Oltre gli schermi: scrittura, IA e resistenze tecnologiche

The Preiser Project, Hacker, 2014

di Roberto Laghi *

1. Il nodo del linguaggio: IA, scrittura, creatività

Nel digitale tutto è scrittura – i siti web, i social media, le immagini e i video, ogni azione, come mettere un like o comprare qualcosa – tutto è fatto di scrittura, nelle sue fondamenta di codice informatico, ma la maggior parte di questa scrittura rimane nascosta ai nostri occhi, esclusa by design dagli schermi che ci circondano e su cui passa una parte sempre più grande delle nostre vite.

L’«imperativo funzionale» di cui parla Marcello Vitali-Rosati in Éloge du bug. Être libre à l’époque du numérique (Zone, 2024) è incorporato nei dispositivi e nei servizi che ci circondano e ci dice, anzi, ci impone di non preoccuparci di come funzionano, di come sono stati costruiti e di quale influenza hanno su di noi e sui nostri comportamenti, anzi: applicazioni, telefoni e piattaforme devono essere il più semplici e intuitivi possibile, funzionare senza intoppi, in modo in modo da renderci produttivi ogni istante che passiamo a usarli e a esserne usati.

Ogni volta che agiamo all’interno di un social media commerciale, che facciamo una ricerca su Google, che usiamo un chatbot basato su un modello linguistico noi stiamo di fatto lavorando anche se ci stiamo svagando, siamo produttivi e contribuiamo alla creazione di valore per il pugno di aziende che ha costruito un oligopolio a cui è quasi impossibile sottrarsi. Prosegui la lettura ›

Terre del Reno, Setta e Sambro. La quinta guida «nonturistica» curata da Wu Ming 2

Arriva in libreria la settima guida della collana Nonturismo, la quinta a cura di Wu Ming 2, come sempre prodotta da Sineglossa, pubblicata da Ediciclo e scritta da un gruppo di abitanti del posto, con l’aiuto delle antropologhe Brenda Benaglia ed Eleonora Adorni. Le illustrazioni sono di Alessia Tzimas.

1. Bolognese sarai tu!

Il titolo, Terre del Reno, Setta e Sambro, è frutto di lunghe discussioni.
La redazione di comunità ha scartato senz’appello «Appennino bolognese» per almeno due motivi.

Il primo, strettamente geografico, è che il libro si occupa solo di una sezione delle montagne comprese nella Città Metropolitana di Bologna.
Il secondo, storico e politico, nasce dalla volontà di mettere in discussione la dipendenza dal capoluogo, preferendo l’appartenenza al più vasto «Appennino emiliano», comunque relegato al ruolo di sottotitolo. Prosegui la lettura ›

Aurora nonumentale: memorie di periferia contro la mappa morale del centro

di Mariano Tomatis*

Il cuore della Torino romana è forse il punto in cui si vede meglio lo scarto tra la città raccontata dai monumenti e quella che si muove sotto il piedistallo. Al Parco Archeologico della Porta Palatina, dentro il recinto svettano Giulio Cesare e Augusto, torniti in un bronzo muscolare tirato a lucido; appena fuori, corpi che dormono sui cartoni, avvolti nelle coperte tra cumuli d’immondizia.

Nel catalogo della mostra MonumenTO. Torino capitale (Palazzo Madama, 26 febbraio – 7 settembre 2026), Renzo Villa ritrae i due imperatori come paladini dell’ordine e della salvaguardia etnica, auspicando che «veglino sul degrado che gli inevitabili movimenti di popoli mediterranei, già romanizzati, potrebbero causare alle vestigia».

Il 7 marzo 2026, in un’intervista a La Stampa, Tomaso Montanari denuncia la gravità di «frasi così apertamente razziste» e chiede il ritiro del catalogo. Nel giro di due giorni la Fondazione Torino Musei prende le distanze: il presidente Massimo Broccio afferma che quella formulazione «non riflette il nostro pensiero». Il volume viene ritirato e avviato al macero, con l’annuncio di una ristampa senza il passaggio contestato.

Per capire se si tratta di un episodio isolato, ho visitato la mostra alla luce del doppio post sulla magia di Torino pubblicato poche settimane prima, e tenendo conto delle numerose volte in cui su Giap si è chirurgicamente criticata una mostra, un progetto museografico o la monumentalizzazione di un luogo. Si pensi alla serie Predappio Toxic Waste Blues contro il – per fortuna mai realizzato – «Museo del fascismo»; agli articoli sulla mostra «Tolkien: uomo, professore, autore»; alla critica radicale del mausoleo dedicato al criminale Graziani e alle inchieste sulle vestigia urbanistiche e odonomastiche del colonialismo italiano.

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Come anfibi in un torrente di montagna. Una scorribanda a partire da Mensaleri.

[Dopo la lettura di Mensaleri e dei sei dispacci pubblicati su Giap, in vista dell’incontro che ha organizzato a Isola del Liri (FR), Lorenzo Teodonio ci ha spedito questo testo, una vera e propria scorribanda tra carta e cartiere, villaggi e lotte operaie, libri scritti e memorie orali, epoche antiche e più recenti, scarponi e animali anfibi.]

di Lorenzo Teodonio*

Noialtri, che conosciamo bene la Resistenza, sappiamo quanto e cosa significhi la «strada dei monti» per «chi non vuole chinare la testa». In questo blog si è parlato tanto di montagna, del suo uso e del suo abuso: dalle Terre alte vogliamo partire per raccontare di quando non evocavano soltanto turismo, spopolamento e piste da sci, ma anche industrie, conflitti e idee rivoluzionarie, come la carta.

Il papiro e l’Appennino

Prima della carta, l’umanità ha utilizzato vari materiali come supporto scrittorio: dall’argilla alla pergamena, passando per il papiro. Dal suo nome discendono le parole paper, papel, papier. Prosegui la lettura ›

Casa, lavoro e macchine continue | Sesto dispaccio da Mensaleri

Un edificio dell’ex villaggio ENI a Corte di Cadore (BL)

Quando un romanzo si aggira per l’Italia è facile che intrecci i percorsi di altre opere, oltre a quelli di tante persone. In alcuni casi, l’incontro dura qualche ora soltanto, e deposita immagini nella memoria, discorsi che riecheggeranno alla distanza, frasi e aneddoti per libri futuri. Altre volte, le traiettorie si sovrappongono e le occasioni di ritrovo si moltiplicano.

1. Macchina continua

Nelle tappe di Fabriano e Jesi, il 19 e 20 febbraio, Mensaleri ha condiviso la serata con la proiezione di un documentario. S’intitola Macchina continuaprodotto da Local Bizzarro, diretto e scritto da Ruben Gagliardini, con Antonio Casagrande e Margherita Montali. È un montaggio di interviste, paesaggi, riprese di scioperi e comizi, con la colonna sonora di Pietro Giorgetti e le animazioni dello stesso Gagliardini (e di Claudia Cetraro). Venti minuti per raccontare la chiusura della cartiera Giano, l’arresto di ingranaggi mai fermi da cinquant’anni, la vendita del marchio «Fabriano», il destino di 195 lavoratori. Prosegui la lettura ›

Da Bologna sale un «Ōṁṁṁṁṁ!» L’attacco psichico del 14 marzo 2026

Sabato 14 marzo 2026, h. 18:30, la moltitudine si dispone a cuneo per cominciare l'attacco psichico.

Sabato 14 marzo 2026, h. 18:30: la moltitudine si dispone a cuneo per cominciare l’attacco psichico. Pigia sul fotogramma per vedere il filmato completo.

L’altroieri, sabato 14 marzo 2026, siamo tornati nel rione Pilastro di Bologna. Wu Ming 2 ha presentato Mensaleri (Einaudi 2025) al presidio contro il MuBa, in dialogo con Roberto Panzacchi del Comitato Besta.

Il MuBa, come abbiamo già spiegato, è il «Museo dei bambini», un progetto tanto fumoso nei contenuti quanto mortifero per le piante e il suolo del parco Mitilini-Moneta-Stefanini. Un cantiere che la giunta Lepore-Clancy – a memoria di vivente, la più infervorata nell’imporre cemento, asfalto e sempre nuove infrastrutture – si è ridotta a insediare manu militari, dopo uno dei soliti “percorsi partecipati” fittizi. Quelli con cui si cerca di mascherare una politica autoritaria, zelante nel perseguire gli interessi delle lobby edilizie e grandoperistiche. Prosegui la lettura ›

ATTENZIONE: avviso sul Fabbro di Oxford

Le persone che avessero acquistato di recente Il fabbro di Oxford di Wu Ming 4 nella ristampa del gennaio 2026 si saranno accorte che mancano del tutto le note bibliografiche a piè di pagina. Evidentemente per una qualche disattenzione o disguido tecnico non sono state stampate, ma la tiratura è stata distribuita lo stesso. Trattandosi di un saggio, costellato di citazioni, la mancanza è chiaramente molto grave e inficia la ricezione dell’intero testo.

Consigliamo a coloro che hanno conservato la ricevuta di acquisto di restituire il volume “fallato” e farsi rimborsare i soldi; a tutti gli altri di scrivere all’editore Eterea Edizioni e protestare. Per quanto ci riguarda chiederemo l’immediato ritiro della ristampa. Teniamo a segnalare che non abbiamo alcuna responsabilità in questa clamorosa défaillance e siamo infinitamente spiacenti per coloro che avessero già acquistato il volume.