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colonialismo italiano

Prontuario di guerriglia odonomastica – Una fotocronaca di #VivaMenilicchi!

Sono passate ormai più di due settimane dal 1° Grande Rituale Ambulante contro il Colonialismo, l’evento clou del progetto Viva Menilicchi!, curato da Wu Ming 2 per Manifesta 12, in collaborazione con Fare Ala e uno spumeggiante “collettivo di collettivi”, sul modello di Resistenze in Cirenaica.

Quello qui sopra, in apertura, è il brano registrato dai Booku Ndal in risposta allo stornello L’Abissino vincerai. Si intitola Antifascista, e dovevano eseguirlo dal vivo, al termine della nostra lunga marcia, ma gli inconvenienti di una vita precaria hanno impedito ai tre di essere tutti presenti. Il pezzo – che presto diventerà un video – è anche la dimostrazione che Viva Menilicchi! non è finito insieme a Manifesta 12, ma continuerà a produrre iniziative.

Per chi volesse ripercorrere la camminata del 20 ottobre, ancorché in forma virtuale, abbiamo preparato un nuovo storymap – con foto, segnaposti e parole raccolti lungo 18 chilometri di viandanza nelle viscere di Palermo.

Qui invece vogliamo proporre un catalogo delle diverse azioni di guerriglia odonomastica che hanno animato le tappe della processione, perché altri possano prendere spunto da questo esperimento e riproporlo nella propria città, in forme già collaudate o  innovative. Da parte nostra, ci piacerebbe dar seguito a questo primo Grande Rituale, celebrando il secondo in una città diversa. Già qualcuno si è fatto avanti per proporci di organizzarlo, ma ancora non c’è nulla di stabilito, e invitiamo chi fosse interessato a farsi avanti, perché i preparativi di Palermo sono durati più di un anno ed è quindi già tempo di darsi una mossa, se si vuole tornare in strada nel 2019. Prosegui la lettura ›

I fantasmi del colonialismo infestano le nostre città. A #Palermo un esorcismo di massa, viva Menilicchi!

Quello nella foto è un intervento di guerriglia odonomastica compiuto a Palermo, per dimostrare che i fantasmi del colonialismo italiano infestano le nostre città e raccontare una storia troppo a lungo accantonata: la storia dei crimini del “nostro” imperialismo.

È il primo intervento di una lunga e variegata serie: fa parte di Viva Menilicchi!, un Grande Rituale Ambulante contro il colonialismo, fatto di performance, installazioni, video, parole e camminate urbane, il tutto nell’ambito di Manifesta 12.

Siamo orgogliosi di aver preso parte, grazie all’impegno di Wu Ming 2, all’ideazione e organizzazione di queste giornate, e siamo felici di esserci.

Stasera, 19 ottobre, alle 20.30, al Teatro Garibaldi verrà proiettato il film-saggio di Alessandra Ferrini Negotiating Amnesia, incentrato sulla memoria (e l’oblio) del colonialismo italiano in Etiopia. Al termine, la regista discuterà con le ricercatrici Francesca Di Pasquale e Chiara Giubilaro.

Per tutta la giornata di domani, 20 ottobre, un serpentone di escursionisti-esorcisti scuoterà i fantasmi coloniali nel corpo di Palermo, unendo 37 luoghi infestati e officiando rituali di memoria civica. Si parte alle 8:30, sempre dal Teatro Garibaldi. Qui tutte le istruzioni per partecipare e materiali utili per “aumentare” l’esperienza. Prosegui la lettura ›

«Viva Menilicchi!» | Notizie, materiali e racconti in vista del Grande Rituale Ambulante.

Ormai a una settimana dal primo Grande Rituale Ambulante contro il Colonialismo, che si terrà a Palermo il 20 ottobre, nell’ambito di Manifesta 12, pubblichiamo in calce a questo post alcune notizie utili per chi vorrà partecipare, mentre qui sopra, in apertura, trovate il video realizzato dal collettivo Fare Ala per l’installazione Viva Menilicchi! al Teatro Garibaldi. Il film è pensato come teaser di un lungometraggio che documenterà l’intero progetto, compresa la benandanza per le vie della città.

In quella stessa installazione, abbiamo anche esposto una grande mappa della città, con 37 luoghi abitati dagli spettri del colonialismo. Il rituale del 20 ottobre non li toccherà tutti, e altri se ne aggiungeranno, ma nel frattempo abbiamo trasformato quella mappa in uno storymap, con immagini, parole e segnaposti, che potete leggere e guardare cliccando sull’immagine qui sotto. Prosegui la lettura ›

«Viva Menilicchi!» – Tra un mese a Palermo, il Grande Rituale Ambulante contro il colonialismo.

Una “lingua di Menelicche” lanciata da mani ignote, abbatte la statua di Francesco Crispi
(dal video di Fare Ala per il progetto di Wu Ming 2 “Viva Menilicchi!” @ Manifesta 12, Palermo.)

Manca ormai soltanto un mese al Grande Rituale Ambulante “Viva Menilicchi!”, momento clou dell’omonimo progetto orchestrato da Wu Ming 2 per Manifesta 12. Prima dell’estate, vi abbiamo raccontato com’è nata la nostra partecipazione alla Biennale d’Arte Nomade, nonché i principali ingredienti del nostro intervento:

  • Una ricerca sui luoghi della città di Palermo attraversati dai fantasmi del colonialismo italiano.
  • Un’installazione al Teatro Garibaldi, realizzata dal collettivo Fare Ala, con mappe, video, documenti d’archivio, immagini e testi.
  • La camminata in programma il 20 ottobre, dal mattino alla sera, per circa 16 chilometri, con incontri, letture, attacchi psichici e guerriglia odonomastica.

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«Viva Menilicchi!». #Palermo a piedi contro il colonialismo, per coltivare la coesistenza.

Che ci fa un collettivo di scrittori a Manifesta 12, la biennale nomade d’arte contemporanea, inaugurata a Palermo nel fine settimana appena trascorso?
Se si giocasse a “Trova l’intruso”, nella lista dei 45 artisti coinvolti, la scelta sarebbe tra due nomi: il nostro e quello di Giorgio Vasta, anche lui scrittore (però palermitano, e quindi meno infiltrato di noialtri).
Il mistero s’infittisce visitando il Teatro Garibaldi, sede delle biennale, dove un pannello arancione annovera Wu Ming tra gli autori delle installazioni in mostra.
Ma che razza di installazione potranno mai produrre tre romanzieri di mezza età, senza particolari doti per la grafica, la fotografia, l’architettura e la danza?

Il dubbio è venuto a noi per primi, quando a luglio dello scorso anno, abbiamo ricevuto una mail da Lodovica Guarnieri, “designer and researcher”, e Bregtje van der Haak, “creative mediator” per Manifesta 12.
Anzitutto, siamo talmente ignoranti d’arte contemporanea, che nemmeno conoscevano l’esistenza di quest’autorevole biennale, giunta ormai alla dodicesima edizione. Né sapevamo che si sarebbe tenuta in Italia, con il titolo: Il Giardino planetario. Coltivare la coesistenza.
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#Bologna antifascista… e una nuova primavera di Resistenze in #Cirenaica!

Diverso rilievo 2018

Ritorna Resistenze in Cirenaica, il «collettivo di collettivi» che dal 2015, in uno dei rioni più interessanti di Bologna, intreccia critica dello spazio urbano, evocazione di fantasmi e recupero di una grande resistenza antifascista meticcia, creola, transnazionale, anticoloniale. Una rete di insorgenze che nella prima metà del XX secolo collegò, per canali a lungo misconosciuti, la Libia ai Balcani, l’Etiopia all’Albania, la Somalia alle città e montagne d’Italia, la Spagna alla Cina. Una delle vie di accesso al rione Cirenaica porta il nome di uno dei personaggi-ponte, un combattente che fece di anticolonialismo e antifascismo un’unica battaglia: via Ilio Barontini.

Quest’anno, a Bologna, la giornata del 25 Aprile sarà parte di una fitta costellazione di eventi che la preparano e la seguiranno. Un percorso già in pieno svolgimento. Come Wu Ming Foundation, nel contesto di un calendario bello (ed) esigente, siamo “mobilitati” in città per quattro appuntamenti, due dei quali targati RIC. Prosegui la lettura ›

L’uomo con la lanterna. Storia di un bancario sardo nel Celeste Impero.

L'uomo con la lanterna

[WM2:]Nella storia del colonialismo italiano, che già non brilla per notorietà, la Concessione di Tientsin conserva il ruolo di Carneade. Un’ombra dell’ombra, direbbe Paco Taibo II. Eppure si tratta della seconda terra d’Oltremare che l’Italia riuscì ad accaparrarsi, undici anni dopo l’istituzione della Colonia eritrea. Questo la piazza al secondo posto anche per la durata del dominio, 42 anni, dal 1901 – in seguito all’intervento italiano contro la rivolta dei Boxer – all’invasione giapponese della Cina durante la Seconda guerra mondiale.

In un tempo remoto, quando il collettivo era ancora un quintetto, scrivemmo un soggetto cinematografico piuttosto sgangherato, dove un carabiniere italiano della Concessione indagava su alcuni loschi delitti con l’aiuto di un attendente cinese. Il titolo di lavoro era Tu bene!, traduzione letterale di 你好 (nĭ hăo), il più comune saluto in mandarino. Di quel progetto non si fece nulla, e in questo caso er cinema non ha davvero colpe. La storia era del tutto improponibile. Prosegui la lettura ›

#Barcellona, #Minniti, aviatori neri, Bus de la Lum. La Wu Ming Foundation prosegue il lavoro antifascista

Barcellona oggi e cinquant'anni fa

di Wu Ming 1

Barcellona resiste di nuovo, in massa, a una violenza poliziesca, militare, di derivazione chiaramente franchista e con espliciti elementi di fascismo. In questo modo torna a essere, come ottant’anni fa, centrale per le sorti d’Europa. Barcellona ci chiama a gran voce e ci chiede di prendere posizione.

Faccio notare questo prima di e a prescindere da qualunque valutazione sul referendum dell’1 ottobre, su tattiche e strategie dell’indipendentismo catalano ecc. Prima ci si schiera contro la violenza di stato che soltanto ieri ha lasciato per le strade quasi un migliaio di feriti, poi si discuterà del resto. Mi limito a far notare che l’indipendentismo catalano ha precise ragioni storiche e ha al proprio interno rilevanti forze internazionaliste, antifasciste, antirazziste, che hanno già rigettato più volte la finta solidarietà dei nostri Salvini, e dunque – al netto delle legittime perplessità – non meritano improvvidi paragoni con le miserie di casa nostra.

Ironia della sorte: più o meno nello stesso momento in cui la Guardia Civil cominciava a irrompere nei seggi elettorali, nelle edicole d’Italia arrivava il Corriere della Sera, con dentro un’intervista al ministro degli interni Marco Minniti.

Minniti era fresco reduce dalla festa di Fratelli d’Italia, dove aveva fatto il piacione ricordando di aver lavorato dietro le scrivanie di Mussolini e Italo Balbo, nonché lodando un celebre motto machista di quest’ultimo.

Nell’intervista, si poteva e si può leggere questo scambio (le sottolineature sono mie): Prosegui la lettura ›

#Bologna, 3-4 marzo 2017: ritorna Resistenze in Cirenaica. Il colonialismo italiano di ieri, l’imperialismo italiano di oggi | #4MBO

Clicca per aprire l’evento su Facebook.

A Bologna il 4 marzo sarà giornata di mobilitazione in difesa degli spazi autogestiti. In tutta la città si svolgeranno iniziative a sostegno delle esperienze minacciate, in primis XM24. Per quel weekend stavamo già organizzando al Vag61 la due-giorni di fine inverno di Resistenze in Cirenaica. Coglieremo la palla al balzo, e la voce di questo collettivo di collettivi si unirà al coro «diversamente intonato» che ne canterà quattro ai poteri della città.
Ecco il programma della due-giorni. Prosegui la lettura ›

Colonialismo italiano 2.0: Il caso dell’Etiopia.

Mattarella saluta i partigiani etiopi, dopo aver deposto una corona sul monumento alla Vittoria contro il fascismo, in piazza Arat Kilo ad Addis Abeba (Foto Quirinale)

Mattarella saluta i partigiani etiopi, dopo aver deposto una corona sul monumento alla Vittoria contro il fascismo, in piazza Arat Kilo ad Addis Abeba (Foto Quirinale)

[All’incrocio tra Colonialismo e Grandi Opere – due temi ai quali abbiamo dedicato libri, serate e approfondimenti – l’associazione ReCommon pubblica oggi un lungo reportage di 50 pagine: Cosa c’è da nascondere nella Valle dell’Omo? Le mille ombre del Sistema Italia in Etiopia. Lo hanno scritto, dopo varie peripezie, Giulia Franchi e Luca Manes e lo si può scaricare gratuitamente cliccando sul titolo qui sopra. L’articolo che segue è stato scritto per Giap come presentazione dell’intero lavoro di indagine e ricerca. Buona lettura.]

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Addis Abeba è una città affetta dal male apparentemente inguaribile della bulimia edilizia. Non esiste un vero e proprio centro, il filo rosso che lega tutte le aree della megalopoli etiopica sono gli incessanti lavori in corso che, secondo le mire dell’élite al potere, dovrebbero fare della capitale uno degli avamposti più importanti per l’economia del Continente Nero. Prosegui la lettura ›