La più grande carpa d’Occitania

La più grande carpa d'OccitaniaPassarono i villaggi a rastrello una notte d’inverno riempirono di corpi le patrie gattabuie poi ne presero tre a casaccio che grande idea tre a casaccio tra i meno fotogenici li strascicarono in piazza coi ferri ai polsi e alle caviglie li ostentarono su un palco appesi alla loro insonnia come trofei di pesca la più grande tinca del lago Bajkal il più grande pesce gatto della Baja California e declamarono: Questi sono i capi della protesta ecco che fine fanno i leader del terrore alla legge non si sfugge non sperate di ordire trame (more…)

In cima al Kenya col Comandante (Un oggetto narrativo non-identificato)

Scendendo a valle, 27 gennaio 2010
di Wu Ming 1

Si sa che da un paio d’anni stiamo lavorando a un grosso romanzo sulla Rivoluzione Francese, più precisamente sul passaggio storico che va dal Terrore (1793-1794) alla reazione termidoriana, fino ai primi anni del Direttorio. Contiamo di terminare la stesura nel 2013. L’opera fa parte del “Trittico Atlantico” iniziato nel 2007 con Manituana (nostro maggiore successo di critica all’estero, come spiegava tempo fa questo speciale sul sito Einaudi).
E’ senz’altro il progetto più impegnativo che il collettivo sta portando avanti, ma non è il solo: ruotano nella nostra orbita due “oggetti narrativi non-identificati”. Curiosamente, entrambi sono scritti da un Wu Ming + un co-autore che non milita nel collettivo, ed entrambi hanno a che fare con l’Africa: uno con la Somalia, l’altro col Kenya. (more…)

Un anno di arancia meccanica in libreria e su Twitter, quack! #AaAM

Anatrino perfora il pensiero unico
Anatra all’arancia meccanica
è uscito da quasi un anno e qualcuno trae un primo bilancio, quack! (more…)

Appunti diseguali sulla frase «Né destra, né sinistra»

[Proponiamo su Giap, in una versione leggermente diversa, l'articolo di WM1 apparso sull'ultimo numero di Nuova Rivista Letteraria con il titolo "Il senso della non-appartenenza". Grazie a Tuco, Giuliano Santoro, Don Cave, Uomoinpolvere, i compagni della rivista "Plebe" di Foggia, Valerio Evangelisti, Nadie Enparticular e non pochi altri.]
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Ho preso questi appunti nel corso del tumultuoso, convulso 2011, anno di insurrezioni, detronizzazioni, disvelamenti e nuove confusioni. Per la precisione, sono note scritte nel periodo aprile-settembre 2011.
Alla bruta materia di queste frasi annotate live, nel pieno degli eventi, non ho saputo imporre alcuna struttura solida e coerente. La numerazione di paragrafi e capoversi è il residuo di un tentativo in tal senso, sostanzialmente fallito.

1. CHI DICHIARA COSA?

1.a. Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso la frase: «Non siamo di destra né di sinistra». Talvolta, l’ordine dei fattori è invertito: «Non siamo di sinistra né di destra».
Non è certo una frase nuova, l’abbiamo udita tante volte. Eppure, tendendo l’orecchio, possiamo registrare una prima, piccola novità: il soggetto plurale ricorre più spesso di quello singolare. Il noi sta scalzando l’io. Fino a qualche anno fa, questa “dichiarazione di non-appartenenza” era il più delle volte a titolo personale. Oggi, invece, è sempre più sovente l’enunciazione di soggetti collettivi. (more…)

Scarica «Arzèstula», il nuovo album dei Funambolique (feat. Wu Ming 1)

Copertina dell'album Arzestula
In un futuro prossimo, non molti anni dopo una Crisi che ha riportato l’Italia a una condizione preindustriale se non premoderna, una donna di mezza età vaga per le campagne semi-sommerse tra Ferrara e il Delta del Po. Non ha nome, si chiama in causa con varie antonomasie: la Storica, la Scrittrice, la Veggente… Cerca i luoghi della sua infanzia e – forse ancora più importante – gli echi del suo dialetto nativo. (more…)

Il professore, il barone e i bari. Il caso #Tolkien e le strategie interpretative della destra

Sergio Chakotino, «Italiche nere grinfie sulla Terra di Mezzo», 2011

Sergio Chakotino, «Italiche nere grinfie sulla Terra di Mezzo», 2011

[Arriva oggi in libreria il numero 4 di Nuova Rivista Letteraria, sul quale compaiono due nostri articoli: uno analizza la dichiarazione di non-appartenenza «Né destra, né sinistra», ed è scritto da Wu Ming 1; l'altro lo trovate in questo post e prende le mosse dalla conferenza che Wu Ming 4 ha tenuto alla RASH di Roma nel febbraio scorso. A quella serata partecipò come correlatore Roberto Arduini, presidente dell'Associazione Romana Studi Tolkieniani, e non è un caso che questo post sia gemellato con quello che oggi compare sul sito dell'ARST, la recensione di un saggio monografico molto fresco di stampa... e un po' meno fresco di stesura.
AVVERTENZA: Il pezzo di Wu Ming 4 ha due livelli di lettura. C'è l'articolo nudo e crudo come esce in cartaceo, a uso di chiunque sia generalmente interessato all'argomento. C'è poi un apparato di note, che oltre a fornire i riferimenti bibliografici, costituisce una vera e propria espansione del testo (praticamente lo raddoppia), entrando più nello specifico, aggiungendo esempi e argomentazioni, per chi intendesse spingersi un po' più addentro alla questione trattata.]
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Gianluca Casseri[POST SCRIPTUM POST-STRAGE. Nel lungo articolo che segue, WM4 analizza soprattutto la raccolta di saggi «Albero» di Tolkien (Bompiani, 2007, a cura di Gianfranco De Turris), che raduna il gotha della pseudo-tolkienologia di estrema destra.
Avevamo appena terminato l'impaginazione, ieri pomeriggio, quando ci è giunta la notizia: uno degli autori del suddetto libro, Gianluca Casseri, aveva compiuto un massacro razzista a Firenze, uccidendo a colpi di arma da fuoco due ambulanti senegalesi e ferendone gravemente altri tre. Inseguito dalle forze dell'ordine, l'assassino si era infine suicidato.
Ad «Albero» di Tolkien Casseri aveva contribuito con il testo «Frodo Baggins, l'eroe che non ha fallito».
Dedichiamo la nostra piccola opera di controinformazione a Samb Modou, Diop MorMoustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike, vittime dell'odio fascista. Mentre scriviamo, gli ultimi tre lottano ancora per la vita.] (more…)

Ultimi appuntamenti del tumultuoso 2011: Bologna, Trieste, Torino

Copertina e retrocopertina di Arzèstula dei Funambolique

Mercoledì 14 dicembre, Wu Ming 2 interverrà all’ITC Teatro di S. Lazzaro di Savena (BO), via Rimembranze 26. Alle h.21 andrà in scena lo spettacolo “Report dalla città fragile”, di e con Gigi Gherzi, nato a partire da interviste raccolte nelle città e all’interno dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano. Una co-produzione di Olinda e Teatro dell’Argine.
Qui una bella presentazione video del progetto.
WM2 parlerà  di “Bologna città fragile” e discuterà con il pubblico. Prenotazioni qui. (more…)

Sull’oscenità del potere a #Bologna: Al dutàur (note quasi proustiane)

Al dutàur

DOTT. – … S’a vlen per prema ricorrer ai grech antiguamént, i s’vantaven d’aver avò persòn molt notabil, cioè 7 Donn molti savi, 7 Regein molt onesti, 7 Re d’ gran virtù, 7 Capitan molt valurus, 7 notabil Zittà, 7 Edifezi sontuus e 7 Filosof d’gran Duttreina, i num di qual en questi: Talet, Solon, Chelon, Pitach, Periander, Biad e Stisicrat.
[ … Se vogliamo cominciare dai Greci antichi, si vantavano di aver avuto personaggi molto importanti, cioè 7 donne molto sagge, 7 regine molto oneste, 7 re di gran virtù, 7 capitani molto valorosi, 7 grandi città, 7 edifici sontuosi e sette filosofi di gran dottrina. Questi ultimi sono: Talete, Solone, Chelone, Pitto, Periandro, Biade e Stisicrate.]

Nel 1980 ero in piazza a vedere i Clash. C’erano i punk che contestavano i Clash, cioè il comune, cioè il Piano Giovani, il tentativo dell’amministrazione di ricucire, di pacificare dopo i carrarmati di tre anni prima. I nostri fratelli maggiori, o si erano persi nella corrente di eroina che fluiva nelle periferie e in centro, o ballavano: era il così detto riflusso. I fratelli maggiori. Ci avevano provato, ma ora rimpiangevano la Baia degli Angeli, Bob & Tom e il Philly sound. Di lì a breve, quelli che la vita non avrebbe stroncato, li avremmo veduti credere in massa alla proiezione onirica che da qui, da questo punto nel tempo, chiamiamo Anni Ottanta. (more…)

Alcuni appunti disordinati sulla twittersfera italiana

#usiditwitter
[Riportiamo anche su Giap quanto scritto qui].
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Inutile girarci intorno, e ancor più inutile fingere di non capire. Negli ultimi giorni, diverse persone hanno fatto notare che:
- su Twitter ci sono sempre più flame;
- si impiega sempre più tempo a correggere distorsioni del segnale (anzi, a provarci invano);
- non si può più lasciare niente di sottinteso perché si ingenerano equivoci a valanga ma al tempo stesso il limite dei 140 caratteri costringe a sottintendere;
- molti VIP hanno scelto questo network come grande pollaio in cui scazzarsi per la gioia voyeuristica dei media mainstream;
- nel fare questo, i suddetti VIP hanno attirato qui vaste masse di persone (ancora) poco alfabetizzate nei confronti del mezzo e (ancora) ignare delle regole non scritte che questa comunità informale si è data, gente che scambia sistematicamente un RT per un’adesione al contenuto rilanciato (mentre «RT is not endorsement»);
- i nuovi strumenti («Activities» etc.) aggiunti da Twitter all’interfaccia web stanno innescando processi ancora non chiari…
Insomma, è aumentato il frastuono, che ghermisce e avviluppa ogni segnale. (more…)

La parola che sempre afferma. Declamazioni e verità di Paolo Vinti

Paolo Vinti / Paul Beathens (foto Troccoli, tratta da Umbria24.it)

Ecco l’audio della conferenza tenuta il 27 novembre 2011 da Wu Ming 1 alla Sala dei Notari di Perugia per ricordare e onorare Paolo Vinti (1960-2010). L’intento era dimostrare che, con la morte di Paolo, abbiamo perso un grande poeta e un filosofo. La città voleva bene a Paolo, ma per molti era solo un personaggio (a dir poco) eccentrico, un “santo folle” che passava le giornate per le strade e nei caffè, predicando una stramba utopia comunista. Tuttavia, Paolo era molto più di questo: era un intellettuale vero che da anni portava avanti un lavoro titanico su di sé, sul proprio modo di vivere e – soprattutto – sul linguaggio. Paolo era un filosofo di strada, un Socrate nell’agorà umbra, un Diogene gentile nella terra di Francesco. Era un poeta veggente, figura descritta da Arthur Rimbaud in un celebre testo del 1871. Era un militante. Aveva dedicato la vita all’invenzione di un linguaggio che consentisse di immaginare un mondo oltre il capitalismo. (more…)

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Rarely updated, but
it's better than nothing.
PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA



«Come facciano questi cani sciolti italiani a ottenere narrativa di tale potenza e complessità da un lavoro collettivo resta un enigma, ma possano i loro tamburi suonare a lungo.»
The Independent

«In letteratura, quattro cervelli messi insieme per scrivere un'opera fanno zero. Forse anche meno [...] Una macedonia di fumetti, vecchi film, spezzoni di fiction, sceneggiature ingiallite, elenchi telefonici stranieri, dipinti d'epoca e imitazioni di salgariani impazziti.»
Avvenire

«E poi, come diavolo scriveranno a dieci mani i favolosi cinque? Capitan Sovietico scrive un capitolo e SuperGuevara un altro? Oppure scrive tutto l'Uomo Maoista e gli altri fanno l'editing? »
Libero

«Come diceva Ernesto Calindri in un celebre Carosello anni Sessanta: "Dura Ming! Non dura, non può durare…".»
R. Chiaberge, Il Sole 24 Ore

«Non leggete L'eroe imperfetto di Wu Ming 4. Basta coi finti sperimentali.»
A. D'Orrico, Sette/Corriere della sera

«I Wu Ming stanno con Al-Qaida, il cui obiettivo siamo noi e fa di Hitler un dilettante. Fate sentire la vostra voce, i vostri valori. E, se credete, mandateli affanculo.»
Il Domenicale, giornale fondato
da Marcello Dell'Utri

«Altai è una boiata, proprio come Q
Libero

LE DUE VITE DI GIAP

Dal 2000 al 2009, Giap fu la nostra newsletter gratuita, il miglior modo per restare aggiornati su Wu Ming (uscite, iniziative e prese di posizione). Dieci anni, dieci serie, circa dodicimila iscritti, una comunità. Un bel giorno abbiamo deciso di dare a Giap una seconda vita, di inventarci un nuovo strumento. Abbiamo informato gli iscritti con un'ultima mail e cancellato l'indirizzario. Una mossa da pazzoidi dell'antimarketing, cancellare una lista di dodicimila indirizzi. Dodicimila iscritt* - di loro sponte - a un servizio di informazione.
Davvero folle.
Quasi come cambiare nome dopo il successo di Q.

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