Un’altra giornata (e un altro libro) di Resistenze in Cirenaica. Grazie a tutt*!

Resistenze in Cirenaica - il nuovo libro

Il n.2 dei «Quaderni di Cirene». Clicca per ordinarlo.

Domenica 26 giugno abbiamo di nuovo attraversato il rione Cirenaica raccontando storie di guerriglia e lasciando segni.

Dal Vag61 al giardino Lorenzo Giusti (ferroviere anarchico), passando per le corti delle case popolari di via Bentivogli, il «collettivo di collettivi» ha presentato il nuovo libro, accolto ospiti da altre città (Alberto Prunetti), riscoperto vite partigiane (biografie a cura di Wu Ming 2), indagato i misteri dell’ultima notte prima della Liberazione di Bologna (21 aprile 1945), mostrato i luoghi della clandestinità partigiana nel rione (la tipografia e il comando del CUMER in via Bengasi 2), suonato (grazie al Bhutan Clan, resident band del progetto), letto testi di Kai Zen, di Valerio Monteventi, di Giorgio Bassani (il suo racconto Una notte del ’43 contiene la più feroce disamina del conformismo italiano e dei luoghi comuni su cui si appoggia la banalizzazione / deresponsabilizzazione del fascismo) e del libico Rajab Bu-Huwayish.

Membro della resistenza anti-italiana agli ordini di Omar al-Mukhtar, Bu-Huwaysh fu catturato e internato nel campo di concentramento di el-Haqila, dove compose un poema famoso in tutto il Nordafrica ma mai tradotto in italiano… fino ad ora, perché ci ha pensato il “nostro” arabista Federico Pozzoli. Lo ha letto Wu Ming 1 accompagnato da Fabio Tricomi all’oud e Camilla Serpieri al daf (tamburo a cornice). Grazie a tutt*, anche ai non menzionati in queste striminzite righe, voi sapete chi siete!

(E un grazie particolare a Mariana E. Califano, perché senza di lei questo secondo libro non sarebbe uscito.)

In attesa delle voci e dei suoni, proponiamo alcune immagini della giornata.

P.S. Giovedì 30 giugno Resistenze in Cirenaica sarà in trasferta a Bolzano.

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Hobxit. Il tramonto dell’Unione e la voce di Saruman

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Lo showdown del progetto unionista europeo si è consumato nel giro di un anno, ai due estremi del continente. Da una parte il referendum greco contro il ricatto della Troika, disatteso dai suoi stessi ispiratori, i quali si sono condannati a diventare la propria nemesi. Dall’altra parte il referendum britannico, che invece si è consumato a freddo, senza spade di Damocle sulla testa. Da una parte un paese povero che non ha azzardato un’uscita a sinistra dall’UE; dall’altra parte un paese ricco che sceglie la via d’uscita a destra, al motto di «teniamo per noi il nostro welfare».

Si potrebbe chiosare: ecco a cosa ha portato la progressiva resa della sinistra storica alle logiche liberiste che sottostanno alla retorica dell’Unione. Ma trovare conferma ai pessimi presagi, per altro vecchi di vent’anni, non dà alcuna soddisfazione. Meglio allora rivolgersi alla letteratura, indulgendo nel vizio professionale, e al contempo rilevare un aspetto importante di quanto accaduto l’altro giorno in Gran Bretagna, anzi, specificamente in Inghilterra. Prosegui la lettura ›

Chi non ha futuro, non ha memoria. Grande Guerra, intruppamento dei ricordi e diserzioni necessarie

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[Questo è l’intervento che WM2 e WM4 hanno letto ieri sera al Festival LETTERATURE di Roma, nella suggestiva coreografia della basilica di Massenzio. Gli organizzatori del Festival ci avevano detto che forse sarebbe uscito su «un quotidiano nazionale», ma non sospettavamo che sarebbe stato L’Unità. Ieri ci telefona il nostro amico Ferdi Punyat e fa, col suo accento catalano (di Alghero): – Ma come, lo stesso giorno che su Giap pubblicate l’inchiesta sui rapporti tra renziani e Casapau, uscite su L’Unità?
Siamo andati a controllare ed era vero. Speriamo che il tempismo e la paradossale concomitanza abbiano portato qualche renziano a leggersi l’inchiesta e avere un travaso. Quanto al testo, lo pubblichiamo qui, nel posto che gli compete. WM]

Sul coperchio della scatola c’è una scritta bianca: Memory.
All’interno, un mazzo di carte. Uguali nel dorso, figure diverse sull’altra faccia. Forme, colori, paesaggi. Ogni disegno ha il suo doppio e il gioco è banale, lo conoscono tutti. Si stendono le carte coperte sul tavolo e a turno se ne girano due. Se sono identiche, le si aggiunge al proprio bottino e se ne scelgono altre due. Se sono diverse si passa la mano, dopo aver ricoperto le carte spaiate. Ripulito il piatto, vince chi ha raccolto più pariglie.
Di norma, intorno ai sette anni, le sfide a Memory perdono interesse, la scatola finisce a prendere polvere e la maggior parte dei bambini rimane al livello di mnemonista ingenuo, all’oscuro delle vere leggi del gioco. Prosegui la lettura ›

CasaP(oun)D. Rapporti d’amore con l’estrema destra nel ventre del partito renziano

L'uccello del malaugurio

Nell’inchiesta troverete anche quest’uccellaccio del malaugurio, e vedrete in quale contesto.

di Wu Ming e Nicoletta Bourbaki *

«Nel corpo sempre più virtuale del partito – che non ha più una teoria né una minimamente coerente visione del mondo oltre la mera difesa della propria funzione e dello stato delle cose – regnano la più assoluta spregiudicatezza, il peggior eclettismo e la schizofrenia. Se aggiungiamo che la scalata di Renzi ha attirato avventurieri da ogni dove, il risultato è che da dentro il PD giungono addirittura esternazioni chiaramente fasciste.»

Un’inchiesta collettiva portata avanti su Twitter e raccolta su Storify. Come il tentativo di costruire il Partito della Nazione sfondò ogni argine a destra e ancora più a destra.

Esempi dai territori: piddini che fanno iniziative con Casapound, fascisti ospitati in circoli del Pd, piddini e fascisti che si fanno i selfie assieme, Casapound che invita a votare Pd, dirigenti locali del Pd che si accusano a vicenda di avere pacchetti di voti neofascisti… Tutto vero!

C’è altro? Eccome se c’è! Leggere per credere.

Con una riflessione su cos’è (stato?) il renzismo, cosa ha cercato di essere il Pd, cosa ci rivelano simili «corrispondenze d’amorosi sensi».

 Buona lettura.

* Nicoletta Bourbaki è il nome usato da un gruppo di inchiesta su Wikipedia e le manipolazioni storiche in rete, formatosi nel 2012 durante una discussione su Giap. Con questa scelta, il gruppo omaggia Nicolas Bourbaki, collettivo di matematici attivo in Francia dal 1935 al 1983.

Tre progetti Fuorirotta. Da conoscere e sostenere.

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Nell’autunno di due anni fa, Matteo Calore, Simone Falso e Andrea Segre hanno viaggiato per tre settimane attraverso il Kazakistan occidentale, lungo le sponde del Mar Caspio, per indagare uno sviluppo economico basato sulle risorse del sottosuolo, legato a doppio filo con l’ENI e per certi versi simile al boom industriale degli anni Sessanta italiani.

Da quell’esplorazione sono nati un film, I sogni del Lago Salatoun travelogue on line e l’idea di promuovere altri percorsi fuorirotta, “in direzioni insolite, con mezzi non omologati, attraverso terre e storie non scontate”, per “sottolineare la centralità del viaggio come esperienza di conoscenza dell’altro, come contaminazione dei punti di vista e come apertura dei propri confini.” Prosegui la lettura ›

Piermar10. Arti e identità in movimento ricordando Piermario Ciani (1951 – 2006)

Piermar10 - Piermario Ciani

A Piermario Ciani / Luther Blissett / TRAX01 / Erica Moira Pini e tanti altri nomi, a quel fratello maggiore perduto, abbiamo dedicato più speciali, da prima che Giap diventasse un blog. L’ultimo – il più completo – è del 2011 e lo trovate qui.

Oggi segnaliamo che, finalmente, il labirintico archivio lasciato da Piermario è stato esplorato, mappato e presto verrà reso disponibile. Per offrire un’anteprima di questo tesoro foto/grafico, mail-artistico, editoriale ed epistolare, oltreché per avviare le iniziative legate al decennale della morte, domenica 12 giugno si terrà un evento a Sterpo di Bertiolo (Udine). Ci scusiamo con tutt* per lo stretto preavviso.

Qui sotto riportiamo il comunicato stampa di Gabriella Cecotti, responsabile del Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli, e il programma completo dell’evento. Domani (sabato 11) su Pagina 99 uscirà un articolo approfondito di Ferruccio Giromini.

Il video, invece, mostra la Ciano Blu Machine, installazione sonora di Fabio Zigante e Gabriella Cecotti. Prosegui la lettura ›

Nel bosco dei paradossi. Note su Stig Dagerman, la politica e il mestiere che facciamo

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Nell’album-testamento inciso da David Bowie prima di volarsene per sempre in orbita con il Maggiore Tom, il brano che dà il titolo al disco, Black Star, si apre con una strofa criptica:

In the villa of Ormen, in the villa of Ormen
stands a solitary candle, ah-ah, ah-ah
In the centre of it all, in the centre of it all
Your eyes

Una candela brilla solitaria nella villa di Ormen. Ormen… chi era costui? Non costui, in effetti, perché Ormen non è un tale, ma, nella lingua svedese, un animale carico di simbologia: il serpente. All’indomani della morte di Bowie in effetti i fan si sono lanciati in una gara d’ipotesi esegetiche, in mezzo alla quale qualcuno ha fatto notare che Ormen è anche il titolo del romanzo d’esordio dello scrittore svedese Stig Dagerman, pubblicato nel 1945. In quel romanzo il serpente simboleggia la paura e l’angoscia di vivere che ti morde all’improvviso e ti paralizza. Prosegui la lettura ›

Mari, muri e Momodou. Due raccolte di racconti dal Wu Ming Lab.

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Il 5 giugno 2003, ad Arzano, in provincia di Napoli, moriva Mohamed Khaira Cisse, ucciso da un carabiniere intervenuto per un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Mohamed si trovava in uno stato di profonda depressione, non mangiava da giorni, non si alzava da letto, rifiutava le medicine e il ricovero. Si diceva tenesse un coltello sotto il cuscino, forse per tentare il suicidio, ma l’arma non è mai stata trovata.

Pochi giorni dopo la sua morte, venne diffuso un documento, intitolato “S.O.S Urgente: Giustizia per la morte di un innocente”, scritto da Giulia Casella e Maria Antonietta Rozzera, con le firme di Legambiente, Pax Christi e Tribunale per i diritti del malato. In seguito, molte altre associazioni e soggetti avrebbero sottoscritto le loro richieste.

La stampa nazionale non si occupò del caso. L’unico giornale a pubblicare un articolo fu L’Unità del 9 agosto 2003, due mesi dopo l’accaduto. Il pezzo, di Raffaele Sardo, si intitolava “La strana morte di Mohamed”. Prosegui la lettura ›

26 giugno (118 Marzo) a #Bologna, una giornata di Resistenze in Cirenaica!

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Domenica 26 giugno – 118 marzo del calendario Nuit Débout, 8 messidoro dell’anno CCXXIV – ritorna Resistenze in Cirenaica, con un’intera giornata di intervento nel rione Cirenaica di Bologna.

Ci si trova alle 13 al Vag61. Pranzo sociale a cura della Brigata Cucinieri della Cirenaica.

Dopo il pranzo, si comincia con la storia di Giuseppe Beltrame, nome di battaglia «Pino», responsabile del servizio ospedaliero clandestino della resistenza bolognese. Qui il suo testo del 1963 «I medici dei partigiani».

Da Beltrame prende il nome il vicino di casa del Vag61, il centro di accoglienza di via Sabatucci 2. Proprio gli ospiti e animatori del Beltrame – in collaborazione con l’attore Danilo De Summa – leggeranno la sua storia, e con un ricordo del combattente che dà il nome alla via, Francesco Sabatucci, partirà alle 15 il trekking urbano. Prosegui la lettura ›

Togliatti Blocks!

Togliatti Blocksdi Wu Ming 1

«La regola chiave in questi posti è camminare decisi e dimostrare di sapere dove ci si trova e dove si sta andando». Così pensa Gorky, che all’anagrafe si chiama Drazen, zingaro comunista mezzo andaluso e mezzo ungherese, mentre si aggira per il malfamato quartiere Kalabria di Pristina, capitale dello stato Kosovo, in attesa di un passaggio per la Palestina. Così scrive Daniele Vecchi, camminando deciso in un “quartiere” letterario non meno malfamato: quello della street lit sulle tifoserie ultrà e le sottoculture giovanili. Letteratura proletaria, incazzata, fieramente ideologica. Testosteronica fino all’autoparodia eppure, a suo modo, deadly serious.  In Gran Bretagna è un sottogenere ormai “storico”, avviato negli anni Settanta da Richard Allen ed entrato nella sua fase postmoderna coi libri di Stewart Home. In Italia gli editori “bene” se ne tengono alla larga.
Daniele ha sempre avuto gusti che un deficiente riterrebbe “grossolani”: quando, da adolescenti, ci muovevamo tra ska, punk e thrash metal, lui ascoltava anche i Twisted Sister di Stay Hungry, hard rock da working class, da proletariazzi che ballavano in certi locali persi nelle brume tra Mesola e Comacchio.
Anche oggi Daniele se ne fotte, procede diritto, spedito, rovesciando sulle pagine un impasto che scotterebbe le dita a qualunque Autore borghese, un enorme grumo di antropologia ultrà, invettiva anarco-marxista, analisi geopolitica. È la dura ballata folk dei temuti, organizzatissimi Togliatti Blocks di Tatabanya, unica tifoseria “rossa” nell’Ungheria del governo Orban, del movimento fascista Jobbik, degli agguati neonazisti. Da convinto internazionalista, Daniele non ha alcuna timidezza nell’ambientare la storia in Spagna, Kosovo, Palestina, Ungheria: c’è un solo vero conflitto sotto il cielo, ed è la guerra di classe. Gorky la combatte e, con questo libro, la combatte anche Daniele. E se non vi piace, andate a farvi fottere.

Daniele Vecchi, Togliatti Blocks. Frammenti di una sconfitta, Libreria dello Sport, Milano 2016.
Togliatti Blocks è su Facebook e su Twitter.
Il libro verrà presentato il 15 giugno alla libreria Modo Infoshop di Bologna, con reading dell’autore e musica della band I 400 colpi.