Superluna rossa sulla Cirenaica resistente

Superluna rossa

Ultimo promemoria: domani, domenica 27 settembre, Resistenze in Cirenaica, un’intera giornata di musiche, racconti, camminate, proiezioni, nel rione Cirenaica di Bologna. Per disseppellire le storie di chi resistette ai fascismi, ai colonialismi, all’imperialismo tedesco e a quello italiano in Africa e nei Balcani.

Si comincia con un pranzo di autofinanziamento e letture di WM e :Kai Zen: e musica  – Guglielmo Pagnozzi suonerà persino il lissio, chi lo ha visto in azione su quel materiale sa che è roba imperdibile – e, importante dettaglio, meglio prenotare a questa mail: infovag61@gmail.com, comunque noialtri si fa da mangiare come se dovesse arrivare un battaglione di miliziani della guerra civile spagnola, ma se abbiamo un’idea di massima è meglio.

Si prosegue col trekking urbano, partenza dal Vag61 alle 16 in punto con Wu Ming 2 che racconta le vite di quei partigiani che stanno sulle targhe delle vie e Atopie Sottili che racconta un po’ di storia del quartiere, le Brigate Sonore che suonano e i bambini del Coro R’esistente del Pratello che cantano Fate largo che passa la Brigata Garibaldi, la più bella la più forte la più ardita che ci sia, più una performance a sorpresa che farà discutere e dividerà il padre dal figlio e il fratello dal fratello perché, come disse quel tale, noi non portiamo pace ma una spada.

La sera, al giardino “Lorenzo Giusti” di via Ilio Barontini – by the way, Lorenzo Giusti era questo qui, ferroviere anarchico e volontario nella guerra civile spagnola, pregasi notare la bellezza del sorriso al tempo stesso scanzonato e sprezzante nella foto segnaletica!  – spettacolo con letture di WM1, WM2, Valerio Monteventi, Compagnia Fantasma e le musiche e voci di Bhutan Clan (è un nome del cacchio ma funziona perché è sempre spunto di conversazioni), Camilla Serpieri, Fabio Tricomi, Claudia Finetti.

Il tutto, a quanto pare, sotto una superluna rossa, il che è appropriato perché Luna rossa è sì una canzone napoletana, è Massimo Ranieri che gorgheggia, ma è anche la canzone degli Yu Kung (ne ha fatto la cover la Banda Bassotti) che racconta di Piazza Fontana e nel refrain dice No, no, no, non si può più dormire, e non è il lamento di un comitato antirumore bolognese ma la constatazione che bisogna svegliarsi, essere consapevoli, e noi diciamo proprio che sul retaggio del colonialismo italiano, del fascismo che riaffiora putrido, del razzismo che tanto plasma il nostro presente, non si possono più tenere gli occhi chiusi.

Quindi ci vediamo domani, anche a dispetto di alcuni boicottaggi di carattere esplicitamente politico che abbiamo subito nelle ultime ore  da alcuni enti, e di questo ne parleremo dopo, nel modo giusto. Concludiamo proponendo qui l’intervista a Wu Ming 1 e Cristina Chiavari dell’associazione “Spazi Aperti” andata in onda ieri su Radio Città del Capo. Buon ascolto. Si parla anche del corteo bolognese di oggi pomeriggio, vedasi locandina di Zero Calcare qui sotto:

Corteo 26 settembre, Bologna, per la libertà di dimora

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2 commenti su “Superluna rossa sulla Cirenaica resistente

  1. Oggi, in piazza XX settembre, prima che partisse il corteo, mi ha fatto alcune domande veloci una cronista di Repubblica. Ecco come mi ricordo lo scambio avuto.

    Prima domanda: “Come la vedete la situazione in città?”, o qualcosa del genere.

    Prima risposta: “Se dovessi dire davvero come la vedo, negli esatti termini, mi pioverebbero addosso tutte le fattispecie di reati d’opinione del codice penale: vilipendi, oltraggi, ingiurie e quant’altro.”

    Seconda domanda: “Ma quindi qual è il problema in città?”

    Seconda risposta: “Eh, ce n’è più di uno. Un problema che non è di oggi né di ieri è come si comporta la Procura. Un altro problema è che il nuovo questore, da quando si è insediato un anno fa, ha fatto sentire la sua presenza. Un terzo problema è il PD, che tra l’altro non è nemmeno più un partito, dopo il passaggio al renzismo è diventato definitivamente una roba ameboide, un potere che tollera un solo discorso…”

    Terza domanda: “Il problema è che non c’è più lo spazio per una sinistra?”

    Terza risposta: “No, quello era un problema già un bel po’ di tempo fa, adesso siamo oltre, il problema non è che non c’è spazio per una sinistra, è che non vengono tollerati spazi per un pensiero. Oggi se si esprime anche solo un pensiero che fino a non molto tempo fa sarebbe stato considerato senso comune leggermente virato a sinistra, si è pericolosi ed eversivi.”

    Quarta domanda: “Manca il pensiero?”

    Quarta risposta: “Di pensieri, pensieri del cazzo, ce ne sono tanti in giro, ma quando dico ‘pensiero’ intendo per definizione il pensiero critico, uso la parola come si usa in filosofia. Ecco, è il pensiero critico a non essere tollerato. Il potere ha sempre ritenuto la resistenza inaccettabile, ma adesso la soglia di intolleranza è ai minimi storici, il potere ha i nervi a fior di pelle, appena si esprime qualcosa scatta la repressione.”

    Quinta domanda: “E cosa ne pensi della situazione in vista delle prossime elezioni, la Coalizione Civica ecc.”

    Quinta risposta: “Di queste cose, di questo piano del discorso, non me ne frega niente. Alchimie e alleanze in vista di elezioni, liste civiche o non civiche, tutto questo suscita il mio disinteresse.”

    Wu Ming 5, che era lì accanto: “Bello il concetto di ‘suscitare il disinteresse’!”

    E io: “Sì, perché è un disinteresse attivo, il mio, che porto avanti con tenacia.”

    Sesta domanda che non ricordo con precisione, perchè a quel punto faceva domande sia al sottoscritto sia a Bifo, che era accanto a me.

    Sesta risposta: “In città l’opposizione sociale vive un momento di debolezza, smarrimento, confusione e lentezza di riflessi. Per quello il potere colpisce duro, perché annusa il momento. A Bologna mi sembra che l’unica lotta che sta davvero toccando il reale ed esprime una forza sia quella di Social Log, le occupazioni di case. E infatti non è contro quella lotta che la repressione si incaponisce, perché in quel caso avverte una potenza. Quelle sono occupazioni di famiglie, donne, bambini, anche pensionati bolognesi che magari prima guardavano ai Forconi e adesso invece prendono parte a una lotta di quelle vere. In questa contingenza, lì almeno c’è una forza. Sono riusciti a produrre contraddizioni dentro le istituzioni, mettendole una contro l’altra, Procura contro Comune, e hanno addirittura causato incrinature dentro il PD, che come dicevo prima è un’ameba, se provi a tagliare un’ameba con una lametta non combini nulla, eppure loro hanno trovato dei punti dove hanno prodotto incrinature.”

    Settima domanda: “Quindi il TPO viene colpito perché è debole?”

    Settima risposta: “Ma siamo tutti deboli, trovami uno che non sia debole, in questo momento. A parte l’esempio di Social Log che ho appena fatto, chi sta esprimendo una forza vera in città?”

    Poi è partito Bifo, mi ricordo che ha detto: “Cos’ha fatto De Pieri, cos’hanno fatto i colpiti da queste misure repressive, se non cercare di mantenere un livello di minima decenza nelle relazioni sociali? Questo di oggi è il potere più cinico che io abbia mai visto. Io di grandi ondate repressive ne ho viste almeno dieci nella mia vita, e tutte le volte sono riuscito a farmi un’idea di cosa temesse il potere, invece stavolta fatico a capire le ragioni della sua paura.”

    E io, a Franco: “Di ragioni però ne ha, è un establishment che si percepisce precario, vive una condizione di paura perenne che non riesce a capire fino in fondo, la avverte nel suo inconscio…”

    E Franco: “Sì, è vero, perché quando si parla del potere si dipinge un’immagine di estrema consapevolezza, e invece il potere è solo una somma delle difese di piccole meschinità e ignoranze…”

    E poi è proseguita in qualche modo, credo, ma io ero passato a un altro capannello.

    Ora, la poveretta dovrà distillare questo po’ po’ di discussione in un virgolettato, massimo due. Plausibilmente, ne verrà fuori chissà cosa. Quindi ho pensato di riprodurre qui quel che si è detto, a futura memoria.

  2. […] nell’agonizzante quotidiano le resistenze sono sempre più messe a dura prova. Penso a quanto dice Wu Ming 1 rispondendo ad una cronista di Repubblica: a Messina due attivisti del Teatro Pinelli […]

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