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Libri

Per Andrea #Camilleri: le nostre recensioni degli anni Zero

[Negli anni dal 2001 al 2008, in aggiunta a Giap, curavamo una newsletter semestrale, che spedivamo a giugno e a dicembre, cripticamente battezzata Nandropausa. Era un bollettino interamente composto da recensioni; parlavamo, insomma, dei libri che ci erano piaciuti nei mesi precedenti.
Andrea Camilleri fu uno dei nomi più ricorrenti. Tra il 2003 e il 2007 recensimmo La presa di Macallè, Privo di titolo, Le pecore e il pastore, Maruzza Musumeci, Voi non sapete e la lunga monografia curata da Gianni Bonina Il carico da undici, poi ripubblicata col titolo Tutto Camilleri.
Programmaticamente, non recensivamo – anzi, nemmeno leggevamo – i romanzi della serie di Montalbano, perché, allora come oggi, pensavamo che il Camilleri interessante fosse quello dell’altra produzione.
Come tributo all’esimio collega appena scomparso, abbiamo raccolto quelle recensioni, e le riproponiamo qui sotto. Buone letture. WM]
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Vent’anni fa, la non-apparizione di Luther Blissett al #PremioStrega | #20annidiQ

Il primo lancio ti brucia, il secondo ti strega.

[Fa parte del ventennale di Q anche ricordare che il 9 luglio 1999 non ci presentammo alla finale del Premio Strega.
Anni fa qualcuno teorizzava il «processo-guerriglia», ovvero, sfruttare il ritrovarsi imputati in un’aula di tribunale per fare agitazione e propaganda contro il sistema di cui il processo stesso era espressione; nel nostro caso, mutatis mutandis, si potrebbe parlare di «premio-guerriglia»: sfruttammo il ritrovarci nella cinquina della più strombazzata tombola letteraria italiana per fare agitazione e propaganda contro l’idea stessa di Autore.
La guerriglia culminò proprio in una serata estiva di vent’anni fa, con il nostro definitivo sottrarci: mentre si celebrava la finale della kermesse, noi eravamo sì a Roma, ma in casa di Sergio Bianchi e Ilaria Bussoni, fondatori e animatori della casa editrice Derive Approdi, che da poco aveva pubblicato il nostro saggio Nemici dello Stato. Criminali, “mostri” e leggi speciali nella società di controllo. Insieme a Sergio, Ilaria e altre compagne e compagni del Luther Blissett Project, ci godemmo l’evento alla TV. Eravamo e rimaniamo estranei a quel contesto, e anche oggi lo ribadiamo.
Nel marzo scorso ci ha contattati Eleonora Bitti, studentessa di un master di editoria all’Università di Pavia. Voleva scrivere un breve saggio sulla nostra non-partecipazione allo Strega, e ci ha chiesto se esistessero scritti specificamente dedicati all’argomento. Ci siamo spremuti le meningi, ma non ce n’è venuto in mente nemmeno uno. Che ci risulti, nessuno aveva mai scritto un compendio di quei giorni. Ebbene, lo ha fatto Eleonora. Col suo permesso, ne pubblichiamo alcuni estratti, buona lettura.
Ricordiamo che le prossime visite guidate alla mostra Come un incendio d’estate secca e ventosa, allestita alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna fino a novembre, si terranno lunedì 5 agosto e lunedì 9 settembre, dettagli qui. WM]

di Eleonora Bitti

Incantesimi, pozioni e sortilegi: tutto questo è il premio Strega. Gli ingredienti principali restano i libri, ma nel calderone non mancano mai un pizzico di mondanità e una goccia di corruzione per poter sorseggiare la pozione del successo. E non sono pochi gli editori che dai loro antri scintillanti mandano malocchi agli altri titoli o infilzano con aghi appuntiti il fantoccio del loro avversario; se poi l’incantesimo funziona, ha inizio la magia delle vendite e l’oro si moltiplica.

1999. «Il premio Strega è più truccato di Sanremo.» [1] Esordiscono così i Luther Blissett in una delle prime interviste poco dopo la candidatura del romanzo Q, edito da Einaudi […] Prosegui la lettura ›

Speciale congiunto #Proletkult / #Lamacchinadelvento: isole, pianeti, utopie

Due isole.
Una delle più grandi e una delle più piccole del Mediterraneo.
La Sardegna, 24.090 kmq. Ventotene, 1,54 kmq.

Nei giorni scorsi, mentre a Cagliari Wu Ming 2 e Wu Ming 4 chiudevano il Proletour in una piazza Garibaldi gremita all’inverosimile (ringraziamo il Marina Café Noir!), Wu Ming 1 era uno degli “scrittori residenti” al festival Gita al Faro di Ventotene.

Oltre a presentare La macchina del vento nei luoghi in cui si svolge, sull’isola WM1 ha scritto e letto, accompagnato al pianoforte da Valerio Vigliar, un racconto collegato al romanzo. Uno spin-off – o un nocciolo di sequel? – intitolato Polykenos: Erminio partigiano a Ferrara, una mancata evasione dal carcere di Piangipane, la strage nazifascista di Caffè del Doro.

Mentre siamo in pieno brainstorming per il prossimo romanzo collettivo, del quale per ora non anticipiamo nulla, continuano a uscire recensioni ed “esercizi di lettura” di Proletkult e de La macchina del vento. In questo secondo speciale dedicato a entrambi i libri, ve ne proponiamo alcune, e ne approfittiamo per ricordare le prossime date del Macchina del vento Tour. Prosegui la lettura ›

Quella tenerezza per l’autonomia operaia – di Anna di Gianantonio

«Mi rivedo sempre solo, ma nella Polaroid sovraesposta che ho trovato nella scatola siamo in tre a inscenare quel western campagnolo. Io, mia sorella e Denis, il figlio dei vicini di mio nonno. Suo padre si chiama Ferruccio, un uomo generoso, vitale, dagli occhi azzurri e lo sguardo intelligentissimo. Loro nel cognome sloveno, Černic, portano una storia terribile di persecuzione, di tortura e di morte che ancora non conosco perché nessuno la racconta. Nessuno racconta nulla della guerra, o almeno così mi pare di ricordare. Puntiamo le pistole contro il fotografo.»



[Una preziosa riflessione della storica goriziana Anna Di Gianantonio, a partire da Una cosa oscura, senza pregio, il libro di Andrea Olivieri pubblicato nella collana Quinto Tipo diretta da Wu Ming 1 per le Edizioni Alegre.
Di Gianantonio è un nome noto alla comunità giapster: ha infatti partecipato allo speciale La storia intorno alle foibe, curato dal gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki e pubblicato sul sito di Internazionale in occasione del Giorno del Ricordo 2017. Risulterà evidente la continuità tematica e, diremmo, poetica tra quella discussione e questo «esercizio di lettura» dell’UNO di Olivieri. WM]

di Anna di Gianantonio *

Il sentimento che mi ha provocato la lettura del bel volume di Andrea Olivieri è di grande commozione.

Commuove, per averlo sentito raccontare e vissuto, la tenerezza dell’espediente letterario, o reale, del ritrovamento in una scatola delle foto di Albano e Leda, i nonni di Andrea, e di un ritaglio di giornale. Quest’ultimo testimonia di un possibile incontro tra lo scrittore Louis Adamic – immigrato negli Stati Uniti ai primi del Novecento, lavoratore, scrittore, giornalista, morto nel rogo della sua casa nel 1951, studioso attento e partecipe dei movimenti sociali e politici americani – e gli stessi nonni a Zenica, in Bosnia, dove gli Olivieri erano finiti per essersi schierati dalla parte di Stalin nel corso della cosiddetta «rottura del Cominform» del 1948, in cui il destino dei due capi di stato comunisti si separò per circa un ventennio.

Andrea Olivieri riesce a collegare la storia degli operai, al di qua e al di là dell’oceano, attraverso un filo che in questi anni è stato spezzato dalla storiografia: il filo delle lotte spontanee degli sfruttati e degli oppressi, lotte accompagnate dalla dimensione del desiderio, del sogno, dell’avventura e, soprattutto, dalla sovversione dei ruoli: quello di genere, ma anche quello che distingue i comportamenti politici leciti da quelli illeciti.

→ Continua a leggere sul blog di Quinto Tipo.

* Anna Di Gianantonio, storica, insegnante e presidente dell’ANPI di Gorizia, è autrice tra gli altri di Ondina Peteani. La lotta partigiana, la deportazione ad Auschwitz, l’impegno sociale: una vita per la libertà, Mursia 2011; L’immaginario imprigionato. Dinamiche sociali, nuovi scenari politici e costruzione della memoria nel secondo dopoguerra monfalconese, Consorzio Culturale del Monfalconese – Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel FriuliVenezia Giulia, 2005; e con Marco Puppini di Contro il fascismo oltre ogni frontiera. I Fontanot nella guerra antifascista europea, 1919-1945, Kappa Vu, 2016.

Audio e video del convegno #20annidiQ: sul rapporto tra ricerca storica e narrativa

20 anni di Q, Bologna, 04 giugno 2019.

Ieri la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio ha pubblicato sul proprio canale YouTube il video integrale del convegno Vent’anni di Q: sul rapporto tra ricerca storica e narrativa. Abbiamo estratto la traccia audio, per chi volesse ascoltarla in streaming o scaricarla.

Vent’anni di Q, Biblioteca dell’Archiginnasio, Bologna, 04 giugno 2019.
Vent’anni di Q, Biblioteca dell’Archiginnasio, Bologna, 04 giugno 2019.
Durata: 02h 23′ 35″.
Download.

Non aggiungeremo granché d’altro: molte – e belle – parole le hanno già scritte le persone che c’erano, condividendo le loro impressioni e gli appunti presi durante l’evento. Basta dare un’occhiata a #20annidiQ. Tutte e tutti coloro con cui abbiamo parlato e scambiato commenti hanno la netta sensazione di aver partecipato a un incontro importante, ricco di contenuti, e allo stesso tempo a una festa, cioè proprio quello che auspicavamo. Prosegui la lettura ›

Oggi a #Bologna. La reunion del quartetto di #Q, una nuova scoperta d’archivio, una mostra che è anche on line… e solidarietà a #XM24!

Oggi, la reunion.

Oggi alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, alle h.17, si terrà il convegno Vent’anni di Q: sul rapporto tra ricerca storica e narrativa. Ci saremo noi in formazione completa –quella originale, ossia i quattro autori di Q, Luca/Wu Ming 3 compreso – e, soprattutto, ci saranno due dei più importanti storici europei degli ultimi cinquant’anni (almeno): Adriano Prosperi e Carlo Ginzburg.

Abbiamo già scritto molte volte di come le ricerche di Prosperi e Ginzburg, individuali e congiunte, siano state fondamentali per immaginare e scrivere fabula e intreccio di Q. Ebbene, pare che dopo tanti anni abbiamo «restituito il favore», chiudendo un cerchio: anche grazie al ventennale di Q si è da poco fatta una scoperta archivistica importante, della quale oggi si renderà conto. Ed è così che, nella storia di questo romanzo e del suo ventennale, si incontrano nel modo più virtuoso e fecondo possibile le due dimensioni che da sempre cerchiamo di tenere insieme: l’archivio e la strada. Prosegui la lettura ›

#Proletkult e #Lamacchinadelvento. Nuove recensioni, interviste, video, calendario delle prossime date


Sette mesi dopo l’uscita, il nostro Proletkult continua il suo viaggio e continua a generare dibattito. L’uscita, un mese fa, de La macchina del vento di Wu Ming 1 ha retroagito sul romanzo collettivo e stimolato la ricerca di parallelismi e riferimenti incrociati. Intanto La macchina del vento va a ruba, letteralmente.

[Psssst, ehi! Qui! Ci siete tutti? Bene, allora state a sentire: non rubate nelle librerie indipendenti, che già faticano a tirare avanti. Se proprio dovete rubare, fatelo nelle librerie-supermarket, quelle delle grandi catene.]

In questo speciale congiunto – simile per impianto a quelli che facemmo per Timira e Point Lenana – proponiamo contributi su entrambi i romanzi, raccolti nelle ultime settimane per quanto riguarda Proletkult e negli ultimi giorni per quanto riguarda La macchina del vento. Buone letture, buone visioni, buoni ascolti.

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Speciale #Lamacchinadelvento: reading, interviste, recensioni

La macchina del vento

La macchina del vento è uscito da poco più di un mese e proprio oggi sono arrivate in libreria le copie della terza edizione.

Dall’ultimo speciale tutto ha continuato a muoversi: il tour conta già nove presentazioni e la decima è imminente (dettagli in fondo a questo post); sono uscite diverse recensioni importanti e sta nascendo un reading/concerto tratto dal romanzo (ve ne offriamo qui una testimonianza sonora). È dunque tempo di fare di nuovo il punto.

Andiamo in ordine cronologico inverso. Proprio ieri sul sito della rivista Il Mulino, è uscita un’intensa e bella recensione di LMDV, a firma di una vecchia conoscenza: il collettivo di scrittori Lou Palanca.

Considerato che Altiero Spinelli fu tra i redattori più importanti della rivista e tra i fondatori dell’omonima associazione/casa editrice, fa un certo effetto leggere proprio su quel sito certe considerazioni. Non siamo stupiti, però, ecco, una cosa del genere non è mai scontata. Prosegui la lettura ›

Speciale #Lamacchinadelvento: «Proletari di tutti gli universi paralleli unitevi!»

La macchina del vento

La macchina del vento di Wu Ming 1 è uscito da poco più di dieci giorni ed è stato ristampato dopo sole 48 ore. Grazie a tutte e tutti coloro che l’hanno già preso, letto, commentato, e – naturalmente – grazie a chi lo prenderà, leggerà, commenterà da qui in avanti. Abbiamo già molto materiale interessante da segnalare: eccovi dunque il primo speciale di Giap dedicato al romanzo. Buona lettura.

La macchina del vento su Jacobin Italia Oggi sul sito di Jacobin Italia compare una conversazione tra Giuliano Santoro e Wu Ming 1 a partire da La macchina del vento. Si parla di tante cose: tempo e conflitti sui tempi; Europa ed europeismo; letteratura fantastica e multiversi; come arrivare a La macchina del vento passando per L’Armata dei Sonnambuli e Proletkult; appunti di storia del movimento comunista novecentesco, e infine… marxismo zen. Il tutto con il titolo:  → «Proletari di tutti gli universi paralleli unitevi!»

Mariano Tomatis parla de La macchina del vento Nella conversazione testé linkata si fa riferimento a come Mariano Tomatis ha introdotto la presentazione de La macchina del vento al Vag61 di Bologna, il 23 aprile scorso. In una vera e propria lectio magickalis, Mariano ha collegato il romanzo a tutte le riflessioni sul tempo fatte da Wu Ming 1 in quasi vent’anni, e proposto esempi di lotte, numeri di magia e performances che mettano sabbia negli ingranaggi del tempo imposto. L’intervento si intitola Il laboratorio sui viaggi nel tempo è rimandato a ieri e si può leggere qui. Prosegui la lettura ›

Il fabbro di Oxford, di Wu Ming 4. Scritti e interventi su #Tolkien

Uscirà e verrà presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino il 12 maggio, il nuovo libro di Wu Ming 4 dedicato all’opera di J.R.R.Tolkien, il secondo dopo Difendere la Terra di Mezzo (Odoya, 2013, ripubblicato nel 2018). Si intitola Il fabbro di Oxford e raccoglie gli interventi pubblici tenuti da WM4 nel quadriennio 2014-2017, con la prefazione di Edoardo Rialti. Qui l’annuncio sul sito dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani. La casa editrice che lo pubblica, Eterea Edizioni, è appena nata, ed è la prima in Italia interamente consacrata alla diffusione degli studi su Tolkien e dintorni. Prosegui la lettura ›