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No Tav

Nervi #saldi in Val di Sherwood: cronaca di una giornata #noTAV

Lo studioso di cinema e media Flavio Pintarelli, grazie a storify.com, ci offre una cronistoria critica in tempo reale – suddivisa in blocchi tematici – del modo in cui manifestanti in loco e mediattivisti sparsi in tutta Italia stanno usando Twitter per commentare la manifestazione nazionale No Tav in Val di Susa, aggirare la disinformazione “bipartisan” sul suo reale svolgimento e mostrare la brutale repressione messa in campo dal ministro di Nottingham e dai suoi rinoceronti.

Integrazione: una cronistoria più specifica, incentrata sul “dirottamento” dell’hashtag “#saldi” su Twitter, la mette a disposizione @akaOnir.

N.B. Giunti al fondo della schermata di Storify, cliccare ogni volta su “Load more” per proseguire la lettura.

“T’î pròpi un muntanèr!” – Wu Ming 2 incontra Guccini & Macchiavelli

[In occasione del Festival Letteraltura di Verbania, Wu Ming 2 ha incontrato Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli per parlare di Appennini, vita in montagna, Resistenza, memoria, No Tav… Il risultato della chiacchierata è in questo lungo articolo, pubblicato ieri, 19 giugno 2011, sulle pagine de “La Domenica di Repubblica”.]

«I montanari sono come i marinai: girano il mondo, ma poi, quando viene il momento, tornano a casa». Parola di Francesco Guccini, che dalla storica via Paolo Fabbri 43, nel quartiere Cirenaica di Bologna, ormai da una decina d’anni si è trasferito a Pàvana, sull’Appennino pistoiese, vicino al mulino di famiglia di tanti libri e canzoni. Ci ho messo del tempo per trovare l’avita dimora, perché il numero civico che mi hanno indicato sta di fianco al vecchio portone, invisibile dalla strada, mentre sul cancello d’ingresso ce n’è un altro, tutto diverso. Che sia un’antica trappola per scoraggiare i forestieri?
Giù in città c’è chi sarebbe pronto a scommetterci, perché la montagna, vista da sotto, pare sempre un rifugio da eremiti, un nido d’aquila per misantropi e solitari, mentre nei sei romanzi che Guccini ha scritto con Loriano Macchiavelli, l’Appennino è sempre un luogo di incontri, una società complessa e nera quanto quella di pianura. Anche Macchiavelli ha vissuto l’infanzia da queste parti, poi è sceso in città e solo molti anni dopo è tornato a vivere in quota. Prosegui la lettura ›

Il sentiero degli dei. Novità e aggiornamenti

Iniziamo la settimana con quattro colpi che avevamo in canna da qualche giorno:

1. La rivista Speciale Qui Touring, nel numero di maggio dedicato alla Toscana, si è occupata dell’ultimo libro di WM2, Il sentiero degli dei, con un’intervista a cura di Tino Mantarro. Riportiamo (nella versione integrale) le tre domande/risposte più significative.

Quanto è stato deturpato il paesaggio [lungo la Via degli Dei]?
Il paesaggio è sempre un prodotto storico, il risultato di un’interazione tra l’uomo e l’ambiente. La tragedia peggiore non si ha quando questo rapporto produce brutture e “rovina” le bellezze naturali. Il vero dramma è quando la relazione si spezza, si annulla, e i luoghi perdono significato, invece di acquistarne uno nuovo. Questo, purtroppo, è ciò che è accaduto per far passare l’Alta Velocità e la Variante di Valico, due Grandi Opere che hanno trattato le montagne solo come ostacoli da bucare e mai come serbatoi di storie, di senso e di vita. Risultato: l’alveo del fiume Setta usato come “trincea utile” per collocare viadotti; il Sasso di Castro, una montagna dichiarata Sito di Importanza Comunitaria, spaccato in due da una cava, per trasformare in calcestruzzo 2.431.867 metri cubi di roccia; cinquantasette chilometri di torrenti morti o disseccati (ho visto con i miei occhi cosa resta della Carza, vicino a San Piero a Sieve). E poi abetine soffocate dalla polvere, tubi corrugati che spuntano dalla terra in mezzo al bosco, piste da cantiere che portano asfalto e guardrail dove prima c’erano soltanto sentieri, opere collaterali spesso inutili come grandi parcheggi e gigantesche rotonde. Purtroppo potrei andare avanti per molto, anche solo elencando quello che ho visto di persona. Senza contare gli interrogativi sull’interesse pubblico della nuova ferrovia e della nuova autostrada e sulle possibili soluzioni di minor impatto. Prosegui la lettura ›

Pregiudizi sbaragliati a cinque chilometri all’ora

Dopo un silenzio insolitamente lungo (ormai ci siamo abituati alle “recensioni preventive” di Libero), nel giro di una settimana sono usciti tre ottimi articoli su Il Sentiero degli dei. Da notare come i tre autori abbiano colto ciascuno aspetti piuttosto diversi del testo, com’è giusto aspettarsi da un libro ibrido, un oggetto narrativo non identificato che forse solo tra qualche anno ci apparirà come “normale” guida turistica (o “normale” romanzo).

“La Repubblica”, MARTEDÌ 25 MAGGIO 2010
UN LIBRO SCRITTO CAMMINANDO
“Il sentiero degli dei” di Wu Ming 2 è un viaggio a piedi sull’Appennino

L’opera è una sorta di pellegrinaggio ideologico fatto sul percorso Bologna-Firenze

MICHELE SERRA

Di camminatori-scrittori, e di scrittori-camminatori, c’è crescente abbondanza. Al punto di far sospettare la nascita di una moda, per giunta di una moda “facile” in virtù del facile nesso tra i due ritmi, quello delle gambe e quello della scrittura, e delle facili suggestioni del lento procedere e del piacevole osservare. Lo sbocco del pedante geografismo, e peggio ancora del narcisismo performante, è sempre in agguato.
Eventuali pregiudizi del lettore, prendendo in mano Il sentiero degli dei di Wu Ming 2 (membro del collettivo anonimo di scrittori Wu Ming), rischiano di infittirsi. Il libro è una specie di “pellegrinaggio ideologico” sulla stessa rotta appenninica, tra Bologna e Firenze, lungo la quale corre, sottoterra, il prepotente tubo della Tav. Fare a piedi, in superficie, lungo il ciglio dei monti, la stressa strada che il supertreno percorre in mezz’ora, e metterci cinque giorni. Legittimo temere la retorica della lentezza, e il ripasso non indispensabile di ogni buona e meno buona ragione che alimenta la cultura No-Tav.
Beh. Pregiudizi sbaragliati, e dunque, evidentemente, sbagliati. Prosegui la lettura ›

Il sentiero degli dei

Giovedì 29 aprile arriva nelle librerie Il sentiero degli dei, ultimo lavoro di Wu Ming 2 e seconda uscita per la collana A passo d’uomo della casa editrice Ediciclo.
Per spiegare meglio di cosa si tratta, ecco le due pagine che aprono il volume.

Nota dell’Autore
(alla maniera di Paco Ignacio Taibo II)

Una buona parte di questo libro consiste nella descrizione del cammino che va da Bologna a Firenze, da Piazza Maggiore a Piazza della Signoria, conosciuto con il nome di Via degli Dei. Tappa per tappa, il lettore può seguire il percorso e il camminatore arrivare a destinazione. C’è pure una scelta di foto scattate lungo il tragitto e una guida pratica per chi vorrà cimentarsi.
Mancano però le mappe topografiche al 25000 e il tono dei vari paragrafi è narrativo, partigiano e sentimentale. Sarebbe dunque difficile sostenere che questa è una guida per escursionisti.

Una buona parte di questo libro ha per protagonista un personaggio fittizio, con i suoi pensieri e le sue motivazioni. Alcune avventure che gli accadono sono frutto di invenzione, altre – le più numerose – si basano su fatti realmente accaduti. Tuttavia la trama del libro è il semplice susseguirsi dei passi e il protagonista è una mano tesa al lettore, per invitarlo a camminare. Sarebbe dunque molto difficile sostenere che questo è romanzo. Di certo, non è letteratura. Prosegui la lettura ›