con il corpo e i cinque sensi, ma impone di attivarne anche un sesto: quello della storia.

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