1999 – 2019: #20annidiQ. Un’edizione speciale in arrivo e altre iniziative in cantiere

Alcune delle edizioni di Q apparse in giro per il mondo dal 1999 a oggi. Clicca per ingrandire.

Domani, mercoledì 6 marzo 2019, sarà il ventesimo anniversario dell’uscita di Q in libreria.

Il primo anno di Q fu per noi vorticoso: vendette subito molto più del previsto e fu ristampato svariate volte, arrivò nella cinquina finale del Premio Strega e poi al quarto posto – noi, com’è noto, non ci facemmo vedere – e in tempi rapidi vendemmo i diritti di traduzione in Germania, Spagna e Francia.

Sulla copertina della prima edizione c’era – come per tutti i libri di Einaudi Stile Libero dal 1996 al 2000 – un’illustrazione «fuori testo» di Tullio Pericoli. Un cavallo bianco s’imbizzarriva di fronte a un cinghiale avvolto dall’ombra. La scena era vista da molto lontano e incorniciata da filari di alberi giganteschi le cui chiome, al loro apice, si confondevano con le nuvole. C’erano anche due stormi di uccelli in volo.

Elegante, intendiamoci, ma senza alcun rapporto col libro. Infatti, a chi ci chiedeva: «Ma perché in copertina c’è un cinghiale?», noi rispondevamo: «Ehm… Boh.»

Dopo la finale dello Strega proponemmo a Paolo Repetti e Severino Cesari di rilanciare il libro con una nuova copertina, un diverso formato e un’impaginazione meno fitta, più ariosa. Quella sorta di edizione extra-collana uscì a Natale, anticipando il formato di Stile Libero Big. Ad accompagnarla in libreria, un poster con la nuova cover e la frase: LETTERATURA PER IL XXI SECOLO. A chi ci domandava: «Ma non è troppo ottimistico? Non è da sboroni?», noi rispondevamo: «Ma no, è una semplice constatazione, tra pochi giorni è il 2000.»

Infine, il 31 dicembre, con il cosiddetto «Seppuku» terminò il piano quinquennale del Luther Blissett Project, e noi annunciammo il nostro nuovo nome. A chi ci chiedeva: «Ma come? Avete successo con un nome d’arte e subito lo cambiate?!» noi rispondevamo… Non lo ricordiamo più, cosa rispondevamo.

Da lì in avanti, ci chiamammo Wu Ming.


Clicca per ascoltare Seppuku degli Utter Bliss (WM1, WM2, Massimo Carozzi e Leo Mantovani),
ultima traccia dell’album collettivo Luther Blissett: The Open Pop Star, Wot4, 2000.


Per celebrare i primi vent’anni del nostro romanzo d’esordio, sta per arrivare in libreria – annunceremo presto la data precisa – un’edizione speciale a tiratura limitata, con un nostro testo introduttivo intitolato «Vent’anni dopo». È un libro-oggetto molto peculiare, con copertina rigida, una sorprendente veste grafica curata da Andrea Alberti, mappe d’epoca a colori e due diverse gallerie di immagini, non solo stampe d’epoca ma anche fotografie. Queste ultime documentano la ricezione del romanzo nei movimenti e nelle controculture urbane contemporanee.

Per i prossimi mesi abbiamo in serbo anche altre iniziative, tra le quali una mostra e un convegno. Ci stiamo lavorando, e anche di questo daremo notizia più avanti. Per ora vi diamo solo alcuni indizi, in forma di parole-chiave: formaggio, vermi, tribunali, coscienza.

Nel frattempo, domani si aprono le danze. Dai suoi profili social, Einaudi Editore chiederà a lettrici e lettori di raccontare il loro rapporto con il romanzo usando l’hashtag:

#20annidiQ

Domani, mercoledì 6 marzo.

«In ogni caso, gradirei avere una copia del libro da regalare a mia zia, che è sempre in cerca dell’ultima pietra di scandalo.» (João Miquez / Giuseppe Nasi, Venezia, 6 marzo 1546)

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10 commenti su “1999 – 2019: #20annidiQ. Un’edizione speciale in arrivo e altre iniziative in cantiere

  1. Hm, potrebbe trattarsi di qualche divertissement sul Beneficio di Cristo?
    Si’ S-J lo so che il commento è troppo breve; non c’è bisogno che me lo ricordi.

  2. Se gli indizi sul convegno significassero che potrebbero collaborare/intervenire anche Carlo Ginzburg e Adriano Prosperi, beh, sarebbero indiscutibilmente due contributi importanti e appropriati… insomma che bisognerà proprio esserci :)

  3. Non essendo su twitter, lascio qui su Giap un personale aneddoto sui *20anni di Q*:

    Ho cominciato a leggere *Q* nell’estate del ’99. All’epoca ci fu un’importante eclissi e mi ritrovai, come tante altre persone, al parco urbano di Forlì per assistere all’evento astronomico. Portai il libro con me. Smisi di leggere quando un tizio seduto a fianco mi passò… una maschera da saldatore. Realizzai di colpo che avevano tutti lo sguardo rivolto verso l’alto ed io verso il basso, sulle pagine del romanzo blissettiano: insomma, una vera snob!

    • “Senti, ti consiglio questo libro, ti prego leggilo, leggilo!” Mi disse un giorno una cara amica (sì, sì, proprio tu!). Lo comprai, sinceramente poco convinta, in edizione economica. Ma chi sono questi? Mi chiedevo. Non si fanno neanche vedere, mah. E poi la trama, boh. È finita che l’ho letto in quattro giorni, sono corsa a comprarmi l’edizione Einaudi, ho preso una cartina, tracciato un percorso e un’estate ho trascinato mio marito fino a Munster e a Frankenhausen. Un libro fondamentale, che ha voluto dire tanto per me e di cui, ancora dopo 20 anni, continuo a ringraziarvi.

  4. Sono alla terza(o quarta)rilettura di Q.Insieme a “Morte dell’inquisitore di Sciascia e al “Nome della rosa” mi serve per ripulire (resettare direbbero gli smanettoni)il cervello dalle quotidiane brutture alle quali ci sottopongono giornali e televisioni,specie gli irritantissimi commenti sul TAV dai quali siamo subissati in questi giorni,vedi le quotidiane paginate su “La Stampa”.
    p.s.:certo che una eventuale riduzione televisiva di “Q” fosse trattata come “Il nome della rosa” c’è da augurarsi che non venga mai fatta.

    • Già, meglio assai il nulla all’obbrobrio. Sono rimasto colpito dal notare che Kubrick ci ha lasciato il giorno dopo l’uscita di “Q”. Conseguentemente, è da ieri che nelle mie fantasie ucroniche il romanzo di Luther Blissett, poco dopo la pubblicazione, finisce sulla scrivania del regista newyorkese che decide poi di farne un adattamento per il suo quattordicesimo lungometraggio.
      Lunga vita a “Q”, preparandosi a festeggiare i dieci anni di “Altai”.

    • Non so chi tu sia, Enrico C., però mi hai dato una possibile risposta al perché, quando sono arrivato (tardi) a leggere Sciascia (o a rileggerlo, però questa volta capendo cosa leggevo), mi sono sentito a casa, tanto da chiedermi come avessi fatto fino ad allora a farne a meno.Una sorta di anamnesi platonica, insomma :-)

  5. poche parole , un libro meraviglioso. onore a wuming..
    Elias , Gert dal pozzo e tutti gli altri eroi sono incastonati nella mia vita da un bel po d anni , quasi come Ettore Bergamini,.

  6. […] BOLOGNA Vent’anni di Q Adriano Prosperi, Carlo Ginzburg e Wu Ming dialogano in occasione del ventennale. Biblioteca dell’Archiginnasio, dettagli a seguire. con inaugurazione della mostra «Come un […]

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